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De le volgari origini (latine) de la ultrabella lingua i-tagliana del 2050

“Historia magistra vitae” (“la Storia è maestra di vita”)

(Cicerone, oratore e scrittore latino – citazione citabile)

“Vita supermagistrae historiae” (“la Vita è “supermaestra” di storia”)

T.C. V.S.D.I del 2050 ed oltre – citazione citabile

Dopo aver – il nostro ultraottantenne futur-artista T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre – in quella breve e frenetica ma proficua giornata bolognese:

1) inforcato i suoi vecchi occhiali da miope-presbite-astigmatico che gli consentivano di vedere il mondo del duemilacinquanta ed oltre così com’era realmente e non come magari pensava che invece fosse;

2) combattuto inutilmente contro i suoi vecchi ed inesorabili acciacchi dell’età che spietatamente avanzavano giorno dopo giorno, facendo rallentare – anche di molto – la sua indefessa giornata lavorativa senza orari;

3) urlato un pò di vecchie parolacce nel “suo” vecchio ed amatissimo vernacolo romanesco monticiano di fine ‘900 ad un vecchio fastidioso reumatismo sciatico che lo affliggeva da decenni addietro;

4) fatto la sua “nobile colazione” con un maritozzo caldo e due mostaccioli così buoni, che gli ricordavano tanto la “sua” Vecchia Roma Sparita di fin ‘900, che purtroppo non sarebbe mai più riapparsa in futuro;

5) risciacquato la propria vecchia dentiera di “vecchio babbione” sotto “l’acqua coria” (l’acqua corrente che – come dice il vecchio proverbio popolare scevro da pregiudizi generazionali – tutti i mali (li) porta via);

6) compiuto la propria ultra-laboriosa e lenta “nobile vestizione mattutina”, autonoma ed autosufficiente (compreso il faticoso taglio mattutino delle unghie dei piedi e la superlativa doccia con l’acqua calda dell’albergo, togliendosi così di dosso il “rudo” accumulatosi, ovvero le vecchie particelle di pelle morta…);

7) rimirato, fuori dalla finestra dell’albergo a quattro stelle, l’iracondo spazzino carico di bile scaricare rumorosamente un miliardo di bottiglie provenienti dal bar-gelateria all’angolo della strada sotto ai portici, all’interno del suo lercio furgoncino “monnezzaro” apposito, proprio dianzi a quel famoso “Gran Teatro Bolognese” in cui proprio Lui in persona, il “Grande Maestro delle Arti e delle Lettere d’Italia” (ovvero T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre) aveva, un dì, recitato a braccio di fronte al felicissimo pubblico plaudente;

8) riletto tutto d’un fiato e notevolmente apprezzato il sempre prezioso vecchio libro di Danilo Colangeli autore, intitolato “Tramonti in fiamme“, così da ricordarsi – ad imperituro monito dei “Letterari Sapientoni” di ogni parte del mondo e d’ogni tempo – come si “scrive con adeguata competenza lessicale”;

9) letto anche quell’altro libro – più datato e meno importante di quello del Colangeli ma pur sempre “libro” anch’esso – intitolato “Ettore Fieramosca ossia la disfida di Barletta” di un certo Angelo Poliziano, a cui è intitolata tra l’altro anche quella centralissima via del Primo Rione Monti di Roma, in cui aveva abitato, a fin ‘900 ed oltre, presso la celeberrima via Merulana (dal latino “merula”, i merli), la sua nonna paterna;

10) visitato, nel pomeriggio, dopo una pantagruelica dormita post-prandiana della durata d’un paio d’ore, niente-poco-di-meno che la celebre ed antica Pinacoteca Nazionale di Bologna del 2050 ed oltre, più che altro per vedere cosa avessero artisticamente combinato i “suoi” promettenti allievi pittorici Dommenichino (quello di via Dommenichino, alla fine della quale v’era la celebre hostaria di San Martino ai Monti a Roma?), Annibbale Caracci, Er Peruggino, Er Parmiggianino, Giudo Reni, Rafaello ed un tale Giottu.

