Poesia
L'altro giorno ho inserito Il ballo degli impiccati di Rimbaud.
Per restare in tema, inserisco un altro splendido testo della poesia francese. Questa volta di tratta di un testo del 15° secolo, La ballata degli impiccati di François Villon.
Questa poesia è doppiamente interessante perchè a questo testo si ispirò De Andrè per scrivere il suo bellissimo brano omonimo inserito nell'album Tutti morimmo a stento
François Villon - La Ballata degli impiccati
(l'epitaffio di Villon)
Fratelli umani, che ancor vivi siete,
non abbiate per noi gelido il cuore,
ché, se pietà di noi miseri avete,
Dio vi darà più largo il suo favore.
Appesi cinque, sei, qui ci vedete:
la nostra carne, già troppo ingrassata,
è ormai da tempo divorata e guasta;
noi, ossa, andiamo in cenere e polvere.
Nessun rida del male che ci devasta,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
Se vi diciam fratelli, non dovete
averci a sdegno, pur se fummo uccisi
da giustizia. Ma tuttavia, sapete
che di buon senso molti sono privi.
Poiché siam morti, per noi ottenete
dal figlio della Vergine Celeste
che inaridita la grazia non resti,
e che ci salvi dall'orrenda folgore.
Morti siamo: nessuno ci molesti,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
La pioggia ci ha lavati e risciacquati,
e il sole ormai ridotti neri e secchi;
piche e corvi gli occhi ci hanno scavati,
e barba e ciglia strappate coi becchi.
Noi pace non abbiamo un sol momento:
di qua, di là, come si muta, il vento
senza posa a piacer suo ci fa volgere,
più forati da uccelli che ditali.
A noi dunque non siate mai uguali;
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
O Gesù, che su tutti hai signoria,
fa' che d'Inferno non siamo in balia,
che debito non sia con lui da solvere.
Uomini, qui non v'ha scherno o ironia,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
François Villon - Ballade des pendus
(l'epitaphe Villon)
Freres humains qui apres nous vivez
N'ayez les cuers contre nous endurcis,
Car, se pitié de nous povres avez
Dieu en aura plus tost de vous mercis.
Vous nous voiez cy attachez cinq, six:
Quant de la chair, que trop avons nourrie,
Elle est pieça devorée et pourrie,
Et nous, les os, devenons cendre et pouldre.
De nostre mal personne ne s'en rie
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
Se freres vous clamons, pas n'en devez
Avoir desdaing, quoy que fusmes occis
Par justice. Toutesfois, vous sçavez
Que tous hommes n'ont pas bon sens rassis;
Excusez nous, puis que sommes transsis,
Envers le fils de la Vierge Marie,
Que sa grace ne soit pour nous tarie,
Nous preservant de l'infernale fouldre.
Nous sommes mors, ame ne nous harie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
La pluye nous a debuez et lavez,
Et le soleil dessechiez et noircis;
Pies, corbeaulx, nous ont les yeux cavez
Et arrachié la barbe et les sourcis.
Jamais nul temps nous ne sommes assis;
Puis ça, puis la, comme le vent varie,
A son plaisir sans cesser nous charie,
Plus becquetez d'oiseaulx que dez a couldre.
Ne soiez donc de nostre confrairie:
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
Prince Jhesus, qui sur tous a maistrie,
Garde qu'Enfer n'ait de nous seigneurie:
A luy n'ayons que faire ne que souldre.
Hommes, icy n'a point de mocquerie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
Il testo originale francese e e la traduzione sono presi dal sito Quattrostracci
Per restare in tema, inserisco un altro splendido testo della poesia francese. Questa volta di tratta di un testo del 15° secolo, La ballata degli impiccati di François Villon.
Questa poesia è doppiamente interessante perchè a questo testo si ispirò De Andrè per scrivere il suo bellissimo brano omonimo inserito nell'album Tutti morimmo a stento
François Villon - La Ballata degli impiccati
(l'epitaffio di Villon)
Fratelli umani, che ancor vivi siete,
non abbiate per noi gelido il cuore,
ché, se pietà di noi miseri avete,
Dio vi darà più largo il suo favore.
Appesi cinque, sei, qui ci vedete:
la nostra carne, già troppo ingrassata,
è ormai da tempo divorata e guasta;
noi, ossa, andiamo in cenere e polvere.
Nessun rida del male che ci devasta,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
Se vi diciam fratelli, non dovete
averci a sdegno, pur se fummo uccisi
da giustizia. Ma tuttavia, sapete
che di buon senso molti sono privi.
Poiché siam morti, per noi ottenete
dal figlio della Vergine Celeste
che inaridita la grazia non resti,
e che ci salvi dall'orrenda folgore.
Morti siamo: nessuno ci molesti,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
La pioggia ci ha lavati e risciacquati,
e il sole ormai ridotti neri e secchi;
piche e corvi gli occhi ci hanno scavati,
e barba e ciglia strappate coi becchi.
Noi pace non abbiamo un sol momento:
di qua, di là, come si muta, il vento
senza posa a piacer suo ci fa volgere,
più forati da uccelli che ditali.
A noi dunque non siate mai uguali;
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
O Gesù, che su tutti hai signoria,
fa' che d'Inferno non siamo in balia,
che debito non sia con lui da solvere.
Uomini, qui non v'ha scherno o ironia,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere!
François Villon - Ballade des pendus
(l'epitaphe Villon)
Freres humains qui apres nous vivez
N'ayez les cuers contre nous endurcis,
Car, se pitié de nous povres avez
Dieu en aura plus tost de vous mercis.
Vous nous voiez cy attachez cinq, six:
Quant de la chair, que trop avons nourrie,
Elle est pieça devorée et pourrie,
Et nous, les os, devenons cendre et pouldre.
De nostre mal personne ne s'en rie
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
Se freres vous clamons, pas n'en devez
Avoir desdaing, quoy que fusmes occis
Par justice. Toutesfois, vous sçavez
Que tous hommes n'ont pas bon sens rassis;
Excusez nous, puis que sommes transsis,
Envers le fils de la Vierge Marie,
Que sa grace ne soit pour nous tarie,
Nous preservant de l'infernale fouldre.
Nous sommes mors, ame ne nous harie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
La pluye nous a debuez et lavez,
Et le soleil dessechiez et noircis;
Pies, corbeaulx, nous ont les yeux cavez
Et arrachié la barbe et les sourcis.
Jamais nul temps nous ne sommes assis;
Puis ça, puis la, comme le vent varie,
A son plaisir sans cesser nous charie,
Plus becquetez d'oiseaulx que dez a couldre.
Ne soiez donc de nostre confrairie:
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
Prince Jhesus, qui sur tous a maistrie,
Garde qu'Enfer n'ait de nous seigneurie:
A luy n'ayons que faire ne que souldre.
Hommes, icy n'a point de mocquerie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!
Il testo originale francese e e la traduzione sono presi dal sito Quattrostracci
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- Mac La Mente
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- Iscritto il: 12/07/2006, 13:20
E' bellissima e tristissima!Vianne ha scritto:L'altro giorno ho inserito Il ballo degli impiccati di Rimbaud.
Per restare in tema, inserisco un altro splendido testo della poesia francese. Questa volta di tratta di un testo del 15° secolo, La ballata degli impiccati di François Villon.
Questa poesia è doppiamente interessante perchè a questo testo si ispirò De Andrè per scrivere il suo bellissimo brano omonimo inserito nell'album Tutti morimmo a stento
François Villon - La Ballata degli impiccati
(l'epitaffio di Villon)
La pioggia ci ha lavati e risciacquati,
e il sole ormai ridotti neri e secchi;
piche e corvi gli occhi ci hanno scavati,
e barba e ciglia strappate coi becchi.
Noi pace non abbiamo un sol momento:
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...non ero a conoscenza del legame tra De André e questa poesia di Villon! E' una scoperta che mi affascina anche se non mi meraviglia visto e considerato che De André è sempre stato un cultore della Francia!
Ho quotato il versi che mi son piaciuti di più!...forse i più macabri...se si considerano le azioni compiute dai corvi!
Grazie Vianne! Grazie!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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Mac La Mente ha scritto: E' bellissima e tristissima!![]()
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...non ero a conoscenza del legame tra De André e questa poesia di Villon! E' una scoperta che mi affascina anche se non mi meraviglia visto e considerato che De André è sempre stato un cultore della Francia!![]()
Ho quotato il versi che mi son piaciuti di più!...forse i più macabri...se si considerano le azioni compiute dai corvi!
Grazie Vianne! Grazie!...è un regalo stupendissimo!
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Sono versi molto tristi e molto forti, ma Villon lo ha fatto proprio per colpire le coscienze. In un certo senso lo si può considerare uno dei primi scritti contro la pena di morte
E questo secondo me fa capire ancora di più perchè De Andrè ci si sia ispirato.
E per consentire un confronto tra i testi, inserisco anche quello di De Andrè...testo che qua a mio parere ci sta perfettamente, perchè ritengo che i versi di Faber siano prima di tutto poesie
Fabrizio De Andrè - La ballata degli impiccati
Tutti morimmo a stento
ingoiando l'ultima voce
tirando calci al vento
vedemmo sfumare la luce.
L'urlo travolse il sole
l'aria divenne stretta
cristalli di parole
l'ultima bestemmia detta.
Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un'ora.
Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l'antico credo
di chi muore senza perdono.
Chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull'ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch'egli stravolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino.
La donna che celò in un sorriso
il disagio di darci memoria
ritrovi ogni notte sul viso
un insulto del tempo e una scoria.
Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso.
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Ed è riuscito in pieno nel suo intento! Il testo che ha scritto colpisce molto e permane nella memoria di chi ha la fortuna di leggerlo!Vianne ha scritto:![]()
Sono versi molto tristi e molto forti, ma Villon lo ha fatto proprio per colpire le coscienze. In un certo senso lo si può considerare uno dei primi scritti contro la pena di morte
E questo secondo me fa capire ancora di più perchè De Andrè ci si sia ispirato.
E per consentire un confronto tra i testi, inserisco anche quello di De Andrè...testo che qua a mio parere ci sta perfettamente, perchè ritengo che i versi di Faber siano prima di tutto poesie![]()
Fabrizio De Andrè - La ballata degli impiccati
Sono assolutamente d'accordo con te! Tutti i testi che ha scritto De André sono Poesie!
...ho riletto in questo momento "La ballata degli impiccati" e devo dire che in ogni verso ho sentito e sono riuscito a sentire la musica che l'accompagna! Mi sono emozionato! De André mi fa questo effetto!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
Oggi è l'anniversario della nascita di Aleksandr Blok
poeta simbolista russo e uno dei massimi poeti Novecento.

Aleksandr Blok (Pietroburgo 28 novembre 1880 - Mosca 7 agosto 1921)
Per ricordarlo, inserisco i testi di due sue splendide liriche
Aleksandr Blok - La notte
Un mago disteso sul mondo d'argilla,
la testa avvolta d'una benda làttea.
I segni delle tarde generazioni
fanno felice il terrestre indovino.
S'è levata per il sentiero làtteo,
in un alone di luce veleggia.
Un elmo rosso dalle punte aguzze
solca la volta del cielo.
Con un lungo vestimento nero,
con uno stuolo di neri carri,
con uno scialbo splendore fosforico
la notte spazia per la via delle regine.
Sotto la luna scintillano fibbie
di pianete chiuse fino al viso.
Appoggiata a un compasso pesante,
guarda in basso con indifferenza.
Offuscando tutta la pianura,
le trecce hanno nascosto mezza fronte.
Ha abbracciato con l'ombra delle ali
metà di tutto il mondo sublunare.
Chi sei Tu che con filtri notturni
mi hai avvelenato?
Chi sei Tu, Nome Femminile
in un nimbo di rosso fuoco?
19 novembre 1904
Traduzione di Angelo Maria Ripellino

Aleksandr Blok (Pietroburgo 28 novembre 1880 - Mosca 7 agosto 1921)
Per ricordarlo, inserisco i testi di due sue splendide liriche
Aleksandr Blok - La notte
Un mago disteso sul mondo d'argilla,
la testa avvolta d'una benda làttea.
I segni delle tarde generazioni
fanno felice il terrestre indovino.
S'è levata per il sentiero làtteo,
in un alone di luce veleggia.
Un elmo rosso dalle punte aguzze
solca la volta del cielo.
Con un lungo vestimento nero,
con uno stuolo di neri carri,
con uno scialbo splendore fosforico
la notte spazia per la via delle regine.
Sotto la luna scintillano fibbie
di pianete chiuse fino al viso.
Appoggiata a un compasso pesante,
guarda in basso con indifferenza.
Offuscando tutta la pianura,
le trecce hanno nascosto mezza fronte.
Ha abbracciato con l'ombra delle ali
metà di tutto il mondo sublunare.
Chi sei Tu che con filtri notturni
mi hai avvelenato?
Chi sei Tu, Nome Femminile
in un nimbo di rosso fuoco?
19 novembre 1904
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
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So that when they turn their backs on you
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Aleksandr Blok - La palude è l'orbita profonda
La palude è l'orbita profonda
dell'occhio enorme della terra.
Pianse così a lungo che il suo occhio
si consumò tutto in lacrime
e si coprì di erba intristita.
Ma attraverso erbe e graminacee
e bianca lanugine di ciglia chiuse
guizza una verde scintilla,
per spegnersi nella palude.
E allora dicono nelle campagne
stregoni e irsute maliarde,
venuti chissà da dove:
- E' la palude che vi canzona.
La forza buia che vi adesca.
E quando essi si esprimono in tal modo,
i vecchi si fanno la croce,
ridono gli anziani,
e dietro gli omeri delle ragazze
chiaramente si vedono bianche ali
3 giugno 1905
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
La palude è l'orbita profonda
dell'occhio enorme della terra.
Pianse così a lungo che il suo occhio
si consumò tutto in lacrime
e si coprì di erba intristita.
Ma attraverso erbe e graminacee
e bianca lanugine di ciglia chiuse
guizza una verde scintilla,
per spegnersi nella palude.
E allora dicono nelle campagne
stregoni e irsute maliarde,
venuti chissà da dove:
- E' la palude che vi canzona.
La forza buia che vi adesca.
E quando essi si esprimono in tal modo,
i vecchi si fanno la croce,
ridono gli anziani,
e dietro gli omeri delle ragazze
chiaramente si vedono bianche ali
3 giugno 1905
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Grazie Vianne per aver inserito queste poesie! Non le conoscevo perchè non conosco Aleksandr Blok ed è per questo che le ho lette con molta attenzione...piano piano...me le sono gustate in ogni singola parola e le trovo davvero affascinanti!Vianne ha scritto:Oggi è l'anniversario della nascita di Aleksandr Blokpoeta simbolista russo e uno dei massimi poeti Novecento.
Aleksandr Blok (Pietroburgo 28 novembre 1880 - Mosca 7 agosto 1921)
Per ricordarlo, inserisco i testi di due sue splendide liriche
Aleksandr Blok - La notte
19 novembre 1904
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
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...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
Mac La Mente ha scritto: Grazie Vianne per aver inserito queste poesie! Non le conoscevo perchè non conosco Aleksandr Blok ed è per questo che le ho lette con molta attenzione...piano piano...me le sono gustate in ogni singola parola e le trovo davvero affascinanti!![]()
Contenta che ti piaccia! Io adoro Blok, è un poeta straordinario per musicalità e forza evocativa delle immagini
Stasera inserirò altri testi, spero siano graditi
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Vianne ha scritto:![]()
Contenta che ti piaccia! Io adoro Blok, è un poeta straordinario per musicalità e forza evocativa delle immagini![]()
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Stasera inserirò altri testi, spero siano graditi
Non immagini quanto, Vianne! Sono opere-poesie forti! Si sente la vitalità delle parole ed il loro "peso" e man mano che si procede con la lettura questi due fattori aumentano sempre sempre di più!
Faaaantastico!!! Non vedo l'ora di leggere gli altri testi!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
Come promesso, ecco altre due liriche di Blok
La prima che inserisco è il componimento più famoso del poeta e, a mio parere, una delle più belle poesie di tutti i tempi
Aleksandr Blok – La sconosciuta
Nelle serate sopra i ristoranti
l'aria infocata è selvatica e sorda,
e governa i clamori degli ubriachi
lo spirito pernicioso della primavera.
Lontano, sulla polvere dei vicoli,
sul tedio delle ville suburbane,
s'indora la ciambella d'un fornaio,
ed echeggia un pianto di bambini.
Ed ogni sera, dietro le barriere,
con il tubino sulle ventitré,
passeggiano tra i borri con le dame
esperti bontemponi.
Sopra il lago scricchiano gli scalmi,
ed echeggia uno strillo femminile,
mentre, abituato ad ogni cosa, in cielo
stupidamente il disco si corruga.
Ed ogni sera l'unico mio amico
si riverbera nel mio bicchiere
e dall'acerbo e misterioso liquido
è, come me, sottomesso e stordito,
mentre daccanto, ai tavoli vicini,
sonnacchiosi lacchè stanno impalati,
e gli ubriachi dagli occhi di conigli
si affannano a gridare “In vino veritas!”.
Ed ogni sera, all'ora stabilita
(oppure è questo solamente un sogno?),
una fanciulla inguainata di seta
nella finestra nebbiosa si muove.
Lentamente, passando fra gli ubriachi,
sempre senza compagni, sempre sola,
esalando caligine e profumi,
si va a sedere presso la finestra.
Ed effondono antiche credenze
le sue elastiche vesti di seta,
e il cappello con piume di lutto,
e la stretta mano inanellata.
Avvinto dalla vicinanza strana,
guardo di là dalla scura veletta,
e vedo una riva incantata
ed un'incantata lontananza.
Cupi arcani mi sono confidati,
un estraneo sole mi è commesso,
ed il vino acerbo ha penetrato
tutti i meandri dell'anima mia.
E le piume di struzzo inclinate
vacillano nel mio cervello,
e gli occhi azzurri senza fondo
fioriscono su una riva lontana.
Nella mia anima giace un tesoro,
la cui chiave è affidata solo a me!
Hai tutte le ragioni, mostro ubriaco!
Lo so bene: la verità è nel vino
24 aprile 1906
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
La prima che inserisco è il componimento più famoso del poeta e, a mio parere, una delle più belle poesie di tutti i tempi
Aleksandr Blok – La sconosciuta
Nelle serate sopra i ristoranti
l'aria infocata è selvatica e sorda,
e governa i clamori degli ubriachi
lo spirito pernicioso della primavera.
Lontano, sulla polvere dei vicoli,
sul tedio delle ville suburbane,
s'indora la ciambella d'un fornaio,
ed echeggia un pianto di bambini.
Ed ogni sera, dietro le barriere,
con il tubino sulle ventitré,
passeggiano tra i borri con le dame
esperti bontemponi.
Sopra il lago scricchiano gli scalmi,
ed echeggia uno strillo femminile,
mentre, abituato ad ogni cosa, in cielo
stupidamente il disco si corruga.
Ed ogni sera l'unico mio amico
si riverbera nel mio bicchiere
e dall'acerbo e misterioso liquido
è, come me, sottomesso e stordito,
mentre daccanto, ai tavoli vicini,
sonnacchiosi lacchè stanno impalati,
e gli ubriachi dagli occhi di conigli
si affannano a gridare “In vino veritas!”.
Ed ogni sera, all'ora stabilita
(oppure è questo solamente un sogno?),
una fanciulla inguainata di seta
nella finestra nebbiosa si muove.
Lentamente, passando fra gli ubriachi,
sempre senza compagni, sempre sola,
esalando caligine e profumi,
si va a sedere presso la finestra.
Ed effondono antiche credenze
le sue elastiche vesti di seta,
e il cappello con piume di lutto,
e la stretta mano inanellata.
Avvinto dalla vicinanza strana,
guardo di là dalla scura veletta,
e vedo una riva incantata
ed un'incantata lontananza.
Cupi arcani mi sono confidati,
un estraneo sole mi è commesso,
ed il vino acerbo ha penetrato
tutti i meandri dell'anima mia.
E le piume di struzzo inclinate
vacillano nel mio cervello,
e gli occhi azzurri senza fondo
fioriscono su una riva lontana.
Nella mia anima giace un tesoro,
la cui chiave è affidata solo a me!
Hai tutte le ragioni, mostro ubriaco!
Lo so bene: la verità è nel vino
24 aprile 1906
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
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Aleksandr Blok – Com'è penoso andare fra la gente
“Là l'uomo si è consumato”
Fet
Com'è penoso andare fra la gente
e fingere di non essere morto,
e raccontare a chi non ha vissuto
il tragico giuoco delle passioni.
E, contemplando il proprio incubo notturno,
trovare un ordine nel turbinio discorde
di sentimenti, perché nei pallidi bagliori dell'arte
si veda l'incendio rovinoso della vita.
10 maggio 1910
Traduzione di Bruno Carnevali
“Là l'uomo si è consumato”
Fet
Com'è penoso andare fra la gente
e fingere di non essere morto,
e raccontare a chi non ha vissuto
il tragico giuoco delle passioni.
E, contemplando il proprio incubo notturno,
trovare un ordine nel turbinio discorde
di sentimenti, perché nei pallidi bagliori dell'arte
si veda l'incendio rovinoso della vita.
10 maggio 1910
Traduzione di Bruno Carnevali
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Vianne ha scritto:Come promesso, ecco altre due liriche di Blok![]()
La prima che inserisco è il componimento più famoso del poeta e, a mio parere, una delle più belle poesie di tutti i tempi![]()
Aleksandr Blok – La sconosciuta
Graaaaazie Vianne!Vianne ha scritto:Aleksandr Blok – Com'è penoso andare fra la gente
“Là l'uomo si è consumato”
Fet
...le due opere-liriche sono molto belle!
Nonostante trovi grandiosa la prima, è la seconda a colpirmi di più! Eh si, perchè riesco ad immaginare la scena e le azioni che in essa vengono descritte! Mi piace davvero tanto!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
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...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
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Mac La Mente ha scritto: Graaaaazie Vianne!
...le due opere-liriche sono molto belle!
Nonostante trovi grandiosa la prima, è la seconda a colpirmi di più! Eh si, perchè riesco ad immaginare la scena e le azioni che in essa vengono descritte! Mi piace davvero tanto!
Mi fa piacere che le apprezzi
Concordo con te sul fatto che la seconda sia più immediata, lo dice anche la sua voluta brevità
La prima secondo me è meravigliosa, però deve essere letta pian piano, deve entrare dentro con la sinuosità e la lentezza incantata di un sogno o una visione...
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Vianne ha scritto:![]()
Mi fa piacere che le apprezzi![]()
Concordo con te sul fatto che la seconda sia più immediata, lo dice anche la sua voluta brevità
La prima secondo me è meravigliosa, però deve essere letta pian piano, deve entrare dentro con la sinuosità e la lentezza incantata di un sogno o una visione...
Le ho apprezzate tantissimo! Davvero! E' sempre sempre un piacere conoscere Autori che prima non si conoscevano!
E' vero, la seconda è molto molto più immediata non solo per la sua lunghezza, ma forse perchè - a me è successo così - per il tema trattato e per le parole utilizzate!
Rileggerò la prima con piacere per provare ad "entrare" dentro l'atmosfera e le parole!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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