(I.A. o non I.A.? – relazione pre-natalizia sull’ I.A. scritta da un creativo digitale che sperimenta l’intelligenza artificiale. Bozza di incipit testuale scritto da un umano e non da una macchina o da un robot. Riflessioni di un pensatore informatico di ieri e d’oggi relativamente ai tempi attuali ed a quando vivremo insieme a tanti RobotCris (vedi sottostante illustrazione) – Marino (RM) – 18 dicembre 2025 – © Cristiano Torricella)
INTRODUZIONE ALL’USO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
(dopo aver premuto sul bottone “A.I. mode” per chiederle cosa significa “proemio”).
Partirei dalla parola “proemio” che suona così bene e teatralmente m’intrigava mentre ascoltavo in cuffia su You Tube l’immortale “Every Breath You Take” dei mitici Police.
Seguita da “Wind Of Change”, “Still Loving You” e “Rock You Like A Hurricane”.
Ovviamente degli Scorpions (gruppo hard rock ed heavy metal tedesco fondato nel 1985 ad Hannover – fonte di seguito citata: https://it.wikipedia.org/wiki/Scorpions).
Cioè da quando cliccando col mio “ditone” sul piccolo bottone “A.I. Mode” del cellulare Android connesso ad Internet scrivevo: “proemio. Spiegami brevemente cosa è”.
Con l’ A.I. che mi spiegava il significato di “proemio” (del tutto ignoto sino ad ora).
Altrimenti come scrittore userei parole di cui ignoro il significato e ciò non si può fare.
E conversando per iscritto con l’ A.I., vengo così a sapere che il proemio necessita di due elementi che sinora ignoravo: la Protasi (Enunciazione) e l’invocazione alla Musa.
L’invocazione alla Musa la scrivo subito qui sotto così la liquidiamo al volo e così sia:
“O Grande Dea dell’Informatica e della Telematica di fin ‘900 e del 2050 ed oltre!
Assistimi nell’impeto creativo (così umano e non robotico) di narrare l’indicibile!
Ispirandomi a scriver tale relazione di Natale su opportunità e criticità relative – a dicembre del 2025 – all’Intelligenza Artificiale”.
Fine della necessaria e retorica invocazione ritenuta necessaria dall’agente dell’ I.A..
In cui I.A. sta per Intelligenza Artificiale (o come si usa – in lingua inglese – A.I.).
Tale Musa dell’Informatica e della Telematica di fin ‘900 esiste forse per davvero?
Magari – quando ho tempo – glielo domando proprio all’Intelligenza Artificiale!
Rimandiamo però ora tale approfondimento ad una data da definirsi nel futuro.
Poichè l’ I.A. mi scrive anche che – in taluni casi – il proemio è preceduto da una dedica ad un personaggio illustre o ad un protettore di tale opera dell’ingegno.
Per cui lo dedico immediatamente “Ai miei Avi del Nord Italia” ed anche questa è fatta!
E finalmente siamo giunti alla Protasi o Enunciazione del tema del poema in oggetto!
Tutto ciò spiegato succintamente (come richiesto) dalla cara Intelligenza Artificiale.
Ma io non voglio e non debbo scrivere un poema informatico “damn it” (dannazione)!
Ciò che vorrei scrivere è una breve relazione sull’ I.A. che uso io o un bilancio parziale.
Ultime parole famose (riguardo all’aggettivo “breve”) per uno che scrive per passione?
Insomma sbagliai ad usar “proemio” ma ne accorsi grazie all’Intelligenza Artificiale.
E comunque l’ I.A. mi ha spiegato in modo facile ciò che – sino ad oggi – non sapevo.
Ovviamente, però, non mi sono fidato ciecamente di ciò che scriveva l’ I.A. online.
Controllando su Google motore di ricerca che l’I.A. non si fosse sbagliata pure lei!
Trovando così – sia dalle definizioni di Oxford Languages che sul sito web Treccani – che proemio non è solo la parte introduttiva di un poema ma può esser anche quella di un discorso, di un’orazione o di uno specifico trattato.
Dunque in senso più esteso, lato e ben più largo di quanto enunciatomi dall’ I.A..
E visto che la scrittura di un proemio presuppone un notevole impegno letterario e stilistico a cui io non posso di certo dedicarmi al momento attuale, allora e dunque niente proemio per ora (cancellando la parola stessa dalla mia mente di autore).
Ed anche questa breve introduzione all’uso dell’Intelligenza Artificiale è dunque scritta.
Senza infamia e senza lode credo.
Ad maiora.
C.T. autore
Capitolo primo: CIO’ CHE L’ I.A. VOGLIONO FARCI CREDERE CHE SIA
Ciò che l’ I.A. vogliono farci credere che sia (alcune tv, giornali e radio) è presto detto!
L’ I.A. attuale è – verosimilmente – Lucifero in persona e porterà all’annunciata (ma da chi?) e malaugurata estinzione della razza umana sulla Terra per colpa dell’ I.A.?
Scusate o prezzolati menagrami ma ne ho sentite troppe già in passato e non ci credo (non dovevamo – il nostro mondo e noi – scomparire già nel fatidico anno 2000 d’ieri?)
