Una piccola, piccola recensione sull’ultimo film che ho visto al cinema (venerdì scorso) mi sembra giusto scriverla...ed eccola qua!
Il film è del regista Anderson (lo stesso di Magnolia – che non ho visto) e il suo nuovo lavoro è intitolato
“Il Petroliere”. Questo film è ispirato al libro
“Oil” di
Upton Sinclair dove a grandi linee viene disegnato il profilo del protagonista e la storia che viene raccontata!
“Il petroliere” è un film ambientato nei primi anni del 1900, in particolare parte dal 1897 e arriva al 1927. E’ nell’arco di questi trent’anni che si racconta la storia di Daniel Plainview, un uomo ossessionato dalla voglia di primeggiare sugli altri, un uomo che per il lavoro che fa si sporca le mani, accarezza la terra in cerca della sua fortuna: il petrolio, un uomo che non ha affetti e legami di sangue con nessuno…anche il bambino che cresce non è suo, adottato perché il padre durante uno scavo in cerca dell’oro nero, muore.
Il film presenta molte scene scure, giochi di luce che fanno intravedere solo i lineamenti del viso del protagonista (sempre presente) e degli altri personaggi nella scena presa in considerazione.
Daniel inizialmente (all’inizio del film) è all’interno di un pozzo in cerca di argento, solo, isolato da tutto e da tutti e solo successivamente comincia a dedicarsi alla “caccia” del petrolio in un’America dai territori inospitali, incolti ma belli da vedere, da osservare, territori che colpiscono per i loro colori... (la fotografia è molto curata!

)
Daniel gira l’America in lungo e in largo insieme ai suoi uomini scavando pozzi, acquistando concessioni suoi terreni e costruendo impianti capaci di estrarre il petrolio anche a profondità considerevoli per l’epoca presa in esame. Durante questi lavori – forse in ogni scavo – ci sono delle perdite umane tra gli operai proprio perché le condizioni lavorative erano precarie e non c’erano misure di sicurezza adatte per tutelare le vite...
Nel suo girovagare Daniel, un giorno, contattato da una persona, si sposta in California dove grazie alle indicazioni ottenute (e pagate appena 500 dollari) scopre un territorio pieno di petrolio – questo esce addirittura dal terreno a seguito di un terremoto – e decide così di costruire un impianto per l’estrazione. In questo luogo viene in contatto con Eli – un predicatore di una chiesa – e con lui ha molti diverbi e contrasti nel momento in cui il “figlio” di Daniel diventa sordo a causa di una esplosione.
Eli è una figura spirituale per tutto il villaggio, le persone sono dipendenti dai suoi sermoni e dalle sue parole, ma alla fine si rivela un uomo come gli altri, prova nel suo animo (non così puro come vuol far vedere) rancore nei confronti di Daniel.
...continua nel prossimo post...