11) essersi vestito con impegno e di tutto punto da Antico Romano o da Gladiatore o da Demone Dantesco o da Nerone imper’attore – più non lo ricordo, Io narratore – per le urgenti prove di scena del suo evento spettacolo “Esagerato Show“, rappresentato l’indomani sera proprio lì a Bologna centro storico;

12) aver sussurrato a se stesso, rimirandosi nello specchio della camera d’albergo, così agghindato addentro al suo “carnacialesco” (carnevalesco) costume di scena: “Sò er mejo der bigoncio!” (inconsueta automotivazione psicologico-attoriale pre-serale, probabilmente per “caricarsi” prima dello storico evento);

13) aver trascritto venti striminzite righe di codice javascript che, a malapena, si ricordava (flebili reminiscenze di quando era stato un giovane programmatore romano) per modificare al volo il suo sito web;

14) aver ascoltato dal proprio lettore tascabile portatile da viaggio “La marcia di Radetzki” del compositore Strauss, nonché alcune proprie musiche di scena inedite niente male, ancora da inventariare…

T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre si sedette infine, stanco in verità, allo scrittoio di quel lussuoso albergo  di Bologna, in cui avrebbe albergato in quella fredda ed umida notte padana d’autunno del 2051, a vergare questa sua personalissima missiva indirizzata ad un certo Cristiano Torricella,  autore che non sentiva più da tempi – a dir poco – biblici, scrivendo quanto da me – “Io narrante” – ivi ed integralmente sotto riportato:

Bologna, 31/11/2051

(* nota d’autore per i “Soliti Sapientoni” che avranno, come al solito, da ridire: il presente errore di data futura è espressamente voluta e teatralmente ricercata “ad arte scenica” dall’autore del presente sollazzo…)

Caro autore, tanto tempo passò ed Io non mi feci più vivo con Lei.

E’ tutto vero ma, come certo immaginerà, avevo eventi-spettacolo da fare e convegni, mostre di pittura, interviste alla radio, libri da autografare, la Galleria d’Arte Torricella da gestire (la mia), archivi letterari (i miei) da sistemare ed anche (ma non solo) un minimo di cento musiche di scena da me create l’anno scorso.

Sperando pertanto che Lei voglia perdonarmi per la mia lunga ma giustificabile assenza epistolare, passo adunque  a ciò che più mi preme assai, per cui oggi Le scrivo: la bozza del mio testo che quivi invio.

Gradirei infatti senza indugi un suo valente ed indipendente parere su quanto troverà scritto qui di seguito.

Tutta farina del mio sacco.

Niente di scopiazzato in giro, com’è assai di moda fare oggi, copiando di tutto di qua e di là su Internet.

Il sopradetto mio testo inedito, in forma di succinta bozza come mio solito, ma anche ricco d’estrema dovizia di storici particolari, narra la “Vera Historia Segreta delle Origini della Lingua Italiana”.

De le volgari origini (latine) de la ultrabella lingua i-tagliana del 2050 (così s’intitola per l’appunto…).

Partendo ovviamente dal latino volgare fino a spaziare storicamente al Duecento ed al Trecento compresi.

Anche l’italiano, lingua romanza o neolatina che dir si voglia, fa infatti parte delle nuove lingue latine derivate dal latino volgare allora parlato nei territori facenti parte (secoli fa) del Mitico Impero Romano.

Andiamo pertanto ad iniziare!

(continua)

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Historia D’I-Taglia di T.C. V.S.D.I. 2050: De Li Longo-barbi e De La Lingua Italiana

“2020 – anno bisesto, anno funesto? Sopravviviamo e prepariamoci per il futuro, ma soprattutto continuiamo a narrare le gesta di T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre ed a sognare ancora. Buon 2021. Abbiate fede. La fede smuove le montagne. Ad maiora.“

(Cristiano Torricella autore – citazione citabile)

Dallo scrittoio di una camera d’hotel a quattro stelle di Verona così rispondeva a notte tarda T.C. v.s.d.i. del 2050 all’importantissima missiva dell’amico compositore Doctor Smooke, che gli giungeva nientepocodimeno che da Roma “caput mundi”:

Verona, li 07/09/2051

Carissimo doctor Smooke, tra due giorni sarà il mio compleanno e ringraziando Iddio sono vivo e tutto procede per il meglio, compreso il mio “Esagerato Show”.

