Donna condannata a morte per stregoneria
Inviato: 16/02/2008, 19:36
Nel 2008, a poche ere di aereo da Roma, Ginevra, Francoforte, Parigi, Londra, Barcellona, si svolgono ancora "processi per stregoneria" e ci sono sentenze di morte emesse sulla base di confessioni estorte dalla polizia religiosa con la tortura.
Non è la trama di un romanzo o di un film horror o di fantapolitica.
E' un fatto vero, accaduto in Arabia Saudita e che solo grazie alla denuncia dell'ONG Human Right Watch si sta cominciando a conoscere anche da noi.
Prima di inserire il testo di uno dei pochissimi articoli che finora ne hanno parlato (e già solo il fatto che ne abbiano parlato in pochi dovrebbe dare molto da pensare), inserisco una mia riflessione.
Leggendo i giornali e ascoltando la radio, mi convinco ogni giorno di più che quelli che ritenevo diritti umani e principi fondamentali acquisiti dall'umanità fin dall'epoca dell'Illuminismo (XVIII secolo) e doppiamente acquisiti grazie alla rivoluzione scientifica e tecnologica degli ultimi due secoli, in realtà tali non sono per moltissime persone, per moltissimi paesi e per moltissime "culture" giuridiche.
Ma la cosa che mi colpisce di più non è tanto questa, quanto il fatto che istituzioni e paesi che si ritengono civili - come l'Onu, la civilissima Europa e gli Usa "portatori di democrazia" - stiano zittini zittini, non protestino e non minaccino neppure la più microsopica sanzione commerciale nei confronti di paesi che hanno tribunali basati su principi che è eufemistico definire medioevali.
Al contrario, con questi paesi ci fanno fior di accordi economici e politici.
Ma è veramente civile un paese che si professa tale ma poi sostiene politicamente ed economicamente un paese che, nel XXI secolo, condanna a morte le donne per stegoneria?
Non è la trama di un romanzo o di un film horror o di fantapolitica.
E' un fatto vero, accaduto in Arabia Saudita e che solo grazie alla denuncia dell'ONG Human Right Watch si sta cominciando a conoscere anche da noi.
Prima di inserire il testo di uno dei pochissimi articoli che finora ne hanno parlato (e già solo il fatto che ne abbiano parlato in pochi dovrebbe dare molto da pensare), inserisco una mia riflessione.
Leggendo i giornali e ascoltando la radio, mi convinco ogni giorno di più che quelli che ritenevo diritti umani e principi fondamentali acquisiti dall'umanità fin dall'epoca dell'Illuminismo (XVIII secolo) e doppiamente acquisiti grazie alla rivoluzione scientifica e tecnologica degli ultimi due secoli, in realtà tali non sono per moltissime persone, per moltissimi paesi e per moltissime "culture" giuridiche.
Ma la cosa che mi colpisce di più non è tanto questa, quanto il fatto che istituzioni e paesi che si ritengono civili - come l'Onu, la civilissima Europa e gli Usa "portatori di democrazia" - stiano zittini zittini, non protestino e non minaccino neppure la più microsopica sanzione commerciale nei confronti di paesi che hanno tribunali basati su principi che è eufemistico definire medioevali.
Al contrario, con questi paesi ci fanno fior di accordi economici e politici.
Ma è veramente civile un paese che si professa tale ma poi sostiene politicamente ed economicamente un paese che, nel XXI secolo, condanna a morte le donne per stegoneria?