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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

T.C. V.S.D.I. 2050 narra del suo primo infarto facendo “outing” contro tutte le dipendenze

dav

Bacco, Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere”

(proverbio popolare italiano – citazione citabile)

“Il primo infarto è come il primo amore. Non si scorda mai!”

(T.C. V.S.D.I. 2050 – citazione citabile)

Sirmione sul Lago di Garda (Italy)fine aprile 2062

T.C. V.S.D.I. 2050 ultranovantenne cardiopatico narra autobiograficamente a braccio – alquanto affaticato ed a tratti – quanto gli è capitato pochi giorni fa: “Avevo un pò fumato la pipa sul lago di Garda al bar con gli amici della band.
La “mia” Torricella Rock Band ovviamente!
Di cui Io sono il paroliere, Io il cantante ed Io lo “show man”!
Siamo andati a Sondalo a bere il nostro solito caffè corretto con la grappa.
All’autogrill dell’autostrada abbiamo mangiato un hamburger di Mac Donna con le patatine fritte ed un gelato sintetico con panna quasi senza sapore.
Ne converrete anche voi che il gelato all’italiana non lo sanno proprio fare!
Dura vita del Rocker Anziano che vive “On the road” con la valigia in mano!
Avevo dormito poco e male perché rimasto sveglio la notte a fare trading online per guadagnare soldi con le mie nuove azioni della borsa di Milano.
Tra l’altro, due sere prima ero andato a svagarmi a casa delle belle Brasiliane!
Poi, con gli amici e conoscenti del “bar dell’hard rock” di Centocelle a Roma avevamo trascorso una notte di baldoria tutti assiemepresente la Torricella Rock Band al completoper festeggiare l’uscita del nostro nuovo album musicale Topi, Gabbiani e Cinghiali a Roma Caput Mundi – Bramaputra o Snappenfur For Ever? tirando l’alba con un maritozzo con la panna caldo caldo appena sfornato dal Pasticcere Di Quartiere così com’è usanza fare nella Vasta Conurbazione Periferica di Roma Sud-Est del 2062 ed oltre.
Sorvolerei poi sul fatto che dopo abbiamo fatto colazione con la pizza bianca!
La settimana prima avevo partecipato anch’Io come maratonetacorrendo insieme a Peppiniello di Roma venuto su apposta ai Castelli per tale evento sportivo alla Mezza Maratona dei Castelli Romani percorrendo ben sette chilometri di percorso in salita – da via dei Laghi fino al bivio detto “delle Quattro Strade” nei pressi dei Pratoni del Vivaro e di Nemi – per tenermi fisicamente in forma per i nostri futuri concerti “live” come Io faccio di solito.
Il giorno dopo avevo stra-mangiato e stra-bevuto senza regolarmi affatto.
Ero altresì rimasto sveglio fino alle ore 03:00 del mattino – prima del nuovo spettacolo teatrale messo in scena a Largo di Torre Argentina a Roma – a ripassare ed a declamare la mia parte così come regolamentata sul copione.
Di giovedì mi ero ubriacato ad una festa di addio al celibato del nostro giovane chitarrista solista sessantenne della band con cui avevo duettato fino a notte.
Come regista mi ero inquietato ed avevo questionato per più sere in teatro con i giovani attori che recitavano la parte in modo inespressivo ed avevo anche gridato “brutte cose” ad una giovane attrice che voleva fare a suo modo.
Ero anche andato in palestra a fare pesi visto che pagavo la mesata (nota del ghostwriter: per mesata intendasi la retta mensile della palestra… il Nostro è un pò tirchio, sapevate?) anche se non mi sentivo affatto in perfetta forma fisica da settimane o giù di lì visto il tipo di vita “sui generis” che Io conduco.
Avevo pure fatto arti marziali presso lo “Sporting Club 2050 del Mare di Roma” e ci era mancato poco che finissi azzoppato da un… birbaccione!
(a questa veneranda età sarebbe meglio smettere di praticare il karate?).
Avevo giocato a scacchi contro il computer e lo avevo vinto alla grande!
A tempo perso avevo scalato una quasi-montagna (Montagna Spaccata nei pressi di Rocca Priora (RM)…) arrampicandomi sull’erto crinale a mani nude!
Cucinando anche – a tempo perso – un mio nuovo piatto da “chef stellato”!

