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Inviato: 14/04/2008, 22:10
da Mac La Mente
Inviato: 17/04/2008, 23:38
da alanford50
Quel salto, quel brivido, che per un attimo ha dato un senso alla parola felicità.
Una corsa felice, spensierata verso nulla di definito, ne di definitivo, una corsa semplice con mille palloncini che ne rammentano l'età ed il suo tempo, il vuoto intorno, il nulla che l'avvolge, poche cose hanno importanza, poche cose hanno senso, se non l'aria fresca che ne elettrizza il respiro, e con il respiro sempre più in affanno anche il pensiero, che sempre più libero, sempre più leggero, perde di peso e vola, miracolo vola, insieme a quei mille colori sospesi, sospesi nel vento e nel suo turbinio, nessuna luce riesce a sconfiggere le nubi, sorte a impenetrabile scudo di un evento irripetibile ed immutabile nel tempo, la mano che in un gesto irreale e impensabile fino a pochi istanti prima, libera gli spaghi che imprigionavano il tempo, in quell'attimo di passaggio ad un'altra età, sensazioni nuove e pensieri incredibili le folgorano il corpo come la saetta che veloce, leggera e tagliente colpisce l'albero cambiandogli per sempre il destino, quando lei fanciulla finirà il suo salto leggero, e si accorgerà del gesto supino che la sua mano ha compiuto in quell'attimo divino, si ritroverà diversa, più grande, e con quel salto nella sua nuova età, inizierà a guardare indietro in cerca di quel gesto che così l' ha segnata, lasciandogli il rimpianto di una età perduta, e una sensazione che la fa sentir perduta, ma quell'attimo, quel salto è andato e non può essere ripetuto, se non mille volte nel languor dei sogni e negli spasimi del cuore.
Alanford50
Inviato: 22/04/2008, 22:59
da alanford50
Come tutte le trappole della vita, ti si pone davanti un qualcosa che attira la tua attenzione, con dei colori, odori, profumi, e anche con le forme simmetriche, ma poi nell'angolo nascosto alla tua visuale troppo presa dalla parte abbagliante ed ammaliante, ci sono le diversità che ti portano a scelte ed a strade diverse, diffidare sempre dalla centralità della luce e dal suo senso traente.
Alanford50
Inviato: 23/04/2008, 9:37
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:
Come tutte le trappole della vita, ti si pone davanti un qualcosa che attira la tua attenzione, con dei colori, odori, profumi, e anche con le forme simmetriche, ma poi nell'angolo nascosto alla tua visuale troppo presa dalla parte abbagliante ed ammaliante, ci sono le diversità che ti portano a scelte ed a strade diverse, diffidare sempre dalla centralità della luce e dal suo senso traente.
Alanford50
...è vero, Alan!
...per la maggior parte delle volte si viene attirati verso qualcosa solo perchè questo è messo in luce, in risalto, evidenziato anche se non è un granché, si desidera perchè vien fatto credere sia importante e indispensabile averlo -
ce l'hanno gli altri! Perchè non io? - quando in realtà non è così, è quello che non si vede ad essere necessario e solo dopo aver fatto delle scelte - magari sbagliate - ci si accorge di aver bisogno di tutt'altro...
Inviato: 23/04/2008, 23:00
da Celtico
alanford50 ha scritto:Quel salto, quel brivido, che per un attimo ha dato un senso alla parola felicità.
Ho chiuso in ogni palloncino un mio pensiero
desiderio soddisfatto o insoddisfatto, emozione,
rimpianto, ricordo bello o brutto, attimo
sepolto nel passato o attimo del futuro
sconosciuto.
Ho dato un colore ad ogni palloncino,
li ho raggruppati insieme perché fanno
parte della mia vita.
Ognuno è collegato alla mia mano da
un filo sottile.
Li lascio liberi nell’aria e tendere
verso il cielo azzurro, ognuno col suo
piccolo grande personale pensiero.
Sono libero ora, la mia mente è
tesa e libera di percepire il mio io
nello spazio e nel tempo.
Inviato: 24/04/2008, 0:24
da Mellon
Mac La Mente ha scritto:alanford50 ha scritto:
Come tutte le trappole della vita, ti si pone davanti un qualcosa che attira la tua attenzione, con dei colori, odori, profumi, e anche con le forme simmetriche, ma poi nell'angolo nascosto alla tua visuale troppo presa dalla parte abbagliante ed ammaliante, ci sono le diversità che ti portano a scelte ed a strade diverse, diffidare sempre dalla centralità della luce e dal suo senso traente.
Alanford50
...è vero, Alan!
...per la maggior parte delle volte si viene attirati verso qualcosa solo perchè questo è messo in luce, in risalto, evidenziato anche se non è un granché, si desidera perchè vien fatto credere sia importante e indispensabile averlo -
ce l'hanno gli altri! Perchè non io? - quando in realtà non è così, è quello che non si vede ad essere necessario e solo dopo aver fatto delle scelte - magari sbagliate - ci si accorge di aver bisogno di tutt'altro...
Ecco perchè non mi piace la pobblicità

