Malasanità!
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- seconda parte della notizia -
Asportato un rene sulla base dei risultati delle analisi di un'altra paziente
Scambiate le Tac, donna muore a Bologna
Errore per un caso di omonimia al Sant'Orsola. Il ministro Livia Turco invia due ispettori
La nota evidenzia che «il chirurgo, quando l'intervento era in fase avanzata e non più reversibile, ha rilevato una forte discrepanza con l'immagine e il referto radiologico, sulla base del quale era stata formulata l'indicazione all'intervento. Che è stato portato a termine».
L'evento ha dato il via a un'indagine interna «per una puntuale ricostruzione dei fatti, per l'individuazione delle responsabilità e per l'attivazione dei conseguenti provvedimenti disciplinari». La direzione ha anche avvertito che, oltre alla puntuale collaborazione con la magistratura, sta valutando se assumere «provvedimenti cautelativi urgenti ». Offrendo al contempo l'impegno a «revisionare il sistema e le procedure che gestiscono le immagini radiologiche digitali, ponendosi l'obiettivo di ridurre ulteriormente il rischio di errori umani al fine di prevenire il ripetersi di tali drammatici errori».
L'assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Bissoni, ha parlato di «tragedia di gravità inusitata, che non si sarebbe mai dovuta verificare ». È stato lui a informare il ministro Turco, dopo aver sollecitato una «dettagliata relazione della direzione dell'azienda ospedaliero- universitaria» e a «valutare l'esistenza di condizioni per provvedimenti urgenti». Poi ha istituito una commissione d'indagine «con ampio mandato » per chiarire in tempi strettissimi la ricostruzione di un errore inspiegabile con le tecnologie utilizzate. Che non avrebbero dovuto permettere un lutto per cui ha espresso «cordoglio per i familiari e la più grande costernazione ».
fonte: Corriere della sera
Asportato un rene sulla base dei risultati delle analisi di un'altra paziente
Scambiate le Tac, donna muore a Bologna
Errore per un caso di omonimia al Sant'Orsola. Il ministro Livia Turco invia due ispettori
La nota evidenzia che «il chirurgo, quando l'intervento era in fase avanzata e non più reversibile, ha rilevato una forte discrepanza con l'immagine e il referto radiologico, sulla base del quale era stata formulata l'indicazione all'intervento. Che è stato portato a termine».
L'evento ha dato il via a un'indagine interna «per una puntuale ricostruzione dei fatti, per l'individuazione delle responsabilità e per l'attivazione dei conseguenti provvedimenti disciplinari». La direzione ha anche avvertito che, oltre alla puntuale collaborazione con la magistratura, sta valutando se assumere «provvedimenti cautelativi urgenti ». Offrendo al contempo l'impegno a «revisionare il sistema e le procedure che gestiscono le immagini radiologiche digitali, ponendosi l'obiettivo di ridurre ulteriormente il rischio di errori umani al fine di prevenire il ripetersi di tali drammatici errori».
L'assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Bissoni, ha parlato di «tragedia di gravità inusitata, che non si sarebbe mai dovuta verificare ». È stato lui a informare il ministro Turco, dopo aver sollecitato una «dettagliata relazione della direzione dell'azienda ospedaliero- universitaria» e a «valutare l'esistenza di condizioni per provvedimenti urgenti». Poi ha istituito una commissione d'indagine «con ampio mandato » per chiarire in tempi strettissimi la ricostruzione di un errore inspiegabile con le tecnologie utilizzate. Che non avrebbero dovuto permettere un lutto per cui ha espresso «cordoglio per i familiari e la più grande costernazione ».
