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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

Cristiano Torricella autore risponde alla lettera del personaggio T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre

(braccio di ferro artistico-letterario-esoterico-spirituale tra due diversi modi d’intendere l’Arte e la Vita)

“Proibitas laudatur et alget” (traduzione dal latino: l’onestà è lodata e muore di fame)

(Decimo Giunio Giovenale, poeta latino – citazione citabile citata da T.C.V.S.D.I. 2050)

“Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con le sue difficoltà”

(Aldo Moro, statista italiano di fine ‘900 – citazione citabile citata da Cristiano Torricella autore)

Premessa sull’abuso dell’I.A. nell’E-business ipertecnologico moderno

Cristiano Torricella autore stava serenamente ascoltando “La Cura” e “Povera Patria” del Grande Maestro e Compositore Musicale Franco Battiato nonché la bella canzone di Roberto VecchioniSogna, ragazzo, sogna” quando squillò insistentemente il telefono di casa a disturbarlo anche di domenica.

Ero il solito call center virtuale creato con l’I.A. (Intelligenza Artificiale) che lo chiamava con voce pre-registrata robotizzata per proporgli qualche esoso acquisto inutile in offerta scontata mediante e-commerce.

Gioie e dolori del Grande Consumismo Occidentale Ipertecnologico Moderno che ha via via sostituito, con martellanti e pervasive campagne pubblicitarie, politiche come il Comunismo ed il Socialismo in Italia.

Consumismo Ipertecnologico che spinge “quotidie” (quotidianamente) tanta povera gente del popolino ad indebitarsi per acquistare gadgets inutili alla moda per essere come gli altri e darsi inutilissima importanza.

Sicchè rovistando nervosamente tra le carte il nostro autore s’imbattè casualmente (ma il caso non esiste…)  nella vecchia missiva del 2051 del Grande Maestro delle Arti e delle Lettere T.C. V.S.D.I. del 2050.

Che lo aveva interpellato in merito a certi suoi personali folli progetti letterari “in fieri” (in divenire) ma alla cui sua lettera Lui, Torricella autore, non aveva mai risposto per dimenticanza… mannaggia li pescetti!

Ed ecco allora cosa rispose – il nostro Vate – al Grande Maestro delle Arti e delle Lettere del 2050 ed oltre!

Ciò è segreto epistolare ed Io, Voce Narrante, avrei dovuto custodirlo senza farne menzione alcuna ma non ce l’ho proprio fatta a non condividerlo con Voi e a mantenere questo carteggio epistolare negletto e segreto!

Buona lettura di questo testo ex-segreto che, secondo me Voce Narrante, andava proprio condiviso in Rete!

(segue il testo della lettera di risposta che Cristiano Torricella autore scrisse a T.C. v.s.d.i. del 2050…)

Marino (RM) – Castelli Romani, 18/05/2021

Egr. Illustrissimo Grande Maestro delle Arti e delle Lettere T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre, scusandomi con Lei per il ritardo con cui Le giunge questa mia risposta epistolare che attendeva, mi complimento con Lei per l’originalità, la varietà stilistica e la contagiosità umoristica che comunica la sua scrittura creativa!             

Che Lei divaghi di Storia o d’altro, il suo stile didattico-corrosivo sprona a leggere gli altri suoi articoli ospitati in esclusiva nelle pagine web della rubrica “2050” del blog libera-mente.net del blogger Macchia.

Stile dissacrante e contenuti educativi interessanti e divertenti, i suoi, comprendenti particolari sorprendenti, tenuto conto anche della sua particolarissima lettura rionale (come romano sanmartinese e monticiano D.O.C. quale Lei è) ed anche del fatto che, come ex “romano de Roma”, so de-costruire ciò che Lei scrive.

Constato con piacere che, nonostante la veneranda età che inesorabilmente avanza, Lei continua a giocare arte-terapicamente ed apotropaicamente con le parole e con la scrittura e di ciò me ne compiaccio con Lei.

E qui terminano sia i miei complimenti che il merito della sua scrittura creativa senza alcun limite di sorta.

Entrando infatti nello specifico – come da Lei chiestomi epistolarmente – non posso non premettere che sono una “mosca bianca” rispetto alle itale masse popolari odierne e che il mio pensiero critico diverge totalmente dal comune sentire delle masse che ignorano un linguaggio colto come il suo e che leggon libri poco o nulla.

