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Una frase, un rigo appena: La peste di Albert Camus

Potrebbe sembrare un caso, una coincidenza, o forse no ma durante questi mesi di quarantena mi è capitato di leggere La peste di Albert Camus e devo dire che alcuni passaggi mi hanno colpito particolar modo, mi han fatto rivivere quello che in realtà stavo già vivendo (abbiamo vissuto) e ripensare a tutte le persone che in questi mesi si sono ammalate o, peggio, ci hanno lasciato.

Il libro è stato scritto nel 1947 – prima edizione -, e narra quanto accaduto in una città dell’Algeria (Orano) negli Anni ’40. Tanto tempo fa si potrebbe dire, cause diverse sicuramente, ma stessa storia attuale, dico io, purtroppo…

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Un breve passaggio:

Il siero di Castel venne sperimentato negli ultimi giorni di ottobre. Era, concretamente, l’ultima speranza di Rieux. Nel caso di un nuovo fiasco, il dottore era persuaso che la città sarebbe stata in balia dei capricci della malattia, sia che l’epidemia prolungasse i suoi effetti per altri lunghi mesi, sia che decidesse di arrestarsi senza motivo.
Il giorno prima che Castel facesse visita a Rieux, il figlio del signor Othon si era ammalato e tutta la famiglia era stata messa in quarantena, la madre, che ne era uscita da poco, si vide quindi isolato per la seconda volta. Ligio alle disposizioni, il giudice aveva chiamato il dottor Rieux, appena aveva riconosciuto sul corpo del bambino i segni della malattia. Quanto Rieux arrivò, il padre e la madre erano in piedi in fondo al letto. La bambina era stata allontanata. Il piccolo era nella fase di prostrazione e si lasciò visitare senza lamentarsi. Quando il dottore rialzò la testa, incontro lo sguardo del giudice e, dietro di lui, il volto pallido della madre che si era messa un fazzoletto sulla bocca e seguiva i gesti del medico con gli occhi sbarrati.
“Si, vero?” disse il giudice con voce fredda.
“Si”, rispose Rieux, guardando il bambino.

[…]

La quarantena, che all’inizio era una semplice formalità, era stata organizzata da Rieux e Rambert in maniera molto rigida. In particolare, avevano stabilito che i membri della stessa famiglia fossero sempre separati. Se uno di loro era stato infettato senza saperlo, non si dovevano moltiplicare i rischi di contagio.

(da La peste di Albert Camus – pagine 224-225)

 

Personaggi citati nel passaggio:
– Bernard Rieux: medico che lotta contro la peste per tutto il romanzo;
– Castel: vecchio dottore che sviluppa un siero contro il morbo;
– Othon: giudice istruttore.
– Rambert: giornalista parigino che cerca in ogni modo di scappare dalla città ma abbandona l’idea di fuga per aiutare Rieux.

 

Dati del libro:

Autore: Albert Camus
Titolo: La peste
Casa editrice: Bompiani
Traduzione di Yasmina Melaouah
Pagine: 336