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un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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E' una notizia incommentabile nella sua folliaMac La Mente ha scritto: Asportato un rene sulla base dei risultati delle analisi di un'altra paziente
Scambiate le Tac, donna muore a Bologna
Errore per un caso di omonimia al Sant'Orsola. Il ministro Livia Turco invia due ispettori
Proprio lì, tre giorni fa, la paziente è stata portata in sala operatoria con una diagnosi infausta. Dopo avere esaminato le immagini radiologiche digitali a lei attribuite (ma in realtà appartenenti a un'altra donna dallo stesso cognome, sottoposta al medesimo esame, la Uro-Tac), i medici avevano deciso che l'unica terapia possibile fosse l'asportazione del rene. Quando ormai l'operazione aveva raggiunto il punto di non ritorno, il chirurgo si è accorto che l'organo asportato non poteva essere quello che appariva dalla Uro-Tac. Ma era troppo tardi, non si poteva più rimediare. La donna e i suoi parenti sono stati avvisati di quello che era accaduto, ma ieri mattina gli eventi sono precipitati e all'improvviso la donna di 54 anni è morta.
Non so se responsabile dell'errore burocratico che ha portato alla tragedia sia stato un impiegato amministrativo che aveva fretta di fare la pausa caffè o un'infermiera oberata di lavoro che, dovendo fare contemporaneamente 2323232 cose non si è accorta dell'omonimia tra 2 pazienti. In ogni caso, immagino che chi pagherà, sarà uno di loro, non certo il chirurgo che ha dimostrato di avere l'abitudine di considerare i pazienti dei numeri e non delle persone.
Chissà, forse se si fosse degnato di sollevare lo sguardo dalla tac al volto della donna che doveva operare e l'avesse visitata prima di decidere di asportarle un organo vitale senza neppure sapere che faccia avesse, magari sarebbe stato possibile evitare l'errore...
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Quoto tutto! E' una notizia fuori dal mondo! Non sta nè in cielo nè in terra che nel 2007 si verifichino fatti così! Allucinante!Vianne ha scritto: E' una notizia incommentabile nella sua follia![]()
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Di chiunque sia l'errore credo - e sarebbe giusto farlo - che tutti debbano rispondere di qualcosa...è impensabile attribuire ad una sola persona la colpa perchè si lavora in equipe (almeno dovrebbe essere così) ed i risultati delle analisi vengono osservati da tanti oltre che subire tanti passaggi di mano!
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Uuuuh! Questo particolare mi è sfuggito stasera quando ho visto il TG!Elida ha scritto:Al giornale radio hanno detto che è stato indagato il chirurgo.
Come può uno specialista non accorgersi che sta operando una persona sana?
Grazie Elida per averlo detto!
...la domanda che ti poni è più che giustificata! Onestamente non lo so, ma ho una speranza (o meglio, preferisco credere che vada così) ovvero quella che gli specialisti non siano tutti così e che nel momento in cui operino qualcuno, non abbiano i "paraocchi"! Sarebbe tremendo!
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...non è presente solo nel nostro paese, ma leggendo questa breve notizia, la malasanità è un fenomeno mondiale!
Quello che mi colpisce è l'esito della vicenda!
Canada: sangue infetto, tutti assolti
Ottawa - Scandalo sangue infetto in Canada: tutti assolti. La sentenza choc arriva da un giudice che ha dichiarato non colpevoli i responsabili sanitari e una casa farmaceutica Usa in quello che viene ritenuto tuttora il piu' grande episodio di malasanita' in Canada. Oltre 20mila persone hanno contratto l'epatite C e un migliaio il virus dell'aids tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Tremila persone sono decedute, 800 per Hiv. Il giudice di Toronto, Mary Lou Benotto, ha assolto dopo 17 mesi l'ex responsabile della Croce Rossa canadese, il 70enne Roger Perrault: non ci sarebbero infatti prove di negligenza a livello penale. Stesso verdetto per due ex responsabili della sanita' e per la casa farmaceutica. (Agr)
fonte: Corriere della sera
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Canada: sangue infetto, tutti assolti
Ottawa - Scandalo sangue infetto in Canada: tutti assolti. La sentenza choc arriva da un giudice che ha dichiarato non colpevoli i responsabili sanitari e una casa farmaceutica Usa in quello che viene ritenuto tuttora il piu' grande episodio di malasanita' in Canada. Oltre 20mila persone hanno contratto l'epatite C e un migliaio il virus dell'aids tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Tremila persone sono decedute, 800 per Hiv. Il giudice di Toronto, Mary Lou Benotto, ha assolto dopo 17 mesi l'ex responsabile della Croce Rossa canadese, il 70enne Roger Perrault: non ci sarebbero infatti prove di negligenza a livello penale. Stesso verdetto per due ex responsabili della sanita' e per la casa farmaceutica. (Agr)
fonte: Corriere della sera
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Non ho parole! Purtroppo ogni giorno che passa, di casi del genere se ne verificano sempre di più! Mi chiedo dove andremo a finire e se riusciremo a continuare a fidarci di chi dovrebbe pensare alla nostra salute e curarci!
...riporto un articolo di Repubblica...
I medicinali erano in una soluzione diluita in un clistere
Gli danno i farmaci di un altro
paziente muore in Puglia
Bisceglie - Un mix di farmaci mortale, somministrato con un clistere al paziente sbagliato che è morto dopo poche ore. Potrebbe esserci uno scambio di persona dietro l'ennesimo caso di malasanità in Italia. L'autopsia scioglierà gli ultimi dubbi ma un'infermiera ha già ammesso l'errore e, forse per il rimorso, si è autodenunciata ai carabinieri spiegando di aver fornito una terapia ad un paziente anziché ad un altro vicino di letto che non ne aveva bisogno. L'uomo, un anziano ultrasettantenne, è morto nonostante i disperati tentativi di rianimarlo. La tragedia è avvenuta all'ospedale civile di Bisceglie, in provincia di Bari, il 20 settembre, la vittima era ricoverata nel reparto infettivi. Una storia dai contorni ancora poco chiari e che mai sarebbe venuta alla luce se la stessa infermiera non avesse parlato. Un'inchiesta è stata aperta nei giorni scorsi dal pm della procura di Trani Michele Ruggiero al quale è finita la denuncia della infermiera che non sarebbe riuscita a tenere dentro l'angoscia per quanto era accaduto.
Secondo la ricostruzione la donna ha realizzato l'idea dell'errore solo dopo che il paziente al quale era effettivamente destinata la terapia si è rivolto a lei chiedendo spiegazioni sul perché non gli era stato somministrato il farmaco attraverso un clistere. In un primo momento l'infermiera non ci avrebbe fatto caso salvo poi accorgersi dell'errore. L'uomo al quale invece era stato dato il farmaco ha cominciato ad avvertire dolori e dopo poche ore è morto. Sembrava un decesso naturale, data anche l'età. Tanto che i familiari non hanno sporto denuncia.
Le cose però sono cambiate grazie proprio allo scrupolo dell'infermiera che non ha retto all'idea di rimanere con questo atroce dubbio per tutta la vita. Secondo quanto emerge nonostante lo stretto riserbo, il magistrato ha già disposto la riesumazione del cadavere e chiesto ai carabinieri il sequestro della cartella clinica del paziente deceduto. L'inchiesta, aperta all'indomani della autodenuncia, avrebbe anche i suoi primi indagati. I reati ipotizzati sono quelli di omicidio colposo, a carico naturalmente dell'infermiera, e di omissione di referto, a carico presumibilmente del personale medico e dei sanitari del reparto in cui si trovava il paziente. L'autopsia, affidata all'équipe del professor Giancarlo Diovella dell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, stabilirà l'eventuale esistenza di un nesso causale tra il farmaco somministrato e la morte del paziente. Non è detto infatti che il clistere sia stato determinante per il decesso, così come non è possibile stabilire adesso se ci sia stata colpa solo da parte dell'infermiera. Nei prossimi giorni potranno essere chiariti degli aspetti ancora oscuri della vicenda.
fonte: Repubblica
...riporto un articolo di Repubblica...
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paziente muore in Puglia
Bisceglie - Un mix di farmaci mortale, somministrato con un clistere al paziente sbagliato che è morto dopo poche ore. Potrebbe esserci uno scambio di persona dietro l'ennesimo caso di malasanità in Italia. L'autopsia scioglierà gli ultimi dubbi ma un'infermiera ha già ammesso l'errore e, forse per il rimorso, si è autodenunciata ai carabinieri spiegando di aver fornito una terapia ad un paziente anziché ad un altro vicino di letto che non ne aveva bisogno. L'uomo, un anziano ultrasettantenne, è morto nonostante i disperati tentativi di rianimarlo. La tragedia è avvenuta all'ospedale civile di Bisceglie, in provincia di Bari, il 20 settembre, la vittima era ricoverata nel reparto infettivi. Una storia dai contorni ancora poco chiari e che mai sarebbe venuta alla luce se la stessa infermiera non avesse parlato. Un'inchiesta è stata aperta nei giorni scorsi dal pm della procura di Trani Michele Ruggiero al quale è finita la denuncia della infermiera che non sarebbe riuscita a tenere dentro l'angoscia per quanto era accaduto.
Secondo la ricostruzione la donna ha realizzato l'idea dell'errore solo dopo che il paziente al quale era effettivamente destinata la terapia si è rivolto a lei chiedendo spiegazioni sul perché non gli era stato somministrato il farmaco attraverso un clistere. In un primo momento l'infermiera non ci avrebbe fatto caso salvo poi accorgersi dell'errore. L'uomo al quale invece era stato dato il farmaco ha cominciato ad avvertire dolori e dopo poche ore è morto. Sembrava un decesso naturale, data anche l'età. Tanto che i familiari non hanno sporto denuncia.
Le cose però sono cambiate grazie proprio allo scrupolo dell'infermiera che non ha retto all'idea di rimanere con questo atroce dubbio per tutta la vita. Secondo quanto emerge nonostante lo stretto riserbo, il magistrato ha già disposto la riesumazione del cadavere e chiesto ai carabinieri il sequestro della cartella clinica del paziente deceduto. L'inchiesta, aperta all'indomani della autodenuncia, avrebbe anche i suoi primi indagati. I reati ipotizzati sono quelli di omicidio colposo, a carico naturalmente dell'infermiera, e di omissione di referto, a carico presumibilmente del personale medico e dei sanitari del reparto in cui si trovava il paziente. L'autopsia, affidata all'équipe del professor Giancarlo Diovella dell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, stabilirà l'eventuale esistenza di un nesso causale tra il farmaco somministrato e la morte del paziente. Non è detto infatti che il clistere sia stato determinante per il decesso, così come non è possibile stabilire adesso se ci sia stata colpa solo da parte dell'infermiera. Nei prossimi giorni potranno essere chiariti degli aspetti ancora oscuri della vicenda.
fonte: Repubblica
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Non sono un'esperta in materia e non conosco questa vicenda, però leggo che si riferisce a fatti accaduti un ventina d'anni fa. Per quel poco che ne so, a quei tempi ancora quasi non si conosceva l'esistenza dell'epatite C e si stava appena diffondendo la conoscenza dell'esistenza dell'Aids. Per cui non so fino a che punto il personale sanitario potesse essere responsabile per mancati controlli alle trasfusioni, quando di fatto quasi non esistevano ancora le analisi in grado di riconoscere la presenza di quelle malattie. Forse è per questo che li hanno assolti?Mac La Mente ha scritto:...non è presente solo nel nostro paese, ma leggendo questa breve notizia, la malasanità è un fenomeno mondiale!![]()
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Sembrerebbe un caso simile per certi versi a quello della donna morta a Bologna perchè operata a un rene per errore.Mac La Mente ha scritto: ...riporto un articolo di Repubblica...
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paziente muore in Puglia
Se l'autopsia dimostrerà che la morte dell'anziano paziente sia stata effettivamente provocata dai farmaci somministrati per errore, sarà l'ennesima conferma della follia di quelllo che accade che nei nostri ospedali
La cosa che più mi stupisce è, in postivo, che lei si sia autodenunciata.
In negativo - se la morte sarà davvero dovuta all'errore umano - il tentativo di affossare tutto dell'ospedale, con un meidco che ha redatto un certificato di morte per cause diverse da quelle reali.
E questa seconda notizia, se vera, sarebbe la più brutta e inquietante di questa vicenda
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Chiedo scusa per l'OT, ma sono veramente stufa di veder stuprare quotidianamente la lingua italiana dai giornalisti.un'infermiera ha già ammesso l'errore[/color] e, forse per il rimorso, si è autodenunciata ai carabinieri spiegando di aver fornito una terapia ad un paziente anziché ad un altro vicino di letto che non ne aveva bisogno.
Qualcuno ha mai spiegato al simpatico giornalista di Repubblica che in italiano il pronome relativo si rifersice al sostantivo che lo precede?
Così come redatta da lui (pagato per scrivere in italiano), la frase ci dice che sarebbe stato il vicino di letto a non avere bisogno della terapia, cioe l'esatto contrario di quello che avrebbe voluto dirci
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E' probabile Vianne che sia come dici tu! La conoscenza di questa possibilità di infezione non era tanto diffusa negli anni citati nell'articolo...forse è proprio su questo aspettato che si è basata decisione del giudice! Boh...non possiamo saperlo!Vianne ha scritto:Non sono un'esperta in materia e non conosco questa vicenda, però leggo che si riferisce a fatti accaduti un ventina d'anni fa. Per quel poco che ne so, a quei tempi ancora quasi non si conosceva l'esistenza dell'epatite C e si stava appena diffondendo la conoscenza dell'esistenza dell'Aids. Per cui non so fino a che punto il personale sanitario potesse essere responsabile per mancati controlli alle trasfusioni, quando di fatto quasi non esistevano ancora le analisi in grado di riconoscere la presenza di quelle malattie. Forse è per questo che li hanno assolti?Mac La Mente ha scritto: Canada: sangue infetto, tutti assolti
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Ricordo la vicenda che hai citato! Si, assomiglia molto a questa!Vianne ha scritto:Sembrerebbe un caso simile per certi versi a quello della donna morta a Bologna perchè operata a un rene per errore.Mac La Mente ha scritto: I medicinali erano in una soluzione diluita in un clistere
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Se l'autopsia dimostrerà che la morte dell'anziano paziente sia stata effettivamente provocata dai farmaci somministrati per errore, sarà l'ennesima conferma della follia di quelllo che accade che nei nostri ospedali![]()
La cosa che più mi stupisce è, in postivo, che lei si sia autodenunciata.
In negativo - se la morte sarà davvero dovuta all'errore umano - il tentativo di affossare tutto dell'ospedale, con un meidco che ha redatto un certificato di morte per cause diverse da quelle reali.
E questa seconda notizia, se vera, sarebbe la più brutta e inquietante di questa vicenda
...non so come si sia sviluppata la vicenda e che direzione abbia preso dopo i risultati dell'autopsia, però mi informerò - sperando sempre che ne stiano parlando - perchè comunque quello che è accaduto mi da parecchio da pensare!...stiamo messi male!
La seconda possibilità, il mascheramento, l'insabbiamento tentato da parte dell'ospedale mi fa inca***re in un modo allucinante! Non è possibile che si pensi, anche solo lontanamente, a fare una cosa del genere!
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Ok ok, vado anch'io un attimo OT per risponderti!Vianne ha scritto:Chiedo scusa per l'OT, ma sono veramente stufa di veder stuprare quotidianamente la lingua italiana dai giornalisti.un'infermiera ha già ammesso l'errore[/color] e, forse per il rimorso, si è autodenunciata ai carabinieri spiegando di aver fornito una terapia ad un paziente anziché ad un altro vicino di letto che non ne aveva bisogno.
Qualcuno ha mai spiegato al simpatico giornalista di Repubblica che in italiano il pronome relativo si rifersice al sostantivo che lo precede?
Così come redatta da lui (pagato per scrivere in italiano), la frase ci dice che sarebbe stato il vicino di letto a non avere bisogno della terapia, cioe l'esatto contrario di quello che avrebbe voluto dirci
Ehehehe...non avevo notato questo particolare! Ora che rileggo quello che ha scritto, mi viene da ridere! Il senso è completamente sbagliato!...anzi, non ha senso!
...qualche giornalista dovrebbe prendere ripetizioni di italiano!