Le quali masse sarebbero smarrite e perse leggendo i suoi testi volutamente prolissi e troppo colti per loro.

Sperando che Lei comprenda che chiedermi di analizzare criticamente gli articoli letterari da Lei scritti online a ruota libera – come se per Lei non ci fosse un domani, vero? – non poteva non portarci alla scoperta di lacune, refusi ed errori di stile e di linguaggio presenti nei suoi testi ed a chiederLe di rimediare in tempo.

Di ciò e della mia franchezza spero non me ne voglia male e dei miei preziosi consigli Lei ne faccia tesoro.

Non ho potuto poi non notare il suo Grande Amore (Umanistico) per la Storia dell’Umanità e per il Periodo Medioevale, che forse Lei ardirebbe comunicare ai suoi lettori online a scopi pedagogico-educativi.

Ma anche il suo Grande Amore (Quasi Viscerale) per l’Antica Roma “caput mundi” iconograficamente spesso citata nelle sue originali illustrazioni antico-romane poste a corredo grafico dei suoi recenti articoli.

Singolari illustrazioni d’autore a metà tra il medioevale, il gotico, il fumetto ed il fantascientifico.

Lampante il suo amore per il latino (“lingua da cui “omnia” discende”) e per l’Itala Patria Bistrattata.

Amore “Pro Italia” che però mi pare sfiori talvolta il nazionalismo anti-europeo allorchè Lei artisticamente insinua (graficamente perlomeno) che l’Europa si comporti con “Noi Itali Cittadini Paganti” come il feroce lupo di Adobbio (di Gubbio) ammansito da un San Francesco – credo – atomico.

Tardo-Romantica, Aulica e Vecchiamente Ottocentesca è anche – a mio modesto avviso d’autore – la sua modalità prevalente d’approccio quando si trova al cospetto del Grande Libro della Storia dell’Umanità.

La Storia, questo Apocalittico Enorme Librone infarcito di guerre, d’epidemie, di rivoluzioni, di catastrofici crolli d’Imperi e di corsi e ricorsi della Storia (Eterno Ritorno di Nietzschiana memoria?).

Si pensi al tragico dissolvimento dell’Impero Romano D’Occidente o alla “Grandeur Francaisedel Bonapartismo o alla fine di Superpotenze di fin ‘900 come l’U.R.S.S., di cui Lei non scrisse finora nulla.

Giacchè l’Homo Sapiens crea Imperi “a tempo limitato” che l’impietoso trascorrere del tempo dissolverà in rovine come se non fossero mai esistiti, tra saccheggi e violenze che iRomani de Roma” temevano assai.

Ottocento e Medioevo: due realtà storiche così lontane possono avere delle correlazioni storiche incrociate?

Ma ritornando a come scrive Lei, che non incontra certo il moderno gusto dei non lettori di libri, non posso non rilevare che il suo approccio storico-romantico ha degli illustri precedenti ottocenteschi.

Il suo “bisogno di Storia”, infatti, è un connotato specifico del Romanticismo Europeo del 1800 ed oltre.

Il romanzo storico si afferma tardivamente in Italia alla fine del 1820 e molti autori ottocenteschi romantici scriveranno opere sul “buio” Medio-Evo (“età di mezzo” dell’Europa moderna) che diventa così sia un periodo storico da rivalutare e da riabilitare a livello storico e letterario sia un genere allora “assai di moda”.

Il “capoclasse” dei romanzi storici – lo scozzese Walter Scott – situerà il suo romanzo storico “Ivanhoe” nell’Inghilterra medioevale del XII° secolo (del tutto differentemente da come agisce Lei scrittore…).

Ma il motivo per cui La considero un romanziere romantico ottocentesco fuori tempo massimo (dunque anacronistico) è perchè in Italia il Romanticismo ottocentesco ebbe proprio quel carattere patriottico e rivoluzionario che ritrovo nei suoi articoli ebbri di sdegno civico contro il Potere del 2050 ed oltre.

Cogliendo anche, nei suoi articoli di vecchio anarco-rivoluzionario dissidente “fuori giusto secolo”, un forte interesse storico per “il verosimile” (magari teatralmente esagerato e romanzato “ad arte scenica”…) che separa nettamente i suoi articoli neofuturisti tardoromantici e post-2050 dalle fantasie del Romanticismo tedesco ed inglese nonché dall’intimista Romanticismo Francese che mi pare siano – letterariamente e culturalmente – lontanissimi un miglio da ciò che Lei reitera spessissimo nelle sue pagine web d’autore.

A tal proposito, non posso certo esimermi dal ribadirLe che il suo raffinato e nobile dotto linguaggio aulico-poetico (comprendente raffinati, arcaici e desueti termini tardo-novecenteschi da Lei usati come: a guisa di, parimenti, forbito, pregno, siffatto, desueto, esaustivo, dovizia, corbellerie, mirabolante, astruso, sovente, eccetera) spaventano le masse ignare dell’italiano e le allontano rapidamente dai suoi nobili testi d’autore.

Anche il suo sovrabbondante ed enciclopedico uso di modi di dire e di lemmi tratti dal latino, dal greco, dal francese, dall’inglese e dai dialetti romanesco, milanese, parmense, napoletano, siciliano e pure dal castellanesco (geniale neodialetto neo-futurista da Lei creato…) non fa che complicare la lettura al lettore (pur essendo ogni suo raffinato gioco di parole ricercato ad arte scenica e da Lei espressamente voluto…).

Il secolo ‘900 è finito e la gente comune – poverina! – non è più in grado di comprendere che il suo raffinato scrivere forbito è teatro, celia, frizzo, lazzo, umorismo e palestra ed esercizio di scrittura!

Francamente Io avrei evitato anche talune ripetute e sterili polemiche misantrope e pessimistiche di troppo ed altre sue lunghissime e prolisse digressioni (geriatriche?) fuorvianti dall’argomento storico da Lei trattato.

Le quali “allungano notevolmente il brodo” e distraggono, annoiano ed allontanano il lettore online del popolino dai suoi nobili e didattici articoli d’autore che forse, invece, sarebbero adatti proprio a Lui!

Evitando anche ogni sua reiterata invettiva (qualunquista?) contro i biechi Palazzi del Potere di Roma e di Milano del 2050 in cui – secondo Lei – s’annidano voltagabbana, scansafatiche, cialtroni, incapaci e ruffiani.

Abbandoni per sempre – La prego – il suo vecchio refrain (ritornello): “Strada facendo vedrai… che l’Uomo Nero di fin ‘900 è qui! Grande Disastro annunciato! Grande Paura a Voi! La Fine del mondo è vicina!”.

L’umanità è imperfetta ed avida, il mondo odierno è quello che è ma regaliamoci un pò di Speranza suvvia!

Lasci stare i Diavoli Medioevali che gozzovigliano insieme alle Eretiche Muse Dionisiache del Rock facendosi beffe e scherno del Paziente Buon Dio che ancora una volta paziente Li sopporta!

Gridando Essi: “Hai bevuto! Hai mangiato! Hai fornicato! Fosti Nerone! Al rogo devi essere bruciato!”.

Liberi la sua Luminosa Coscienza dal fosco passato storico “umano, troppo umano” di fin ‘900 e precedente.

Via tutte le lagne, le vecchie recriminazioni, i vecchi piagnistei da vecchio barbogio, gli “erano meglio i vecchi tempi di fin ‘900 ed oltre!”!

Via i mangiadischi rotti, le scheggiate biglie di vetro, le malfunzionanti radioline a pile, le cartoline ormai sgualcite, i vecchi dischi in vinile graffiati e l’acqua calda scaldata con la bombola a gas a campo de’ Fiori!

Ed oltre alla nostalgia di fine ‘900 presente a piene mani nei suoi testi eviterei anche un certo stile retorico-prolisso d’origine neolatina ebbro di frasi a cascata figlie di una sola frase principale che allontanano il lettore impaziente di sapere dove Ella vada a parare.

Parimenti sarebbe necessario – a livello di contenuti attrattivi per il lettore online – che Ella espandesse i suoi limitati interessi di anziano rocker “fuori tempo massimo” affrontando tematiche d’attualità – che interessano molto il pubblico odierno del 2021 ed oltre – che poi Le porterebbero tanti futuri lettori online.

Temi universalmente attrattivi per noi moderni di oggi come ad esempio i cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria, il cibo del futuro, il promettente ma pericolosissimo “nucleare ad idrogeno”, l’inesorabile invecchiamento (e forse estinzione?) dell’itala popolazione di fine ‘900 e molto altro.