(…)

Avevo corso tutta la notte come fanno i giovani – con l’auto sportiva nuova fiammante – “a fari spenti… per veder se è così difficile morire” (L. Battisti – citazione citabile).
In albergo, poi, trangugiando cibo scaduto avanzato di ben due giorni prima per non buttarlo via (mi dispiace – non sia mai – buttar via del cibo scaduto…).
Poi avevo fatto un bel Digiuno Terapeutico per due interi giorni di fila.
E fatto la lotta di Sumo contro il robot domestico che pulisce la mia stanza.
Credo – forse – di aver fatto troppo o non mi sono regolato con le cose da fare!
Sicchè è successo ciò che è successo cioè…. (continua a leggere e lo saprai…).

(…)

A farla corta e breve, quando sono andato a Roma alla “sala verde” dei C.T.A.P. (duo musical-letterario romano di cui faccio parte dalla fine degli anni ‘80 di fine ‘900 in poi) a suonare ed a registrare la base musicale per il mio nuovo spettacolo, A.P. ha dovuto chiamare di corsa l’ambulanza!
Il mio “Cuore Matto” di Vecchio Rocker fibrillava e non voleva più fermarsi!
E come il Primo Amore – ed anche più – il Primo Infarto non si scorda mai!
A.P. il defibrillatore non l’aveva in sala prove musicale ma per fortuna Loro sì!
Forse non è stato saggio andare a pesca di notte con le lampare ad Anzio (RM) – per me che di solito di giorno sono stanco e dormo – con quei Ribaldi Amici del Peschereccio (Noi Artisti amici di tutti e di nessuno…) con amici con cui abbiamo mangiato la frittura di pesce e bevuto parecchio vino bianco!
In effetti l’amico tellinaroGigi La Fossa di Tor Vajanica (RM) mi aveva avvertito per tempo di non trangugiare tutto quel vino a stomaco vuoto!
Anche i medici del 2060 ed oltre mi avevano redarguito in tempi non sospetti – data la mia veneranda età – di andarci cauto con il fumo, con il vino, con le belle donne e con le droghe leggere e che nessuno – superata tale età di rischio – dovrebbe più arrabbiarsi con il prossimo (al massimo… ignorarlo!).
E farsi beffe ridendo – con l’arte-terapia catartica della risata – di questo assurdo e disumano mondo supertecnologico moderno in cui sopravviviamo e sopravviveremo nel 2060-2070 sempre a Dio piacendo!
Un mondo frivolo e superficiale in cui il Vero Caffè, il Vero Thè, il Vero Cacao e la Vera Carne che sa di carne – non i loro moderni surrogati sintetici chimico-o.g.m. – sono diventati – a causa dei repentini ed improvvisi cambiamenti climatici e delle guerre in atto – dei beni di lusso!

(…)

