“NARRAZIONI Tragicomiche” Dai “MIEI” 3 Personaggi Del 2050

“Tout ce qu’une personne peut imaginer, un jour quelqu’un le réalisera”

(Jules Verne – citazione citabile)

“Son dentro ai miei libri e negli articoli web “2050”!

Così ora sai dove trovarmi se vuoi udire ciò che ancor Io ho da narrarti!

Or che il tempo per rivederci latita ed ognidì invecchiamo,

da lì ti parlo mentre il guerrafondaio mondo d’oggi driblo e smarco!

Non è forse riposta “in vino veritas” o ex sonninese Erminio?”.

(C. T. autore – da: “Cantina storica-artistica del vino di Marino” – citazione citabile)

E L’ALLOR GIOVANE S.T. K.B. I.P. DETTO “L’HACKER BUONO” CHE COMBINA?

S.T. K.B. I.P. (soprannominato dagli amici di fin ‘900 “L’ Hacker buono”) scriveva – a maggio del 2001 – questo suo preveggente articolo super-tecnologico (ripreso e pubblicato online anche da “Hackass” del Politecnico di Milano di allora se non erro).

Intitolato nientepopodimeno che “L’industria virtuale della conoscenza“!

Visionario articolo di ieri – nel 2050 ed oltre oggi scomparso ormai da Internet – da me autore ritrovato per caso nell’archivio “A.L.T.” e qui di seguito riportato integralmente.

A beneficio dei lettori archeo-tecnologici – assai “vintage” – d’oggi e di domani!

C.T. autore

L’INDUSTRIA VIRTUALE DELLA CONOSCENZA

(scritto nel 2001 dal giovane S.T. K.B. I.P. detto dagli amici “L’ Hacker Buono”)

“Nel 2044 il v-commerce, o commercio virtuale, sarà massicciamente diffuso su tutto il pianeta e servirà principalmente a tele-vendere tramite l’uso delle Grandi Reti (canali Internet vari anche via satellite), in maniera planetaria, beni e/o servizi tradizionali resi virtuali dalle nuove tecnologie telematiche tramite una massiccia produzione industriale non standard di prodotti piccoli, leggeri, senza peso e spedibili rapidamente in maniera telematica sui computer di mezzo mondo.

Allora le barriere linguistiche e monetarie che limitano attualmente il commercio mondiale elettronico saranno state probabilmente abbattute e superate dall’uso massiccio dell’euro e dalle tecnologie future.

Il virtual commerce sarà allora diventato una delle applicazioni più redditizie e più interessanti ed innovative dell’era dell’e-business e del Terzo Millennio stesso.

Basandosi, a sua volta, sull’Industria Virtuale Della Conoscenza che ne sarà necessariamente alla base.

Sarà allora cosa banale e comune l’uso delle catene di montaggio dei “pezzi” d’informazione.

Informazione gestita anche tramite processi di robotizzazione dei processi di costruzione e di assemblaggio della conoscenza.

Un nuovo genere di industria virtuale sarà all’apice del successo producendo migliaia di nuovi posti di lavoro con il riutilizzo di vecchi processi industriali in modo nuovo.

Assemblando e modificando informazioni anziché pezzi di ferro o carrozzerie per auto.

L’operaio della catena di montaggio del futuro diventerà così l’operaio specializzato della catena di montaggio della conoscenza virtuale che opererà su macchine ad alto contenuto tecnologico che ricorderanno in qualche modo – a noi vecchietti – le funzioni della catena di montaggio tradizionale trasferite su un diverso genere di prodotto e/o servizio offerto.

Processi di ingegneria della conoscenza, di simulazione computerizzata e di manipolazione delle informazioni saranno allora gestibili da semplici operai specializzati.

Con la creazione – all’interno di fabbriche virtuali – di specifici reparti virtuali addetti alla testatura, alla modellazione ed al trasporto delle conoscenze.

Come se esse fossero comuni “pezzi” di fabbrica in output su nastro trasportatore.