Purtroppo ho solo il tempo di risponderti al volo da questa lussuosa stanza d’albergo, visto che il ritmo di questa arte-terapico-catartica tournée letteraria-musical-teatrale (l’Esagerato Show) è serrato e che dobbiamo viaggiare da una città all’altra, per l’I-taglia, in pochissimi giorni, cambiando spessissimo d’albergo e desinando ove capita.

Mi scuserai pertanto per la brevità e se passo subito al dunque inviandoti un altro “morceau” (pezzetto) del mio nuovo saggio storico-enciclopedico intitolato “Historia d’I-taglia di T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre”, peraltro breve visto il tardo orario.

Ti narravo, nella mia precedente, di Papa Gregorio Magno preso ad organizzare la difesa di Roma dai feroci e primordiali Longo-barbi che la cingono d’assedio.

Papa Gregorio I sborsa “alle brutte” ben cinquemila libbre d’oro ad Agilulfo, soprannominato anche Agone (Agilulfo c’entra qualcosa con Sant’Agnese in Agone, chiesa “a latere” di piazza Navona a Roma? Chi lo sa alzi la mano, grazie…) per indurlo “con dolcezze e lusinghe” a levare l’assedio a Roma caput mundi”.

Dando ad Agilulfo anche un salato tributo annuale, come una specie di pigione, a patto che i Longo-barbi se ne vadano via per sempre da Roma ed invadano altri.

In tal modo Papa Gregorio riesce di fatto a salvare Roma ed i Romani dal feroce saccheggio delle sue ricche e dorate basiliche cristiane e dalla “Grande Paura a Voi”.

Ma chi era davvero Papa Gregorio? Era “romano de Roma” oppure no? 😊

In estrema sintesi, Papa Gregorio I era “un vero romanaccio” ed un “celiaccio”.

Nato intorno al 540 a Roma, è prefetto di Roma, rinunzia alla carica di prefetto e diventa un monaco del convento del Celio a Roma (ecco perché Io lo definisco qui un “celiaccio” e non un “monticiano” nè un “cavourino” di via Cavour a Roma).

Purtroppo (per lui) i preti si accorgono che “è in gamba” e Papa Pelagio II lo manda come diacono (nel 579 D.C.) fino a Costantinopoli a chiedere aiuto ai Bizantini per scacciare via i biechi ed infidi Longo-barbi dalle lunghe barbe incolte ed ispide assai.

“Je tocca de rimanè” a Costantinopoli sei anni e lì battezza Teodosio imper’attore.

Nel 586 riesce finalmente a tornare al “suo” tanto amato monastero del Celio a Roma, ove resta tranquillamente per circa quattro anni, ma la sfiga è già in agguato.

A febbraio del 590 Papa Pelagio II muore di peste (c’è la peste a Roma) e morto un papa (a Roma) lo sostituiscono subito (come dice il proverbio) sicchè a più d’uno viene in mente di “papare” (far diventare Papa) il “buon Gregorio del Celio”.

Gregorio non vorrebbe e resiste, organizza anche una bella processione nella “nostra de noi romani” basilica di Santa Maria Maggiore ma niente da fare, “tu devi da esse Papa pure si nun te va… – gli dicono i romani” e lo “papano” ugualmente 😊.

Ed è grazie a Gregorio che su Castel Sant’Angelo svetta tuttora, nel 2050 ed oltre, la statua dell’Arcangelo Michele che protegge dalla peste nera tutta Roma.

Infatti proprio a Gregorio par di vedere, nel corso della processione tenutasi a Santa Maria Maggiore a Roma, l’Arcangelo Michele che rinfodera la sua spada sul cucuzzolo della Mole Adriana in riva al Tevere, segno della fine della peste a Roma.