E’ proprio vero che non dovremmo arrabbiarci per la salute del nostro cuore.
E che in ogni luogo pubblico dovrebbe esserci almeno un defibrillatore!
Nella “sala verde” dei C.T.A.P. non c’era… così ha chiamato l’ambulanza.
Il medico interno si affannava: “Respira? Non respira? Iniettare adrenalina!”
Bisognerebbe seguire uno stile di vita più sano rispetto a quello che Noi Artisti delle Arti Sceniche (Cinema, Teatro, Musica, Spettacolo…) seguiamo di solito come se fossimo eternamente giovani ed in perfetta salute!
Lo dico qui per sensibilizzare le persone che mi leggono in merito all’argomento della Salute Pubblica e del Benessere in generale (fitness o non fitness poco importa… oportet (è opportuno) salvarsi la pelle…).
Dovremmo perciò ascoltare di più sia i Nostri Segnali Interiori che i Dottoroni che vorrebbero riempirci di medicine ed operarci in massa!
Ma anche i Taumaturghi, i Maghi, gli Psichiatri e gli… Psico-Terapeuti!
O fare – in alternativa – della Sana Arte-terapia Catartica Apotropaica!
Usar l’Aloe Variegata, l’Agave e la Propoli che guariscon tutti i mali!
Usar la Pulsatilla o il Solfur Maleficus o altre Panacee Omeo-Antipatiche!
Praticare il Gran Digiuno Terapeutico che mima l’Apoptosi Cancerosa!
Diventar tutti Crudisti, Fruttariani o Vegan e Vegetarian Simpatizzanti!
Per Noi Stessi, per la Nostra Salute, per il Pianeta, gli Animali ed il Clima!
Lo dico anche perché – nel 2060 ed oltre – le spese medico-sanitarie statali sono aumentate a tal misura che “non ci son più medicine per tutti”!
Con l’aumento dell’itala popolazione in età da pensione che presenta malattie croniche invalidanti ma che continua imperterrita a fumare, a bere, a fare stravizi ed a giocare d’azzardo come tarantolata o indemoniata!
Come se potessimo restare sempre ed eternamente “Giovani For Ever!”
Come se per vivere o per guarire ci fosse sempre Tempo A Disposizione!
Eppure ne muoiono tantissimi nel macabro bollettino di guerra del telegiornale!
Eppure il Demonio continua a far Acerrima Guerra alla Chiesa Cattolica!
Vano Giovanilismo fuori tempo massimo che riempie cliniche ed ospedali!
Di cui – non fate come me… – in tempi non sospetti ero un adepto anch’Io!
Oggi non vivo ormai più in questo modo dissennato e nevrastenico, anzi…
E come dissi e scrissi ante, per fortuna rinsavendo anch’Io – prima che fosse troppo tardi ed ormai sospeso in biblico sopra al baratro – cambiai vita all’ultimo momento sicché sono ancora qui a narrarVelo nonostante l’accaduto. Perché il primo infarto – così come il primo amore – non si scorda mai!”.

il “T.C. V.S.D.I. 2050 ghostwriter Cristiano Torricella

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T.C. V.S.D.I. 2050 percorre a piedi i Castelli Romani (prima parte)

“Lo vedi, ecco Marino, la sagra c’è dell’uva.
Fontane che danno vino. Quant’abbondanza c’è.
Appresso ce viè Genzano co’r pittoresco Arbano.

Su, viette a divertì, Nannì, Nannì.”

(Nannì (na gita a li Castelli) – canzone romana – citazione citabile)

 

Pè fà quaresimale penitenza 2052 mondandosi dei propri peccati – vestitosi da pellegrino con bisaccia da elemosina, cappello, sandali, schiavina e bordone (bastone da viaggio con punta in ferro atto all’autodifesa) – l’impavido ottantottenne T.C. V.S.D.I. 2050 percorre baldanzosamente a piedi la polverosa ed erta Via Francigena che lambisce i bellissimi Castelli Romani.

Bucolica “via francese” che i Pellegrini Franchi percorrevano a piedi per giungere alla lucente Basilica Papalina Romana di San Pietro in Vaticano ed all’illuminato Ponte Sant’Angelo valicante le limacciose acque del “Biondo Tevere” del fratricida Romolo e del suo sfortunatissimo fratello Remo.

Via Francigena – dai cui Franchi o Francesi raminghi tal via prese nome  –  detta anche via dei Francesi o ancora via Francesca o via Romea (dal “Romeo” o pellegrino errante) o com’altro appellarla Voialtri la si voglia oggi.

Antica via Romea che – nel vasto e pittoresco territorio dei Castelli Romani – lambisce ancor oggi nel 2052 i vari Comuni della Città Metropolitana di Roma tra cui Nemi, Albano Laziale, Castel Gandolfo e Marino Laziale.

 Sbucando poi sulla celebre via Appia che conduce sì tanti pellegrini a Roma.

Ma il Nostro Eroe fuori tempo massimo (ovvero T.C. V.S.D.I. 2050 – di chi altro potrebbe trattarsi? – da qui in poi appellato “il Nostro” per brevità stilistico-letteraria) come suo solito non si accontenta di vagabondare su e giù per i Castelli Romani e di passeggiare come gli altri vecchi del quartiere.

