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Omaggio a Edgar Allan Poe (19 gennaio 1809) – Il corvo (The Raven, 1845)

Ho aspettato tanto ma finalmente il momento è arrivato e non riesco ancora a crederci di averlo fatto solo adesso perchè adoro all’inverosimile l’intera opera di Edgar Allan Poe.

Sono mille e mille le sensazioni e gli stati d’animo che mi ha regalato e continua a regalarmi ogni volta che prendo in mano i suoi scritti e tra questi c’è di sicuro Il corvo (The Raven).

Edgar Allan Poe nacque oggi – Boston, 19 gennaio 1809 -, Il corvo anni dopo (1845) ed è con questo breve racconto-poesia-sonetto ed i suoi Nevermore (Mai più) che voglio ricordarlo e omaggiarlo.

Riporto la prima della diciotto strofe che costituiscono l’opera e che fin da subito catapultano il lettore in quell’atmosfera di paranoia-tensione-angoscia che il protagonista vive ricordando la sua amata.

 

The Raven

I.

Once upon a midnight dreary, while I pondered weak and weary,

Over many a quaint and curious volume of forgotten lore,

While I nodded, nearly napping, suddenly there came a tapping,

As of some one gently rapping, rapping at my chamber door.

`’Tis some visitor,’ I muttered, `tapping at my chamber door –

Only this, and nothing more.’

 

Il corvotraduzione di Antonio Bruno (poeta e letterato italiano)

I.

Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco, sopra alcuni bizzarri e strani volumi d’una scienza dimenticata; mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando – d’un tratto, sentii un colpo leggero, come di qualcuno che leggermente picchiasse – pichiasse alla porta della mia camera.

«È qualche visitatore – mormorai – che batte alla porta della mia camera.»

Questo soltanto, e nulla più.

(clicca sull’immagine per ingrandirla)

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3 - La penna e la tela Blog In Libreria Una frase, un rigo appena

Dialogo n° 21 da Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese

Gli Argonauti

Il tempio sull’Acrocorinto, officiato da Ierodule, ci è ricordato anche da Pindaro. Che i giovani uccisori di mostri – compreso Teseo di Atene – abbiano tutti avuto guai da donne, si potrebbe supporlo se già la tradizione non lo suggerisse concorde. Di una delle più atroci, Medea – maga e gelosa e infanticida – ci parla a lungo e con calore Euripide in una cara tragedia.

(Parlano IASONE e MÉLITA).

IASONE Spalanca pure la cortina, Mélita; sento la brezza che la gonfia. In un mattino come questo anche Iasone vuole veder il cielo. Dimmi il mare com’è; dimmi che accade sull’acqua del porto.

MÉLITA o re Iasone, com’è bello di quassù. La banchine sono fitte di gente: una nave s’allontana in mezzo alle barche. È così limpido che si riflette capovolta. Tu vedessi le bandiere e le corone; quanta gente. Stanno perfino arrampicati sulle statue. Ho il sole negli occhi.

IASONE Saran venute anche le tue compagne, a salutarli. Le vedi, Mélita?

MÉLITA Non so, vedo tanti. E i marinai che ci salutano, piccini, attaccati alle funi.

IASONE Salutali, Mélita, dev’essere la nave di Cipro. Passeranno dalle tue isole. E con la fama di Corinto e del suo tempio, parleranno anche di te.

MÉLITA Che vuoi che dicano di me, signore? Chi vuoi che nelle isole si ricordi di me?

IASONE I giovani hanno sempre chi li ricorda. Si ripensa volentieri a chi è giovane. E gli dèi, non sono giovani? Per questo tutti li ricordiamo e li invidiamo.

(pagine 131 – 133 da Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese)

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Buon Anno Nuovo! Buon 2022!

Tanti auguri di Buon 2022 a tutti! 🙂

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9 - Per tutto il resto... Blog Comoda-mente

Auguri di Buon Natale 2021!

Sarò banale
ma come faccio a non gridare…

Buon Nataleeeeee! 🙂

Il grande giorno è arrivato,
il più atteso, magico e incantato!

Questa notte
senza sosta
Babbo Natale ha bussato
ad ogni porta!

Oh oh oh!

Posso entrare?
Certo, è Natale!

Un pensiero per tutti quanti,
un regalo da scartucciare
e infiniti istanti
da ricordare!

Tanti Auguri di Buon Natale! 🙂

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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

T.C. V.S.D.I. 2050 ed il Sistema Solare del 2050 ed oltre

T.C. V.S.D.I. 2050 ed il Sistema Solare del 2050 ed oltre
(letteratura frammentaria d’autore)

“La mia Novella Letteratura Frammentaria è Somma e Anticonvenzionale Arte Rivoluzionaria!”

(T.C. V.S.D.I 2050 – “morceau” (leggasi: frammento) tratto da: “Testi Segreti Impubblicabili: Nova Genesi tra IperSpazio ed Ipertempo con Divagazioni Astronomiche sui Massimi Sistemi Cosmogonici noti” – opera citata – citazione citabile) 

Così parlò T.C. V.S.D.I. 2050 agli stupefatti managers riuniti in seduta plenaria: “Nel 2050 ed oltre dei poveri alienati e psicopatici alti dirigenti di partito si chiesero a che servisse (al loro partito a nulla…) l’eburnea Luna.

Alcuni di essi sospettavano anche che la Luna fosse monarchica e reazionaria.

