Cronaca nera

Fatti e misfatti...
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Vianne
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Vianne »

Mac La Mente ha scritto:Non riuscirò mai, mai a capire quale sia la scintilla di follia che scoppi e fa compiere gesti così violenti e di umana follia! :ouch:


Avvocato assassinato a MessinaESSINA
Uccide il genero a fucilate
Divorzio difficile scatenano la follia

Pensionato spara davanti al nipotino. La coppia litigava per l'affidamento dei tre figli
Io invece non riuscirò mai a capire dove siano e cosa facciano gli assistenti sociali e i tribunali dei minori in questi casi.
Con una famiglia disfunzionale come quella descritta nell'articolo (tra nonni e genitori non so chi fosse peggio...) nessuno si è preoccupato di togliere i bambini da un ambiente del genere? Quale assistente sociale e quale tribunale dei minori si assumeranno la responsabilità di non essere intervenuti per evitare a un bambino di tre anni di essere traumatizzato a vita per aver visto ammazzare il padre a fucilate dal nonno?
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
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bancarella
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Re: Cronaca nera

Messaggio da bancarella »

Nessun tribunale. Erano intervenuti nel divorzio e nulla più.
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Mac La Mente
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

A sangue freddo! Un'altra rapina finita male e un'altra vittima innocente...


A Gorla Minore. una passante ha dato l'allarme
Varese, benzinaio ucciso per una rapina
Il 68enne freddato mentre ritiravo l'incasso del weekend. Killer in fuga con l'auto della vittima, poi ritrovata

Varese - È stata quasi sicuramente una rapina finita male, ma è ancora in parte da chiarire la dinamica dell'omicidio di un benzinaio a Gorla Minore, nel Varesotto. Angelo Canavesi, 68 anni, è stato freddato con due colpi alle 7.15 nel suo distributore della Shell, in via Monte Grappa: aveva appena ritirato l'incasso del fine settimana dal self service (poco più di mille euro) e lo stava riponendo nel gabbiotto. Era sposato con due figli: dopo poco l'omicidio è arrivato sul posto uno dei due. C'è anche una testimone: è una donna che stava passando sulla strada a piedi. Ha sentito il giovane urlare «hanno ucciso papà» e ha chiamato il 118 e i carabinieri, che hanno poi ascoltato la sua testimonianza.

Caccia all'uomo - A sparare sarebbe stata una persona sola (o al massimo due), con una pistola di piccolo calibro. Il killer era già sul posto quando Canavesi è arrivato: probabilmente conosceva bene le sue abitudini e i suoi orari. Il 68enne vedendolo entrare nel gabbiotto ha cercato di reagire ed è stato ucciso con due colpi all'addome. Poi il killer è scappato senza nemmeno portar via l'incasso, trovato intatto dentro il bussolotto: ha preso l'auto della vittima, una Ford rossa. Il figlio di Canavesi, che era a poche decine di metri dal padre, si è accorto dell'accaduto e ha urlato. A quel punto stava passando la donna, una testimone che potrebbe aver visto qualcosa di importante per le indagini, tanto più che nell'area non ci sono telecamere di sorveglianza. La Ford è stata trovata qualche ora dopo in una via di Olgiate Olona, a pochi chilometri di distanza dal distributore. Continua la caccia all'uomo: le forze dell'ordine setacciano la zona con elicotteri e posti di blocco e sono in corso controlli tra i pregiudicati.

Famiglia di ciclisti - Angelo Canavesi era una persona conosciuta in paese e proveniva da una famiglia di ciclisti. «Amava lo sport e la montagna, non aveva mai avuto problemi con nessuno - dice un amico -. In gioventù era stato un ciclista di buon livello e aveva vinto alcuni importanti trofei, poi ha rilevato il distributore che gestiva ormai da molti anni». Il padre di Angelo, Severino, era stato un campione di ciclismo negli anni '40, mentre il fratello è presidente di un'associazione di corridori a Gorla Maggiore. «Era una persona stimatissima, tutta la famiglia è rimasta sconvolta dopo quello che è successo» dice quest'ultimo. Altri descrivono Canavesi come «una persona stupenda, che amava il suo lavoro».

fonte: Corriere della sera
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Una vera esecuzione!