E per farla corta e breve, come si usa da noi a Roma, evitando tutta la lunga storia del suo papato, Papa Gregorio I (Gregorio Magno) inventa e promuove i Canti Gregoriani, diventa patrono dei cantanti e dei musicisti, muore a Roma a marzo del 604 e viene sepolto nella Basilica di San Pietro e venerato come un santo.

San Gregorio Magno è anche raffigurato in un quadro di Antonello da Messina.

Purtroppo ora la stanchezza delle recite e dei troppi spettacoli serali mi assale e mi obbliga a capitolare, data ormai la mia veneranda età, posando la penna sullo scrittoio, ingiungendomi or ora di riposar e ristorar le stanche membra distendendomi un poco, ancor tutto vestito, nel morbido letto dell’hotel, bevendo camomilla calda.

La prossima volta che avrò più tempo utile a scrivere qualche mia altra corbelleria (magar potessi!) ti narrerò la mia “Storia delle origini della lingua italiana” (il latino letterario ed il latino volgare, la scuola poetica siciliana del Duecento, il volgare fiorentino del Trecento di Dante, di Petrarca e di Boccaccio e l’Umanesimo latino del Quattrocento, in estrema sintesi e “ratio”, purchè tutto ciò sia di tuo gradimento e non ti annoi, ci mancherebbe altro…).

Si è fatto tardi ed anche oggi abbiamo vissuto.

Scende la notte e la Luna appare.

A presto, amico mio, stammi bene e componi buone musiche d’autore come sempre.

Buona notte.

T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre”.

 

Questa lettera Io scrissi, che terminava così bruscamente per necessità contingenti.

Ho una veneranda età – sapete? – e non posso esagerare con la fatica intellettuale.

Arrivederci a presto ai miei quattromila sostenitori i-tagliani e stranieri. Ad maiora.”.

T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre

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Historia D’I-taglia di T.C. V.S.D.I. 2050: De Li Longo-barbi e De La Longo-Barbia

(primo articolo storico revisionistico dissidente di T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre)

“Ognun di noi ha li problemi suoi

ma sempre avanti bisogna andar

visto che retrocedere non puoi “

(T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre – citazione citabile)

PREMESSA D’AUTORE AL BIZZARRO REVISIONISMO STORICO DI T.C. V.S.D.I.

“Che volete farci? Lui è fatto così. Ed ora che il Sommo Maestro e Vate delle Arti e delle Lettere T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre si è incaponito di rivisitare revisionisticamente ed enciclopedicamente la Storia del Genere Umano, per correggere ed emendare gli errori storici… allora sì che ne leggeremo delle belle…“.

(nota critico-letteraria – su T.C. v.s.d.i. 2050 – a cura di Cristiano Torricella).

HISTORIA D’I-TAGLIA DI T.C. V.S.D.I. 2050: DE LI LONGO-BARBI E DE LA LONGO-BARBIA

Così scriveva T.C. v.s.d.i. del 2050 al suo amico e compositore musicale Doctor Smooke (alias “Misterious Man”) da una fredda, spoglia e solitaria pensioncina nei pressi della stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella:

Firenze, li 26/08/2051

Carissimo doctor Smooke, come stai?

Io mi sento in splendida forma e con tante cose da dire e da narrare ai Posteri Venienti e da insegnare ai giovani ed al mondo intero (a parte la solita semi-cecità ed i vuoti di memoria di italo vecchio scrittore dissidente di fine ‘900 che tu già sai..).

Sto peraltro scrivendo il mio nuovo saggio storico-enciclopedico “Historia d’I-taglia di T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre” e, lungi dal terminarlo a breve, vado ora a narrarte un poco come assaggio, sperando farti cosa gradita.

Narrarti qualcosa, al volo, di ciò che ho scoperto, mediante lunghe e faticose ricerche da “erudito topo di biblioteca”, su li Veri Longo-barbi e sulla Vera Longo-barbia.

Longo-barbi innanzitutto – cioè etimologicamente “Popolo dalle Lunghe Barbe”.

E non “Longo-bardi” come erroneamente riportato sui libri scolastici del 2050.

E dunque “Longo-barbia” – dai “Longo-barbi”, appuntoe non “Lom-bardia”.

Laddove “l’ignorantia de l’amanuense scrivano medioeval-benedettino” confuse i Barbi con i Bardi, così apparentandoli – sì grave errore storico! – coi… Galli.

E maltraducendo, pur errando una lettera soltanto, apparentò – ahimè, il tapino monaco amanuense del convento – tal Fiero e Barbaro Popolo del Nord (i Longo-Barbi) con estranei ed esoterici Druidi, Bardi Cantori, Aedi, Vati e… Galli.

Intorno al 570 D.C. il flagello dei Longo-Barbi (barbari dalle lunghe barbe, da cui etimologicamente deriva anche barba-ro, chi non si radeva come facevano i Romani) porta la “Grande Paura” anche nell’I-taglia del Passato.

Il Popolo Germanico dei Longo-Barbi, che veniva giù dal Freddo Nord, cala come “nembo di tempesta e di devastazione” nella calda I-taglia del Freddo Nord.

Stretto ogni corpo dai vincoli, racchiusi in quadrati fermissimi, quarantacinquemila guerrieri longo-barbari duri, massicci ed incazzati (visto che avevano combattuto fino ad allora la sanguinosa e violentissima guerra greco-gotica) calano sull’I-taglia di Ieri guidati dal loro capo Alboino (che era… albino, “nomen omen”).

Ma di quali Galli crede di narrare, lo scriba benedettino, se questi Longo-barbi sono in realtà più truci parenti dei Vichinghi Scandinavi e dei Crudeli Popoli del Freddo Nord Europa che non dei popoli civilizzati dell’Europa di allora?

E tutti i “pecoroni di storici filo-governativi attuali e passati” tutti Lì a dire ignorantemente in coro: “sì, è vero, erano Longo-Bardi come i Bardi Gallici e gli Aedi che bevevano cervogia (birra primitiva) E come i Cantori Bardi ed i Druidi avevano pozioni magiche, rune e compivano forse anche sacrifici umani…”.

Poveri culturalmente! Venditori di fumo! Peracottari! (venditori ambulanti di pere cotte, così come si usava fare nella Roma Sparita del rione Parione di fine ‘900).

Centocinquantamila barbari affamati, avidi e sanguinari (anche donne e bambini feroci…) discendono dal gelido Mare del Nord e dalla Scandinavia (non in bicicletta, per carità…) calando come un fulmine devastatore sull’indifeso italo popolino di ieri (non troppo diverso da quello odierno, nevvero?) tutto preso a gozzovigliare, peccare e fornicare ad oltranza.

Tutta la penisola italica solleva orrende grida al Cielo – che Dio ce ne scampi e liberi… – grida dovute alla “Grande Paura dei Longo-Barbi” che dominano la Terra.

Un popolo d’infreddoliti ed affamati Barbari Longo-Barbi, sanguinari guerrieri dalla nuca rasata (forse in onore del loro ferocissimo Dio della Guerra, forse Wotan o Odino) cala nella lussureggiante I-taglia ed in pochi attimi la devasta, la brucia, la saccheggia, la danneggia, la sfregia e ne uccide gli abitanti senza pietà, dando luogo a stupri etnici di massa e tagliando le mani ai “burini” delle campagne.

Gli anarchici Longo-Barbi invadono con le loro bande l’I-taglia del Nord, spadroneggiando ovunque ed accampandosi ove preferiscono, contravvenendo agli ordini dei loro capi (i Duchi) fino ad ammazzarsi tra loro per le ricchezze saccheggiate agli Itali e le terre messe a ferro e fuoco con inaudita violenza e ferocia.

Partiti dalla Scandinavia, hanno attraversato l’Elba, poi il Danubio, scendendo poi fino all’odierna Cividale del Friuli, da lì riversandosi dalle Alpi Friulane in I-taglia.

L’I-taglia urla di terrore: “Grande Paura a Voi! I Longo-barbi sono alle porte!”.

Giacchè la Scandinavia del Passato comprende le odierne Svezia, Norvegia e Finlandia (altro che Galli mangia-cinghiali, Asterix e Obelix dei “finti storici”).