Tutt’altro!

E baldamente ed arditamente – esagerando a dismisura con il suo pedestre ire da solo quasi ovunque nonostante la sua veneranda età – declama ad alta voce (a se stesso ed agli altri…) che “a Lui lo chiamano per i paesi… quando si tratta di camminare!”.

Beata modestia fattasi persona che da Marino piazza Matteotti/Fontana dei Quattro Mori (nei cui pressi il Nostro risiede dal 2051) lo spinge a scendere solo ed ultraottantenne – munito d’una bottiglietta d’acqua – per via dei Laghi costeggiando il Lago d’Albano e da lì risalendo arditamente a piedi per Rocca di Papa (RM) (che descriveremo meglio in futuri articoli 2050…).

Dalla Rocca del Papa sì faticosamente ascesa impavido e con sprezzo del periglio ridiscende  verso via dei Laghi che lambisce Nemi sul Lago di Nemi mal-canticchiando canzonacce militaresche e/o canti di trincea degli Alpini.

Nessun dubbio lo attanaglia né ne frena il tenace ardimento a vincere la sfida.

Ebbro d’audacia e di senile impeto ed assalto (”Sturm und Drang!” – grida nei viottoli di Nemi…) il Nostro visita la turrita “città delle fragole” procedendo oltre e dirigendosi verso i verdeggianti e fungo-porcinici Pratoni del Vivaro.

Giunto al bivio, serrato ogni corpo dai vincoli, percorre un tratto di via Tuscolana giungendo come nembo di tempesta all’agognata Rocca Priora, la visita e boccheggiando e sudando come un cane prosegue massiccio, duro e motivato per l’amena frazione di Colle di Fuori che di Rocca Priora fa parte.

“Forza nonno!” – gridano irrispettosamente i bimbi con i gagliardetti in strada.

Frazione Roccheggiana che il Nostro passa in rassegna con fiero cipiglio e nostalgico interesse, trovandola invero assai cambiata dai vecchi tempi del suo temporaneo lavoro di giovane portalettere foriero di multe e di raccomandate.

Ma l’impavido ed audace mai molla la presa ma l’imprevisto è in agguato e ridiscendendo la montagna la fretta mal lo consiglia e ciò mal gliene incoglie.

Smarrendosi sull’erta strada in ripida salita che mena a Montagna Spaccata.

Ma il Nostro non si perde affatto d’animo e pieno di voglia di rivincita e d’ardimento ridiscende l’erronea salita testè ascesa per svista in un baleno!

Racchiuso in quadrato fermissimo eccolo dunque riapparir di nuovo – impavidissimo e senza cedimenti – su via Tuscolana di cui percorre un tratto sino al Monte Tuscolo ove incontra i Tuscolani insegnando Loro amene facezie goliardiche e cantando con Essi la celebre canzone romanaNannì”.

Giunto infine a Frascati (RM) (nelle cui Scuderie Aldobrandini – a suo diresia Lui che il Padre recitarono – in tempi non sospetti – aulici copioni ed amene poesie…) da lì muove verso Grottaferrata da cui correr – con corsetta leggera ed impavida – qualche chilometro appena alla volta di Marino Laziale e di Castel Gandolfo (ove ha sede il rinomato Osservatorio Astronomico Pontificio Papalino che a Lui ed… a Noi… sì tanto piace.).

Giungendo infine al bellissimo borgo di Castel Gandolfo (uno dei più belli d’I-taglia…) ove poggia l’accaldata e matida bandiera tricolore ad asciugare.

Poi – dimenticatosi della strada ante percorsa in un attimo di senile smemoratezza – ritorna nuovamente indietro a Frascati per fare altro movimento fisico che fa bene ripassando per Marino e per Grottaferrata – Città del Libro ove nostalgicamente ricorda a se stesso (salvo dimenticarsene all’istante…) d’aver beatamente partecipato – a piazza Cavour – ad un  reading letterario con discreto successo di critica e di pubblico plaudente.