Sul pavimento sono stati trovati due bossoli
Desio, uomo ucciso con colpi alla testa
Italiano di 44 anni, trovato nella casa dove viveva: sul collo due fori di proiettili. Si esclude l'ipotesi del suicidio

Milano - Gli hanno sparato in testa, due volte: così è morto un uomo di 44 anni a Desio (Monza). Il cadavere è stato trovato nella casa dove la vittima viveva, in via Partigiani d'Italia. Il corpo era a terra colpito da due proiettili di arma semiautomatica che l'hanno raggiunto al collo: sul pavimento sono stati trovati due bossoli. La morte sarebbe avvenuta intorno alle 17.30 ma la conferma arriverà dai primi esami del medico legale. I carabinieri di Desio stanno verificando se l'uomo, italiano, avesse precedenti penali o fosse legato ad ambienti criminali. L'ipotesi del suicidio viene ritenuta improbabile.

fonte:Corriere della sera
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Non so davvero cosa dire, ogni giorno si verificano episodi di violenza, uccisioni, reati e persone innocenti pagano per l'atteggiamento sbagliato di altri...è davvero molto triste! :( :(


La giovane, di origini russe, lavora in un bar di Rho. Gli assassini l'hanno disturbata pesantemente e lei ha chiamato il suo uomo che è accorso a difenderla. Rissa sul marciapiede e la coltellata fatale
Difende la fidanzata da due molestatori
ucciso a Milano un agente della Polfer

L'assassino è un ex impiegato di banca. Pare fosse depresso per il licenziamento

Milano - Ucciso a coltellate per aver difeso la fidanzata russa molestata da due italiani. E' morto così, la scorsa notte a Milano, l'agente scelto della Polfer Salvatore Farinaro, 30 anni, nativo di Nola (Napoli). L'assassino è stato arrestato: si chiama Cristian Giola, 31 anni, ex bancario. Pare fosse depresso in seguito al licenziamento. Risulta in cura presso il Centro riabilitativo di accoglienza rhodense, in quanto "affetto da sindrome depressiva conseguente al precedente licenziamento".

Due uomini, Giola e un suo amico che, allo stato viene ritenuto estraneo all'omicidio, sono entrati nel locale attorno alle 21.30 e hanno preso di mira Inna, barista russa di 34 anni, fidanzata di Farinaro. Hanno iniziato a insultarla e a disturbarla mentre la ragazza stava mangiando seduta a un tavolo con Yinxia Chen, la proprietaria cinese del bar Retrò di Rho (Milano) che da appena una settimana ha preso in gestione il locale.

La donna ha subito chiamato al telefono il fidanzato che non ci ha pensato un attimo ed è partito da casa per raggiungere il bar in via Meda, non lontano dalla stazione ferroviaria di Rho dove abitualmente presta servizio.
I due molestatori erano ormai usciti dal locale ma Farinaro li ha trovato poco distanti sul marciapiede nella stessa via.


Subito è nata una rissa e Giola ha tirato fuori un piccolo coltello multiuso con il quale ha ferito al collo con un solo fendente l'agente. Riportato sanguinante nel locale dalla fidanzata in attesa dell'ambulanza, Farinaro è stato trasportato all'ospedale di Rho dove però è morto poco dopo le 22. I due sono stati subito bloccati dai Carabinieri di Rho che hanno anche sentito alcuni testimoni. Giola è stato arrestato per omicidio volontario e si trova in carcere a San Vittore.

"Non li avevo mai visti - spiega la proprietaria del locale - erano fuori di testa e mezzi ubriachi. Quando sono entrati, hanno subito insultato ripetutamente Inna che era molto scossa. Per questo ha chiamato il fidanzato e poi in strada c'è stata la rissa".

fonte: Repubblica
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Beh...tanto "normali" non sono questi ragazzi vista l'azione che hanno compiuto! Un atto di violenza da condannare...


Gli assalitori sono giovani «normali» dell'hinterland
Milano: senzatetto aggredito da tre ragazzi, fermati per tentato omicidio
I giovani hanno chiesto soldi e poi hanno infierito con calci, pugni, un manganello e un cacciavite

Milano - Un «barbone» è rimasto vittima di un pestaggio che ha avuto come autori tre giovani «normali», ora accusati di tentato omicidio aggravato in concorso a scopo di rapina. L'episodio è avvenuto nella notte, alle 2.40, in via Argelati a Milano, in zona Ticinese. A finire dietro le sbarre sono stati due 20enni e un 24enne che lavora nella rivendita di auto del padre. Tutti incensurati, tutti residenti nell'hinterland, tutti apparentemente «normali», senza disagi o problemi familiari. Eppure ieri, dopo una serata trascorsa nei locali, hanno compiuto un pestaggio premeditato.

