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Cortometraggio – Vincent di Tim Burton

Era il 1982 quando Tim Burton realizzò il suo primo cortometraggio – Vincent, è il suo nome – e da allora è stato un successo dietro l’altro perché quando il genio viene fuori difficilmente si può fermare.

Burton è un genio, il suo stile inconfondibile proprio come i personaggi da lui creati e richiamati più volte nei suoi lavori successivi.

Trama:

Vincent Malloy è un bambino di sette anni che finge di essere come l’attore Vincent Price (che narra il film). Fa esperimenti sul suo cane Abercrombie, ed è ossessionato dai racconti di Edgar Allan Poe. Il suo distacco dalla realtà durante la loro lettura lo porta a delirare, credendo di essere in realtà un artista torturato, privato della donna che ama, rispecchiando alcune parti de “Il corvo” di Poe. Vincent, torturato dai componenti del suo mondo di finzione, citando “Il corvo” cade a terra in fragilità, credendo di essere morto.

Dati del cortometraggio:

Titolo originale: Vincent
Autore: Tim Burton
Genere: animazione, fiabesco
Paese: USA
Anno: 1982
Durata: 6 minuti

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Robin Williams (1951 – 2014)

Ho cercato il Santo Graal fino su all’Isola che non c’è, svoltando a destra alla seconda stella, cogliendo l’attimo (carpe diem) e la magia che la poesia regala.

Mi son travestito per star vicino a chi amo e indossato un naso finto per regalar un sorriso.

Da robot a umano mi son trasformato per vivere lo spettacolo della vita in tutte le sue forme.

Sono andato Al di là dei sogni ascoltando La Musica del cuore mentre trascorrevo Una notte al museo gridando allo stesso tempo Jumanjiiiii!

…e tutto questo l’ho fatto grazie a te, Robin Williams, mi mancherai immensamente!

Addio Robin!

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Frammenti di cinema – Scusate il ritardo di Massimo Troisi

In questi giorni ho sentito molto parlare del grande Massimo Troisi e ricordarlo a vent’anni dalla sua scomparsa (4 giugno 1994) mi sembra doveroso perchè tanto, tantissimo ha regalato e donato al Cinema Italiano con i suoi film sia da attore che da regista.

Sono in ritardo, è vero, ed è per questo che breve frammento che vorrei segnalare è tratto proprio dal film Scusate il ritardo del 1983.

Il titolo in realtà è una specie di “chiedo scusa” scelto apposta da Troisi per il tempo che ha impiegato a realizzarlo, due anni da Ricomincio da tre (1981), che in ogni caso non sono niente e si aspettano volentieri se alla fine il risultato è questo: un capolavoro.

Dati del film:

Titolo originale: Scusate il ritardo
Regia: Massimo Troisi
Paese: Italia
Genere: Commedia
Anno e durata: 1983, 112 minuti

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Frammenti di cinema – Lettera di Totò, Peppino e la… malafemmina

Prima della trascrizione della lettera, forse la lettera più famosa del Cinema Italiano, quella dei fratelli Caponi in Totò, Peppino e la… malafemmina, parto un paio di domande.

– La ricordate? No? Ok, allora leggetela con attenzione e poi rispondete alla fine.
– Non vi son venute le lacrime agli occhi a furia di ridere?

La genialità di Totò e Peppino De Filippo è a un livello così alto che è difficile resistere, e la lettera è una dimostrazione di questo genio…

(Totò si avvicina allo scrittoio per iniziare la dettatura e invita a gesti il fratello ad affrettarsi a sedersi per scrivere la lettera)
T: Giovanotto…carta, calamaio e penna, su avanti scriviamo!…Dunque hai scritto?
P: (Si siede e si asciuga il sudore) Un momento!
T: Comincia, su!
P: (Infastidito per la fretta che gli sta dando Totò) Carta, calamaio e penna, … la carta…
T: Ooooo! (spazientito, inizia la dettatura)… signorina… signorina…
P: (Girandosi a guardare) Dove sta?
T: Chi?
P: La signorina!
T: Quale signorina!?
P: Hai detto signorina?
T: E’ entrata una signorina?
P: E che ne so! (Girandosi verso la porta) Avanti!
T: Animale! Signorina è l’intestazione autonoma, della lettera (riprende)…Ooooh! Signorina…
Peppino cambia foglio
T: Non era buona quella “signorina” lì?… Signorina, veniamo, veniamo noi con questa mia addirvi …
(riflette se la frase è corretta; se ne convince e conferma) veniamo noi con questa mia a dirvi.
P: A dirvi
T: Addirvi. Una parola! (con la mano indica a Peppino che addirvi è una parola sola) Addirvi! Una parola!
P: (non capisce) A dirvi una parola
T: Che…
P: Che!
T: Che!
P: Che?
T: Che!
P: Uno…quanti?
T: Che?
P: Uno che?
T : Uno che!
P:. Che.
T: Che! Scusate se sono poche.
p: Che…
T: Che, scusate se sono poche, ma settecentomila lire, punto e virgola, noi, noi ci fanno specie che quest’anno, una parola, quest’anno c’è stato una grande moria delle vacche, come voi ben sapete! Punto! Due punti!! Ma si, fai vedere che abbondiamo. Abbondandis in abbondandum. Questa moneta servono, questa moneta servono, questa moneta servono che voi vi consolate. Scrivi presto!
P: Con insalata.
T: Che voi vi consolate!
P: Ah! Avevo capito con l’insalata.
T: (infastidito) E non mi far perdere il filo, che ce l’ho tutto qui.
P: Avevo capito con l’insalata.
T: Dai dispiacere, dai dispiacere che avreta…che avreta…che avreta (riflette sulla correttezza della parola) e già, è femmina, è femminile, che avreta perché… (guarda Peppino interrogativamente) perché?
P: Non so!
T: Che è non so?
P: Perché che cosa? (Interrompendo la scrittura)
T: Perché che?? Ooooh!! Perché…dai dispiaceri che avreta perché… è aggettivo qualificativo, no?!
Perché dovete lasciare nostro nipote, che gli zii che siamo noi, medesimo di persona; (Peppino si asciuga il sudore…) ma che stai facendo una faticata che ti asciughi il sudore?….che siamo noi medesimi di persona vi mandano questo (alzando il pacchetto con le mani ), perche’ il giovanotto e’ studente che studia, che si deve prendere una laura……..
P: laura….
T: laura. Che deve tenere la testa al solito posto, cioe’….
P: Cioe’…
T: Sul collo. Punto, punto e virgola, un punto e un punto e virgola.
P: Troppa roba!
T: Lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali, che siamo tirati.
P: Ma è troppo!
T: Salutandovi indistintamente… salutandovi indistintamente… sbrigati!!! Salutandovi indistintamente, i fratelli Caponi che siamo noi…apri una parente e dici che siamo noi, i fratelli Caponi.
P: Caponi.
T: Hai aperto la parente? Chiudila!
P: Ecco fatto.
T: Vuoi aggiungere qualcosa?
P: Io, insomma, senza nulla a pretendere, non c’è bisogno….
T: In data odierna?
P: Eh, ma poi?
T: Ma no, va bene’, si capisce.
P: Si, si, si capisce.

 

…e per chi volesse rivedere la scena del film, ecco qui il video da Youtube!