Ma repentinamente accortosi – ormai giunto a Frascati – del suo errore di percorso, lesto ritorna da Frascati a Castel Gandolfo fabbricandosi autarchicamente al volo un veicolo atto al trasporto umano (una bicicletta).

Abbandonata poi sdegnosamente l’autarchica bicicletta in una verde aiuola a lato strada – e superati a piedi il porchettaro e la gelateria stradale di Castel Gandolfo – si accinge a percorrere con ferreo coraggio e strenua lealtà al suo compito assegnato la trafficata via Appia Nuova fino ad Albano Laziale.

Costeggiando prima Ariccia (“La Riccia de la Porchetta” – così anticamente chiamata – con la sua Porta Napoletana e Palazzo Chigi) e poi il Santuario di Galloro giungendo infine – tra acclamazion di vecchi birbaccioni che solo Lui ode e crede di sentire a Genzano di Roma (RM), “patria” del Pane Casareccio, del Buon Vino e della celeberrima Infiorata sull’erta via Livia.

A Genzano di Roma si ferma all’ex tinello sotto alla Chiesa Nuova, nostalgicamente rimembrando quella fin novecentesca “fraschetta del vino” – che di Fausto era chiamata – gremita – allora – d’avventori e di Romani.

Ultima tappa del suo peregrinare… tale amena città di Genzano di Roma!

Da qui – vecchio e stanco e senza più energie da sprecare – fattosi un panino casereccio con salumi locali creati dal Norcino – prende infine l’autobus extraurbano all’ex fermata detta “dei ferri” sulla via Appia (ripristinata per Lui per l’occasione…) sempre sventolando – con amor patrio – l’Italo Bandierone.

Autobus extraurbano zeppo di gente che – senza colpo ferire – lo riporta a Marino centro/via Fratti pria che tramonti il breve Sole estivo di settembre.

Giunta infine l’ora di cena, il Vegliardo Eroe della Camminata Castellana sbocconcella un ulteriore panino auto-preparato con “sue proprie mani” seduto placidamente – il Vecchio è stanco! – sulla panchina del Parco di Villa Desideri nel residenziale quartiere omonimo a Marino Laziale (RM).

Nei pressi della biblioteca civica “Vittoria Colonna”, del piccolo parco giochi ante l’ingresso del pubblico parco di Villa Desideri, del Teatro Comunale (ex “Scatolone”) e dei due grandi olivi della Memoria e della Rimembranza.

Uno dedicato agli Ebrei vittime del nazismo e l’altro ai martiri delle Foibe.

Ma Il Nostro Smemorato “Sportivo della Domenica” l’ha già… dimenticato!

(…)

Nota dell’autore per conto di T.C. V.S.D.I. 2050 “Vecchio Rimbambito”

Questo articolo 2050 proseguirà se e quando sarà possibile completarlo con un nuovo fotoritocco d’autore ed altresì integrarlo con turistiche note storico-geografiche e di storia dell’arte attinenti all’argomento ed atte all’uopo.

Firmato 

Il ghostwriter Cristiano Torricella

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Auguri di Buona Pasqua 2022!

Auguri di Buona Pasqua a tutti! 🙂

Auguri di gioia e felicità!

Auguri di pace e serenità!

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T.C. V.S.D.I. 2050 afferma: “Basta guerre nel 2050 ed oltre!”

“Di fronte al pericolo di autodistruggersi,

l’umanità comprenda che è giunto il momento

di abolire la guerra e di cancellarla

 dalla storia dell’uomo prima che sia lei

a cancellare l’uomo dalla storia…”

(Papa Francesco Città del Vaticano –  Roma – citazione citabile)

 

 

Basta guerre nel 2050 ed oltre!

 

Così parlò alla radio T.C. V.S.D.I. 2050 che nel 2050 ed oltre Lui ci viveva: “Nel 2050 ed oltre non sono più ammesse guerre sul Pianeta Terra!

Pianeta ormai troppo fragile e martoriato per perseverare a danneggiarlo!

Tutto il Pianeta, di fatto, è stato messo in amministrazione controllata.

A dispetto di quanto avevano erroneamente previsto i Pluripremiati Sapientoni e gli Illustri Scienziati e Dottoroni d’Inizio Millennio!

Che pontificavano a vanvera – Lorsignori – non vivendo nel Futuro odierno!

Quale umana ed erronea presunzione dotta fu la Loro!

Di prevedere il “Loro” Futuro Dotto a distanza di anni e/o per sentito dire!

Senza viverci affatto dentro gli Ignoranti!

Senza “respirarlo” appieno il cosiddetto Futuro!

Dotte sciocchezze su sciocchezze dichiarate in radio ed in televisione!

Professoroni delle più prestigiose Università ed Accademie Mondiali!

Che hanno fatto tutti – o quasi – un bel… buco nell’acqua!

Per me medesimo – che invece ed ovviamente “gioco in casa” – è oggi un gioco da ragazzi appellarli tutti come millantatori altamente incompetenti!

Visto che Io Narrante – nel Futuro 2050 ed oltre – ci vivo dentro ed abito!

(…)

L’Uomo SuperTecnologico Moderno manifestava ancestrali desideri distruttivi dell’Ominide Primigenio “Homo Avidus” – dissero gli scienziati.

Oscuri desideri che si espletavano in crimini di guerra, bombardamenti e stupri.

Che sarebbero durati a iosa se Qualche Superiore non vi avesse posto mano.

Sicchè fu necessario porre fine alle guerre per non nuocere alle economie.

Nei Gloriosi Tempi del Riarmo Spaziale la Terra era diventata stretta.

Le Superpotenze di allora firmarono trattati per avere una Pace Controllata.

Una sorta di “arresto ai domiciliari” imposta al mondo “civilizzato” di allora. Una Pace Obbligatoria –  facente parte del Nuovo Ordine Mondiale degli Illuminati – controllata dall’alto dello Spazio con Satelliti Spia Robotizzati.

La Grande Paura della Guerra Atomica Mondiale era troppo forte e geolocalizzata per lasciare in mano ai popoli le redini dei propri futuri destini.

Sistemi automatici di telerilevamento satellitare furono approntati alla bisogna.

Paesi belligeranti potevano essere colpiti con precisione millimetrica dall’alto.

Addio obici e carri armati robotici resi inutili dal Progresso Tecno-Militare!

Potenti raggi laser avrebbero sventato dall’alto ogni possibile attacco terrestre.

Ma se la Terra è stata pacificata a forza dall’alto mediante batterie laser teleguidate non si può  dire lo stesso di satelliti e pianeti nel 2050 ed oltre!

Se ve l’avessero detto a fin ‘900 non ci avreste affatto creduto vero?

La Guerra si è trasferita nello Spazio ed oggi nessuno sembra voler fermarla.

(…)

Chi credeva che l’Uomo SuperTecnologico Moderno si sarebbe estinto entro il 2050 si è sbagliato di grosso e dovrebbe chiedere venia a tutti gli altri.

D’altronde era ovvio che – se nel 2050 Io narro “nero su bianco” del fatidico Disastro Nucleare di Milano – l’I-taglia ed il mondo esistono tuttora!

Incolti Uccellaci del Malaugurio e Menagrami che predicevate la Fine Del Mondo nel 2000, 2010, 2012, 2015, 2020, 2022 ed anche nel 2050 ed oltre!

Alla facciaccia vostra noi ed il Pianeta Terra siamo ancora qui e pure viventi!

Dotti, scienziati e persino settari religiosi che faceste previsioni  inadeguate!

Gli apocalittici scenari previsionali che vagheggiavate erano tutte fesserie!

Prendevano elementi d’ieri e li assemblavano alla rinfusa per farsi finanziare!

Ovvio – dati i presupposti – che le loro dotte ricerche non portassero a nulla di utile per migliorare la grama esistenza ed i gravi problemi dell’Uomo Futuro!

(…)

C’è poi chi insiste a chiedermi – perché dice che non ha capito bene – del perché non vi possano essere più guerre sulla Terra nel 2050 ed oltre.

Ma è così ovvio Lorsignori!

Mi sembra di averlo già scritto a chiare lettere e mi meraviglio che non capiate!