Proposero pertanto di farla esplodere nello Spazio con un Gran Buuum che avrebbe rimosso tale Grande Vergogna dall’usuale orbita terrestre.

Spostandola dal suo asse con missileria fondendola nel Sole per dimostrare a tutti di cosa fosse capace il loro Grande Partito Super Galattico Terrestre.

Suscitando non poche polemiche e acerrime diatribe da parte dei moderati che invece non erano d’accordo nel distruggere la Luna per umani motivi politici.

Irriducibilmente, romanticamente ed artisticamente affezionati alla cara Luna che tanti carmi notturni ed artisti aveva ispirato e quadri e musiche e balletti.

Che male aveva fatto la povera Luna – a questi fanatici scervellati  – visto che la volevano eliminare dal Cielo Stellato per sorpassate ideologie politiche?

Furono chiamati d’urgenza degli psichiatri di partito molto bravi e costosi e fu creata una commissione ad hoc per studiare accuratamente il “casus Lunae”.

Inutile dire che – così come vanno tante cose in I-taglia – alla fine della  faccenda non se ricavò nulla e che il “casus Lunae fu messo presto a tacere.

E l’incresciosa ed incredibile faccenda si sgonfiò come un fiore di paglia avvolto dalla nebbiosa galaverna che fortunatamente tutto gela all’istante.

(…)

Il Sistema Solare rimase perciò cosmogonicamente più o meno identico a come noi studentelli di liceo l’avevamo studiato in tempi non sospetti – a livello di geografia astronomica – al liceo scientifico di fin ‘900 a Roma centro.

Tranne che per un nuovo pianeta scoperto ai bordi del Sistema Solare.

Novello pianeta a cui era stato affibbiato il pomposo nomignolo di “Internet“.

Sì, avete letto bene, o cari miei quattrocentomila lettori online!

Il nuovo pianeta si chiamava nientepocodimeno che… “Internet“!

Internet è l’ultimo pianeta del Sistema Solare scoperto dagli umani scienziati del 2050 ed oltre ma tuttora non tutti i terrestri del pianeta lo sanno.

Chiamato così in onore della Grande Rivoluzione Digitale del Terzo Millennioin fieri” (cioè in corso).

(…)

Al momento i “Cervelloni” – che cianciano interminabilmente di Astronomia Spaziale per ore, giorni, settimane, mesi, anni e decenni – reputano che non vi siano altri nuovi pianeti del Sistema Solare da scoprire di qui a breve.

Pertanto possiamo ribadire qui – senza tema di essere smentiti da qualche Arcigno e Squilibrato Ambiziosissimo Sapientone – che – come più volte pubblicamente affermato e dichiarato anche dall’esimio scienziato Torricella da Roma – il Sistema Solare rimane pertanto tuttora composto dalla Grande Stella (chiamata  Sole) che emette luce e calore (che ci permettono di vivere sulla Terra) e da ben nove pianeti che non brillano affatto di luce propria (riflettendo invece la luce emessa dal Sole).

I pianeti di seguito elencati (Mercurio – le nespole, Venere – la cenere, Terra – la guerra, Marte – le carte, Giove – le ove, Saturno – il coturno, Urano – il Gran Babbano, Nettuno – di pianeti come Lui non c’è nessuno, Plutone – il Gran Giocherellone ed infine Internet, l’ultimo pianeta del “Sistema S” recentemente scoperto dall’Homo Sapiens Sapiens) riflettono tutti la luce della Grande Stella che li illumina a giorno.

A guisa di riflettore cosmico “occhio di bue” che illumina la Sceneggiata Cosmica dei Pianeti in continua rotazione su se stessi “per divertimento”.

Infine, attorno ad alcuni di questi nove pianeti ruotano sfericamente dei pianetini più piccoli (detti satelliti) che “battono i pezzi” ai pianeti maggiori.

(…)

La Luna è l’unico satellite del pianeta Terra che noi umani abbiamo ancora.

Non distruggiamola invano bombardandola con ripetuti lanci terrestri di missili tattico-nucleari terra-cosmo sì tanto inutili, costosi e dannosi all’ambiente!

(…)

Così come Marte – in tempi assai remoti – era un pianeta abitato (abitato da chi… se non da noi stessi? – come ben cnarra il grande scrittore di fantascienza Philips Dick nel suo brano/racconto breve intitolato (“titolo del racconto” – controllare se è davvero suo o se è un racconto del Grande Asinnov…”)

(…)

“Gli Extraterrestri sono sempre esistiti – nel corso della Grande Storia dell’Umanità –  là nello Spazio-Tempo e nell’Iper-Tempo che preferisci.

Da sempre.

Perchè negarlo per… Magna Ignorantia e… Grande Paura a Voi?”

(…)

“Che fossero creature extraterrestri anche Muzio Scevola, Caligola, Nerone, Domiziano, Eliogabalo, Robespierre, Calimeru ed anche il francesissimo “Re Sole” (quello di “l’état, c’est moi” ovvero “faso tuto mi…”)?

Chi può affermarlo con certezza o negarlo con astrusa dovizia di particolari?

Ai Futuri Posteri Venienti (che verranno dopo di noi) l’ardua sentenza!”

(…)

Buone Festività ai fan del “Torricella Fan Club” ed ai miei lettori online!

T.C. V.S.D.I. 2050