Posto un articolo pubblicato qualche giorno fa da uno dei più importanti linguisti italiani, articolo che rivela qualcosa di inquietante accaduto negli ultimi 15 anni al nostro linguaggio e al nostro pensiero
Anche la lingua è sempre più armata
Anche la lingua è sempre più armata
Le parole con cui parliamo e scriviamo riflettono i valori e le idee di una società, sono cioè una specchio fedele del nostro modo di pensare e di vivere, dei nostri valori e delle nostre convinzioni.
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You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
Anche la lingua è sempre più armata
di Gian Luigi Beccaria
14/7/2006
Di anno in anno nella nostra lingua registriamo incrementi di parole nuove. Esse ci danno il senso della società e del mondo in cui viviamo, segnano il momento e il movimento della storia, registrano cambiamenti politici e del costume. In questo ultimi anni c'è poco da stare allegri: si è affacciata una massa inquietante di parole legate soprattutto a guerra e terrorismo. L'epoca «post-guerra fredda » e «caduta del muro», ha inaugurato tra fine del Novecento e primi del Duemila tutta una serie di conflitti che hanno fatto registrare la caduta di ogni regola da parte di quei regimi che gli Usa hanno definito «canaglia» (rogue states).
Dai Balcani si è diffusa la triste novità della «pulizia etnica », da Israele all'Iraq, dall'Europa agli Stati Uniti il terrorismo dei «kamikaze», della «bomba umana ». Incombono minacce di pirateria informatica («cyberguerra», «ecoguerra») e di atti di «bioterrorismo », o «terrorismo ecologico». Ai disastri delle guerre si sono affiancati intanto gli «interventi umanitari». Là dove i diritti umani erano calpestati si creavano strisce di territorio neutrale per consentire il passaggio di profughi (i «corridoi umanitari»).
Le Nazioni Unite, col tentativo di garantire il rispetto dei diritti umani, hanno mandato soldati per il peacekeeping, cioè per il mantenimento della pace e operazioni di «polizia internazionale». In Occidente sono proliferati nuovi eufemismi, dalla «guerra preventiva» (la guerra che servirebbe per preparare la pace) alle «armi intelligenti», che vorrebbero ridurre al minimo le perdite umane, dalla «guerra umanitaria » alla «guerra giusta», dai «bombardamenti chirurgici» ai «danni collaterali» e al «fuoco amico», quando un alleato ti spara addosso.
Sono diventati di dominio comune i nomi dei vari tipi di nuove armi: le «bombe a grappolo » (cluster bombs) o «bombe a frammentazione», le «bombe tagliamargherite » (daisy cutter) il cui nome gentile nasconde l'effetto devastante, e le e-bomb elettromagnetiche, o la netwar, che mettono fuori uso reti elettriche e computer. Con l'11 settembre 2001 l'espressione ground zero, coniato da un fisico nel '46, ripreso dall'ex sindaco di New York Giuliani, si è diffuso in tutto il mondo.
(fonte: Tutto Libri in edicola sabato 15/07/06)
Da La Stampa Web
di Gian Luigi Beccaria
14/7/2006
Di anno in anno nella nostra lingua registriamo incrementi di parole nuove. Esse ci danno il senso della società e del mondo in cui viviamo, segnano il momento e il movimento della storia, registrano cambiamenti politici e del costume. In questo ultimi anni c'è poco da stare allegri: si è affacciata una massa inquietante di parole legate soprattutto a guerra e terrorismo. L'epoca «post-guerra fredda » e «caduta del muro», ha inaugurato tra fine del Novecento e primi del Duemila tutta una serie di conflitti che hanno fatto registrare la caduta di ogni regola da parte di quei regimi che gli Usa hanno definito «canaglia» (rogue states).
Dai Balcani si è diffusa la triste novità della «pulizia etnica », da Israele all'Iraq, dall'Europa agli Stati Uniti il terrorismo dei «kamikaze», della «bomba umana ». Incombono minacce di pirateria informatica («cyberguerra», «ecoguerra») e di atti di «bioterrorismo », o «terrorismo ecologico». Ai disastri delle guerre si sono affiancati intanto gli «interventi umanitari». Là dove i diritti umani erano calpestati si creavano strisce di territorio neutrale per consentire il passaggio di profughi (i «corridoi umanitari»).
Le Nazioni Unite, col tentativo di garantire il rispetto dei diritti umani, hanno mandato soldati per il peacekeeping, cioè per il mantenimento della pace e operazioni di «polizia internazionale». In Occidente sono proliferati nuovi eufemismi, dalla «guerra preventiva» (la guerra che servirebbe per preparare la pace) alle «armi intelligenti», che vorrebbero ridurre al minimo le perdite umane, dalla «guerra umanitaria » alla «guerra giusta», dai «bombardamenti chirurgici» ai «danni collaterali» e al «fuoco amico», quando un alleato ti spara addosso.
Sono diventati di dominio comune i nomi dei vari tipi di nuove armi: le «bombe a grappolo » (cluster bombs) o «bombe a frammentazione», le «bombe tagliamargherite » (daisy cutter) il cui nome gentile nasconde l'effetto devastante, e le e-bomb elettromagnetiche, o la netwar, che mettono fuori uso reti elettriche e computer. Con l'11 settembre 2001 l'espressione ground zero, coniato da un fisico nel '46, ripreso dall'ex sindaco di New York Giuliani, si è diffuso in tutto il mondo.
(fonte: Tutto Libri in edicola sabato 15/07/06)
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- Mac La Mente
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Già! Incrementare il nostro vocabolario con questi termini non risulta tanto piacevole! L'importante però è che si sappia perlomeno da dove derivino e che non si dimentichi questo, noi non lo faremo di sicuro e spero che anche le nuove generazioni vogliano in qualche modo ricordarlo o porsi almeno qualche domanda sulla loro origine! 
Non conoscevo l'articolo! Interessante, davvero interessante...fa riflettere molto!
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...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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Le nuove generazioni dovrebbero anche ricordarsi come si scrive un italiano corretto senza K, abbreviazioni e con le "h" al posto giustoLa Mente ha scritto:le nuove generazioni vogliano in qualche modo ricordarlo
Balleremo fino all'alba canteremo fino al mattino
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
Ma c'è sangue nelle nostre vene
scorre l'acqua nei nostri fiumi
La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni (I LUF)
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- Mac La Mente
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Bene bene bene!
Dobbiamo aggiornare ulteriormente il nostro vocabolario con il termine "Giusta Retribuzione"...l'ho letto ora postando questa notizia sulla situazione in Libano...
Dobbiamo aggiornare ulteriormente il nostro vocabolario con il termine "Giusta Retribuzione"...l'ho letto ora postando questa notizia sulla situazione in Libano...
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Hai fatto bene a sottolinearlo Mac.
I nomi che i ministeri della guerra dei vari paesi danno alle guerre sono sempre o macabri nella loro crudezza (es "Colpisci e terrorizza", nome dato dagli Usa alla guerra in Irak del 2003) o viceversa macabramente assurdi nel tentativo di nascondere la loro crudezza (es. "Tempesta nel deserto", nome della prima guerra in Irak nel '91).
Ma il nome "Giusta retribuzione" dato alla guerra in Libano imo supera ogni più macabra immaginazione
La linguistica e la psicologia insegnano che una volta che un termine entra a far parte del nostro linguaggio, anche il concetto che esso esprime entra a far parte del nostro pensiero e viceversa.
E allora se si arriva ad accettare il pensiero che una guerra che fa strage di bambini, donne e uomini civili possa essere "giusta retribuzione" alle azioni dei terroristi, forse dovremmo fermarci e riflettere su cosa stiamo diventando
o siamo già diventati

I nomi che i ministeri della guerra dei vari paesi danno alle guerre sono sempre o macabri nella loro crudezza (es "Colpisci e terrorizza", nome dato dagli Usa alla guerra in Irak del 2003) o viceversa macabramente assurdi nel tentativo di nascondere la loro crudezza (es. "Tempesta nel deserto", nome della prima guerra in Irak nel '91).
Ma il nome "Giusta retribuzione" dato alla guerra in Libano imo supera ogni più macabra immaginazione
La linguistica e la psicologia insegnano che una volta che un termine entra a far parte del nostro linguaggio, anche il concetto che esso esprime entra a far parte del nostro pensiero e viceversa.
E allora se si arriva ad accettare il pensiero che una guerra che fa strage di bambini, donne e uomini civili possa essere "giusta retribuzione" alle azioni dei terroristi, forse dovremmo fermarci e riflettere su cosa stiamo diventando
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- Mac La Mente
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Vianne ha scritto:Hai fatto bene a sottolinearlo Mac.
Oddio che nomi assurdi più di quello che nascondono in realtà!I nomi che i ministeri della guerra dei vari paesi danno alle guerre sono sempre o macabri nella loro crudezza (es "Colpisci e terrorizza", nome dato dagli Usa alla guerra in Irak del 2003) o viceversa macabramente assurdi nel tentativo di nascondere la loro crudezza (es. "Tempesta nel deserto", nome della prima guerra in Irak nel '91).
Ma il nome "Giusta retribuzione" dato alla guerra in Libano imo supera ogni più macabra immaginazione![]()
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La linguistica e la psicologia insegnano che una volta che un termine entra a far parte del nostro linguaggio, anche il concetto che esso esprime entra a far parte del nostro pensiero e viceversa.
E allora se si arriva ad accettare il pensiero che una guerra che fa strage di bambini, donne e uomini civili possa essere "giusta retribuzione" alle azioni dei terroristi, forse dovremmo fermarci e riflettere su cosa stiamo diventandoo siamo già diventati
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...non si dovrebbero accettare questi "pensieri" e queste parole...purtroppo non è così!
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Esistono dei veri movimenti contro queste nuove abitudini e in giro per la rete ho trovato blog che espongono il bannerino per un italiano scritto correttamenteMaybe ha scritto:Le nuove generazioni dovrebbero anche ricordarsi come si scrive un italiano corretto senza K, abbreviazioni e con le "h" al posto giustoLa Mente ha scritto:le nuove generazioni vogliano in qualche modo ricordarlo
Non c'entra col titolo e forse vado in OT... quindi casomai spostatelo..
io scrivo parecchi sms ma non ho mai pensato di abbreviare i papiri storpiando le parole e alle volte vengono fuori degli interminabili concerti di bipbip di sms ricevuti.. davvero raramente cerco di contenere gli spazi con qualche x o qualche +, ma mi sento una vera cretina quando lo faccio e mi pare di connotare la comunicazione di una vena di vaga stupidità preadolescenziale (perdono ai preadolescenti ma io non credo di esser più spensierata come loro
Così, erano solo considerazioni..
- Mac La Mente
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Esattamente! E' proprio questo che si fa o si tenta di fare, si cerca di nascondere ed insabbiare il tutto quando invece a mio giudizio si ottiene l'effetto contrario perchè gli uomini non sono stupidi, basta un poco di ragionamento e qualche riflessione per capire...Grenouille ha scritto:Si fa purtroppo molto presto ad abituarsi alle aberrazioni. E l'uso delle parole è sempre stato importante per far accettare le cose più tremende e celarle dietro una patina dall'effetto anestetizzante. Basta pensare alla scritta "Il lavoro rende liberi" che campeggiava su un ben triste cancello.
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- Mac La Mente
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Già già già!Grenouille ha scritto:Non sono stupidi, ma sono parecchio pigri e soprattutto... abbastanza sul pecorone... conformarsi è sempre la via più breve e apprezzata.e detto da una bradipella...........
...m'è venuta in mente una Grande Frase, la vado a postare!
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mano gialla
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- Iscritto il: 16/09/2006, 20:54
Ehi ragazzi, una punta di moralismo? Ahi ahi ahi, cominiciate a sentire l'età. Io sono più vecchio ma cerco di non farmi condizionare dagli anni. Tra le frasi fatte da abolire, ai primi posti metto "i giovani d'oggi". Ke vi posso dire: ne ho viste troppo ormai, non ci credo più (non ho mai sopportato Joan Baez ma ho amato Bob Dylan).Mac La Mente ha scritto:Già già già!Grenouille ha scritto:Non sono stupidi, ma sono parecchio pigri e soprattutto... abbastanza sul pecorone... conformarsi è sempre la via più breve e apprezzata.e detto da una bradipella...........
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...m'è venuta in mente una Grande Frase, la vado a postare!
Ma no non si sta parlando in generale dei "giovani d'oggi", ma solo a livello grammaticale.mano gialla ha scritto: Tra le frasi fatte da abolire, ai primi posti metto "i giovani d'oggi".
Abbreviazioni, k al posto delle C, X per indicare due S, e chi più ne ha più ne metta ...
Io è dall'età di 6 anni che so che si scrive IO HO e non IO O ... perché gli studenti di oggi sbagliano così spesso????
Balleremo fino all'alba canteremo fino al mattino
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
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scorre l'acqua nei nostri fiumi
La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni (I LUF)
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- Mac La Mente
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- Iscritto il: 12/07/2006, 13:20
...forse non è proprio inerente al titolo del topic, ma inserisco qui una notizia che ho letto poco fa e che stata pubblicata su Repubblica.
E' stato presentato il nuovo dizionario Devoto-Oli che al suo interno presenta nuove parole...la maggior parte utilizzate negli ultimi tempi e legate al mondo di internet e dell'informatica ma anche riguardanti altro!
Presentata a Roma l'edizione 2008 del dizionario Devoto-Oli
Tra le circa 700 nuove voci anche "cuneo fiscale" e "Gay Pride"
Pizzini, Dico e "downloadare"
Così cambia la lingua italiana
Roma - Ci sono i celebri "pizzini" di Bernardo Provenzano, il "Gay pride" e persino i recentissimi "Dico". La lingua italiana cambia e nuove voci fanno il loro ingresso nel vocabolario. A promuovere ufficialmente questi ed altri 700 neologismi è l'edizione 2008 del dizionario Devoto-Oli, presentata oggi a Roma nella sede centrale della Dante Alighieri. Ne emergono il ritratto di una società che si trasforma ed anche alcune sorprese.
Molte delle novità presenti tra le 150mila definizioni del volume, edito da Le Monnier e composto da 3.232 pagine, hanno avuto origine nel mondo dei mass media. "I mezzi di comunicazione di massa coniano e diffondono nuovi termini - dice lo storico della lingua italiana Luca Serianni, che ha curato la nuova edizione insieme al docente di Lessicografia e lessicologia italiana Maurizio Trifone - Ovviamente non è poi detto che ogni parola entri stabilmente nell'uso quotidiano dei parlanti, però il loro ruolo è importantissimo".
Un'altra inesauribile fonte di neologismi è il mondo dei computer. L'informatica ha generato molte parole, spesso ispirate all'inglese, che sono utilizzate comunemente da un numero significativo di persone. Tra i termini entrati nel vocabolario si segnalano ad esempio "bannare" (vietare l'accesso a un utente), "downloadare" (scaricare un file da una rete) e "defacciare" (modificare illecitamente parti di un sito web).
La selezione delle voci ha seguito regole ben precise. "In genere, per essere inserito in un dizionario, un neologismo deve superare un periodo di quarantena in cui si verifica la sua effettiva circolazione - spiega Luca Serianni - Questo vale per le parole nuove come carcerizzare (un modo critico di indicare la punizione con il carcere) e anche per gli usi innovativi di termini già esistenti come cuneo, che ora è impiegato anche parlando di cuneo fiscale".
Talvolta alcuni degli inserimenti sono stati imposti dalla cronaca. È ad esempio il caso dei Dico, presenti anche se il loro futuro è legato alle decisioni del Parlamento. "Un vocabolario che esce oggi deve contenere anche questa voce - prosegue il curatore del dizionario - Non sappiamo se rimarrà anche nei prossimi anni, ma ha mostrato grande vitalità e manterrà comunque un interesse storico".
Anche il termine "pizzino", divenuto un tormentone dopo la cattura del boss Bernardo Provenzano, è stato accettato per la sua improvvisa diffusione. "E' una parola di cui si parla molto - continua Luca Serianni - Meritava di essere inserito, anche perché il suo significato non è immediatamente comprensibile".
Non mancano, poi, le nuove voci meno note. Da "acido abscissico" (un ormone vegetale) a "crossmediale" (che opera su più media), sono molti i neologismi ugualmente importanti ma sconosciuti a molti italiani. Per chiarire di cosa si tratta, in questi casi, sarà fondamentale consultare il dizionario. Uno strumento che, del resto, ha da sempre come compito principale spiegare il significato delle parole.
La lingua cambia! Bisogna mantenersi aggiornatiiiiiii!!!

E' stato presentato il nuovo dizionario Devoto-Oli che al suo interno presenta nuove parole...la maggior parte utilizzate negli ultimi tempi e legate al mondo di internet e dell'informatica ma anche riguardanti altro!
Presentata a Roma l'edizione 2008 del dizionario Devoto-Oli
Tra le circa 700 nuove voci anche "cuneo fiscale" e "Gay Pride"
Pizzini, Dico e "downloadare"
Così cambia la lingua italiana
Roma - Ci sono i celebri "pizzini" di Bernardo Provenzano, il "Gay pride" e persino i recentissimi "Dico". La lingua italiana cambia e nuove voci fanno il loro ingresso nel vocabolario. A promuovere ufficialmente questi ed altri 700 neologismi è l'edizione 2008 del dizionario Devoto-Oli, presentata oggi a Roma nella sede centrale della Dante Alighieri. Ne emergono il ritratto di una società che si trasforma ed anche alcune sorprese.
Molte delle novità presenti tra le 150mila definizioni del volume, edito da Le Monnier e composto da 3.232 pagine, hanno avuto origine nel mondo dei mass media. "I mezzi di comunicazione di massa coniano e diffondono nuovi termini - dice lo storico della lingua italiana Luca Serianni, che ha curato la nuova edizione insieme al docente di Lessicografia e lessicologia italiana Maurizio Trifone - Ovviamente non è poi detto che ogni parola entri stabilmente nell'uso quotidiano dei parlanti, però il loro ruolo è importantissimo".
Un'altra inesauribile fonte di neologismi è il mondo dei computer. L'informatica ha generato molte parole, spesso ispirate all'inglese, che sono utilizzate comunemente da un numero significativo di persone. Tra i termini entrati nel vocabolario si segnalano ad esempio "bannare" (vietare l'accesso a un utente), "downloadare" (scaricare un file da una rete) e "defacciare" (modificare illecitamente parti di un sito web).
La selezione delle voci ha seguito regole ben precise. "In genere, per essere inserito in un dizionario, un neologismo deve superare un periodo di quarantena in cui si verifica la sua effettiva circolazione - spiega Luca Serianni - Questo vale per le parole nuove come carcerizzare (un modo critico di indicare la punizione con il carcere) e anche per gli usi innovativi di termini già esistenti come cuneo, che ora è impiegato anche parlando di cuneo fiscale".
Talvolta alcuni degli inserimenti sono stati imposti dalla cronaca. È ad esempio il caso dei Dico, presenti anche se il loro futuro è legato alle decisioni del Parlamento. "Un vocabolario che esce oggi deve contenere anche questa voce - prosegue il curatore del dizionario - Non sappiamo se rimarrà anche nei prossimi anni, ma ha mostrato grande vitalità e manterrà comunque un interesse storico".
Anche il termine "pizzino", divenuto un tormentone dopo la cattura del boss Bernardo Provenzano, è stato accettato per la sua improvvisa diffusione. "E' una parola di cui si parla molto - continua Luca Serianni - Meritava di essere inserito, anche perché il suo significato non è immediatamente comprensibile".
Non mancano, poi, le nuove voci meno note. Da "acido abscissico" (un ormone vegetale) a "crossmediale" (che opera su più media), sono molti i neologismi ugualmente importanti ma sconosciuti a molti italiani. Per chiarire di cosa si tratta, in questi casi, sarà fondamentale consultare il dizionario. Uno strumento che, del resto, ha da sempre come compito principale spiegare il significato delle parole.
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