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Riflessione – Io sono italiano

Questo articolo è una riflessione, una riflessione scritta a caldo dopo aver sentito l’ennesimo scempio che il nostro paese, l’Italia, ha subito e che purtroppo ha dovuto subire da chi spesso e volentieri fa scempio anche della nostra lingua.

Personalmente difendo l’italiano in tutte le sue sfumature e non mi vanno per niente giù i termini in inglese che si utilizzano spesso e volentieri in maniera impropria ma quando sento e ascolto determinate cose non ce la faccio davvero e mi arrabbio.

Siamo in Italia? Sì. La nostra lingua è l’italiano? Sì. E allora perchè ci si permette di fare discorsi in inglese? Non è la prima volta e ahimè non sarà l’ultima, ma sentire un discorso in ricordo di Padoa-Schioppa avvenuto presso la Banca d’Italia in inglese mi sembra davvero troppo.

Trovo questo assolutamente assurdo e siccome non so stare zitto, lo scrivo con la speranza che molti altri la pensino come me. L’inglese in Italia non è figo. E’ una lingua legittima, per carità, rispettabile ed è giusto che ci sia ma non vale nel nostro paese perchè io sono italiano e quando sento parlare un rappresentante ho il diritto di capire così come la persona incaricata a rappresentarmi – anche se le idee sono diverse – ha il dovere di farsi capire.

Del discorso non ho capito niente e non perchè non sappia l’inglese – lo mastico poco e a volte me ne vanto – ma per il semplice motivo che trovo così assurdo il suo utilizzo in questo caso da non concepirlo assolutamente.

E’ una battaglia persa la mia? Forse, ma così come sono che molti la pensano come me, vado avanti e proseguo questo piccolo piccolo intervento (che magari tradurrò in inglese visto che è troppo cool, of course… ma anche no!).

Difendo l’italiano, mi appartiene, sono nato qui e non c’è niente al mondo di più bello di sentirlo così vicino in un momento come questo in cui accadono queste cose…

Prima di concludere questo articolo, ne segnalo un altro che mi è piaciuto particolarmente e che è stato scritto da Riccardo Barlaam su Il Sole 24 ore (link)… se avete pazienza, leggetelo, è davvero ben fatto!

Scritto da Mac La Mente

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Personal-mente: Caro diario

Hai mai preso un foglio di carta e cominciato a scarabocchiare? E se le cose che hai scritto con la penna o con la matita non sono solo schizzi ma frasi, parole e pensieri riguardanti quello che hai fatto durante il giorno, le sensazioni che hai provato dopo che ti è successo qualcosa, sai che cosa significava? Hai scritto una pagina del tuo diario, un momento della tua vita.

Il diario in questi anni è uno dei pochi oggetti che, nonostante il trascorrere del tempo, resta lì, in attesa che qualcuno catturi l’attimo e racconti un proprio avvenimento. Linfa vitale per il diario.

Si è trasformato, è vero, non è più lo stesso per molti di noi. In passato è stato un quaderno, un libro segreto con il lucchetto ben custodito in qualche luogo, ora, visto e considerato lo sviluppo di questi ultimi anni, è diventato un supporto elettronico un blog, proprio come questo anche se gestito diversamente!

Il diario può cambiare forma, può contenere fatti più o meno personali ma quello che non cambierà mai è il suo scopo: catturare l’attimo. Attimo che si ripeterà e rivivrà a distanza di tempo ogni volta che la pagina verrà sfogliata, attimo che nel 2000 può essere condiviso con una comunità così vasta da essere inimmaginabile.
Sicuramente non è facile per tutti aprirsi, c’è a chi viene naturale e a chi no, per il semplice fatto di sapere che quello che verrà scritto in un luogo elettronico potrà essere letto da perfetti sconosciuti… un rischio o un piacere, dipende.

Caro Diario… generalmente si cominciava così anni fa, con questa formula magica di apertura ad un universo vasto come la mente e la propria vita.

Caro Diario, anche se non aggiornato quotidianamente, ce l’abbiamo anche noi sul forum in questa discussione. null

Scritto da Mac La Mente