La dinamica - Uno del terzetto ha avvicinato la sua vittima e ha chiesto una sigarette. L'uomo, sedicente svizzero ma di fatto senza documenti, ha continuato a camminare, ma è stato bloccato dagli altri due giovani che gli hanno chiesto dei soldi. Circondato è stato impossibile scappare: in due lo tenevano fermo, mentre il terzo colpiva. Si sono dati il cambio per infierire sul suo volto e sul suo corpo esile. Prima lo hanno aggredito con calci e pugno, poi lo hanno colpito con un manganello telescopico alle testa, quindi con un cacciavite lo hanno ferito al gluteo destro. Un'aggressione durata alcuni minuti, solo quando ormai la vittima era a terra si sono allontanati. Alcuni passanti, però, hanno dato l'allarme e i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno fermato i tre vicino al parcheggio di via Magolfa, distante solo pochi metri. Inutile provare a fuggire in macchina o provare a dirsi innocenti: il terzetto è stato riconosciuto dalla vittima, trasportata al Policlinico. Le sue condizioni non sono gravi, ma resta in osservazione per il trauma cranico subito. Una volta in caserma i giovani hanno pianto, mentre i genitori avvisati dai militari sono rimasti sconvolti. Impossibile capire il motivo del pestaggio e perchè girassero armati. Rinchiusi a San Vittore per loro l'accusa del pm di Milano, Luca Poniz, è di tentato omicidio. (Fonte Agenzia Adnkronos)

fonte: Corriere della sea
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Purtroppo è la seconda notizia oggi che inserisco in questo topic e non è neanche l'ultima perchè altri episodi di cronaca nera sono accaduti... :(


Anziana uccisa a Napoli: c'è un fermo

Motivi economici dietro il raptus che è costato la vita alla donna di Pianura. Un 20enne confessa

Domani compirà venti anni, la scorsa notte è stato fermato per omicidio. Gianluca Foti, lo scorso 28 febbraio, voleva cercare di trovare una soluzione per aiutare la sua famiglia assediata da problemi economici. E quando ha visto che non ce l’aveva fatta, ha perso la testa e ha ucciso chi sperava, invece, gli potesse dare una mano. Si è risolto così il giallo della morte della 76enne Annunziata Valente, uccisa nella sua casa, alla periferia di Napoli.

Gianluca si è presentato a testa bassa ai carabinieri della compagnia del Rione Traiano. Sapeva che erano sulle sue tracce e che sarebbe stata solo questione di ore, anche a causa di una telefonata che lui stesso aveva fatto ad un suo amico dalla casa della vittima.

Al capitano Federico Scarabello ha detto che aveva elementi utili per le indagini. Poi, nel racconto c’erano dettagli che solo l’omicida poteva conoscere.

E così, poco dopo, tra le lacrime, Gianluca ha ammesso tutto. Ha raccontato gli attimi di follia, ha descritto come ha massacrato l’anziana, con un martello, nella sua abitazione del quartiere Pianura. E poi di come l’ha soffocata, con delle buste di plastica.

Soprattutto ha raccontato la storia della sua famiglia, fatta di debiti, di preoccupazioni e di soluzioni che non arrivavano mai. Gianluca, problemi con la giustizia, non li aveva avuti proprio mai. I carabinieri parlano di lui come di un ragazzo normalissimo. Lavorava in maniera saltuaria, ora come pony express, ora portando a spasso cani. Quella sera lui, ad una soluzione per la sua famiglia, se pur momentanea, era convinto di starci vicino. Annunziata Valente aveva dato in fitto alla famiglia Foti un garage.

L’idea di Gianluca era questa: chiedere all’anziana la restituzione di una parte dei soldi già versati per l’affitto, in modo da «dare una mano alla sua famiglia».