Alla faccia degli storici ignoranti di ieri, di oggi e di domani, questi barbari Barbi sono più come i Vichinghi e come i… Kiss (gruppo hard rock nord-europeo) 😊

Hanno la neve ed il gelo del Nord nelle ossa e vogliono predare e assassinare.

Le loro tempeste del Mare del Nord nei loro freddi occhi azzurri di assassini.

Stanchi di nutrirsi di alci, cervi, balene, balenottere, foche, trichechi e pesce.

I loro lunghi e bui inverni quasi polari li rendono cattivi ed odiano chi vive al Sole?

Vogliono mangiare anche loro frutta e verdura, cacciagione e carne a volontà e vino?

Nel 593 i Longo-Barbi assediano Roma (“Grande Paura ai Romani”!) e Papa Gregorio Magno paga un lauto e salato tributo ai Longo-Barbi per salvare Roma, se stesso ed i Romani dalla catastrofe imminente (i Longo-barbi sono il Diavolo?).

Giacchè i Longo-barbi ciarlano in modo incomprensibile al Papa ma capiscono l’oro!

L’iconografia papalina classica farà poi di Papa Gregorio MagnoSalvatore di Roma e dei Romani” una sorta di inerme teologo pacifista “ante litteram” che – incredibilmente, nel senso che ciò non è storicamente esatto né credibile storicamente – doma i Longo-Barbi sulla scalinata di San Pietro a Roma solo con… la Fede!

I cavillosi Bizantini perdono in battaglia contro i Longo-barbi (“cavillavano” anche in guerra?) e la povera I-taglia viene spaccata territorialmente in due parti nette (la prima delle tante divisioni e dominazioni straniere che l’Itala Patria dovrà affrontare per milletrecento anni circa, poveri itali cittadini onesti e laboriosi?).

Al Nord I-taglia, c’è la Longo-Bardia (dI cui l’odierna Itala Regione Lom-bardia).

Da Ravenna in giù (Sant’Apollinare in Classe compresa) c’è la Romania (che diventerà etimologicamente l’odierna Romagna della Regione Emilia-Romagna).

La Romania Bizantina, con capitale a Ravenna, comprende Bologna ed Urbino ed anche le odierne Marche nonchè gran parte della Valle del Tevere fino a Roma “caput mundi” e Farfa (la cui abbazia sarà donata al Papa dai Longo-Barbi).

Per più di mille anni (fino al 1861) la povera I-taglia resterà frantumata in pezzi.

Sopra la Longo-Barbia, a Nord al di là delle Alpi, c’è il Regno dei Franchi (futura Francia).

La Tuscia (in Toscana), Firenze (ove dormirò stanotte), Mantova (nei cui pressi oggi risiede la scrittrice ed attrice ex sanmartinese ed ex monticiana D.O.C. Rosalba L. F.), Pavia, Milano, Aosta, Bolzano, Cividale del Friuli, Venezia e Trieste diventano così tristi e devastabili città longo-barbe degli esordi dell’invasione.

Genova e la Liguria inspiegabilmente invece si salvano, così come il Ducato di Spoleto, quello di Benevento e tutto il Sud I-taglia, comprese la Calabria ed il Bruzio e le itale isole maggiori di Sicilia e di Sardegna, che restano intatte e beate.

L’Impero Bizantino però si estende invero anche dall’altra parte del Mar Adriatico.

Dall’itala Romania (Romagna mia delle piadine e dello squaccherone…) fino all’ odierna Romania, Albania ed ex Jugoslavia dei tempi della Guerra Fredda di fine ‘900, oltrepassando, di fatto, lo stretto Mar Adriatico “vacanziero” di oggi.

Cioè l’Impero Bizantino si estende anche ai cosiddetti “Paesi dell’Est”.

La luce del meriggio volge però ora al crepuscolo e dunque qui poso la penna e taccio.

A presto, amico mio e fammi sapere se questa mia nuova ti piacque un poco o no.

Stammi bene e non lavorare troppo al computer sforzando la vista. Un abbraccione.

T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre”.

 

La lettera che scrissi al mio caro amico musicista terminava così.  Or che l’avete letta, che ve ne pare? Saluti ai miei quattro-cento lettori ed arrivederci al prossimo articolo.

T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre

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T.C. V.S.D.I. del 2050 – Il teatro e la musica Rock del 2050 ed oltre


Così parlò T.C. v.s.d.i. del 2050 al “suo” pubblico venuto ad applaudirlo a Roma:
“Dopo aver magramente pasteggiato con un leggero “pasto unico”, consistente in un “panino ipocalorico” contenente formaggio pecorino, mozzarella di bufala, prosciutto crudo, frittata di carciofi, scalogno, radice di zenzero, insalata, basilico e pomodoro… che volete che Vi dica?

Il teatro e la musica rock del 2050 confrontati con le “Somme Arti di fine ‘900”? – Voi chiedete?

Sicuramente bellissimi, il teatro e la musica rock del 2050 ed oltre, se messi in scena da Noi!
Perché creati da Me “Sommo Maestro delle Arti e delle Lettere di fine ‘900 e del 2050”!
Nonché da Liberi Nobili Autori ed Artisti Italiani senza Macchia e senza Grande Paura!
Alcuni d’Essi, facenti anche parte del Libero Centro Sperimentale “N.L.C. 2050 d’Italia”!
Formato da “Liberi Collaboratori Artistici D.O.C. di fine ‘900 ed oltre” in unità d’intenti.
Da me medesimo scelti esclusivamente per squisito e raffinato merito artistico e culturale.
Selezionati personalmente uno ad uno.

Notevolmente adatti al meritevole progetto artistico-musicale “Esagerato Show” “in fieri”.

Sommi Autori ed Artisti che, di seguito, vorrei presentarVi senza troppi giri di parole.
Dimitri Pan Berioti alla chitarra elettrica ritmica e/o solista.
Il Doctor Smooke, polistrumentista misterioso senza tanti grilli per la testa.
RobotCris 2050 e le sue macchine sonore (drums machines, synths, arrangers ed altre “diavolerie tecnologiche” che “pilota” con destrezza, come solo un vero cyborg sa fare…).
Ed infine Io, T.C. v.s.d.i. 2050 D.J., cant’attore e “mixatore” di loops sonori!
Ecco le “firme” del nostro nuovo esagerato album musicale “Let It Rock” uscito ieri!
Acquistate il nostro nuovo disco, allora, amici e fans del progetto artistico del 2050 ed oltre!

Presentata ora “la rocckettara squadra”, passiamo alle più serie “quisquilie intellettuali”?
Di che volete che parliamo oggi, Signori e Signore di Castro Pretorio (vicino a Porta Pia)?
Del… “Teatro dell’Assurdo” o del “Teatro della Mente Libera del 2050 ed oltre”?
Di… Pericle e dintorni?
Dei Misteriosi Antichi Egizi e delle loro Antiche Piramidi Sommerse scoperte nel Nilo?
Dell’eterno fluire della Storia con i suoi corsi e ricorsi e il “Nietzschiano Eterno Ritorno”?
Degli U.F.O e degli “Omini Neri della Costellazione del Sagittario”?
Parliamo, invece, dell’Antica Roma? O del “Sommo Mestiere dello Storico”?
Delle “Domande di senso” che – da millenni – l’uomo d’ogni epoca e lignaggio si pone?
(“Chi siamo? Da dove veniamo? Dove dirigiamo i… nostri passi stanchi?” – citazione citabile).
E siccome “semel in die licet insanire”, vogliamo parlare anche – mitologicamente ma non esaustivamente, affatto… – del crudele Crono Iddio del Tempo Che Passa e dei… suoi figli?
Degli O.G.M. (Organismi Genericamente Modificati), degli inquinanti edocrini, dei dannosissimi inceneritori e delle discariche di rifiuti?
Benone, allora!
Come nel miglior copione del “Teatro dell’Assurdo”, Ve ne parlerò la prossima volta.
Semprechè Io… me ne ricordi – visto che invecchio a vista d’occhio… – a Dio piacendo!
Pace e bene! Ad maiora! Ad futura! Ad… “Grande Paura”! Saluti e baci dal vostro…

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Chi è di scena? T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre! (parte 2)

Citazioni epistolari da: “La posta di T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre”

(hai un problema? Vuoi una risposta dal celebre scrittore e chitarrista rock T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre? Scrivi a: postadelcuoretcvsdidel2050edoltre@. T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre ed il suo staff ti risponderanno appena possibile. A tutti sarà data debita risposta. Non si accettano e-mails non firmate. Lo staff di T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre ringrazia i lettori che ci hanno inviato e-mail.).

Illustrissimo T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre, sono una divorziata del 2050 innamorata di un altro. Con mio marito litighiamo spesso e sogno anche di ucciderlo. Così erediterei la casa. Che fare? Grazie per la risposta.

Veronica (Verona)

 

Cara Veronica, non fare nulla. Non vorrai mica andare in prigione? Prenditi una camomilla e dimentica le Furie Omicide. Credo proprio che non ne valga la pena. E, soprattutto, dimentica… la casa non tua.

T.C.  v.s.d.i. del 2050 ed oltre

 

Caro T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre,

sono un italiano medio rimasto disoccupato dopo l’arrivo dei lavoratori robots in fabbrica. Frugo nei bidoni della spazzatura di Roma in cerca di qualcosa da mangiare. Dormo per strada come un barbone. Mi sento un fallito. A volte penso di suicidarmi. Quando lavoravo ero un operaio ben pagato e simpatico a tutti. Oggi che assumono soltanto giovani, donne o disabili, Lei potrebbe raccomandarmi a qualcuno? Mi aiuti. Per carità cristiana. Grazie per quanto vorrà/potrà fare per me.

Mario “il barbone di Colle Oppio” del primo rione Monti di Roma del 2050 ed oltre

 

Caro Mario, ha fatto bene a scrivermi. Che dire? La sua Odissea è finita. Mi contatti in privato. Venga in ufficio e chieda della segretaria. Cercherò, per quanto posso, di farla lavorare. Ma, all’inizio. non chieda troppi soldi a chi la segnalerò. In bocca al lupo!

T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre

(1)MAPPA VIA MECENATE ROMA DI TC VSDI 2050 070520
(clicca per ingrandire la mappa)

In loro memoria “AMARCORD” gli “AVI DEL FREDDO NORD” del ‘900…

A “zia” Rosina

Zia Rosina”, deceduta “in odor di santità…” – a dire di Edo T., il nipote, che la conosceva di persona e che sostiene che: “il suo vero nome era Suor Rosa Torricella, madre superiora delle Figlie della Carità.

Nata a Fiorenzuola D’Arda, in Emilia, nel ?

Deceduta in un piccolo paesino della Sardegna in provincia di Cagliari: Guspini.

Dopo essere stata a Bra, in Piemonte, in gioventù e poi inviata a Sassari alla fine degli anni ’50.

Ne scrive bene online, di Lei, Monsignor Zichi, che testimonia di averla conosciuta personalmente quando era superiora nel rifugio delle bimbe abbandonate o orfane “Gesù Bambino” di Sassari.

Monsignor Zichi, che Io scrivente non conosco, ma il cui giudizio positivo trascrivo qui di seguito:

“Le suore, di cui desidero ricordare alcune superiore che Io (“cognomi vari” compresa Torricella) sono state vere madri ed educatrici che hanno saputo dare – alle tantissime bambine ospiti dell’Istituto – calore umano, affetto, conforto ed orientamento nella vita una volte uscite dal Collegio. Posso affermare ciò per esperienza diretta.” (Monsignor Zichi – citazione citabile)

Arrivederci al mio futuro prossimo articolo che sarà pubblicato sempre in questa rubrica 2050…

Ad maiora!

T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre
Postilla atomica autografa chirografa neofuturista conclusiva

“Ciò che di mio pugno scrissi e divagai, nel 2050 ed oltre, Io non lo rinnego affatto come Giuda…”

T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre (alias Torricella Cristiano, “vegio” scrittore dissidente i-tagliano del 2050 ed oltre, poeta, paroliere, cant’attore, pittore, grafico, musicista teatrale e chitarrista rock)

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