Le e-fabbriche potranno anche essere a controllo remoto, con macchine tele-guidate e robotizzate e con interi reparti di fabbricazione al buio ma sarà pur sempre necessaria la presenza dell’uomo per i processi di controllo non robotizzabili.

Chi ha il compito di progettare e di fabbricare le conoscenze virtuali sa già che esse verranno in seguito tele-vendute sulle Grandi Reti.

Perciò la catena di montaggio di fabbricazione utilizzata nel futuro trattamento delle conoscenze virtuali sarà necessariamente una catena di montaggio di tipo flessibile e che possa produrre beni virtuali modulari.

Il v-commerce farà e-vendere, tramite Internet, la conoscenza “in pezzi” asssemblabile dall’utente finale in modo personalizzato e da lui gestibile tramite l’espressione in rete di proprie specifiche preferenze personali.

Che giungeranno direttamente in fabbrica come ordini di produzione diretti condizionando anche le fasi di produzione automatizzate.

La personalizzazione del prodotto regnerà sovrana e sarà causa di fortune e fallimenti per le e-aziende che non potranno più fabbricare alcunché senza aver precedentemente speso ingenti somme in operazioni di e-marketing, di e-advertising e di e-simulazioni di mercato.

Il virtual knowledge work sarà un lavoro estremamente diffuso, ben pagato ed estremamente richiesto svolto – per lo più sotto forma di consulenza tramite telelavoro – da soggetti particolari appartenenti a tre principali profili: tecnici super-specializzati, studiosi e liberi ricercatori della conoscenza ed infine creativi di ogni genere.

Come grafici, copywriters e specialisti dell’immagine e dei contenuti in tutte in tutte le loro forme ma anche e principalmente nell’assemblaggio del sapere in forma elementarmente multimediale.

(Castelli Romani – maggio 2001 – continua nel prossimo articolo di tipo avveniristico)

S.T. K.B. I.P. (soprannominato dagli amici di fin ‘900 “L’ Hacker Buono”)

T. DA ROMA ESIMIO CONFERENZIERE DEL 2050 ED OLTRE DISSERTA IN PUBBLICO SU GALILEO GALILEI ED EVANGELISTA TORRICELLI

T. da Roma E.S.E.E.R.D.C 2050 (leggasi: “Torricella da Roma Esimio Scienziato Ed Esimio Ricercatore Della Conoscenza del 2050”) “romanza” e disserta in pubblico su Galileo Galilei ed Evangelista Torricelli itali scienziati studiati sui banchi del liceo.

In futuro farà la stessa cosa con Isacco Newton “della mela” e dell’omonimo liceo?

Non è sicuro, l’articolo “2050” non è pronto e dunque è prematuro anche narrarne.

Tornando perciò a T. da Roma “convegnista e conferenziere inarrestabile” che sale in cattedra prendendo di nuovo la parola: ”Buonasera a tutti i convenuti e benvenuti al mio convegno dotto a Roma Città Universitaria del 2050 ed oltre che ci ospita stasera.

Senza perdere tempo in “fetuse” e “scioperate” chiacchiere da bar, inizio subito rivelando il link che collega Evangelista Torricelli a Galilei italo scienziato del ‘600.

Di cui il Torricelli è buon allievo!

Ma Torricelli è “anco” amico d’un matematico di metà dell’italo ‘600 (un tal Ricci pare) a cui Evangelista T. invia una propria missiva di alto carattere scientifico (vergata l’11 giugno del 1644 se non mi tradisce la memoria storica dei fatti).

Missiva in cui il Torricelli scrive d’aver misurato – per la prima volta al mondo e “in solitaria” – la prevaricante e prepotente forza atmosferica dell’aria “sopra a i fluidi”!

E ecco il Torricelli misurare ancora il mondo in modo analogico – ne converrete tutti spero – con il suo portentoso “Marchingegno Termodinamico Auto-costruito”!

Niente trucchi col foto-ritocco, niente artefatti I.A. o in 3D e niente inganni insomma!