Lo ha fatto anche in nome di un seppur lontano legame di parentela, visto che il figlio dell’anziana è un cugino del padre. Ma la 76enne si è rifiutata. Hanno iniziato a litigare e Gianluca è andato ben oltre. L’ha colpita più volte con un martello, l’ha poi soffocata; i carabinieri parlano di un vero e proprio accanimento. Oggi, al pari di quanto già avvenuto la scorsa notte, il 19enne è stato sottoposto ad ore di interrogatorio. Ha ammesso tutto, nei dettagli. È molto provato e ha detto che presto «troverà la forza per chiedere scusa ai parenti dell’anziana donna». Intanto il suo ventesimo compleanno lo “festeggerà” in carcere, con un accusa pesante: omicidio.

fonte: La Stampa
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Un incidente e una giovane vita che si è spenta...è tristissimo! :(

È successo a Milano, in via novara
Incendio in un campo nomadi, muore un ragazzino di 13 anni
Le fiamme si sarebbero sprigionate da una stufa a legna. Due persone ustionate, ma non sono gravi

Milano - Un ragazzino di 13 anni, Enea Emil, è morto nell'incendio scoppiato durante la notte in un campo nomadi nei pressi di via Novara, a Milano. L'episodio, fanno sapere dall'Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia, si è verificato alle 2.52. Sul posto è intervenuto il 118 di Milano. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero divampate dalla scintilla scaturita da una stufa a legna, ma le indagini sono ancora in corso. Oltre al ragazzo morto, si registrano altre due persone ustionate trasportate all'ospedale di Niguarda in condizioni non gravi. Al momento non è chiaro se a rimanere feriti siano stati i parenti della vittima o alcuni amici. Il 118 ha portato in ospedale, al centro ustionati di Niguarda, una donna di 21 anni e un uomo di età imprecisata, mentre un altro ventenne ha rifiutato le cure.

Il raconto - «Siamo venti famiglie. Mio cugino era dentro la baracca che è andata a fuoco - racconta uno dei tanti parenti del tredicenne morto. - I suoi familiari non sapevano che fosse dentro anche lui. Alla fine quando hanno capito che non era in giro ma stava anche lui dormendo, i due fratelli hanno cercato disperatamente di rientrare per prenderlo, ma ormai era tutto avvolto dalle fiamme... è bruciato vivo». «La sua famiglia infatti aveva due baracche - aggiungono nel campo - In una vivevano i due genitori, nell'altra i tre figli, i due fratelli di 13 e 20 anni, e la sorella di 21. Ma quando è bruciato tutto e sono scappati credevano che lui non ci fosse».

fonte: Corriere della sera
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

La notizia è breve e mi dispiace...mi colpisce davvero da vicino non solo pensando alla vittima giovanissima che si è spenta ma alla località dove avvenuta, vicino al capoluogo della mia regione! :( :(


L'irruzione in un locale a Casamassima nell'entroterra barese
Rapina in sala giochi, freddato 23enne
Il giovane è stato ucciso di rimbalzo da un proiettile sparato dai rapinatori


Bari - Un giovane di 23 anni è stato ucciso da un proiettile sparato da rapinatori in una sala gioco a Casamassima nell'entroterra barese. A quanto è stato accertato per ora dai carabinieri, che conducono le indagini, il giovane è stato colpito di rimbalzo dal proiettile sparato mentre era in corso la rapina. Soccorso e condotto in ospedale, il 23enne è morto mentre veniva sottoposto a intervento chirurgico.

fonte: Corriere della sera
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Provo molta tristezza nel leggere questa notizia ma sorgono in me anche parecchi punti di domanda perchè non riesco a capire come sia possibile arrivare a tanto! :(


Il ragazzo, 18 anni, si è gettato dalla finestra dell'istituto tecnico di Cerignola, nel Foggiano
Pochi giorni fa aveva litigato con la fidanzata. Le motivazioni potrebbero essere in un biglietto
Ragazzo si suicida a scuola forse per delusione amorosa

Foggia - A 18 anni ha deciso di farla finita gettandosi dal secondo piano dell'istituto tecnico industriale di Cerignola, nel Foggiano. Secondo quanto si è appreso dalla polizia, il suicidio potrebbe essere stato compiuto per una delusione d'amore. Sembra infatti che pochi giorni fa avesse litigato con la sua fidanzatina 16enne, che frequentava la stessa scuola, l'istituto Augusto Righi.

