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Inviato: 13/08/2007, 11:59
da Mac La Mente
Frankenstein ha scritto:Scrutando negli archivi polverosi della mia libreria, è comparsa, nel giorno del suo anniversario, questa poesia di William Blake (28 novembre 1757 – 12 agosto 1827).
The garden of love
Il testo originale è meglio, ma inserisco anche la traduzione.
Il giardino dell'Amore
E' una bellissima poesia! Lo ammetto, ho letto la traduzione per capire tutte le parole, ma anche dal testo originale traspare tutto il suo fascino!
Grazie per averla inserita Frankenstein!

Inviato: 13/08/2007, 15:07
da Vianne
Frankenstein ha scritto:Scrutando negli archivi polverosi della mia libreria, è comparsa, nel giorno del suo anniversario, questa poesia di William Blake (28 novembre 1757 – 12 agosto 1827).
The garden of love And I saw it was filled with graves,
And tomb-stones where flowers should be,
And Priests in black gowns were walking their round,
And binding with briars my joys & desires.[/i]
E ho visto che era pieno di tombe,
E pietre sepolcrali dove avrebbero dovuto esseci fiori,
E Preti in vesti nere vi giravano attorno,
E incatenavano con rovi le mie gioie e i miei desideri.
E' una poesia molto affascinante, davvero bella!
Trovo splendida in particolare l'ultima quartina!

Inviato: 13/08/2007, 20:12
da Elida
Bella poesia davvero!
Inviato: 16/08/2007, 21:04
da Vianne
Una delle mie poesie preferite e che, forse per i riferimenti all'estate, ho sempre associato al mese di agosto
Meriggiare pallido e assorto - Eugenio Montale
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d' orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch' ora si rompono ed ora s' intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com' é tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Inviato: 17/08/2007, 13:19
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:Una delle mie poesie preferite e che, forse per i riferimenti all'estate, ho sempre associato al mese di agosto
Meriggiare pallido e assorto - Eugenio Montale
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com' é tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Trovo anch'io molto bella questa poesia!
...non la conoscevo e mi ha trasmesso tantissimo il senso dell'estate proprio per le "figure" che cita al suo interno!
I versi che mi piacciono di più sono gli ultimi...dove si parla della vita...
Inviato: 19/08/2007, 13:45
da Elida
A me di Montale piace anche "La casa dei doganieri":
Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t' attende dalla sera
in cui v' entró lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostó irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non é più lieto:
la bussola va impazzita all' avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s' addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell' oscurità.
Oh l' orizzonte in fuga, dove s' accende
rara la luce della petroliera!
Il varco é qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende ...).
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.
Inviato: 19/08/2007, 15:40
da Mac La Mente
Elida ha scritto:A me di Montale piace anche "La casa dei doganieri":
Grazie per averla inserita, Elida!
...non conoscevo neanche questa perchè di poesie ne leggo poche!
E' molto bella!

