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Inviato: 12/11/2007, 1:19
da alanford50
Mac La Mente ha scritto: Nonostante abbia "paura" di un morso ( ;) ), ma per questo lascio il piacere di riceverlo a Chiaro :hihi: , cerco di aggiungere un cosa...

Se ho ben capito il ragionamento fatto finora ritieni possibile scrivere della o sulla morte pur non avendola provata di persona (anche perchè sarebbe un po' difficile scrivere dopo :hihi: )...beh, dal mio punto di vista e riferendomi alla poesia inserita di Hikmet, credo esistano diversi tipi di morte...non c'è solo quella fisica, ma anche di sentimenti, sensazioni ecc... ed è di questi che i vari Autori scrivono...forse è anche più difficile fare questo! :)
A proposito del morso, in effetti siamo nei due giorni ad alto rischio, in effetti, io sono molto pericoloso e colpisco prevalentemente il sabato e la domenica, io sono uno di quei rarissimi vampiri che amano il sangue contenente una certa dose di alcool, per questo che colpisco solo il sabato e la domenica notte, sai in giro in queste due notti di gente alticcia ce ne un bel numero. ahahahahahaha :dvl:

Ritengo possibile scrivere della morte perchè è l'unica cosa che è uguale per tutti, colpisce tutti nello stesso modo, si palesa a tutti gli esseri viventi in un modo univoco inequivocabile e incontroversibile, la sensazione che essa ci da pur non conoscendola è uguale per tutti, almeno nel momento del trapasso, ma in fondo non solo, alcuni di noi poveri e meschini esseri umani sono riusciti a crearsi delle aspettative per quel dopo, forse per attribuirgli un senso, forse per dargli una dignità, forse anche solo per la presunzione forse di ingannare quel tempo non comprendendo che abbiamo ingannato in realtà il nostro di tempo, quello vissuto, con la presunzione di avere vissuto un attimo di tempo con un senso e con della dignità, con la grande possibilità di capire solo all'ultimo istante che forse tutto è esattamente il contrario, cioè la morte ci è stata data per donarci e riportarci nuovamente in una dimensione di dignità e di senso.

E' vero quando affermi che non esiste solo la morte quella vera unica e irripetibile (guarda caso proprio come la vita) esistono tante morti, quella dell'anima, quella dello spirito, quella dei sentimenti, so che l'umanità usa questo nome per dare una definizione a certi stati di animo, a certi momenti in cui la vita sembra non vita, in cui i sentimenti sembrano un non senso qundi una non vita, io no, ho provato molte di queste sensazioni, ma non riesco a chiamarle "morte", perchè è sempre controvertibile e controversibile, esiste sempre una alternativa, almeno una possibilità, questo tipo di pseudo morte vale solo per chi la sente e la prova, ma quasi mai viene riconosciuta dagli altri esseri che ti vivono vicino, non perchè non vogliono, ma non sono proprio in grado di riconoscerla, perchè mischiata e confusa tra le mille pieghe del VIVERE quotidiano, quindi quelli che per me sono solamente dei miseri stati d'animo che non sono definitivi, ma unicamente dipendenti dal tipo di persona che siamo e che siamo capaci di essere e di diventare, in questi stati di animo esiste sempre la possibilità di cambiare, di modificarne il percorso fino a sconfiggerli e a modificarli.

L'uomo suo malgrado si perde in quello che io chiamo il grande percorso della vita, che io me lo rafiguro come una eterna strada in pendenza che gira su se stessa in una specie di spirale a chiocciola dove ogni essere umano si trova a camminare nel lungo suo peregrinare della vita, su questa strada l'uomo proverà sulla propria pelle tutti i tipi di sensazioni, scoprira il dolore (che subdolamente si fa sempre spazio tra i ricordi per annichilirci e spezzarci) e più l'uomo soffre più si ritrova a percorrere questa fantomatica strada verso il basso, un camminare senza fine verso l'oscuro e verso il basso, e in questo dolore si perderà incapace di reagire, lasciandosi scivolare verso il basso, avvinghiato dal dolore che lo trascina e lo stordisce e lo confonde, e pensare che la soluzione è lì sempre alla nostra portata, unicamente tra le nostre mani, perchè quello che noi viviamo è un'illusione a cui noi attribuiamo il marchio di realtà, forse solo per non ammettere quanto siamo deboli e poco capaci, perchè ripeto che la verità e che è estremamente semplice e facile scoprire il trucco, l'inganno, questa misteriosa strada a cui facevo cenno prima è una eterna strada in pendenza che gira su se stessa in una specie di spirale a chiocciola, ma il trucco è banale perchè in realtà tanta fatica e dolore costa il lasciarsi andare e vivere verso il basso quanto ne costa risalire e vivere verso l'alto, è un trucco banalissimo ma efficacissimamente vero. :dvl:

Quindi per me la morte è una sola, la non vita, tutto il resto volere o non volere è vita. :)

Il logorroico a colpito nuovamente......fermatemi................ :ciao:

Inviato: 12/11/2007, 3:25
da alanford50
Mio piccolo pensierino:

Noi non sappiamo essere felici...è vero perché in fondo siamo meno perfetti di quello che pensiamo, esiste una grande verità che pochi riescono a fare propria, che tanto costa fatica l'essere infelice che in egual misura costa l'essere felice, non un po’ di più ne un po’ di meno, questo è un grande segreto, dipende solo da una nostra decisione.. :ciao:

Inviato: 12/11/2007, 3:27
da alanford50
Noi siamo convinti di essere padroni del tempo, di sapere e di poter modificare e gestire il domani, e ci mettiamo a correre affannandoci e dandoci da fare, ma la verità è che noi siamo fermi e il tempo ci scorre sotto i piedi, il nostro corpo è fermo ma il domani è già ieri, solo la nostra anima che salta tra il cuore e il pensiero come impazzita, prigioniera del nostro misero corpo inerme, solo lei riesce a sentire lo scorrere del tempo e con esso il nostro lento inutile morire. A.F.50

LA SPIRALE DELLA VITA.

Inviato: 12/11/2007, 3:30
da alanford50
Io credo che se esiste una forza nella natura, questa è raffigurabile in una spirale inclinata (quindi non piana) della quale non conosciamo me l'inizio ne la fine, so solo che a un certo punto alla nostra nascita, ci troviamo all'interno in un punto qualsiasi (insignificante) di questa spirale, e nel nostro peregrinare senza un'apparente logica, noi scendiamo o risaliamo lungo le spire e le inclinazioni di questa spirale, la pendenza di questo cammino siamo in parte noi a stabilirla, con la nostra capacità, intelligenza e sopratutto volontà, non esiste un percorso migliore dell'altro sia che si stia salendo o scendendo, quello che ho capito e che mi ha cambiato totalmente la vita e l'unica grande verità presente in questa spirale, e che qualsiasi sia la strada che prendi, salita o discesa, la fatica che dovrai fare è sempre la stessa, quindi quando mi sono trovato in momenti bui della mia vita, grazie a questa scoperta e alla volontà, ne sono uscito bene e con le mie gambe, la fatica e il dolore sono perfettamente uguali sia nel continuare ad abbandonarsi allo stare male e al lasciarsi andare verso la discesa, che ha cercare di stare meglio quindi lo sforzo di invertire il percorso e prendere la strada in salita, quindi la spirale della vita per certi versi anche se è composta di salite e di discese in realtà e piana, perché lo sforzo di viverla è uguale nel bene e nel male.
Alan Ford 50

LA BANALITA’ DELLA CASUALITA’

Inviato: 12/11/2007, 3:42
da alanford50
Nella natura ogni cosa serve per permettere ad una o più cose di sopravvivere, una vera e propria catena, tutto è riconducibile ad un freddo ingranaggio che consente alla macchina di girare e di funzionare, anche le cose belle non sono fini a se stesse, ma esistono per fare la loro parte in quel grande movimento cosmico della macchina umano/vegetale.

Alcuni fiori sono estremamente belli e profumati per il solo scopo della sopravvivenza, per attirare altri animali, insetti o simili che trasportino le loro spore su altri fiori, per continuare e perpetuare la specie, quello che è veramente incomprensibile è il perché tutto ciò deve avvenire, e come se fosse una macchina che una volta messa in moto non si ferma più, la vera domanda non è perché la macchina è in moto e cosa fa per continuare a funzionare, ma perché è in moto?! qual'è il fine recondito, è anch'esso frutto di una casualità oppure no? questa è la grande domanda a cui nessuno se non tramite la fede ha saputo dare risposta, ma la fede ha risposto in modo sibillino chiedendoti a sua volta un atto di fede, ossia chiedendoti di credere senza farti troppe domande, e questo per me non va bene, perché una vera domanda senza una vera risposta genera solo altre domande che non danno mai risposte, e allora rieccoci punto e a capo al punto di partenza e alla ricerca di quella casualità che ha dato origine alle cose.. A.F.50

Re: LA SPIRALE DELLA VITA.

Inviato: 12/11/2007, 10:30
da .riddick.
alanford50 ha scritto:Io credo che se esiste una forza nella natura, questa è raffigurabile in una spirale inclinata (quindi non piana) della quale non conosciamo me l'inizio ne la fine, so solo che a un certo punto alla nostra nascita, ci troviamo all'interno in un punto qualsiasi (insignificante) di questa spirale, e nel nostro peregrinare senza un'apparente logica, noi scendiamo o risaliamo lungo le spire e le inclinazioni di questa spirale, la pendenza di questo cammino siamo in parte noi a stabilirla, con la nostra capacità, intelligenza e sopratutto volontà, non esiste un percorso migliore dell'altro sia che si stia salendo o scendendo, quello che ho capito e che mi ha cambiato totalmente la vita e l'unica grande verità presente in questa spirale, e che qualsiasi sia la strada che prendi, salita o discesa, la fatica che dovrai fare è sempre la stessa, quindi quando mi sono trovato in momenti bui della mia vita, grazie a questa scoperta e alla volontà, ne sono uscito bene e con le mie gambe, la fatica e il dolore sono perfettamente uguali sia nel continuare ad abbandonarsi allo stare male e al lasciarsi andare verso la discesa, che ha cercare di stare meglio quindi lo sforzo di invertire il percorso e prendere la strada in salita, quindi la spirale della vita per certi versi anche se è composta di salite e di discese in realtà e piana, perché lo sforzo di viverla è uguale nel bene e nel male.
Alan Ford 50
:)

forse lo sforzo di viverla e' uguale nel bene e nel male e' vero..

ma quando il risultato e'il raggiungimento del benessere e della felicita' la fatica che hai fatto acquista il significato di conquista.. e con essa la soddisfazione di non aver sofferto per nulla...

per questo fine soffrirei mille volte...

:hug:

Inviato: 12/11/2007, 18:17
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto: A proposito del morso, in effetti siamo nei due giorni ad alto rischio, in effetti, io sono molto pericoloso e colpisco prevalentemente il sabato e la domenica, io sono uno di quei rarissimi vampiri che amano il sangue contenente una certa dose di alcool, per questo che colpisco solo il sabato e la domenica notte, sai in giro in queste due notti di gente alticcia ce ne un bel numero. ahahahahahaha :dvl:
Eheheh...cerrrto che lo so! In giro durante il sabato e la domenica, tra quella gente alticcia, potresti trovare anche me ed è per questo che ho preferito prendere le dovute precauzioni e lasciare a qualcun altro il piacere del morso! Son furbacchione! :hihi: :ok:

Inviato: 12/11/2007, 18:18
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto: Ritengo possibile scrivere della morte perchè è l'unica cosa che è uguale per tutti...

Quindi per me la morte è una sola, la non vita, tutto il resto volere o non volere è vita. :)

Il logorroico a colpito nuovamente......fermatemi................ :ciao:
Condivido in parte questo tuo pensiero anche se considero la morte una figura che è vero che si palesa a tutti, ma non per tutti è uguale proprio perchè esiste di diversi tipi! :)

Il paragone con una strada a spirare e a chiocciola mi piace! :yes:

Vediamo...vediamo...a cosa la paragonerei io? Mmmm...sì...la considero come una moltitudine di facce, una figura geometrica non regolare con infiniti spigoli ed angoli dove ogni spigolo ed ogni angolo appartiene ad una persona. Chi ha l'angolo più acuto, chi quello più ottuso, questo dipende da come si è vissuti e da quanto si è sofferto durante la propria vita...

Gli elementi caratteristi di questa pseudo-figura (angoli e spigoli, ma anche facce) variano e possono aumentare o diminuire...nel bene o nel male...ma quello che resta in comune, è l'elemento che permette loro di stare insieme ovvero: la morte - questa specie di collante universale che fin dal momento della nascita del mondo e delle persone le accompagna lungo il cammino.
Considerandola una figura mi risulta difficile immaginare la stessa quantità di “colla” (leggere - morte) in due persone totalmente differenti tra loro. Se qualcuno durante il trapasso soffre poco, un altro a causa di forza maggiore, soffrirà di più...anche poco poco di più...senza esagerare, ma comunque avrà avuto un decesso diverso.