E allora ci forniscono – per convincerci di ciò – un rincorrersi di voci e di notizie tele-giornalistiche allarmanti che narrano dell’ I.A. che falsifica la voce per rubarvi non so cosa, che crea notizie false e che dà risposte sbagliate mediche e legali.
Affinchè la mistificante narrazione generale sia: “Rifiutate l’ I.A. nostra nemica!”.
E così – io che non avevo voglia e tempo libero – son quasi costretto a scrivere di I.A..
Per ristabilire un minimo di verità dei fatti che non vanno affatto nella direzione loro.
Così come piacerebbe – così farebbero più business con i gonzi no? – tanto a costoro!
(…)
I miei appunti sull’uso pratico dell’ Intelligenza Artificiale (da qui in poi denominata per brevità “I.A.” e – se trattasi d’Intelligenza Artificiale Generativa – “I.A.G.”) dovevano – in origine – fornire soltanto un breve resoconto di un percorso sperimentale personale.
Breve bilancio di un percorso formativo in cui mi sono auto-inserito per stare al passo con i tempi attuali ma anche per risolvere problemi cercando di automatizzarli.
Avrei dovuto scrivere poche riflessioni personali “socratiche” “in itinere” e basta.
Una sorta di “working in progress” o di parziale bilancio annotato di getto per me stesso da un informatico che s’interroga sul proprio privato uso online dell’ I.A..
Scritte da uno che non pretende di saper tutto dell’ I.A. (benedetta umiltà negletta dai “Sapientoni” d’oggi e del 2050) e che si documenta, sperimenta e vuol saperne di più.
Perchè l’ uso dell ’I.A. in futuro sarà ben diverso e ben più specifico di quello attuale.
Riflessioni personali scritte di getto da uno che – nella vita quotidiana e come tanti altri oggi – si trova immerso in continui problemi complessi molto correlati tra di loro.
Come vasi comunicanti che hanno in comune un liquido mercuriale che li riempie.
A guisa dell’attuale società super-tecnologica in cui tutto è ormai globale e correlato.
(…)
Riflessioni scritte di getto prima con xed (editor di testo piccolo e leggero che fa parte di Linux Mint o.s.) e poi copiate ed incollate in LibreOffice Writer (editor di testo free).
Essendo io sono uno di quelli che – di fronte ai problemi tecnici creati dal “fine vita“ del sistema operativo americano MS Windows 10 – sono felicemente passato a Linux.
Scrivendo ciò che posso senza ulteriori correzioni dato il poco tempo libero che ho visto che sto sperimentando l’ I.A. sperando di ricavarne utilità e prezioso tempo.
Usandola ogni volta che posso ma senza aspettative miracolistiche e rimanendo con i piedi per terra come apprendista dell’ I.A. (pur studiandola e sperimentandola online).
In quanto (di tale disciplina super-tecnologica) so di ignorare assai (“mea culpa, mea grandissima culpa”) ed altre novità verranno, dovrò impararle e pure aggiornarmi.
Curioso e voglioso d’imparare e di sperimentare l’I.A. e l’I.A.G. (come molti altri in Italia e nel mondo d’altronde) visto che l’I.A. e l’I.A.G. fanno parte del nostro futuro.
Cosicchè – avendo moltissimo da fare, troppi interessi ed – in modo inversamente proporzionale ai miei interessi – pochissimo tempo libero restante, necessito dell’ I.A..
Di questi baldi aiutanti artificiali atti a facilitarmi i compiti ripetitivi (e non) da fare.
Come ad esempio risolvere problemi tecnico-informatici o aiutarmi ad assegnare i giusti contenuti multimediali ai 3 principali personaggi del 2050 da me ideati (visto che oggi non trovo più nemmeno il tempo per fermarmi a ragionarci letterariamente).
E tutto ciò (ma anche molto altro) la demonizzata I.A. può suggerirlo in pochi secondi!
(…)
Vi sarete certo accorti – se non avete grosse fette di mortadella appoggiate sulle palpebre – che la rivoluzione dell’ I.A. è diventata ormai “di moda” ma – come narravo sinora – raccontata spesso con una narrazione mediatica assai negativa… vero?
E poi vi sono i Sapientoni (a volte ingenui e non in malafede) che scrivono o discorrono pubblicamente di I.A. avendola provata e usata solo poche volte nella vita!
Gli chiedi se han provato Qween o Suno e – spocchiosi – scuotono la testa ammutoliti!
Quasi a dire: “ChatGPT, Copilot e Gemini… queste sono I.A. serie! Non certo le tue!”.
I.A. ed I.A.G. oggi temute ed osteggiate più da chi non le sa usare che da tutti gli altri (che silenziosamente sperimentano già oggi l’ I.A. per farla lavorare al posto loro)?
Ma le chiacchiere da bar si sa, in I-taglia, sono necessarie quasi come il pane visto che se togliete loro chiacchiere, tifo, pettegolezzi e catastrofismi essi morirebbero di noia!
Ed essendo oggi l’I.A. “un trend” (tendenza che genera Grandi Speranze ma anche Paure), si batte il chiodo finché è caldo e finché serve a fare business e a farsi belli!