Inviato: 20/08/2007, 22:28
da Vianne
Oggi è l'anniversario della nascita di Salvatore Quasimodo, uno dei pochissimi italiani vincitori del Nobel per la Letteratura (nel 1959)
Per ricordarlo, inserisco il testo di una delle sue poesie più belle e più dolorose:
Salvatore Quasimodo - Auschwitz
Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola,
amore, lungo la pianura nordica,
in un campo di morte: fredda, funebre,
la pioggia sulla ruggine dei pali
e i grovigli di ferro dei recinti:
e non albero o uccelli nell’aria grigia
o su dal nostro pensiero, ma inerzia
e dolore che la memoria lascia
al suo silenzio senza ironia o ira.
Da quell’inferno aperto da una scritta
bianca: ” Il lavoro vi renderà liberi “
uscì continuo il fumo
di migliaia di donne spinte fuori
all’alba dai canili contro il muro
del tiro a segno o soffocate urlando
misericordia all’acqua con la bocca
di scheletro sotto le doccie a gas.
Le troverai tu, soldato, nella tua
storia in forme di fiumi, d’animali,
o sei tu pure cenere d’Auschwitz,
medaglia di silenzio?
Restano lunghe trecce chiuse in urne
di vetro ancora strette da amuleti
e ombre infinite di piccole scarpe
e di sciarpe d’ebrei: sono reliquie
d’un tempo di saggezza, di sapienza
dell’uomo che si fa misura d’armi,
sono i miti, le nostre metamorfosi.
Sulle distese dove amore e pianto
marcirono e pietà, sotto la pioggia,
laggiù, batteva un no dentro di noi,
un no alla morte, morta ad Auschwitz,
per non ripetere, da quella buca
di cenere, la morte.
Inviato: 21/08/2007, 13:21
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:Oggi è l'anniversario della nascita di Salvatore Quasimodo, uno dei pochissimi italiani vincitori del Nobel per la Letteratura (nel 1959)
Per ricordarlo, inserisco il testo di una delle sue poesie più belle e più dolorose:
Salvatore Quasimodo - Auschwitz
E' una poesia davvero triste! Leggendola sono riuscito ad immaginare l'ambiente, quello che succedeva (e che è successo), la condizione in cui quelle Persone erano costrette a vivere...oltre che la disumanità che hanno vissuto!

Inviato: 22/08/2007, 15:22
da Vianne
Mac La Mente ha scritto: E' una poesia davvero triste! Leggendola sono riuscito ad immaginare l'ambiente, quello che succedeva (e che è successo), la condizione in cui quelle Persone erano costrette a vivere...oltre che la disumanità che hanno vissuto!

Sì, è una poesia molto triste. Del resto fa parte di un ciclo intitolato
Giorno dopo giorno che Quasimodo dedicò alla sofferta e dolorosa riflessione - a seguito degli anni di guerra - sulla crudeltà e sulla distruttività umane. E Auschwitz non poteva che essere il simbolo stesso dell'atrocità...
Inviato: 22/08/2007, 18:45
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:
Sì, è una poesia molto triste. Del resto fa parte di un ciclo intitolato Giorno dopo giorno che Quasimodo dedicò alla sofferta e dolorosa riflessione - a seguito degli anni di guerra - sulla crudeltà e sulla distruttività umane. E Auschwitz non poteva che essere il simbolo stesso dell'atrocità...
Non ero a conoscenza di questo! Poesie che trattano questo argomento. che rimandano al ricordo di quello che è successo in quegli anni, che narrano la disumanità dimostrata da chi c'era nei confronti di altre persone, devono essere molto intense e belle! Me le procurerò!
Grazie Vianne!

Inviato: 23/08/2007, 18:38
da Mac La Mente
Ehmmm...forse vado sul classico, ma questa poesia (conosciuta ai tempi della scuola) mi è sempre piaciuta! L'ho trovata e la trovo triste perchè comunque parla di un allontamento da qualcosa che sta a cuore e che si vorrebbe tenere sempre vicino!
A Zacinto - Ugo Foscolo
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque.
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque
cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
Inviato: 23/08/2007, 21:19
da Elida
A Zacinto mi ricorda la scuola!
Foscolo mi piaceva tanto, così come anche Leopardi!
Inviato: 23/08/2007, 21:40
da Mac La Mente
Elida ha scritto:A Zacinto mi ricorda la scuola!
Foscolo mi piaceva tanto, così come anche Leopardi!
L'hai fatta anche tu a scuola? Mi fa piacere!
Credo sia una di quelle poesie che rimangono impresse anche a distanza di anni! E' questa la cosa più bella e la vera forza!!!

Inviato: 24/08/2007, 15:22
da Vianne
Mac La Mente ha scritto: L'hai fatta anche tu a scuola? Mi fa piacere!
Credo sia una di quelle poesie che rimangono impresse anche a distanza di anni! E' questa la cosa più bella e la vera forza!!!

Mac mi sa che l'abbiamo fatta tutti a scuola!
Anche a me piace molto quella poesia e devo dire che tra le letture scolastiche obbligatorie è una di quelle che ricordo con maggior piacere e maggior commozione!
