E' di qualche giorno fa la notizia della conclusione di una operazione - iniziata nel 2006 - che ha portato all'arresto di persone e alla scoperta di un giro di prostituzione cui facevano parte ragazze provenienti dall'estero...
Sgominato giro internazionale di prostituzione con base a Olbia
Il capo della banda di nigeriani arrestati in tutta Italia era un rivenditore di prodotti alimentari etnici di Olbia. Tra i nove arrestati anche la "maman"che teneva sotto ricatto le ragazze. L'indagine era partita due anni fa dalla denuncia di una delle giovani sfruttate
Arrivavano in Italia con l’illusione di una vita migliore, in realtà venivano minacciate, ridotte in schiavitù e costretta a prostituirsi. Alle prime ore di questa mattina però i carabinieri di Sassari hanno sgominato la banda, composta interamente da nigeriani.
Il capo della banda criminale era un commerciante nigeriano, rivenditore di prodotti alimentari etnici a Olbia. I militari del comando provinciale, in collaborazione con i colleghi di Olbia, Aglientu, Roma, Vignola (Modena), Porto Recanati (Macerata) e Ravenna hanno arrestato nove persone, tutte di nazionalità nigeriana, nell'ambito dell'operazione "Terra Promessa". Cinque gli arresti in Sardegna: oltre al boss, Callistus Owuamanam, 45 anni, sono finite in carcere quattro donne, le "maman" che tenevano sotto ricatto le giovani prostitute.
Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, riduzione in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di esseri umani, induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Paolo Carra, ha spiegato che gli arresti di oggi sono l'ultimo tassello dell'operazione che nel marzo scorso aveva già fatto finire in carcere quattro persone, due uomini e due donne nigeriani in procinto di fuggire all'estero, fermati a Serravalle Pistoiese dagli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari guidato dal capitano Giuseppe Urpi, oltre a una donna arrestata a Bergamo pochi giorni fa.
L'organizzazione con base a Olbia, ha spiegato Carra, aveva ramificazioni non solo con il continente ma anche con Olanda, Gran Bretagna, Francia, Germania, Grecia, Turchia e Spagna.
L'operazione "Terra Promessa" era partita a fine 2006 dalla coraggiosa denuncia di una delle giovani sfruttate. Le ragazze venivano invitate dall'organizzazione in Sardegna con la prospettiva di un lavoro e poi costrette a prostituirsi dietro minaccia di ritorsioni alla famiglia nel Paese d'origine, messe in atto almeno in due occasioni, con case bruciate e familiari picchiati. Erano una ventina le donne che venivano sfruttate e fatte ruotare anche fuori dall'isola. Secondo il comandante provinciale, il capoluogo gallurese "è diventato il crocevia di organizzazioni di matrice nigeriana, albanese e romena che tiene in piedi il mercato della prostituzione, non solo a livello regionale ma che coinvolge anche il resto d'Italia".
fonte:
Unione Sarda