Con catastrofisti analisti di mercato che già fanno fosche e sfigate previsioni sull’italo andazzo del lavoro nel 2030 destinato a scomparire (rendendoci poveri ed affamati)!
Grande Paura a Voi dei robots I.A. come RobotCris! (vedi la mia iniziale illustrazione) e della cattiva Intelligenza Artificiale che leva il lavoro a chi timbra scartoffie negli uffici!
L’ I.A. che usano i criminali per realizzare truffe informatiche e/o documenti falsi e gli impiegati licenziati che chiedono l’elemosina nei vicoli di Roma del 2030 ed oltre!
Teatro dell’inganno che fa – della tecnologia dell’ I.A. – un “Nerone che brucia Roma mentre canta e balla” mentendoci sul fatto che “Nero non brucia Roma perché l’ama!”.
(…)
E poi ci sono quelli che soffiano sul fuoco sociale del disagio della disoccupazione gridando ai “neet” di oggi (che non fanno niente): “All’ ignorare l’I.A non si transige!”.
E non v’è scampo per chi non sa usare l’ I.A. per studio e per lavoro (affermano gli esperti) rendendoci (non bastando le guerre attuali) ancora più insicuri e sospettosi!
Anche perchè l’odierno avvento dell’ I.A. – a mio dire d’informatico di ieri – lo trovo assai simile alla rivoluzione tecnologica di Internet dei nostri tempi di fin ‘900 ed oltre.
E – facendo un parallelismo che a molti di quei tempi non piace affatto ricordare – l’I.A. e l’ I.A.G. non sono mode transitorie come dicevate che era Internet… o.k.?
(…)
I.A. o non I.A. (essere o non essere, questo è l’amletico problema…) dunque?
Becero luddismo operaistico militante del 2030 ed oltre che si scaglia contro le macchine che rubano posti di lavoro o collaborazione con le macchine (da imparare)?
Grande Speranza o Grande Paura (a Voi e a Noi) dell’Intelligenza Artificiale (Generativa e non) odierna e futura che ha preso piede e che ha intenzione di restare?
Siamo ad un bivio tecnologico ma possiamo cavalcare il “chatbot” anzichè subirlo!
E se questi miei appunti informatici sull’ uso pratico dell’ I.A. (che sarebbero potuti diventare un manuale in un paese tecnologicamente più lungimirante dell’I-taglia) risultano ora più orientati a ciò che vogliono farci credere sull’ I.A. piuttosto che a ciò che realmente sono l’I.A. e l’ I.A.G. usate per davvero online, nel secondo capitolo oltrepasso tali fumose chiacchiere da bar visto che in esso troverete parecchi esempi di uso pratico di come io stesso uso l’ I.A. per risolvere problemi e trovare ispirazione.
(…)
Infine un rapido sguardo all’ I.A. futura per concludere alla grande questa trattazione.
Allora I.A. “and” umani lavoreranno insieme generando prototipi e semilavorati in comune unità d’intenti “uomo-robots” tra alcuni mesi o anni pure a Roma Capitale?
I sindacati del 2030 vorranno tutti i ro-bots software (agenti I.A.) iscritti ai sindacati?
“I.A. 007” genererà cronoprogrammi, statistiche, presentazioni animate e tabelle al posto di grassi impiegati statali che impigrivano, si assentavano e facevan cruciverba?
Voi che non sapete lavorare, nè imparare e nè far niente avete giustamente “Grande Strizza” rispetto alla diffusione – a tutti i livelli possibili – dell’ I.A. e dell’ I.A.G.?
I managers aziendali del 2030 meccanizzeranno solo attività lavorative ripetitive (che di umano hanno ben poco e che sarebbe meglio automatizzare credo) o invece ne approfitteranno per tagliare indiscriminatamente migliaia di posti di lavoro – scenario peggiore auspicato dai mass media d’oggi – risparmiando nell’interesse delle aziende ma anche auto-aumentandosi stipendi, bonus, prebende e guadagni da capogiro?
L’ I.A. futura sarà benefica o il Caino che alberga in noi (vero o Quasimodo poeta che ne narri?) userà anche l’ I.A. come già fece con la clava e la carlinga dei bombardieri?
O invece tale terrifica narrazione è del tutto falsa e saremo proprio noi “normali” a dover governare le redini dell’ I.A. per studio, per lavoro, per viaggiare e per curarci?
Di ciò narrerò adeguatamente nel mio secondo capitolo informatico sull’ I.A. intitolato (“au contraire” di questo primo): CIÒ CHE L’ I.A. DOVREBBE ESSERE PER TUTTI.
Ove farò esempi pratici d’ I.A. e d’ I.A.G. che ho usato ed uso nel mio piccolo.
Per oggi dunque è tutto.
Come sempre “ad maiora”.
© C.T autore (alias Cristiano Torricella)
C.T.A.: fatemi cortesemente sapere se questo mio capitolo introduttivo sull’intelligenza artificiale (incipit o bozza) vi è piaciuto e se vi piacerebbe leggerne il seguito in futuro.
Grazie per avermi letto fino a qui.
L’autore.