Impossibile ormai attuare qualsivoglia invasione militare a sorpresa!

Serrati nei vincoli dell’armadio i Sogni di Gloria delle Battaglie del Passato non resta che lo Spazio Cosmico ove “giocare a sparatutto” con le astronavi.

(…) 

Ovviamente a me – Io Narrante di fin ‘900 e del 2050 ed oltre – non interessa troppo spingermi oltre un certo lasso di tempo nel Futuro Venturo.

Che importanza può avere – per me – ciò che accadrà nel 2100 nel mondo?

A che servirebbe – a me e non agli altri – far così lontane previsioni future?

Visto che Io stesso scrivente non presumo di vivere oltre ai cent’anni di età!

Perciò sembra doveroso concludere questo nuovo articolo 2050 citando un frammento di una canzone del bolognese Francesco Guccini suonata dal vivo a  piazza Duomo a Milano dai Nomadi nei gloriosi anni ‘70 o giù di lì.

Nota canzone che anch’Io strimpellavo e cantavo da giovane nella mia stanza in affitto del rione Monti a via Mecenate zona Colle Oppio a Roma centro.

Che s’intitolava per l’appunto… Noi non Ci saremo.

“Ed il vento d’estate che viene dal mare intonerà un canto fra mille rovine,
fra le macerie delle città, fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà,
fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo!
(Francesco Guccini – citazione citabile).

Ma se in futuro Noi non Ci saremo – scusate l’ardita riflessione filosofico-esistenziale –  ma allora – come si dice a Roma – del futuro del 2064 ed oltre… “che ce frega?”.

 Vs. T.C. V.S.D.I. 2050

 

Nota propedeutica ad un eventuale futuro dibattito sul personaggio letterario

“Io ghostwriter non sopporto più quel vecchio barbogio di T.C. V.S.D.I. 2050.

Dovrebbe pensare di più a cosa dire prima di esternare agli altri tutto ciò che gli passa per la testa e non solo pensare a se stesso di continuo come fa Lui.

Ma ormai purtroppo lo sappiamo a memoria tutti noi lettori e scrittori online!

Lui è il Vate, il Supremo Maestro delle Arti e delle Lettere, l’Infallibile, il Genio!

Lui è Lui e – citando il Grande Albertone nazionale– “Io sò Io e Voi nun…“.

Ma niente censura da scagliare contro l’Istrione del 2050 ed oltre per carità!

Beato Lui che fa l’Esagerato Show 2050 e che crede sempre in se stesso!

Soltanto “farina del suo sacco” o c’è l’aiuto “di penna” di qualche altro autore?”.

Cristiano Torricella autore

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Amarcord 2051 – t.c. V.s.d.i. 2050 consigliere regionale

Intervistatore: “Corrisponde al vero che Lei ha fatto stanziare dalla Regione Lazio del 2050 ed oltre 6,6 milioni di euro-dollari per l’assunzione dei lavoratori precari dei due aeroporti romani di Ciampino e di Fiumicino?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Certamente sì. Si fa quel che si può. Era quanto c’era in cassa in quel momento. La crisi che ha colpito il settore aeroportuale romano e laziale è stata drammatica. Ciò non è più tollerabile e deve finire. Il settore aeroportuale di Roma e del Lazio deve tornare a dare piena occupazione.”

Intervistatore: “il vecchio senatore a vita Ferlingazzi l’ha criticata – se non erro – per il suo esagerato impegno sociale a favore dei lavoratori precari”

T.C. V.S.D.I. 2050: “C’è sempre qualche “Cattivo Maestro” attaccato alla poltrona – qui in I-taglia – che critica chi fa “qualcosa di buono” nell’occupazionale e nel sociale e che vorrebbe solo che tutto rimanesse uguale a prima del mio insediamento come Novello Consigliere Regionale 2051”.

