Nonostante stia leggendo altri libri, la curiosità di sapere com'è questo libro mi ha spinto ad iniziare la lettura (che procede e anche bene!

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”Il cimitero dei giocattoli inutili e altri racconti simili” di
Aldo Moscatelli...al suo interno, il primo racconto è molto bello...riporto un passaggio davvero particolare...
...siccome è un po' lungo, inserisco delle [...] quando salto alcune parti che comunque non compromettono il senso del racconto...se per caso dovessi saltare tanto...ditemelo che lo trascrivo per intero!
Non ho mai conosciuto il suo nome, né la sua età. A ben pensarci, credo di aver ignorato volontariamente dettagli di tale natura: un uomo è forse meno uomo, senza un nome e senza un'età?
D'altro canto la nostra amicizia fu destinata ad esaurirsi nell'arco di pochi minuti, a causa del mio continuo vagabondare; tuttavia, un banale giro di lancette non può cancellare il ricordo di un incontro così strano. Né il tempo può arrecarvi alcun danno. Semplicemente, esso esegue alla perfezione il proprio compito: scorrere.
Il nostro primo ed unico incontro avvenne di giorno, in una stradina periferica, sotto un sole cocente.
[...]
A pochi metri di distanza l'uno dall'altro, compresi il perchè della sua bizzarra andatura: non le gambe utilizzava per camminare, bensì le braccia. [...]
...lui ebbe la gentilezza di porgermi un saluto: -Buongiorno - , disse, e proseguì per la sua strada.
[...]...tornai sui miei passi e lo affiancai in pochi secondi, scortandolo per diversi metri, senza aprire bocca. [...]
Lei si starà certamente domandando il perchè della mia buffa camminata -, proruppe all'improvviso, senza distogliere lo sguardo dal cielo.
Sarei uno stupido a negarlo -, ammisi candidamente.
[...]
- se ne raccontano delle belle, sul mio conto. A detta di chi
“mi conosce bene”, un lutto familiare avrebbe irrimediabilmente compromesso il mio equilibrio mentale. Una teoria meno accreditata, ma altrettanto autorevole, riconduce la causa scatenante della mia follia a una delusione d'amore. Un mio vecchio
“amico”, al contrario, sostiene che sia stato l'eccessivo uso di alcolici a ridurmi in questo stato...
- E chi di loro ha ragione?
- Nessuno, caro amico. Come spesso accade in una moltitudine di uomini, ognuno coglie la verità che più lo aggrada. Non è mio compito inculcare loro alcuna verità: li renderei schiavi. L'ipotetico, l'indefinito, al contrario, ci rende liberi. Liberi di credere. Ed in fondo, il mio segreto, il mio grande segreto, ha inizio e termine qui; [...] Stanco della loro falsità e della loro ipocrisia, deluso da questo mondo così ostile, decisi di capovolgere la realtà, così come essa mi si presentava. Dovevo mutare la prospettiva delle cose, andare al di là del senso comune...
da
”Il cimitero dei giocattoli inutili e altri racconti simili” di
Aldo Moscatelli - pubblicato dalla Casa Editrice I Sognatori" - pagine 19-23
...lo trovo molto profondo come passaggio!