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Un aggiornamento che riguarda questa notizia inserita un po' di tempo fa dove una donna ha perso la vita perchè il medico l'aveva operata al posto di un'altra paziente asportando un rene!Mac La Mente ha scritto: Asportato un rene sulla base dei risultati delle analisi di un'altra paziente
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Durante le indagini, un medico è stato arrestato per aver falsificato la cartella clinica!...siamo pazzi!
Medico arrestato per falsa cartella clinica
Una donna era morta per una diagnosi sbagliata dovuta a un referto e a una tac appartenenti a un'altra persona
Bologna - Svolta nelle indagini sulla morte di D.L., deceduta a fine settembre al Policlinico S.Orsola di Bologna dopo l'asportazione di un rene decisa per una diagnosi sbagliata, dovuta all'attribuzione di un referto e di una tac appartenenti a un'altra donna che aveva lo stesso cognome, ma nome differente. I carabinieri hanno arrestato l'urologo G. C., che avrebbe falsificato la cartella clinica della donna 54enne. Il medico è stato posto agli arresti domiciliari, con divieto di comunicare con estranei. Il medico che, già era indagato con altre sei persone a piede libero per omicidio colposo, è stato arrestato perché ritenuto responsabile inoltre di falsi in atti pubblici (cartella clinica) tali da ostacolare l'accertamento dei fatti, anche in sede amministrativa. Avrebbe, cioè, falsificato la cartella clinica della donna.
fonte: Corriere della sera
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Sono sconvolto da questa notizia! Cioè...è impensabile che all'interno e anche all'esterno di un ospedale avvengano queste cose! Dove andremo a finire se i primi delinquenti sono anche medici? 
Droga in cambio di referti medici fasulli, lo smercio nella struttura sanitaria
Coca in ospedale, arrestate sei persone
Nei guai un chirurgo e altri suoi complici che lavoravano all'ospedale di Ostia e in uno studio privato di Fiumicino
Roma - Un chirurgo ortopedico e altre cinque persone appartenenti al personale medico e paramedico dell'ospedale Grassi di Ostia, sul litorale romano, sono state arrestate dai carabinieri del reparto territoriale con l'accusa di aver gestito una attività di spaccio all'interno e all'esterno della struttura sanitaria.
Gli scambi - Le sei ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del tribunale di Roma Emanuele Cersosimo. Secondo quanto accertato dai carabinieri del reparto territoriale di Ostia il chirurgo arrestato avrebbe rilasciato un referto medico falso in cambio di cocaina gratuita.
Gli "ordini" - Il personale ospedaliero coinvolto nell'inchiesta, due centralinisti, una operatrice socio-sanitaria e la segretaria di uno studio medico privato di Fiumicino provvedevano, in funzione alle loro attività, a ricevere le ordinazioni e a far arrivare lo stupefacente ai clienti. La droga veniva fornita all'organizzazione da un pregiudicato di Ostia.
fonte: Corriere della Sera
Droga in cambio di referti medici fasulli, lo smercio nella struttura sanitaria
Coca in ospedale, arrestate sei persone
Nei guai un chirurgo e altri suoi complici che lavoravano all'ospedale di Ostia e in uno studio privato di Fiumicino
Roma - Un chirurgo ortopedico e altre cinque persone appartenenti al personale medico e paramedico dell'ospedale Grassi di Ostia, sul litorale romano, sono state arrestate dai carabinieri del reparto territoriale con l'accusa di aver gestito una attività di spaccio all'interno e all'esterno della struttura sanitaria.
Gli scambi - Le sei ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del tribunale di Roma Emanuele Cersosimo. Secondo quanto accertato dai carabinieri del reparto territoriale di Ostia il chirurgo arrestato avrebbe rilasciato un referto medico falso in cambio di cocaina gratuita.
Gli "ordini" - Il personale ospedaliero coinvolto nell'inchiesta, due centralinisti, una operatrice socio-sanitaria e la segretaria di uno studio medico privato di Fiumicino provvedevano, in funzione alle loro attività, a ricevere le ordinazioni e a far arrivare lo stupefacente ai clienti. La droga veniva fornita all'organizzazione da un pregiudicato di Ostia.
fonte: Corriere della Sera
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