(…)

Del suo efficace marchingegno termodinamico del ‘600 narravo dunque dicendo che è composto da vasi di vetro graduati, metallo liquido e catinelle d’acqua fresca.

Come lo “ben descrive” (nell’aulico linguaggio seicentesco italiano) il Torricelli al suo esimio amico matematico : “Pien d’argento vivo (leggasi: “di mercurio”) il vitreo tubo!

Et niuno trucco (or “barbatrucco”) me medesimo – pè modificà li risultati – fecit!

Et pertanto vedea discendere e salir argento vivo al collo e nol capacitarmi il senso!

Poscia empirsi d’acqua il tubo e cò orribile fragor sino a lo predisposto segno mio!

Inizialmente non percepiva l’istranezza ma riiflession degna di scienza fece suo corso.

Con l’argento vivo che – da sol – si sostenea entro codesto vitreo “collo di bottiglia”!

Forza interna al vetro che lo regge e lo fa oscillar – in sali-scendi – “a maravigghia”!

Contra sua naturalezza a ricader dabbasso e “Gran Mistero Fisico-Dinamico di sorta”!

Pecchè ffà accussì ‘st’ argentu vivu?” – m’ addimannu Iu “piccatu” Iu Scienziatu!

Che n’ ha da fa accussì (l’argentu vivu) ne ‘a termodinamica de’ i fluidi che sacciu Iu!

Et affatto ‘n v’è di vacuo e/u de “robba” summamiente rarefatta… accipicchiaccia!

Et se liquor riempie or or la catinella “gravitanno abbascio” et nun succede gnente, qual maraviglia Io scienziato veggo ne lo salir d’argento vivo sino a ‘n coppa (‘a pummarola ‘n coppa su ‘i maccheruni a guisa d’esempio ci hai presente?).

Sanza inclinazione o repugnanza alcuna (per non esservi nulla addentro al tubo)!

Con l’argento vivo che sali e scenne come sospinto d’ anniscosta “mano de fantasma”!

O Mondo Alchimistico che Romana Inquisizione torce e strizza pè ‘l bene de le anime!

Pè ‘a “Porta Maggica” de Roma! (pè i foresti, stà ai ggiardini de piazza Vittorio a l’ Esquilino a Roma centro historico).

Pè ‘l Marchese di Palombara ch’ivi avea lussuosa villa atque “chimicu laboratoriu”!

Pè ‘u Conte de Cagliostru che non era – affatto e pè niente come addichi – ‘n mostru!”.

Ma ‘u sai che cò ‘sto argentu vivu ce potremmu fabbricà bbarometri e ttermometri ppè misurà ‘a febbre a chi ce l’ha e pè l’industria alchimistico-farmaceutica barocca?

Artro che mortaccini ch’abbutten l’appestati a l’Isolaccia Tibberina a 4 capi ar fiume!”.

Così epistolarmente “scripsit atque dixit” (scriveva) Evangelista T. a detto Ricci e del “pecchè” tal mercuriu “di sia sponte” s’innalzi “verzu l’altu” viè spiegato qui di seguito.

L’antefatto ‘n breve: nel 1630 (se data non erro) alcuni “Grandi Maestri Fontanieri Fiorentini” s’ereno ‘nczzati pecchè “niuna pompa ce solleva l’acqua oltre metri dieci”!

Cosa che je serviva assai pè realizzà “Barocchi Giuochi D’Acqua” che Duchi e Signorie avean imposto loro (“sinnò te meno!”) per stupì l’Illustri Ospiti ar Castello a luglio!

Sicchè (pè svelar cotal mistero e renderlo possibile) un solo uomo al mondo – cioè l’Evangelista Torricelli da quel mistificator di T.C. V.S.D.I. 2050 appellato “il Torricella”- il suo ardito ed audace esperimento sulla dinamica dei fluidi implementa a casaccio.

In cui sostituisce all’acqua – in modo idraulico – del mercurio (più denso dell’acqua).