Credo che questo paragone sia dovuto agli studi che faccio! Aiutoooo!!! :ok:

Inviato: 13/11/2007, 18:43
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:Noi siamo convinti di essere padroni del tempo, di sapere e di poter modificare e gestire il domani, e ci mettiamo a correre affannandoci e dandoci da fare, ma la verità è che noi siamo fermi e il tempo ci scorre sotto i piedi, il nostro corpo è fermo ma il domani è già ieri, solo la nostra anima che salta tra il cuore e il pensiero come impazzita, prigioniera del nostro misero corpo inerme, solo lei riesce a sentire lo scorrere del tempo e con esso il nostro lento inutile morire. A.F.50
...e parliamo del tempo! ;)

Più che padroni direi schiavi e proprio per i motivi che hai detto tu....correre, correre e non fermarci mai!...senza sapere dove andare perchè in fin dei conti non siamo noi a "guidare"! :yes:

Il tempo passa e siamo noi a dovergli stare dietro, ad assecondarlo e renderlo felice, aspettando che lui ripaghi questa nostra disponibilità, questa nostra fedeltà! :)

Inviato: 14/11/2007, 1:10
da jogh
Tutta l'oscurità di notti senza luna
nell'anima è addensata in un fior di lamento.
Nel calice d'acciaio essenze dei Mai Più,
e i petali si tingono d'un'elusa realtà.

La bocca salda e rosa non sentirà il contatto
delle mie labbra stanche di dare baci al vento.
Né le mani assetate nel mio atto dorato
vi lasceran violette recise nella carne.

Sul roveto fiorito restò la mia agonia
scorticata e ferita di Chopin e di piano,
cominciata in un ritmo sessuale e sereno.

E lontano la dea della Malinconia
taglia il mio fiore amaro con la sua calda mano,
imbiancandomi il capo con rose di memoria.

Inviato: 14/11/2007, 18:31
da Frankenstein
alanford50 ha scritto:Mio piccolo pensierino:

Noi non sappiamo essere felici...è vero perché in fondo siamo meno perfetti di quello che pensiamo, esiste una grande verità che pochi riescono a fare propria, che tanto costa fatica l'essere infelice che in egual misura costa l'essere felice, non un po’ di più ne un po’ di meno, questo è un grande segreto, dipende solo da una nostra decisione.. :ciao:
Sono d'accordo. Felicità ed infelicità rappresentano le facce di una stessa moneta. Sono due elementi complementari. Non vi è felicità senza infelicità e viceversa.

Piccolo, ma grande pensiero Alan!

Inviato: 14/11/2007, 18:38
da Frankenstein
jogh ha scritto:Tutta l'oscurità di notti senza luna
nell'anima è addensata in un fior di lamento.
Nel calice d'acciaio essenze dei Mai Più,
e i petali si tingono d'un'elusa realtà.

La bocca salda e rosa non sentirà il contatto
delle mie labbra stanche di dare baci al vento.
Né le mani assetate nel mio atto dorato
vi lasceran violette recise nella carne.

Sul roveto fiorito restò la mia agonia
scorticata e ferita di Chopin e di piano,
cominciata in un ritmo sessuale e sereno.

E lontano la dea della Malinconia
taglia il mio fiore amaro con la sua calda mano,
imbiancandomi il capo con rose di memoria.
Non ricordo di chi siano questi versi, ma il loro suono e la loro musica l'ho già sentita. Mi piacerebbe ricordare. Se non disturbo troppo, ti chiedo aiuto Jogh!

Inviato: 14/11/2007, 19:28
da jogh
Frankenstein ha scritto: Non ricordo di chi siano questi versi, ma il loro suono e la loro musica l'ho già sentita. Mi piacerebbe ricordare. Se non disturbo troppo, ti chiedo aiuto Jogh!
non disturbi affatto :)

sono di federico garcia lorca

ciao :)

Dopo il temporale di Anna Salvati

Inviato: 15/11/2007, 2:19
da alanford50
La goccia d' Acqua
si posa gonfia.
Dondola.
Rotola
lentamente
spinta dal vento.
Sosta
un attimo
sulla punta.
Indecisa.
Si allunga.
Si stacca.
Cade
saltellando
in mille
piccole
lacrime.
Si tuffa
pesantemente
dentro
la Madre Terra.
Si lancia
in picchiata
e si abbandona
nella pozza
espirando
onde morbide.

Inviato: 15/11/2007, 18:43
da Mac La Mente
Frankenstein ha scritto:
alanford50 ha scritto:Mio piccolo pensierino:

:ciao:
Sono d'accordo. Felicità ed infelicità rappresentano le facce di una stessa moneta. Sono due elementi complementari. Non vi è felicità senza infelicità e viceversa.

Piccolo, ma grande pensiero Alan!
Mi piacciono questi pensieri! Continuate ragazzi! Continuateeeee!!! :banana: :banana:

...mi unirò presto anch'io con qualche "pensiero notturno"! :yes: