A quanto pare però il violentatore *stardo ecc...
P.N., 38 anni, bergamasco, fermato dopo una notte di sesso e alcol in un hotel a 5 stelle vicino al Duomo di Milano
«Squillo violentata», imprenditore in cella
È l’ex marito della donna fiorentina uccisa a Bali. In Indonesia sospetti su di lui
Milano — Una notte spericolata, all’insegna di sesso a pagamento e alcol, gli sono costati il carcere, con l’accusa di violenza sessuale. In galera è finito P.N., 38 anni, imprenditore immobiliare bergamasco, già noto alle cronache per essere stato sospettato dalle autorità indonesiane di sapere qualcosa dell’omicidio della sua ex moglie, l’imprenditrice fiorentina R.B., massacrata a bastonate a Bali nell’ottobre del 2005. Il suo corpo venne ritrovato in strada, in una zona paludosa, vicino a un ponte, in un quartiere della città di Denpasar. Allora il capo della squadra Mobile di Firenze, Filippo Ferri, disse di non aver «ricevuto niente di definitivo dalla polizia indonesiana su Nessi»: «Ma stiamo facendo indagini— aggiunse—per fotografare la situazione attuale a seguito dell’esposto presentato dalla famiglia della vittima ».
I quotidiani locali continuarono per giorni a cercare notizie sull’uomo, anche a Bali. E lui fu costretto a fare anche una conferenza stampa per dire che con la morte di R., quella moglie bella e ricca, « non c’entrava proprio niente». Stavolta, però, P.N. non è riuscito ad evitare la galera. Lo hanno ammanettato lo scorso sabato i detective della squadra Mobile di Milano, mentre si trovava a Mantova a casa di alcuni amici. Deve rispondere di violenza sessuale nei confronti di una prostituta brasiliana di 25 anni, con la quale aveva concordato un incontro a luci rosse in un albergo del centro a cinque stelle lusso, a pochi metri dal Duomodi Milano e non lontano dal teatro alla Scala.
L'aggressione risale al 22 giugno, quando Nessi decide di trascorrere una serata fuori dalle righe. A base di donne e whisky. L’imprenditore è deciso e su di giri. Abborda due «lucciole» da 500 euro a testa in un ristorante di tendenza e conclude l’affare. Tutti all’hotel che lui conosce bene, anche se non è un cliente gradito: spesso quando lo vedono arrivare, chiudono a chiave il frigobar, «altrimenti si scola tutto, anche anche il liquido di raffreddamento». Le ragazze pretendono i soldi in anticipo e lui inizia lo show. Dice di essere il direttore dell’albergo. Poi, mentre le giovani lo attendono in camera, scende nella hall e chiede del denaro che non gli viene dato. A questo punto, le due se ne vanno. Ma Paolo Nessi non si scompone e continua nel suo proposito di notte brava.
Contatta un’altra ragazza a pagamento e anche per lei scatta la proposta indecente: 300 euro per un paio d’ore d’amore. Ancora in camera, una delle centodiciassette di cui l’hotel dispone a partire da 566 euro al giorno. E, di nuovo, senza soldi. Stavolta, però, oltre a dire che è il direttore, l’imprenditore si vanta di essere amico di una nota contessa milanese, mostrando una foto che li immortala insieme. Ancora in bianco. Sono le due di notte. E al quarto tentativo con una brasiliana di 25 anni, le cose precipitano. Lui non paga e lei gira i tacchi. A questo punto Nessi, anche in preda ai fumi dell’alcol, va su tutte le furie e la spinge violentemente sul letto.
Poi la picchia e la violenta più volte. La ragazza tenta di reagire. In lacrime lo supplica di lasciarla andare. Ma lui è come impazzito. Lei, comunque, trova la forza di divincolarsi e di chiudersi dentro al bagno. Fino a quando, non sentendo più nessun rumore, esce e corre alla polizia a denunciare lo stupro. P.N., nel frattempo, se n’era andato. La squillo racconta nei particolari l’aggressione. Mentre gli investigatori mettono a verbale anche le testimonianze della altre tre ragazze. Quindi sentono i testimoni dell’albergo. Così dopo una serie di indagini, viene eseguita l’ordinanza di custodia cautelare emessa del gip Fabrizio D’Arcangelo. Gli agenti della Mobile sono sulle tracce dell’imprenditore che però non è sempre a Milano. Dopo vari appostamenti decidono di intervenire quando si trova a Mantova.
fonte: Corriere della sera


