L'epoca d'oro del motociclismo è testimoniata anche quest'anno dall'audience tv, che schizza alle stelle con la MotoGp. Dorna e networks si godono i frutti, ma sarà così anche in futuro? Nel comunicato ufficiale della Dorna, la società catalana che organizza il motomondiale, si srotolano le cifre da capogiro per l'ultimo Gp stagionale, quello che a Valencia ha mandato per le terre Valentino Rossi ed incoronato l'americano Nicky Hayden. Tutta la stagione ha dato risultati importanti per quello che è uno sport in costante crescita di audience negli ultimi anni, ma l'ultima gara ha dato picchi veramente da record. Italia 1, la rete Mediaset che trasmette la MotoGp in Italia, ha fatto registrare il record del canale con 8,850,000, pari al 48,25% di share. Il precedente picco di Italia 1, peraltro, risale sempre ad un Gran Premio di MotoGp, quello di Catalunya 2005 (8.446,000 spettatori). Ottimi numeri anche per la tv spagnola TVE, che ha rivelato un seguito di 3.35 milioni di telespettatori con un picco di 4.8 nel finale, circa il 37% di share. Per gli iberici, fra l'altro, grandi numeri anche durante la gara delle 250 (2,1 milioni di spettatori per uno share del 36,2%), dove Jorge Lorenzo si è laureato campione del mondo. Numeri record anche in Gran Bretagna (1,4 milioni sulla BBC, 15,5% di share) e Austria (7,5% su ATV), mentre il canale Usa Speed Channel, come ampiamente prevedibile, ha fatto registrare un aumento del 54% di share rispetto a Valencia 2005. Numeri che parlano di uno sport in salute e di un seguito in costante crescita, specie in Italia e specie fra i giovani, che sembrano preferire l'immediatezza della MotoGp alla complessità della Formula 1. Ma numeri che, in futuro, non sarà affatto facile mantenere. Intanto perchè la Dorna, paradossalmente se si considera l'espansione dell'audience, ha problemi finanziari non indifferenti, del tutto misteriosiin quanto tenuti gelosamente sotto segreto. Ma soprattutto perchè la MotoGp attuale sembra al top della popolarità, e l'impressione è che la stessa possa solo calare negli anni a venire. E non tanto per questioni di assuefazione o di noia, come nel caso della Formula 1, ma perchè sarà impossibile in futuro sostituire personaggi che oggi come oggi danno alla MotoGp una risonanza che nessun'altro potrebbe darle. Primo fra tutti, evidentemente, Valentino Rossi, campione inarrivabile per talento e impatto mediatico. Non è un caso che in Italia, paese traino del boom della MotoGp, l'esplosione delle gare di moto come evento corrisponda esattamente alla carriera del Fenomeno di Tavullia, uno che può dire, a ragione, di aver reso le due ruote più popolari rispetto alle monoposto praticamente da solo. Rossi ha davanti ancora dai tre ai cinque anni di carriera, poi verrà anche per lui il momento di pensare ad un futuro senza pista. A quel punto, o l'Italia sarà stata in grado di sfornare un altro talento come lui (bravi ce ne sono, ma non a quel livello), o inevitabilmente il seguito calerà. Perchè in MotoGp l'elemento umano è predominante su quello tecnico. Nessuno andrà a vedere la Honda, la Yamaha o la Ducati come succede in Formula 1 con Ferrari, Renault o Mercedes a prescindere da che la guida. La Formula 1 ha perso consensi per la difficoltà del pubblico "non fanatico" ad appassionarsi ad una gara lunga e spesso noiosa, ma ha saputo sopravvivere alla scomparsa di Senna e sopravviverà anche al ritiro di Schumacher. La moto no, la moto ha bisogno di eroi.
teoria interessante concordo.....

"In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un centimetro, perche' sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale fara' la differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra vivere e morire!".