Intervistatore: “Ferlingazzi l’ha accusata di “ricattare” la Regione Lazio del 2051 con il “suo” esagerato piano di stabilizzazione dei precari dell’aeromobile” visto che ha (normativamente) messo dei paletti affinché non siano sprecati soldi pubblici dandoli agli… Amici Degli Amici Umma Umma

T.C. V.S.D.I. 2050: ““Ferlingazzi è un ricco vanesio con amicizie altolocate che parla tanto per parlare pur sapendo che il nostro unico obiettivo politico-sociale è di sostenere lo sviluppo dell’aeroportuale colpito dalla crisi. Finanziando solo in caso di assunzione dei precari che vanno stabilizzati. Se poi Ferlingazzi non è d’accordo su tale finanziamento regionale pubblico che crea posti di lavoro e fa felici le famiglie dei lavoratori stabilizzati ce lo venga a dire nelle riunioni regionali ove sovente latita o gioca con il videotelefono o dorme.”

Intervistatore: “Ma anche il senatore Bacarozzi La accusa di spendere troppo”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Senta caro intervistatore… non mi faccia parlare di Bacarozzi… uno che compra e vende deputati e senatori… uno che spreca denaro pubblico versato da noi contribuenti… uno con una fedina sporca più lunga della formazione continua presente nel mio curriculum vitae … vogliamo dirlo? Bacarozzi non dovrebbe stare lì! Il suo “giusto posto” è a… Rebibbia!”

Intervistatore: “non Le sembra di essere severo verso i suoi colleghi di partito? Sia Bacarozzi che Ferlingazzi sono del “suo” stesso partito… il W.C.!”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Come Lei ben sa il W.C. è un’alleanza trasversale del 2051 che include – oltre alle liste civiche a cui Io appartengo come I.V.N.D.M.P.R. (“Istituzionale Volto Nuovo Della Moderna Politica Rampante”) – anche Vecchie Cariatidi provenienti dagli Storici Vecchi Partiti Estinti Di Fin ‘900 che come sosteneva anche quel Gran Vecchio Filosofo Sapiente Di Nietzsche – spesso ritornano ciclicamente come in un… “Eterno Ritorno

Intervistatore: “Allora Lei sembrerebbe non rimpiangere affatto il Passato…”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Tutt’altro! Non era forse meglio quando c’era Lui? (Nerone intendo… chi pensava dicessi?) Ma anche i tempi precedenti al 1870 – con lo Stato della Chiesa ed il Papa Re – dovevano essere bellissimi…”

Intervistatore: “Malelingue Di Corridoio Dei Piani Alti dei Palazzi del Potere Di Roma E Di Milano del 2051 sostengono che Lei – con questa sua arrogante “Politika Del Fare” volta al “Bene Comune” ed all’abbattimento dei privilegi si sia fatto e si faccia Tantissimi Nemici Altolocati E Potenti…”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Spero di no! Conosce il detto:”Tanti nemici, tanto onore?

Intervistatore:”Non vorrei farla sembrare un… Passatista Reazionario! Meglio finirla qui! Evitiamo possibili polemiche politiche! Grazie per l’intervista!”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Di nulla! D’altronde non oportet (non è forse opportuno…) Credere, Obbedire e Combattere Per Gli Alti Ideali che i Regnanti d’Italia ed i Papi di Roma ritenevano allora così buoni e giusti per Noi Altri (“Noantri”) Noi del Popolino? Sia benedetta la Retorica Dannunziana! Abbasso Garibaldi e Camillo Benso Conte Di Cavour! Siamo Gentiluomini Di Fin ‘900 o no? Amiamo ardentemente i Papi di Roma o no? Restando a disposizione per eventuali ulteriori interviste politico-sociali e per narrare di come la vita era assai più bella quando c’era LuiTraiano…”

Cristiano Torricella autore

Scuse (umoristiche) d’autore: pur non essendo d’accordo con quanto esageratamente sostenuto nell’intervista da quel Demo-Pazzo Personaggio Teatrale Di T.C. V.S.D.I. 2050 da me medesimo creato in tempi non sospetti ma essendo Lui dotato (come noi) di Libero Arbitrio non mi sembrava giusto censurarlo come alcuni volevano. Dica ciò che vuole il Pazzo! Lasciamoglielo dire! Siamo in Demo-Crazy-a (Demo-Pazzia) oppure no? Possiamo dire e scrivere ciò che vogliamo oppure no? Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam?