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“Eterno ritorno”” ed apparizione di T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre

(Presentazione scenica dell’arrivo di T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre, a cura del gatto Atom, fuoriuscito dal romanzo “2050 – disastro nucleare a Milano” di Cristiano Torricella autore)

Salve! E’ il fantasma del gatto Atom, in carne ed ossa, che Vi parla dall’Aldilà (essendo stato dato per disperso durante il disastro nucleare di Milano, avvenuto nella futura I-taglia del 2050…)

Appositamente fuoriuscito dal romanzo “2050 – disastro nucleare a Milano”, che trovate a questo link.

A me – animale quadrupede – il lieto compito di presentare ed annunciare al mondo intero – qui, nel blog di Macchia – il futuro “eterno ritorno” e l’apparizione in scena del mio “super-eroe preferito del futuro” (cioè del personaggio letterario-musical-teatrale di T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre!).

Sì, perché noi personaggi letterari fuoriusciti dal romanzo edito testè citato, si sa, siam solidali l’un con l’altro e tifiamo apertamente per i nostri “colleghi di penna” in trasferta ed in giro per il mondo, “in comune unità d’intenti”, senza se e senza ma e senza invidie né pettegolezzi di sorta.

Non come certi umani “artisti” che, davanti, ti sorridono e, poi dietro, te ne dicono di tutti i colori!

La “notiziona” è pertanto questa: T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre torna nuovamente a calcare le scene artistiche – dopo una lunga assenza da Internet – ed a scrivere per se stesso e per il popolino.

Anche qui, in questa particolarissima rubrica letteraria-tematica-telematica – intitolata “2050” – parte del vasto ed interessante blog culturale www.libera-mente.net.

Fonti “gattesche” – che preferisco restino anonime e segrete – mi confermano tale indiscrezione.

E, mentre l’autore-creatore di tale personaggio protagonista di “2050-Milano” (il personaggio del vecchio scrittore dissidente i-tagliano, il cui acronimo è, appunto, v.s.d.i.) se ne va in punta di piedi, il “Nostro Eroe” T.C. v.s.d.i. del 2050 ritorna migliorato, ispirato, carico e… potenziato.

Infatti, essendo personaggio e maschera teatrale, e non dovendo lavorare “come i comuni mortali per campare”, il personaggio “neofuturista” di T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre ha tutto il tempo che vuole – beato lui! – per creare, scrivere, dipingere, comporre musiche di scena, recitare, mimare, improvvisare a braccio, viaggiare come i girovaghi e…fare assoli con la chitarra elettrica dal vivo!

Avendo tutto il tempo – Beato Lui! – per narrare lunga-mente e prolissa-mente, catartica-mente ed apotropaica-mente in scena – il vegliardo ultraottantenne nato a Roma alla fine del ‘900 – della sua (e nostra?) Roma Sparita di fine ‘900, di “giovanili luoghi” definitivamente cambiati o scomparsi da ogni memoria dell’itale genti nostrane “de noantri noi de Roma”, nonché dei suoi “storici ricordi di popolo e d’antiche usanze di rione, da tramandare ai Posteri” ma anche… d’altri argomenti.

Narrando anche dei futuri Castelli Romani e dell’I-taglia del 2050 ed oltre, tempo storico del futuro in cui Egli si trova a vivere ed a fare “arteterapia catartica” (Lui, Vate e Poeta e Sommo Maestro Eccelso delle Arti e delle Lettere di fine ‘900 e del 2050 ed oltre, “superstite ed ultimo dei suoi”…).

Ritornando indietro nel tempo o nuova-mente avanzando verso il prossimo futuro del 2051 ed oltre.

Così il romanzo “2050 – disastro nucleare a Milano”- “la pietra scartata, ignorata e diffamata dai critici” diventa senza meno ed ora la “pietra d’angolo” del “N.L.C. 2050 d’Italia (Nuovo Libero Centro Culturale 2050 d’Italia)”!

Rincorrendo e narrando – il “Nostro Eroe di Penna” – atavici ricordi di Milano e di Roma (ma, volendo, anche di Parma, Pesaro, Verona, Sanremo, Rocca Priora, Londra e Parigi…) fino a ripercorrere nuovamente (“eterno ritorno”?) la Sempiterna ed Immortale Futura Roma del 2050 ed oltre (o Eterna Roma “caput mundi” di Colle Oppio parco, della “Domus Aurea” di Nerone e della cattolicissima basilica di San Pietro, apotropaica-mente costruita (dai Papi) sul circo di Nerone).

Roma da cui tutto è partito ed in cui tutto – sempre – si conclude (e non potrebbe essere che… così).

Che dire ancora, del nostro eroe T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre, se non sottolineare come il Destino abbia voluto differenziarlo così netta-mente dall’autore (che ne è l’artefice), differenziando netta-mente l’uomo dalla maschera?

E se l’autore mai volle – della sua “arte per l’arte” – farne un “business” ed un lavoro, lieto e pago di mantenere le proprie passioni artistiche a livello amatoriale e di restare anonimo (a livello di privacy), proprio il contrario fa l’ ”alter ego dell’autore” (cioè T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre).

Che d’arte e business pontifica e vive, Lui che non hai abbandonato Roma per trasferirsi altrove, né hai mai rinunciato alle “vane tentazioni immorali” del successo, della ricchezza e della… fama.

Competitivo e con le “conoscenze giuste nell’ambiente che conta”, autoproduce le proprie opere dell’ingegno con un occhio puntato alle vendite e l’altro occhio puntato ai protettori… politici.

Lui che – pur proclamandosi dissidente ed indipendente – volente o nolente – fa parte anch’Esso dello “status quo” e dello show-business dell’arte e dello spettacolo, dovendo obbedire al detto che: “lo spettacolo deve comunque e sempre continuare!”.

Cosa avreste voluto sapere d’altro, in merito a T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre, che forse non avete mai osato… chiedere?

T.C. V.S.D,I. del 2050 ed oltre nasce a Roma “caput mundi”, a metà anni ’60, da immigrati padani giunti a Roma dal Nord Italia, unico rampollo maschio che nasce nella Capitale.
Unico “romano de Roma” – della notabile casata Torricella, originaria del Nord Italia – i cui nordici Avi erano perlopiù lombardi ed emiliani ma – sembrerebbe – anche… in origine…bergamaschi.

Cordiali saluti, adunque, e, in attesa del rapido arrivo – su queste pagine web – del personaggio di T.C. V.S.D,I. del 2050 ed oltre, buona lettura di questa neo-futurista rubrica 2050!

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Il fantasma del gatto Atom (tratto da “2050 – disastro nucleare a Milano” di Cristiano Torricella, autore)

fantasma Gatto Atom e Duomo di Milano by CT autore 271119

“Io so che tu sai che Io so cosa giace sotto al vulcano di Milano e cos’è vera-mente accaduto a metà secolo.
Né posso far tornare a ritroso le lancette del tempo, a quando Milano era la città più vivibile d’I-taglia.
Non a caso sono il fantasma del gatto Atom del romanzo neofuturista “2050-disastro nucleare a Milano”.
Ma posso ricordare – a Voi umani – ciò che di tragico accadde in quei drammatici luoghi della memoria.
Per i vecchi del 2050 ed oltre e per i giovani ragazzi che nasceranno – in futuro – nell’hinterland di Milano.
Per le donne ed i bimbi ch’ivi sfortunatamente nacquero, vissero e perirono per colpa del crudele atomo.
Per tutti quanti, Noi e Voi, ed anche per Loro, che, da tempo, non ci sono più… che serva a tutti da lezione!
E che sia saggio ammonimento – alle classi dirigenti del futuro – a non abusar – mai più – dell’atomo!
Affinchè tali incredibili, incresciose e terribili tragedie non accadano mai più in futuro.”

(Da: “Così parlò il gatto Atom” di Cristiano Torricella autore – opera citata – citazione citabile – © Cristiano Torricella – Marino Laziale (RM) – 22/12/2019 – tutti i diritti riservati ovunque nel mondo)

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9 - Per tutto il resto... Blog Comoda-mente

Auguri di Buon Natale 2019!

Son vecchietto,
sono arzillo,
entro in casa dal caminetto,
salto e ballo come un grillo!

Son paffuto
e vestito di rosso,
ed eccomi qua, voilà!

25 Dicembre,
l’appuntamento è importante,
è arrivato il Natale,
ed io son Babbo, Babbo Natale!

Auguri a tutti voi!
Auguri a tutto quanti!

Buon Natale! 🙂

Tanta serenità e felicità,
a bizzeffe, a volontà!

Buon Natale 2019! Augurissimiiiiii! 😉

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Addio ai lettori e…dissertazione umoristica contro i…sapientoni

In questo mio ultimo articolo da “futurologo del 2050 ed oltre”, vorrei congedarmi da Voi, o intelligenti lettori della rubrica 2050 e dal sagace blogger Andrea “Z Mac” scattando una “fotografia” di quanto purtroppo sta accadendo nell’ arido “deserto culturale i-tagliano del 2019 ed oltre”, dominato da cialtroni e beoti che – saggiamente – Andrea definisce con il corretto e giusto epiteto di… “Sapientoni”.

La mortale vita umana di ciascuno è bella ma breve e va perciò goduta per le piccole cose che ci dona quotidianamente, tralasciando l’impari lotta contro l’immenso esercito di Sapientoni e di Mummie che riempiono quasi ovunque trasmissioni tv, siti web e giornali, di cui l’itala insana madre è sempre… gravida.

Otto anni fa il 2050 era argomento tabù, scartato da siti web e da giornali; oggi, invece, il 2050 è… di moda.

La scrittura del mio romanzo fantascientifico “2050 – disastro nucleare a Milano” precedeva – di circa sei mesi, se non ricordo male – il successivo disastro nucleare giapponese di Fukushima, che sarebbe avvenuto di lì a poco, acclarando che la realtà dei disastri causati dall’uomo supertecnologico moderno supera ogni possibile fantasia d’autore, perché i Sapientoni si occupano di tutto e dunque anche di… energia nucleare.

Ma i Sapientoni sono sempre vigili, e perciò anche il mio romanzo “2050-Milano” fu stroncato e… sparì.

Chi sono i Sapientoni ?- chiede un tizio tra il pubblico di quest’ultima teatrale “recita d’autore” online.

Quelli che sanno tutto Loro, che fanno tutto Loro, che “sono” solo Loro e che ti dicono; “Le faremo sapere”.

Quei cialtroni che, se uno è bravo a scrivere, cestinano i suoi testi per eliminare un avversario scomodo.

Quei predatori e parassiti che usano i tuoi testi e video, scaricati da Internet, quando sono a corto di idee, scopiazzandoli con il copia ed incolla senza citare l’autore, facendone peraltro un (loro) business (guai a dirglielo, si offenderebbero e ve la farebbero pagare … i Sapientoni sono suscettibili e Vi… ascoltano!)

Perché Loro debbono essere i Protagonisti, i Vati, i Superuomini, i “tuttologi” di oggi e del 2050 ed oltre!

Soltanto Loro al centro della scena, con il loro Ego ipertrofico e vanitoso, con noi come comparse intorno!

I sapientoni spiegano – a te, autore – come devi scrivere il tuo romanzo e dove hai sbagliato (secondo loro).

Recensiscono (ignorantemente) opere d’arte e libri altrui – credendosi competenti e capaci – e li stroncano.

Non sono oggettivi e scientifici ma giudicano sempre senza sapere, in base a ciò che piace a… loro stessi!

Ti spiegano insistentemente (a te, che non hai chiesto nulla, se non di lasciarti in pace…) che il pianeta Terra, nel 2050, verrà annientato dal Diluvio Universale che sta per arrivarci addosso (anche a noi in I-taglia…) provocato dall’inevitabile scioglimenti dei ghiacci dei poli e dai cambiamenti climatici in corso.

O dallo scontro con un meteorite gigante proveniente dallo spazio cosmico (come se lo “scudo spaziale internazionale” non fosse in via di progettazione e/o di realizzazione…) o da una misteriosa ed incurabile epidemia del futuro 2050 ed oltre, a cui sopravviveranno solo i più adatti, i più forti ed i più intelligenti (praticamente Loro, i Sapientoni… che si credono simili agli Dei…) o, ancora non bastasse, che l’intera razza umana sarà vinta da una bieca invasione di malvagi alieni extraterrestri rettiliani “da film”, che ci renderanno schiavi, facendoci lavorare giorno e notte nelle miniere di ferro di qualche loro pianeta lontano.

Gli invadenti Sapientoni consultano febbrilmente e di nascosto il calendario dei Maia, ricercando e propinandoci “date certe” per la “fine del mondo” (ma il mondo continua ad esistere, alla “facciaccia loro”!).

I Sapientoni permeano ogni campo dello scibile umano, travestendosi da dottori, medici, professori, critici letterari, artisti, attori, amministratori delegati, politici, imprenditori, funzionari ed anche da… autori.

Sì, perché anche tra gli autori (miei illustri colleghi…) sono in tantissimi quelli che sanno e fanno… tutto loro, onnipresenti quasi ovunque sui mass media, grazie alle loro raccomandazioni ed alle loro “conoscenze”.

Ad esempio, quei Sapientoni che indossano, nelle riunioni segrete, “grembiulini” e cappucci in testa ma non lo dicono a nessuno: gli Illuminati, i Vati, i “soliti volti noti”, i Grandi Cavalieri “di tutto ciò che esiste”, gli “insigniti al merito”, mentre tutti gli altri autori, me compreso, rimangono degli emeriti…sconosciuti.

Quelli che fanno parte della casta ma che “spacciano” verità, bontà, bellezza, carità, fede, onestà, ambiente: tutte “belle parole” su cui poi pubblicheranno loro libri e tesi, organizzeranno loro conferenze, loro incontri mondani e loro cene “di beneficienza”, che di beneficienza forse non sono, visto che costano care.

Su cui poi faranno business – i Cialtroni Sapientoni – sostenendo anche d’aver avvisato un U.F.O. sul terrazzo o chissà cosa, pur di apparire, sembrare e mostrare quanto (Loro) sono più bravi e capaci di altri.

Pre-visioni – sul 2050 ed oltre – esagerate ed inadatte alla particolare situazione socio-culturale italiana?

Ma se non sei d’accordo con Loro diventerai, in un attimo… un babbeo, da attaccare con il “fango mediatico” e con la disinformazione culturale, da escludere dalle loro recensioni sui loro siti web e canali tv.

Ecco un altro Sapientone che consulta – di nascosto al pubblico – le antiche profezie di Nostradamus!

Ma quale Sapientone avrà “l’umile coraggio” di ammettere di essersi sbagliato in merito al 2050 ed oltre?

Dimenticando che l’invecchiato italo cittadino del 2050 potrà sempre dire di no al mangiare “grilli fritti” e che il futuro 2050 non è il “Nuovo Diluvio Universale” perché si scioglieranno i ghiacci dei poli per la CO2.

Dimenticando che il futuro controllo telematico di massa potrà agire fino al momento in cui le persone si renderanno conto dello “sporco gioco telematico” che le spia (anche) in casa, acquisendo consapevolezza e che l’Europa sarà una “superpotenza globale” fino a quando non distruggerà l’I-taglia e gli i-tagliani.

Il terrifico Lupo Fenrir, tratto dal mitologico e nordico “Crepuscolo degli Dei”, si affaccia ora dietro l’angolo, pronto a terrorizzarci ed a divorare il mondo, come sostengono certi zelanti ed illustri Sapientoni?

Eppure, se di “pacco con il mattone dentro” si tratta, bisogna almeno riconoscere che è… confezionato bene e che i Sapientoni non risparmiano né energie né denari per confezionare le loro “fesserie mediatiche”.

A tali sciagurati e cialtroni, che profetizzano la “fine del mondo” nel 2050, causata nientemeno che da una futura Terza Guerra Mondiale imminente, va pertanto il mio caloroso applauso: “Bravi! Bene! Bis! Tris! Complimenti Vivissimi per l’ottima recita! Se Voi non ci foste, bisognerebbe (forse…) inventarVi?”.

Giacchè ogni regime (o reame) ha i suoi giullari ed i propri buffoni di corte, Voi Sapientoni ne siete i degni… eredi e continuatori!

Concludendo qui la mia riflessione sui Sapientoni, a dicembre, nel prossimo articolo, il gatto Atom (“animale parlante” e personaggio tratto dal romanzo fantascientifico “2050-disastro nucleare a Milano” – Edizioni Simple – 2012) presenterà il mio successore “di penna” che, dal 2020 in poi, scriverà in questa rubrica “2050” al mio posto ed in mia vece (cioè T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre).

Ritraendomi e scomparendo come un fantasma, auguri a tutti di Buone Feste e Buon 2050 ed oltre.

 

Cristiano Torricella futurologo italiano icona piccola da allegare ad articoloCristiano Torricella, autore ed ex-futurologo del 2050 ed oltre

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Speciale Venezia – Disastro ambiental-cultural-climatico di Venezia e dei suoi lagunari dintorni… di Cristiano Torricella

Speciale Venezia – Disastro ambiental-cultural-climatico di Venezia e dei suoi lagunari dintorni…
di Cristiano Torricella autore – speciale articolo unico – scritto a Marino (RM) – Castelli Romani, domenica 16/11/2019, alle ore 04:30 del mattino

DOVEROSA PREMESSA
(a questo speciale articolo inedito d’autore, penultima “fatica intellettuale” che precede il mio ultimo articolo d’addio, come autore, a questa pregevole rubrica “2050” del blog www.libera-mente.net di Andrea Macchia, che qui ringrazio per la sua disponibilità ed a cui auguro “buona fortuna letteraria”…).

“Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare”
(da: Lucio Dalla – “Com’è profondo il mare” – citazione citabile)

“Mare che non ti ha mai dato tanto
Mare che fa bestemmiare
Quando la sua furia diventa grande
E la sua onda è un gigante
La sua onda è un gigante”
(da: Pierangelo Bertoli – “Pescatore” – citazione citabile)

Inizia così, con due note citazioni poetico-musicali dedicate al mare, da due grandi cantautori italiani di fine ‘900 ormai scomparsi, il mio speciale articolo di oggi, dedicato al mare, alla splendida “città d’arte” di Venezia devastata dalle maree ed al suo popolo di benemeriti, laboriosi ed onesti itali cittadini, soccorsi da quelle stesse istituzioni che (talvolta) hanno ignorato le loro sacrosante richieste (primo fra tutte… il completamento del costosissimo MOSE antionde).

Perchè proprio Io, scrittore locale e cittadino di Roma e del Lazio, mi schieri dalla parte dei veneti alluvionati (veneti che in passato, a fine ‘900, non sono mai stati teneri con noi “terroni da Firenze in giù”) è motivato nelle righe seguenti, trattandosi non solo di Venezia ma anche dei suoi lagunari dintorni (Murano, Burano, isole ed isolette, eccetera), di cui si parla poco ed a torto.

Venezia e laguna veneta sono Italia, turismo ed arte che esportiamo nel mondo intero e sotto questa itala bandiera Venezia milita e si riconosce, nonostante alcuni beceri campanilismi (razzisti?) con cui qualcuno vorrebbe dividere l’italo popolo in buoni o cattivi, in neri o bianchi, in veneti o romani, anziché unirlo propositivamente insieme (“divide et impera” per fare i propri porci comodi, nevvero?).

Perchè Venezia danneggiata dal mare siamo anche noi del popolino romano, anche se abitiamo altrove e se parliamo un diverso dialetto, perchè Venezia è città patrimonio dell’umanità e la cultura e l’arte uniscono, abbattendo i muri.

Perchè Venezia è anche popolo onesto e laborioso, che pesca, che coltiva la terra e che si suda il pane commerciando, oltre che Cristianesimo, Medio Evo, Historia, Repubbliche Marinare, Festival del cinema (a guisa di Roma, che è anche “Antichi Romani”, “Cupolone” e “Papi di Roma”…) ma soprattutto… lo scrivo qui in lettere maiuscole, per la sua estrema importanza… MARE!

Mare da amare e non da inquinare con i veleni di Porto Marghera (come fatto a fine ‘900 dall’operaismo militante).

Mare e laguna e gondole e vaporetti, senza cui Venezia non è… Venezia!

Mare che non vuole ricevere i liquami fognari delle calli o gli idrocarburi dei vaporetti, nonchè le umane immondizie (plastiche, legni, barche rotte, ruote di scorta di automobili, batterie esauste, reti da pesca, eccetera) gettate alla rinfusa nei fondali dei canali di Venezia, che rialzano anche i fondali.

Mare che chiede considerazione, rispetto, gentilezza e sviluppo sostenibile.

Anche perchè, senza manutenzione, i canali si ostruiscono, la sabbia si deposita sul fondo e sui rottami, i canali non dragati si alzano di livello, se nessuno vi pone mano in tempo, se non ci sono soldi per dragare i fondali.

E poichè il mare è nato prima della comparsa dell’uomo sulla Terra, Esso ha personalità e memoria e può – talvolta – ricordarlo all’uomo in modo anche violento e senza scrupoli, “vendicandosi” sull’uomo che si dimentica di lui.

Perchè il mare, che dà nutrimento e vita ad alghe, pesci ed uomini, può divenire “mare amaro”, molto amaro, se non lo si rispetta e lo si inquina e poi (colpevolmente ed ignorantemente) lo si …ignora, unendo il danno alla beffa.

I cambiamenti climatici apportano il “carico da 90” ed il disastro è… servito!

Perchè non tutti amano e rispettano il mare ed anche perché le “leggi del contrappasso e del karma” esistono ed agiscono tuttora, in questo nostro finito e limitato pianeta Terra, anche per ciò che riguarda gli uomini ed il mare.

Perchè il mare – e chi abita al mare lo sa bene – muta forma ed aspetto repentinamente e mostra la sua faccia oscura e pericolosa “al semplice mutar del vento”, ma chi abita nelle metropoli spesso ciò lo dimentica facilmente.

Vento marino estivo, che gonfia le vele delle barche e che rinfresca piacevolmente il viandante accaldato, che ammira il panorama e scatta foto (lo stesso turista irrispettoso, che getta bottiglie di plastica in acqua fuori bordo?).

Vento che può, di colpo, a novembre inoltrato, divenire vento impetuoso, che porta piogge copiose, spinge in avanti le maree e crea danni immensi, sollevando spruzzi d’acqua salmastra e schiantando le barche sugli scogli, mentre nella Roma ministeriale e burocratica si continuano a fare… cruciverba.

Mare che – anche in mancanza di vento – può entrare in casa, di notte, mentre dormi dopo le fatiche quotidiane compiute per vivere o sopravvivere, e devi afferrare al volo le tue povere cose e metterti in salvo, mentre il piano terra si allaga rapidamente e si può anche morire affogati, se non ti svegli in tempo!

Anche se non hai nessuna colpa del fatto che (Lorsignori) non hanno completato il MOSE, meraviglia tecnologico-ingegneristica d’avanguardia, che avrebbe dovuto proteggerVi e proteggerti dall’alta marea di Venezia, ma siamo – si sa – in I-taglia e, iniziata un’opera pubblica, non sempre la si termina…

Anche se sei un cittadino onesto, laborioso e previdente, che corre dei pericoli, in mare aperto, tutti i giorni, visto che tu lo conosci molto bene il mare, perchè fai, di mestiere e per professione… il pescatore!

Ma anche il MOSE potrebbe forse rivelarsi un costoso “bluff ingegneristico”, se non funzionasse a dovere in futuro (se mai lo completeranno, visto l’andazzo…)

Intanto, come succede in I-taglia, è costato tanto ma per ora… non funziona!

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”.
(da: Dante Alighieri – Divina Commedia – Inferno – canto ventiseiesimo – versi 112-120 – citazione citabile)

“Virtute e canoscenza, non ignoranza e povertà culturale, che poi generano disastri ambientali ed idrogeologici annunciati, povertà reale e regresso materiale!” – mi verrebbe da dire a questi emeriti imbecilli, incapaci e potenti.

Con il senno di poi, si sarebbe dovuto considerare (fantasiosamente?) Venezia come città in simbiosi con il Mare, in cui il mare è – altresì – protagonista e comandante supremo, Doge e “Re ed Imperatore della laguna veneta”.

Una città, Venezia, che di mare vive e prospera, rendendola – proprio il mare – fragile città d’arte unica al mondo – ma che di mare e d’acqua alta può anche – ahimè – perire, se l’insipienza, l’imperfezione e la stupidità dell’uomo prevale!

Ma negli immensi e biechi Palazzi del Potere e nelle stanze dei bottoni di Roma e di Milano (anche maxonico-deviate…) il mare – ahimè – non c’è e non ci sarà mai a dire la sua, a chiedere prevenzione e fondi, fino al disastro annunciato!

Là dove dibattono, con violenza verbale e grida ed altri indecorosi spettacoli per l’italo cittadino pagante, importantissime altre (loro) cose – di poca o di nessuna importanza per Venezia e per i Veneti, ma anche per gli Emiliano-Romagnoli e per i Liguri – come la spartizione immeritocratica delle poltrone, l’essere più di destra o di centro o di sinistra (che oggi si è assai imborghesita e difende i ricchi anziché i poveri, come faceva un tempo), l’inutile atavico odio perenne tra vecchi fascisti e vecchi bolscevichi in via d’estinzione (quanti, ancora oggi, possono dirsi fascisti degli anni ’20 o, al contrario, partigiani? Forse solo i novantenni…).

Ma anche “esosi giochi di fantasia elettorale” a spese dell’italo contribuente supertassato dall’ultima manovra finanziaria, con l’invenzione di nuovi partiti (inutili e costosi), di nuovi referendum popolari e di nuove elezioni ed alleanze e liste improponibili, a volte comprendenti anche dei pregiudicati.

Nonché, per finire la pietosa fotografia dell’imbelle ed imbecille I-taglia d’oggi e del futuro 2050 (se non cambia “status quo”, ma è quasi impossibile che cambi…) “l’eterno ritorno del seppellito operaismo militante” (di fine ‘900).

Stupido ed anacronistico operaismo militante d’altri tempi (talvolta anche sindacale…) che già allora negava la lungimirante coscienza ecologica di cui noi giovani studenti ecologisti di fine ‘900 eravamo già forniti (ma allora i tempi non erano maturi…) nonché ancora oggi nega e combatte i coraggiosi giovani d’oggi che protestano in piazza contro i cambiamenti climatici e l’uso dei combustibili fossili che inquinano la Terra e l’auspicato ed auspicabile cambiamento definitivo e sviluppo eco-compatibile ed eco-sostenibile chiesto a gran voce da molti.

L’unico vero italo sviluppo (turismo, servizi a domicilio, agro-alimentare, arte e cultura, spettacolo, artigianato, commercio a chilometro zero…) che garantisce futuro e piena occupazione all’Italia!

Altro che continuare a produrre antieconomico ed inutile carbone in Sardegna, solo per far lavorare i minatori, inquinando l’aria ed a produrre acciaio a Taranto, garantendo – udite udite – uno “scudo penale” agli inquinatori dell’aria, del suolo e del mare, nonostante si provochino tumori e decessi all’inerme popolazione ivi residente, anziché riprogettare nuove forme di sviluppo e di bonifica ambientale definitiva (forse non ne sono capaci…).

Non trovate anche Voi, o miei quattro intelligenti lettori (giacché solo a Voi Io scrivente autore dissidente ormai mi rivolgo, autore scomodo, non schierato politicamente, utopico e distopico, dissonante e dissidente rispetto all’opportunistico e carrieristico “marasma amebatico informe mutante, politico ed economico, prodotto dall’Europa monetaria dei Potenti e delle lobbies, oggi esistente”…) che tutto ciò faccia invece regredire l’Italia ai vecchi tempi di “mani pulite” e della Prima Repubblica, anziché traghettarci verso un futuro di creazione di nuovi posto di lavori per i giovani e per chi emigra all’estero, senza fermare la “fuga dei cervelli” e dei “capaci”, anzi incentivandola assai?

Così tutto questo “vecchiume” ed ignoranza culturale non può che produrre, di conseguenza, ennesimi disastri, grazie anche alla sottovalutazione del mare ai confini del delta del Po, di cui ci si accorgerà troppo tardi, cioè a danni fatti.

Ma non erano importanti, fino a ieri, per questi ignavi ed ignobili teatranti, solo i voti, gli inciuci, i privilegi della casta, le raccomandazioni politiche e le nomine dei sottosegretari, sui cui si litigava feroci e che i telegiornali amplificavano?

Il mare no, Esso può benissimo aspettare pazientemente il suo turno nel “salotto buono”, tra feste mondane di Palazzo e costosi ricevimenti ufficiali, mentre la povertà culturale genera di nuovo la povertà reale del popolo, distruggendo storici e centenari monumenti, facendoci passare per… imbecilli!

Ma il mare non prende ordini dai troppi uomini in cravatta, con portaborse al loro seguito, figli di una politica sprecona, mantenuti dalla collettività pagante.

Il mare che circonda (per tre quarti) lo stivale italiano non aspetta pazientemente in fila il proprio turno, con “il cappello in mano”, come dal dottore (se poi avverranno immani disastri idrogeologici, si provvederà alla bisogna, se ed ove serva pagare i danni ai colpiti da alluvioni, smottamenti e frane, incendi, valanghe e/o fumi tossici o altro, in modo da calmare gli animi).

Non vota, il mare, e non siede in “Parlatorio”, ove mancano la fantasia ed il coraggio di cambiare rotta e percorso e ci si dilunga con sterili e contrapposti dibattiti, lunghi e noiosi, votando, talvolta, anche delle leggi autoreferenziali, (verso l’uomo della strada spesso ingiuste, astruse ed incomprensibili, anche di tipo pensionistico-privilegiato) perché lì – in “Parlatorio” – anche le esigenze ed i “desiderata” dell’italo uomo della strada contano – di fatto – poco o niente.

Leggi tagliate su misura per le classi dirigenti del paese (altro che democrazia del popolo, popolo sovrano e libertà d’espressione), che periodicamente aumentano l’importo delle (loro) laute ed esose pensioni e dei (loro) immeritati vitalizi e privilegi di casta, disinteressandosi (è modo gentile ed educato di narrare tali incresciosi fatti, che evita adirate e bieche volgarità popolari…) di Venezia e della sua “acqua alta”.

Ma anche delle “terre dei fuochi” campane, dell’immondizia che marcisce al Sole e dei topi di Roma “caput mundi” e delle discariche che inquinano le falde acquifere con il percolato (anche) nel territorio dei Castelli Romani (Castelli Romani uguale “futuro immondezzaio di Roma Metropoli selvaggia”?), dando priorità ad emerite fesserie e stupidi cavilli burocratici di parte e di fazioni.

Ma il mare, inquinato dall’uomo ed emarginato dall’agenda politica dei Potenti, si rialza in piedi e “se ne frega” dell’agenda politica del giorno.

Scombina, di colpo, tutti gli impegni giornalieri dei politici e li fa correre sul posto a vedere che succede ed a conteggiare i danni (perché Essi hanno, ora, delle reali pubbliche responsabilità da adempiere, che i disastri obbligano a non procrastinare oltre…) visto che ora bisognerà risarcire a breve (anche per tacitare la sorda rabbia popolare, che va montando nel popolino pagante, ormai indisposta a votare i “soliti volti noti”, se Essi non si faranno vivi immediatamente e se non risarciranno tutti i danni subiti a breve).

Anche perché quell’acqua salmastra, di cui si blatera nei telegiornali “del dolore” d’oggi, che provoca tanta rabbia e tanti danni a piccoli imprenditori, commercianti, agricoltori e pescatori, è “acqua marina pulita”?

E perché mai dovrebbe essere “acqua pulita”, visto che dovrebbe essere prima depurata dai veleni ed immondizie che vi si scaricano dentro quotidianamente, in spregio alla Natura, al mare stesso ed alla raccolta differenziata, da parte di barche e di navi di passaggio, dei maleducati vacanzieri e di taluni esercizi commerciali che ancora scaricano in laguna i (loro) reflui fognari nei canali?

Tra le sirene d’allarme e le campane delle chiese di Venezia e delle isole vicine, allora, che suonano a distesa per segnalare al popolo preoccupato ed ansioso l’imminente arrivo della piena della marea della laguna veneta, quell’acqua marina salmastra corrode così tanto gli storici monumenti perché non è soltanto pura e semplice acqua, ma “acqua immonda”.

Acqua marina che contiene solventi, detergenti, detersivi, idrocarbuti e polveri, scarichi fognari, immondizie ed animali morti trascinati lì dalla forza dell’acqua.

Acqua marina che crea caos, anarchia, disordine e danni, da rimuovere al più presto perché altamente corrosiva per colonne e statue, pavimenti e portici.

Perché non ci deve essere mezzo metro d’acqua in un supermercato, progettato per altre esigenze, con i carrelli della spesa che fanno “sci nautico” nell’acqua salmastra, mentre gli incassi giornalieri crollano vertiginosamente.

Allora ci si arrangia come si può, con molta buona volontà (magari imprecando, in veneto stretto, contro il Governo ed i “politicanti latri” ed il MOSE) mente si cerca di aspirare la tanta acqua con le idrovore e si pulisce in fretta, con fatica e con caparbietà, lottando contro le maree, che, però, purtroppo, poi tornano di nuovo a fare nuovi danni, annullando il lavoro fatto.

E’ una lotta impari, quella tra l’uomo ed il mare, che l’uomo supertecnologico moderno perde senza alcuna possibilità d’appello, perché impreparato ad affrontare la furia del mare e delle sue maree.

Perché una consapevole ed efficace politica di prevenzione dei disastri ambientali non s’improvvisa all’ultimo e nel tempo libero da altri impegni, ma si mette in agenda prima, si stanziano notevoli fondi e si fa prevenzione seria.

Internet e social networks, smartphones, palmari, televisori LCD e notebook non fanno altro che condividere ed amplificare il disastro ambientale annunciato, rendendolo globale e glocale insieme, senza se e senza ma.

Il “villaggio globale” assiste così al penoso spettacolo messo in scena dall’incapacità e dalla mancata prevenzione dei disastri idrogeologici in atto in I-taglia, mediante la visione di filmati ed immagini nude, crude ed imparziali.

Sicché il disastro climatico-cultural-ambientale di Venezia e dintorni non può essere sottaciuto o censurato, a livello globale e glocale, dai mass media del mondo intero.

Perché i soldi pubblici debbono sempre esserci, in grande quantità, per i “Signori Politicanti e per i loro funzionari politici ed i loro servi e lacchè”, mentre dovranno essere sempre pochi per le forze dell’ordine, per i Vigili del Fuoco e per le guardie forestali (corpo militare soppresso, utile al territorio ed alle persone, oltre che alla prevenzione degli incendi, da ripristinare presto…).

Così il “disastro Venezia” diventa “Grande Paura a Voi!” (anziché “Grande Speranza nel prossimo futuro del 2050 ed oltre”) e pressante e pesante monito per tutti gli italiani onesti e laboriosi, uomini e donne di buona volontà, che vedono aprirsi, davanti ai propri occhi, grazie ai telegiornali, ad Internet ed agli smartphones, drammatici scenari di miseria e di desolazione, di ingenti danni e di distruzione, di mancata prevenzione e di colpevole incuria istituzionale, che caratterizzano i paesi del Terzo Mondo e non certo i paesi industriali del G7.

E qualcuno – forse più lungimirante degli altri, tacitamente si domanda e chiede: “a quando toccherà anche a noi?” (dopo le frane, i terremoti, gli incendi boschivi, le discariche a cielo aperto, l’inquinamento industriale di fiumi, laghi e mari ed il crollo di ponti e di viadotti che caratterizzano, purtroppo oggi e sempre più spesso, il nostro povero e martoriato dai cambiamenti climatici “paese I-taglia”)!

Arrivederci dunque al prossimo articolo di dicembre, l’ultimo di quest’anno 2019, che concluderà tutti i temi ecologici e sociali, da me fin qui trattati.

Dopo il quale, chi mi succederà – ed è una bella sorpresa che non posso certamente svelare ora ai lettori – avrà penna e pieno campo libero per narrare ciò che d’importantissimo ha da dirci, a noi del blog ed al mondo odierno.

Proprio ed esclusivamente solo qui, in questa benemerita rubrica “2050” del blog di Andrea, in cui si sta già preparando ad apparire e… scrivere!

Buona domenica a tutti (anche se l’Arno – dice ora la tv – minaccia nientemeno che la città di Firenze e c’è l’allerta meteo in ben undici regioni italiane…)

Statemi bene e, prudenzialmente, evitate gli spostamenti se non necessari.

 

Cristiano Torricella futurologo italiano icona piccola da allegare ad articoloCristiano Torricella, futurologo italiano del 2050 ed oltre

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2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani? (seconda parte) di Cristiano Torricella (2/2)

[Parte 1/2)]

Infatti, se veramente la vita di Roma “caput mundi” dipendesse da ciò che fanno oggi gli “ominidi” a Roma, si sarebbe già estinta da tempo immemorabile (spaccio di droga, “mafia capitale”, usura, racket, prostituzione, rumorosa movida alcoolica coatta e gratuito lancio di bottiglie di vetro contro ignari passanti incolpevoli, con corruzione dei costumi e “babele delle genti” e notturni incendi dolosi di impianti di trattamento dei rifiuti, di automobili e di motorini parcheggiati in strada, solo per citare qualche attività illecita che pare “andare alla grande” ultimamente anche da noi a Roma (e chi ne ha, più ne metta… ma Io mi fermo qui, per non infierire troppo sulla mia ex città natale…).

Così, per nostra fortuna, la fine del mondo odierno e delle nostre itale città – così come le vediamo e conosciamo oggi – è rimandata ad oltre il 2050, ad opera dell’imbecillità, della mancanza di senso civico e dell’avidità del fesso superuomo moderno – di fatto – “poco sapiens” ed, invece, “molto “avidus” (di questo statene certi…).

Ma fortunatamente – “Grande Speranza a Noi ed a Voi ” i boschi, le pinete, i monti, i fiumi, i laghi, le colline, i mari e le marmotte sopravviveranno lo stesso, visto anche che oggi le nuove centrali nucleari italiane, che volevano posizionare tra luoghi soggetti a segnalato dissesto idrogeologico, criminalità organizzata, vulcani e zone sismiche soggette a terremoti (che “noantri noi dell’italo popolino memore di Chernobyl” non facemmo loro costruire, votando compatti contro il nucleare al referendum popolare, in tempi non sospetti) di fatto e di grazia, non esistono.
La pioggia e la neve continuano – e continueranno – a cadere sull’Italia, anche se l’umanità futura si dimostrasse, spesso o a volte… – più imbecille, presuntuosa, arrogante ed avida di quella attuale (e ce ne vuole!)

E sulle note degli Edenbridge e del loro brano “Far Out Of Reach” scrivo di getto quanto segue: Roma “caput mundi” resterà per sempre – tra l’altro – fregandosene ampiamente di tutti noi!

Perché Roma è Roma ed i partiti politici no, solo banderuole temporanee mosse dal… Ponentino!

Resteranno sempre e comunque le Dolomiti, i quadri di Modigliani, i versi di De Scalzo, nonostante la diffusa ignoranza e la palese umana avidità e la grande presunzione – come genere umano – di essere, noi umani, assai superiori alle piante ed agli animali: e questa è proprio… la Grande Speranza, per il futuro prossimo venturo dell’uomo supertecnologico moderno che governerà il mondo, che sia proprio così (Amen!).

Il futuro farebbe invece certamente assai di più “Grande Paura”, se pensassimo – erroneamente, anche per un solo istante – che esso dipenda totalmente e soltanto dall’uomo supertecnologico moderno (fortunatamente per Voi e per Noi, non è affatto così, almeno fino ad oggi!)

La vita delle piante e di animali e batteri e virus continuerà – comunque – anche dopo di noi, anche se gli “imbecilli supertecnologici umani” fossero capaci di creare veramente, con la loro super-presuntuosa insipienza e follia, un reale disastro nucleare a Milano nel 2050 ed oltre (cerca su Google “2050 – disastro nucleare a Milano”, se vuoi tremare un poco e/o riderci su… ).

Il Mosè di Michelangelo – fortunatamente – non chiede mai il “permesso di esistere” (in doverosa carta bollata protocollata) – esiste di per sé e se qualche idiota tenta di distruggerlo, lo arrestano

Così, la mitica “Grande Paura degli U.F.O.” non impedirà che noi italiani si debba comunque andare a lavorare per vivere anche in futuro, né che la nostra vita quotidiana sia stravolta da strani “rapimenti alieni”, mentre viaggiamo in metropolitana, prendiamo l’autobus o l’automobile (a Roma, ultimamente, il problema vero è: quanti autobus s’incendiano da soli, mentre li… usiamo?).
Riusciranno a costruire, un domani, dei robot pensanti che sappiano governare decentemente la megalopoli di Roma del futuro, al posto degli inutili managers umani strapagati? (se non li vedo, questi robot intelligenti, Io, certamente, non ci credo…)

Il cervello umano si rivelerà, in futuro, troppo complesso per essere riprodotto in laboratorio dagli scienziati e la mappa genetica del cervello ricavata sarà ritenuta uno schema troppo elementare?

Potranno, gli imbecilli, imbelli, rozzi, beoti e decerebrati “Nani del Potere” rubare veramente i tuoi sogni più segreti, le tue più recondite fantasie, le tue radici storiche ed i tuoi migliori ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, come suggerito da certi film di fantascienza esterofili, che anticipano tremendi e bui tempi futuri da brivido, che, per ora, non sono realizzabili a breve termine, almeno qui da noi, cioè in Italia, visto che, a Roma, hanno difficoltà persino a “tappare le buche stradali” ed a liberare le strade dai puzzolenti rifiuti civici?

Di cosa avere “Grande Paura”, dunque, se non dell’egoismo e dell’immutabile egocentrismo umano, che tutto sa, tutto capisce solo lui, tutto vuole gestire ed insegnare agli altri, a lui inferiori e quasi succubi di grado?

In cosa cercare, dunque, “Grande Speranza”, se non in ciò che è naturale, non umano e cosmico?

Per fortuna, all’ ”homo-faber” sono state date le chiavi della conoscenza del Bene e del Male ma non – ancora per poco? – l’Onnipotenza Supertecnologica, con cui creare “macchine a sua immagine e somiglianza”, altrimenti Egli le avrebbe già create per… schiavizzarci tutti quanti!

Lungi da noi il crederci – come umani – degli Dei Onnipotenti, manipolando DNA ricombinato, atomi ed embrioni umani-giocattolo, visto che la razza umana, spesso, è come “insensata” e che, nel corso di millenni di storia, del tutto documentata e documentabile, ha, di fatto, scatenato guerre mondiali, “roghi di streghe”, Inquisizioni tardo-medioevali, guerre di religione e disastri chimici, sociali e nucleari come niente fosse, quasi che un demone interiore divorasse l’anima umana rosicchiandola… da dentro!

Seveso, Chernobyl e Fukushima avranno insegnato qualcosa a questo “decerebrato sottotipo di uomo supertecnico”, che si pone al di sopra del Creato e che incolpa gli altri dei propri fallimenti?
Ma se l’uomo è rimasto più o meno lo stesso, psichicamente ed interiormente, dall’uomo di Neandertal ad oggi, in fondo non è anche perché, geneticamente, sono presenti – anche in moltissimi di noi – ancora i geni del… Pitecantropo e/o del “Lupo Mannaro” o… dell’Antropofago?

E quest’uomo qui, proprio questo, che ruba, uccide e fa prepotenze al prossimo, mirando al massimo guadagno ed alla minima fatica e sforzo, sia mentale che fisico, ma non ancora adeguatamente evoluto mentalmente e spiritualmente, proprio lui vorrebbe dirigere il necessario cambiamento futuro e controllare – lui stesso, tale infame – in futuro l’atomo, la fisica quantistica, i robot, i droni, l’ I.A. (l’Intelligenza Artificiale) e lo spazio cosmico, nonché la vita umana stessa e/o persino quella extraterrestre?

Pazzi umani supertecnologici, che non sanno quello che fanno!

Pentitevi e cospargetevi il capo di – medioevale, quaresimale e romanaccia – cenere di pentimento e di umiliazione! – grida il mio Savonarola Nero, mio fantasioso personaggio musical-teatrale!
Mano al “gatto a nove code” ed ai flagelli! – dicono i frati della Confraternita della Bona Morte!

Battetevi il dorso presso “Ponte Mollo”, o sinistri penitenti incappucciati! – dice il Frate Nero

Il “Sommo Pentimento di Dio”, vostro ed altrui, solo lui è foriero (portatore) di Grande Speranza!

Ed il 666 è già lì, che bussa e viene a rubarVi l’anima, a causa dei Vostri Umani e Recidivi Peccati Mortali!

La nostra fortuna è, però, che, probabilmente, questo sottotipo d’uomo (assai diffuso sulla Terra, peraltro) per fortuna non avrà forse mai né le capacità né i mezzi né il consenso popolare generalizzato per creare i disastri culturali, sociali, ambientali, economico-politici che ha in mente (lo spero anche per il futuro di Voi lettori…)

La demoniaca tentazione dell’uomo supertecnologico moderno sarebbe probabilmente quella di tentare di sostituirsi a tutto ciò che esiste, cioè sia a Dio che alla Natura, nell’umanissimo tentativo di “migliorare” – tentativo probabilmente fallimentare, per fortuna – ciò che, in realtà a molti di noi, più sensati di lui, va già “benone” e di ricreare il già perduto Paradiso Terrestre, mentre ciò che probabilmente riuscirebbe invece a creare sarebbe solo una sorta di nuovo Inferno su questa Terra, ben peggiore di quello odierno? (evviva i Lacuna Coil, il cui bel brano rock-melodico “The Ghost Woman And The Hunter” sto ascoltando in cuffia, con somma gioia, in questo momento).

E, sulle meravigliose note musicali metal-rock-sinfoniche dei Nightqueen del brano “Power Infusion” mi sembra doveroso premettere, per chiarità d’esposizione e d’intenti e sobria onestà verso i miei 4 lettori online, che, al momento, le mie particolarissime previsioni d’autore sul futuro prossimo venturo sono necessariamente limitate al 2050 ed oltre ed all’Italia in particolare, ma che, per ovvi motivi che immaginerete facilmente, dal 2100 in poi, Io stesso, scrivente autore, non posso prevedere nulla di preciso e perciò non saprei che dirVi in merito ad ulteriori sviluppi futuri, visto che, in quella lontanissima data (il 2100), probabilmente si saranno perdute anche le mie stesse tracce vitali ed anche questi stessi articoli pubblicati online su Internet, ai posteri ciò piacendo!

Premesso anche che, fino al 2050, il pianeta Terra esisterà ancora, anche se inquinato; che la fine del mondo – così come lo conosciuto oggi – sarà avvenuta silenziosamente, grazie ad epocali cambiamenti di stile di vita ed alle novelle scoperte scientifiche del futuro prossimo venturo; che gli extraterrestri alieni non saranno sbarcati alla conquista del pianeta Terra (magari, conoscendoci meglio, forse ci avrebbero caldamente… evitato) e che i robot e le macchine non ci avranno schiavizzato e resi mezzi umani e mezzi “macchine da soma”, (il termine “robot” deriva infatti, etimologicamente, dal cecoslovacco “robota”, che significa, per l’appunto, “lavoro forzato” e “lavoro di fatica”), che scrivere, allora ed ancora, del futuro 2050 ed oltre, in così poche righe?

Ma il tiranno spazio- tempo, anche questa volta, non mi è bastato per scrivere e narrare tutto ciò che avrei voluto dirVi, condividendolo con Voi sconosciuti online!
E, giacché, Io autore, scrivo perché ho cose importanti e distopiche da dire al mondo attuale,

(affinché poi non dica, in futuro, che Io non avevo avvertito chiaramente, ammonito, scritto e detto in tempo utile…) agli italiani intelligenti ed a tutti coloro che sono interessati a vivere nel futuro prossimo venturo su questo nostro così meraviglioso e così travagliato pianeta Terra, sulle note dell’ultima canzone power-metal, che sta passando in cuffia, adatta al commiato, “Immortal” degli Shadowlcon, Vi saluto con un latino “ad maiora” e Vi dò appuntamento al terzo seguito di questo mio insolito e distopico articolo sperimentale “sui generis” (che, invero, sarebbero dovuto finire qui ma che, invece, per mancanza di spazio-tempo e conseguenti ragioni contingenti, proseguirà online nuovamente su queste pagine appena sarà possibile.

“Non abbiate… Paura!” – non diceva così un “Grande Papa di Roma”, oggi ormai scomparso?

(continua nella terza parte dell’articolo, a Dio piacendo…)

Marino Laziale (RM) – Anno Domini 16/08/2019
“Qui l’ho immaginato e qui… l’ho scritto!”
Cristiano Torricella, futurologo del 2050 ed oltre

 

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