«Scrivono tesine come gli sms»
Corsi di italiano per le matricole
L’università dell’Insubria: gli studenti ignorano la grammatica
VARESE — Tra il dire e il fare ci sarà di mezzo il mare ma tra il linguaggio scritto e quello parlato — soprattutto oggi in epoca di e-scritture globalizzate — ci corre l’oceano. E un salvagente per chi — cresciuto con il gergo da sms dove si deve dire tutto in non più di 160 caratteri— annaspa verso un modo più corretto e compiuto di esprimersi, lo lancia ora l’università dell’Insubria.
Dal prossimo settembre sono infatti in programma cinque lezioni per 10 ore complessive di «Scrittura di base e Analisi e costruzione di testi». Un corso volontario, ma anche gratuito e certo fortemente consigliato, aperto a tutte le matricole delle due sedi dell’ateneo, Varese e Como, a cura dell’Ufficio Orientamento.
Invece di insegnare a scrivere cuore con la «c», si cercherà di riportare sulla «retta via», della sintassi e del lessico, aspiranti dottori che troppo spesso, nelle tesi e nelle altre prove scritte del curriculum accademico, ricorrono agli stereotipi, alle strutture linguistiche approssimative dei messaggini con gli «xkè» (leggi: perché), i cmq (comunque), i «nn» (non) e via semplificando. «Di fronte al progressivo degrado degli strumenti della comunicazione degli studenti —spiega la professoressa Laura Castelvetri, delegata del rettore per l’Orientamento — già da anni avevamo avviato, ma in modo limitato, questi corsi. Viste le positive risposte si è deciso di estendere questa opportunità a tutte le matricole di tutti i nostri corsi di laurea ».
Le lezioni saranno organizzate soprattutto sul passaggio dal parlato allo scritto, ma non si mancherà di rispolverare i rudimenti della grammatica e della sintassi con sane nozioni delle regole «interpuntorie ortodattilografiche». Saranno affidate a una docente con il dottorato di ricerca in Lettere conseguito alla Statale di Milano, già collaudata negli anni scorsi.
Il Senato accademico dell’Insubria — oltre 10 mila iscritti tra Economia, Giurisprudenza, Medicina e Scienze — ha adottato la decisione all’unanimità: iscrizioni entro il 1˚settembre a Varese e l’8 a Como. «Qui arrivano tanti che non sanno neppure tradurre in modo articolato un pensiero— lamenta il rettore vicario Giorgio Conetti —, un gap determinato dal linguaggio ormai dominante tutto puntato su immediatezza, emotività, secondo i canoni della comunicazione visiva, a discapito della ricchezza del ragionamento. In certe tesi c’è da mettersi le mani nei capelli: la consecutio temporum non si sa cosa sia. E poi, che giovani mettiamo sul mercato delle professioni? ».
«Un problema sempre più acuto con l’aumento degli esami scritti già al primo anno — aggiunge la preside di Economia, Rossella Locatelli —. Per carità, non dico che è tutta colpa delle scuole superiori. Ma sull’università si scaricano compiti di educazione linguistica che andavano assolti in altra sede».
Tornare al grembiule e alla lavagna della scuola che fu, prima di affrontare le più ardue vette del sapere? Nulla di pedante, assicurano: le lezioni si basano su metodi accattivanti. E in più frutteranno due crediti. Tanto vale mettere da parte, ogni tanto, lo slang «elettronico» e andare a sciacquarsi, se non in Arno, nella grammatica.
Andrea Biglia
19 agosto 2006
dal sito del Corriere della Sera
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cron ... glia.shtml
Mi sembra molto utile