Inviato: 24/04/2008, 11:49
da Mac La Mente
Celtico ha scritto:alanford50 ha scritto:Quel salto, quel brivido, che per un attimo ha dato un senso alla parola felicità.
Ho chiuso in ogni palloncino un mio pensiero
desiderio soddisfatto o insoddisfatto, emozione,
rimpianto, ricordo bello o brutto, attimo
sepolto nel passato o attimo del futuro
sconosciuto.
Celtico, è un bellissimo pensiero quello che hai scritto! E' una poesia e mi piace tantissimo!
Bello il paragone del palloncino con i propri pensieri, bello farli volare via liberi e trascinati dal vento...così arrivano lontano, visitano altri luoghi, altre persone!

Inviato: 24/04/2008, 11:51
da Mac La Mente
Mellon ha scritto:Ecco perchè non mi piace la pobblicità

...ti quoto alla grandissima, Mellon! Sisisisi, la pubblicità a volte da fastidio!
C'è un topic nello Schermo Incantato:
Pubblicità si! Pubblicità no! (link)...dove se ne può parlare, se ti va!

Inviato: 26/04/2008, 0:16
da alanford50
Celtico ha scritto:alanford50 ha scritto:Quel salto, quel brivido, che per un attimo ha dato un senso alla parola felicità.
Ho chiuso in ogni palloncino un mio pensiero
desiderio soddisfatto o insoddisfatto, emozione,
rimpianto, ricordo bello o brutto, attimo
sepolto nel passato o attimo del futuro
sconosciuto.
Ho dato un colore ad ogni palloncino,
li ho raggruppati insieme perché fanno
parte della mia vita.
Ognuno è collegato alla mia mano da
un filo sottile.
Li lascio liberi nell’aria e tendere
verso il cielo azzurro, ognuno col suo
piccolo grande personale pensiero.
Sono libero ora, la mia mente è
tesa e libera di percepire il mio io
nello spazio e nel tempo.
Che dire Celtico, sai sempre trovare le parole adatte per descrivere una sensazione così precisa e limitata nello spazio del tempo come quella che hai descritto tu, in esse riconosco anche il senso che ho attribuito alle mie presedenti parole, un senso ben preciso, una specie di visione al rallentarore dell'attimo in cui la mano si apre e lascia i suoi palloncini al mondo, quello è il momento topico, insomma il senso del distacco obbligatorio per un successivo cambiamento, il superamento di una fase, un passaggio obbligatorio, cercato, voluto, desiderato, ma anche e soprattutto temuto.

Inviato: 08/05/2008, 17:32
da Mac La Mente
Ehmmm...ripropongo qui un'immagine che avevo utilizzato nel topic
Che canzone è? per una canzone e aggiungo un piccolo commento!
...guardandola più attentamente mi vengono in mente alcuni versi di
Bartali di
Paolo Conte:
"Oh, quanta strada nei miei sandali / quanta ne avrà fatta Bartali" perchè la strada, l'avventura continua e non si sa dove porta, dove porterà...solo percorrenda la metà si avvicina...potrà essere una strada in salita, in discesa, rettilinea, piena di curve, asfaltata o di campagna (come in questo caso), questo dipende da un po' da noi e un po' da quello che il destino ha in serbo per noi...l'importante è andare e non fermarsi! Andare avanti convinti...
Qui la strada non è asfaltata, segno che tutto non è ancora stato scritto e che il cammino sarà un po' più difficoltoso!

Inviato: 14/05/2008, 19:48
da alanford50
Sicuramente una immagine cupa, grigia, pregna di infinito senso dell'abbandono, tutto uguale, tutto senza speranza, una infinità di piani mancanti, consumati dal tempo, il vuoto che con il suo conturbante richiamo invita l'incauto a lanciarsi verso l'unico e timido pallido raggio di sole nella intima ricerca di un minimo di calore che dia certezza della propria esistenza, la padronanza e la consapevolezza del senso della brevità della propria vita, la visione degli uccelli che ricercano e rincorrono gli stessi bisogni da a quell'essere un'ultima illusione di percorre il giusto.
Chiaramente io ho letto il buttarsi nel vuoto unicamente come metafora, e per dir la verità il salto nel vuoto l'ho visto secondario al gesto del salto in ricerca della luce, l'ambiente completamente buio, totalmente in sfacelo, mi ha lasciato intravedere in quella luce un attimo di felicità e di alternativa, da qui il coraggio e la decisione dell'immagine dlel'uomo che decide di saltare apparentemente nel vuoto, sicuramente verso la luce, un cambiamento rispetto allo scuro e allo sfacelo dominante, gli uccelli che sembrano cercare la stessa cosa possono avere dato una certa sicuressa di essere nel giusto, ovviamente la metafora non tiene conto che gli uccelli volano e l'essere umano no, ma conta lo spirito che muove e che ci fa prendere decisioni che danno un senso al nostro vivere, al nostro cercare, al nostro essere, la metafora ad esempio potrebbe anche essere semplicemente ed unicamente che in una vita tutta uguale in tutto e per tutti, può valere la pena il tentare una soluzione diversa o a volte azzardata, quello che conta può essere anche solo il tentare, gli uccelli potrebbero anche rappresentare il senso positivo di questo slancio, anche se del risultato non c'è certezza e non è possibile conoscerne l'esito, una specie di "ONLY THE BRAVE"...
Alanford50
Inviato: 15/05/2008, 18:18
da Mac La Mente
E' una bellissima immagine Alan!

...l'hai descritta perfettamente e se dovessi aggiungere qualcosa, direi soltanto che è un'immagine
"non-trasparente" nel senso che non lascia intravedere niente al di là di quello che già si vede, della realtà che viene rappresentata e che raffigura lo sfacelo di una costruzione che ormai ha fatto il suo tempo, che aspetta inesorabilmente la fine, il crollo, scomparire e tramutarsi in macerie...
Il raggio di sole verso cui l'uomo si lancia l'interpreto invece come l'ultima speranza presente per recuperare il tutto, il non arrendersi anche se si è arrivati alla fine...è sottile questo raggio, avvolge la persona nel suo grande balzo verso l'infinito, un salto nel buio dove non si sa mai cosa aspettarsi e cosa potrebbe arrivare anche se in questo caso...arriva la fine...perché mentre per gli uccelli è possibile andar via, avere una via di fuga (sanno volare) per l'uomo no, è condannato a rimanere lì, sospeso per qualche minuto, rivedere prima dell'impatto successivo tutti gli attimi della propria vita e stop!...scomparire!

Inviato: 16/05/2008, 0:12
da alanford50
Bellissima e giusta analisi la tua, in effetti quest'immagine non può che essere letta sotto forma di metafora, solo essa consente di capovolgere l'essenza e la realtà dell'immagine stessa, da una evidente realtà autodistruttiva in una serie di possibilita di rinnovamento e quindi di nuova e possibile vita.

Inviato: 16/05/2008, 17:27
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:Bellissima e giusta analisi la tua, in effetti quest'immagine non può che essere letta sotto forma di metafora, solo essa consente di capovolgere l'essenza e la realtà dell'immagine stessa, da una evidente realtà autodistruttiva in una serie di possibilita di rinnovamento e quindi di nuova e possibile vita.

Grazie Alan!

...io trovo bellissimo quello che hai scritto...un commento migliore di questo non sarei stato capace di scriverlo per descrivere la dualità dell'immagine che hai inserito!

Inviato: 17/05/2008, 3:29
da alanford50
Icaro di Matisse
E se ad attrarci fosse unicamente quel piccolo puntino rosso al centro dell'immagine?, che ne rappresenta il cuore? la sua centralità da sostegno , sostanza e senso all'azione e avvalora la presenza delle stelle che a migliorare il tutto si apprestano nel rimirar cotanto dolce e quasi mistico movimento.
Alanford50