Con Evangelista T. che ipotizza che il limite dei 10 metri di altezza massima raggiungibili da una colonna d’acqua sparata in alto da una pompa idraulica sia dovuta alla pressione atmosferica causata dall’aria (ma ciò poi va dimostrato o cari miei!).

Pertanto ed ardimentosamente munitosi d’un “tubaccio vitreo” lungo ma sottile, il Torricelli prende atto che tal tubo – immerso per una estremità in una bacinella piena di mercurio – “pazzia come ‘n dovrebbe fa e come ‘n monellu che capriccia assai”!

Pecchè fà accussì? (chissa è ‘a dumanna a cui l’italu scienziatu ha d’arisponne yeah!).

E lassa perde che ‘u mercuriu è tossicu e velenosu pè l’ambiente (ciò se scopre addopu quarche 100 d’anni e ner seicentu ‘o piano ‘ncora ‘n manu senza li guanti!).

Saria pè ‘stu motivu che ‘stu poru guaglione de Torricelli more ggiuvine issu porellu?

Torricelli E. vivrà infatti solo 39 anni (forse avvelenato dal mercurio che maneggia?).

Insomma Torricelli scopre che tale tubo pieno di mercurio non si svuota totalmente “pecchè quarcosa” ostacola la forza di gravità di newtoniana memoria libresca!

Ed infatti di “argento vivo” resta nel tubo – a suo dir torricelliano – “un generoso braccio, un quarto ed un dito in più” di quanto da Lui stesso previsto inizialmente.

Sicchè un grave dilemma interiore lo attanaglia dunque: “E se avessi toppato?”.

Ma Torricelli scienziato non demorde mai e non lasciando nulla d’intentato usa subito altri tubi di vetro “d’addiverza forma e fatta” svolgendo altri esperimenti alchimistici e verificando se ciò dipenda dalle peculiari caratteristiche del suo primo tubo usato.

Ma niente da fare per Pitagora ed Euclide scotennati!

Insiste e persiste (per cause sconosciute) l’eclatante e mirabolante risultato scientifico ottenuto nel suo primo esperimento d’esordio col mercurio “in vitro” in tale tubo!

Così Evangelista T. (1608-1647) inventa – nolente – il barometro a mercurio con cui si misura tuttora la pressione dell’aria.

Barometro che li bottegai de via de i Coronari e de piazza Farnese der ‘600 vendono – in luride botteghe – anche nei “puteolenti” ed “ummidi” vicoli de Roma nostra e mia!

Un barometro fragile da trasportà però – “‘sti cz no!” dicheno subbito i facchini che ‘o porteno – e pure ingombrante (alto quasi un metro, ove ficcarlo o metterlo di grazia?).

Da qui la feroce e volgare “battutaccia” che i “facchin de Monti e de Parione rioni” non potranno esimersi dal forgiare ignorantemente all’uopo: “Mettitelo in der c…”!

(seguono grasse e scurrili risate di alcuni convenuti a tal convegno scientifico d’élite)

Concludendo qui in bellezza tal dissertazione storico-scientifica forbita, a questo punto – parimenti al “suo” Grande Maestro del ‘600 il Galilei – il Torricelli si è ormai convinto che – di ciò – è responsabile l’ ’”Orror Vacui” e la mancanza del noto Etere Aristotelico!

Vuoto che si forma nella parte superiore del tubo vitreo in cotesto ardito “Experimentum” della fisica moderna che Torricelli scienziato del primo seicento opera!

E allora ecco arrivar “lampo di genio” che – di Torricelli e dei barometrici suoi seguaci – ne farà da ora e per sempre un “Grande Uomo Illustre della Storia della Scienza”!

Aggiunge acqua nella bacinella (che contien, come già detto, del mercurio) e rigira il tubo (che nella bacinella, da una bocca del tubo, stava immerso) sinché l’estremità di tale tubo “bacia” l’acqua!

A ‘sto punto, addunque, “cacchio” avviene di “maraviglioso atque inaspettato”?

Ma che il denso mercurio (più denso dell’acqua) gorgogliando come se si fosse liberato all’improvviso, si riversa e balza nella bacinella con sommo e turpe vigore inaspettato!

Con l’acqua che fa il percorso inverso e sale “addentro” al tubo vuoto con destrezza!

L’esperimento di Evangelista Torricelli termina “addunque” con un “successone” e con con l’acqua e l’argento vivo che si scambian di posto “con reciproco riguardo”!

Presone atto, Torricelli (e qui sta il lampo di genio) ne deduce che 760 mm di mercurio sono il “giusto peso” atto a bilanciare la pressione atmosferica che la prepotente aria – premendo sopra al fluido in causa – esercita sul fluido usato nell’esperimento del ‘600!

Che dir ancor ch’io non abbia già detto e già ridetto?

Sembrandomi perciò di aver detto tutto su tali argomenti storico-scientifici abusati, arrivederci a tutti al mio prossimo convegno nella “Grassa e Dotta” Bologna del 2054!

Nel cui “mio convegno dotto” disserterò mirabilmente sulla termodinamica di un elastico scolastico nonché spiegherò anche (se l’Illuminismo Settecentesco me ne darà la doverosa forza d’animo) pure ed anche l’equazione di Bernoulli!

Ad scientifica a tutti!

T. da Roma E. S. 2050

T.C. V.S.D.I. 2050 MILLANTA LE SUE ILLUSTRI DISCENDENZE NOBILIARI

(non solo nobili spiantati e decaduti ma anche illustri scienziati, nobildonne castellane, monsignori da riabilitare e benefattori della derelitta e peccatrice umanità)

Parlatene bene, male o confusamente ma parliamo ora degli Illustri Torricella ”

(T.C. V.S.D.I. 2050 del 2050 in merito ai suoi avi ed alla casata – citazione citabile)

T.C. V.S.D.I. 2050 del 2050 declamando: “ “Pecchè” noi vecchi rampolli dell’Illustre e Nobiliare Real Casata Torricella del Nord Italia non ci siamo mai fatti mancare nulla di genealogico, di araldico o d’illustre per la nostra ragguardevole e nordica itala casata!

Non so: un Barone, un Duca, un prete, una suora “in odor di santità” o uno scienziato che dessero lustro e prestigio alla reverendissima e ragguardevole stirpe del Nord!

Tanto per citarne alcuni, dall’Illuminato Clinico e Medico chirurgo di Gran Fama di “Fiorenzola D’Adda” che operava solo pazienti di cognome Torricella (unico caso in I-taglia e nel mondo ad effettuare interventi “per cognome” infischiandosene dell’Ippocratico giuramento fatto in precedenza) a quell’altro “Illustre della Scienza”!

In tutto il mondo noto come Evangelista “Torricella” cioè l’Illustrissimo ed Eccellentissimo Italo Inventore del Barometro a mercurio!

E che dire poi di quell’altro “Homo Illustre” cioè del Barone (o Conte? Non ricordo bene…) denominato Gale(Azzo) Cino Torricella della potente “Signoria di Milano”?

Dai suoi nemici (per invidia e con reverendissimo timore) detto “Lo Strangolatore”?

Con tali antenati ed avi così illustri – da far accapponar la pelle – come non esigere dai visitatori e dai turisti il giusto e dovuto pagamento dell’ingresso allo sportello?

Di quale ingresso dite?

Ma del biglietto d’ingresso di entrata alla “Casa Museo della Real Itala Casa Torricella” a Centocelle a Roma “Caput Mundi” del 2050 ed oltre è ovvio!

Ma mica vorrai fa entrà tutti li turisti e li visitatori “aggratis” no?

E l’Immenso Business Turistico che dà lauti guadagni, allora, indò sta de grazzia?”.

T.C. V.S.D.I. 2050 Duca de “pizza e mortazza e de li maritozzi cò ‘a panna”

“Ar prossimo articolo “2050” su Internet allora e che “buon pro” vi faccia leggere!

Sapienziali saluti a tutti i “miei” sagaci e forti lettori ed “ad maiora” (per ora) da:

C.T. autore

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