Proprio stamattina il giovane, maggiorenne da appena un mese, aveva inviato un messaggio sul cellulare della ragazza, chiedendole di incontrarsi per parlare. I due, a quanto pare, si sono visti, ma l'incontro non è andato come sperava il ragazzo. Lo studente, stravolto dalla fine della relazione, avrebbe deciso di suicidarsi.

Ad accorgersi di quanto stava accadendo e a dare l'allarme è stata una bidella. La donna ha visto il ragazzo aprire la finestra e lanciarsi nel vuoto. Secondo alcune indiscrezioni, il giovane avrebbe lasciato un biglietto con le motivazioni del suo gesto. La notizia, però, non è stata ancora confermata dagli agenti che stanno indagando sull'episodio.

Il 18enne era considerato un bravissimo ragazzo, tranquillo, studioso e senza grilli per la testa. Oltre a studiare con profitto, cercava di fare dei lavoretti saltuari che potessero fargli guadagnare qualche soldo per aiutare la famiglia. La sua morte ha creato sconcerto tra gli amici e quanti lo conoscevano.

fonte:Repubblica
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Re: Cronaca nera

Messaggio da bancarella »

S'è spenta una giovane vita. :(
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Altro caso di violenza e altre vittime...


Bari, uccide due magrebini a coltellate
Arrestato un marocchino


Bari - Dopo una lite scaturita per futili motivi un magrebino ha rincorso due suoi connazionali con un grosso coltello e li ha feriti entrambi a morte. I tre avevano trascorso la serata in un pub di Corato, nel barese. L’uomo è stato arrestato dopo una precipitosa fuga e essersi barricato in casa. Tutto è accaduto poco dopo l'una della notte scorsa: a finire in manette Abdelkebir Bouih, 33enne incensurato cittadino del Marocco, con l'accusa di duplice omicidio aggravato.

Una telefonata al 112 ha fatto convergere sul posto una pattuglia dei carabinieri della stazione locale in via Duca di Genova: davanti ai militari i corpi esanimi di due cittadini marocchini, poi identificati nel 24enne Morad Tahiri e nel 35enne Touhami Salah, entrambi regolari sul territorio dello Stato italiano. La presenza di numerosi testimoni all’interno del pub ha indotto i militari a cercare il responsabile all`interno della sua abitazione, proprio davanti al locale, dove era stato visto entrare. È stato necessario sfondare due porte prima di riuscire ad accedere all`interno dove l'uomo, ancora sporco di sangue, sebbene si fosse frettolosamente cambiato i vestiti, aveva tentato di sottrarsi alla cattura nascondendosi sotto un letto.

La perquisizione dell'abitazione ha permesso di recuperare l'arma del delitto, un grosso coltello da macellaio, gettato dal 33enne sopra il soppalco. Le indagini, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani, Marco D`Agostino, hanno permesso di accertare che i tre, dopo aver trascorso la serata nel vicino pub, erano entrati nell`abitazione del 33enne. Quindi, pochi minuti più tardi, due di loro, ovvero quelli che poi sarebbero stati ammazzati, sono usciti di corsa, inseguiti dal 33enne. Uno dei due fuggitivi è subito crollato al suolo, mentre l`altro è stato raggiunto dall`assassino, che lo ha ferito a morte. Nel contempo, l'aggressore è ritornato dal connazionale che era già per terra e gli ha inferto delle mortali coltellate al torace e alla gola.

fonte: La stampa
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Orrore! Assolutamente vero! Non ci sono altre parole per descrivere questo ritrovamento! :( :(


Orrore nel bergamasco
Arcene, trovato cadavere di un neonato
Era nel parcheggio di una discoteca
Il corpicino senza vita era avvolto in una coperta e sistemato in una busta di plastica


Bergamo - Il cadavere di un neonato è stato trovato martedì mattina, intorno alle 10,30, ad Arcene, Bergamo, nel parcheggio di una discoteca. A scoprire il bimbo senza vita, avvolto in una coperta e sistemato in una busta di plastica, vicino al cancello della ditta «Scaini Calzature» di via Matteotti è stato un operatore dell'azienda della nettezza urbana del comune. Quando è stato ritrovato, il bambino, di carnagione chiara, aveva ancora una parte del cordone ombelicale attaccato. I carabinieri stanno ora indagando per risalire alla madre del piccolo che avrebbe potuto abbandonare il suo bambino nella notte o nelle prime ore del giorno di martedì. Sul corpo del neonato non ci sarebbero evidenti segni di violenza.

Autopsia - Dai primi esami è stato accertato che il bimbo sarebbe morto 24-36 ore prima del ritrovamento, quindi tra il giorno di Pasqua e quello di Pasquetta. È dunque possibile che il neonato sia morto altrove e portato poi nel parcheggio di Arcene già cadavere. «Il Comune farà tutto il possibile per dargli almeno una degna sepoltura - ha detto il sindaco del comune nel Bergamasco, Giuseppe Foresti -. È un dramma nel dramma, un dramma sia per il piccolo, che per la madre che in qualche modo è stata costretta ad abbandonarlo». Per risalire all'identità della madre del neonato i carabinieri stanno scavando soprattutto nell'ambito della prostituzione ma non escludono, al momento, alcuna ipotesi. La zona in cui è stato ritrovato non è frequentata da prostitute ma si tratta di un quartiere residenziale della periferia di Arcene. Sul cadavere del piccolo sarà effettuata una autopsia per far luce sulle circostanze e le cause della morte, ma, per il momento, l'esame autoptico, non è ancora stato disposto dal magistrato. (Fonte Ansa)

fonte: Corriere della sera
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Re: Cronaca nera

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Assassini. :angry:
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Re: Cronaca nera

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Inserisco qui questa notizia perchè mi sembra il posto giusto anche se ci vorrebbe un topic a parte per parlare della situazione carceraria e di quello che accade...arriverà! :yes:
Un altro detenuto s'è tolto la vita in carcere...


Si tratta di un napoletano di 39 anni che si è impiccato con una calzamaglia
I sindacati di polizia penitenziaria: "Una macabra conta destinata ad aumentare"

Benevento, detenuto suicida in cella 18esimo caso dall'inizio dell'anno

Roma - Nuovo suicidio in carcere. Questa volta è accaduto a Benevento, dove un detenuto italiano si è tolto la vita. Si tratta del 18esimo caso dall'inizio dell'anno. Un dato preoccupante, come denunciano i sindacati di polizia penitenziaria che registrano un fenomeno in crescita: 48 i casi nel 2008 passati a 72 lo scorso anno. L'uomo, 39 anni, napoletano, collaboratore di giustizia, si è suicidato nella tarda serata di ieri impiccandosi con una calzamaglia nella propria cella del reparto transito della casa circondariale di Benevento, struttura che ospita quasi 400 detenuti a fronte dei circa 240 posti regolamentari.

"La macabra conta, purtroppo e inevitabilmente, è destinata ad aumentare - dichiara il segretario generale della Uil penitenziari, Eugenio Sarno - è chiaro che le soluzioni tampone ed estemporanee adottate dal Dap nulla risolvono, se non addossare sulle già fragili spalle della polizia penitenziaria responsabilità e competenze estranee al proprio mandato", aggiunge.

"Il fenomeno dei suicidi in carcere - afferma il segretario generale del Sappe, Donato Capece - ci preoccupa, come ci preoccupa la grave rivolta di Porto Azzurro e le continue aggressioni a poliziotti penitenziari. La carenza di personale di polizia penitenziaria (ben 6mila unità) e di educatori, di psicologi e di personale medico specializzato, il pesante sovraffollamento (oltre 67mila detenuti in carceri che ne potrebbero ospitare 43mila, con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite) sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi".

"Il personale di polizia penitenziaria - prosegue il segretario del Sappe - è stato ed è spesso lasciato da solo a gestire all'interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale. Non si può e non si deve chiedere al personale di 'accollarsi' la responsabilità di tracciare profili psicologici che possano eventualmente permettere di intuire l'eventuale rischio di autolesionismo da parte dei detenuti. E' necessario dare attuazione alle previsioni contenute nel piano carceri del governo, potenziando maggiormente il ricorso all'area penale esterna e limitando la restrizione in carcere solo nei casi indispensabili e necessari. Ma è il mondo della politica che dovrebbe fare di più". Una cosa è certa, conclude Capece: "Se non fosse per la professionalità, l'attenzione, il senso del dovere dei poliziotti penitenziari le morti per suicidio in carcere sarebbero molte di più di quelle attuali".

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