
novità esposta nello stand honda motorshow 2007
Per il tetto, la capottina in tela lascia il posto a un tettuccio in alluminio che può essere asportato per lasciare in bella vista il pannello con due gobbe che dà continuità alla forma dei poggiatesta. All’interno l’alluminio è utilizzato per il pomello sferico del cambio. Nell’abitacolo si notano anche sedili rivesti con un nuovo tessuto sul giallo, colore che torna a fare da ritornello nelle cuciture del volante, della cuffia del cambio e dei pannelli portiera. La plancia ha invece un effetto carbonio e di serie è priva tanto del condizionatore quanto dell’impianto stereo, comunque ordinabili a richiesta.
Gli ingegneri giapponesi non hanno fatto alcun intervento sul motore, che resta il quattro cilindri 2.2 da 237 cv che regolarmente spinge le normali S2000 vendute oltreoceano, da cui arriva anche il differenziale a slittamento limitato. Il cambio, un manuale a sei marce dai rapporti ravvicinati, è reso più rapido e preciso negli innesti. Il grosso del lavoro i tecnici Honda lo hanno fatto però sull’assetto. Le molle e gli ammortizzatori della CR sono più rigidi rispetto alla norma e sono abbinati a barre antirollio maggiorate.
Ma non è tutto: nella zona alle spalle dell’abitacolo, di norma destinata ad accogliere la capote ripiegata questa versione monta un telaietto ausiliario che irrigidisce ulteriormente la struttura. La S2000 CR è perfettamente bilanciata, con il peso distribuito fifty-fifty tra i pneumatici anteriori 215/45-17 e quelli posteriori 255/45-17, dei Bridgestone Potenza RE070. A fare da ciliegina sulla torta c’è infine un servosterzo più diretto. Tanto fumo e poco arrosto? Pare proprio di no: stando a quel che si vocifera, la CR avrebbe limato ben 2 secondi al tempo della S2000 vulgaris sulla pista di collaudo di Tochigi…












