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8 - Liberi Pensieri Blog Punti di vista

C’era una volta…la scuola

Non sono un astronauta, un astrofisico, un astrologo né tanto meno un astronomo.

Non ho mai preso un aereo, un elicottero, un dirigibile, un razzo spaziale (visto che va di moda) e credo di aver paura di volare anche se non l’ho mai fatto, chissà…

Mi piace guardare le stelle nel firmamento, questo sì, riconosco le costellazioni (alcune), l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore e la Stella Polare ma a parte questa mia digressione sul tema, la domanda è: “Perchè allora vedo così tanti buchi neri?”

Risposta: sto pensando alla scuola.

Già, ho parlato diverse volte di questo argomento e non solo perché mi sta tanto a cuore ma per il semplice fatto che sono fermamente convinto che senza cultura non si vada da nessuna parte.

Direte: sei un secchione!

No, non sono un secchione, ma se per secchione si intende una persona a cui piace studiare, scoprire, imparare cose nuove, magari inventare, migliorare quel che c’è, costruire e non distruggere, non prendere per intoccabile quello che qualcun altro passa come verità assoluta, oro colato, così e basta, senza discussione e senza mettere (soprattutto) in discussione allora sì, sono un secchione e di questo me ne vanto.

La scuola? Era già distrutta l’anno scorso e quello scorso ancora e ancora e ancora… ma ormai non è più neanche rasa al suolo o smantellata, è stata cancellata dalla faccia dell’universo, colpo di grazia? Tre lettere in questo caso insignificanti: DAD!, ciliegina sulla torta, con le sue piattaforme di condivisione (ahahah, scusate mi viene da ridere, è uno scherzo, vero? No? Allora piango.) che hanno fatto scoprire a insegnanti con anni di esperienza un mondo – quello di internet – che magari non conoscevano ed esaltato, ubriacato, i nuovi insegnati, quelli più giovani e cresciuti già con un po’ più di “tecnologia” alle spalle o per lo meno vista crescere e diffondersi…ahimé, credo che questi ultimi facciano parte della mia generazione ma come è possibile? Inutile, io sono diverso, ho a che fare ogni giorno con pc, software e altro ma posso garantire di essere il primo a volerne fare a meno, è troppa e degenerativa, al momento credo che un passo avanti tecnologico corrisponda a due indietro della persona e delle sue capacità di pensare, discutere, fare ragionamenti e crescere…

Va bene, è stato un anno difficile per tutti, la scuola (“s” minuscola d’obbligo) è ripartita o per lo meno così dicono ma conserva tutti i postumi di questa “sbornia” da DAD introdotta da un anno a questa parte.

Ho le prove, sapete? E’ questo che mi ha spinto a scrivere e infatti ora arrivo al succo della questione…

  • Come è possibile assegnare dei compiti da svolgere a casa su una piattaforma, allegare dei video da Youtube o dei documenti in pdf-doc-xml-ecc…, pretendere un riassunto sull’argomento e soprattutto l’arrivo in classe dei ragazzi “belli”, preparati, in parole povere padroni della materia?

Per me questo non è insegnare.

O peggio…

  • Come è possibile assegnare questi compiti in tarda serata, segnalarli sul registro di classe elettronico (altra pugnalata alla scuola ma considerato documento ufficiale) e pretendere che i ragazzi li svolgano e arrivino sempre preparati in classe? Non si vive sempre connessi o no?!!

Aaaaah! Ma il professore si è dimenticato, li ha inseriti tardi…

Ah! E perché non l’ha fatto subito dopo aver finito la lezione? Andava bene anche un’ora, due dopo, senza fretta per carità…il problema è che per questa sua dimenticanza, il giorno dopo l’intera classe ha avuto 4! Media rovinata dei più bravi, media gettata nel cestino di chi si arrangia.

Per me questo non è insegnare.

Allora, credo che questo sfogo (mio) sia giustificato, che vadano riviste tante e tante cose e soprattutto vadano messe delle regole se proprio si vuol imporre l’utilizzo della “tecnologia” al posto degli insostituibili e incancellabili registri e dei libri di testo – ahimé, anche se questi ultimi non sono più come una volta…e ci sarebbe altro da dire in proposito… tanto da dire… la prossima volta magari, ora vado a cena! 😉

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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

Amarcord io ed il teatro di fin ‘900 ed oltre (3/3)

“Alla tenera età di sei anni, ancor bambino, Io predestinato mettevo piede in teatro!

Chi meglio di me può raccontar ciò che vide e visse in quegli antichi tempi d’Arte Vera?

Troppi decenni trascorsero invero dal mio Giovanile Incontro con il Grande Mondo degli Uomini Illustri del Teatro e del Cinema Romano di fin ‘900 ed oltre.

Senza scriver di Lor mai niente invero, per decenni mi misi a fare l’informatico quasi tradendo così la vocazione mia più vera ed eccomi ora qui dunque (sessant’anni dopo) a riordinar la Grande Confusione che andò accumulandosi per molti decenni.

Ponendomi – oggi vegliardo – mille domande sul Giovanile Me Stesso Di Ieri e sul Teatro e Cinema dello scorso secolo, Io testimone storico del tempo che fu  preso a far definitiva chiarezza sui miei esordi nel Grande Mondo dello Spettacolo e del Teatro di fin ‘900 (oggi estintosi) e su ciò che oggi malricordo, confondo o ignoro.

Ricordar cognomi, luoghi e volti che sbiadiscon rapidi col passar fuggevole degli anni!

Narrar sagaci aneddoti e riordinare ciò che di così spettacolare persi… vivendo!

Tramandar il Buon Roman Teatro di fin’ 900 agli Inconsapevoli Giovani Venienti!

Ieri oscuro datore luci-suono chino sul buio mixer nelle umide quinte dei teatri!

Ieri ultimo in scena, proprio il Destino scelse me scrittore per narrar oggi di Loro!

Prendendo la parola come Ultimo Storico Testimone Vivente di fin ‘900 ed oltre!

Ricordar “Color che vorrebber esser ricordati “ad aeternum” e mai dimenticati”!

Un caloroso applauso postumo (e non) vada allora a  Moretti, Rotunno, Spaccesi, Lando, Mercuri, Poggiani, Bucci, Capone, Carafoli, Roland, Martone, Marafante, Dossi, ai Grandissimi Albertazzo e Giggi Proiettile, ai fratelli Giuffrè, Bene, Lionel, Gori, Alegiani, Rossellini, Torricella E. ed a moltissimi altri artisti ancora…”.     

(continua)

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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

Amarcord io e la musica di fin ‘900 ed oltre (2/3)

Affinchè i miei ricordi storico-musicali di fin ‘900 non vengano inghiottiti dal Demone del Tempo scomparendo per sempre utilizzo la mia scrittura arte-terapica catartica apotropaica per ricordare ciò che mi sta a cuore del mio Romano Passato Musicale.

La radio web “Domus Aurea di Nerone 2050 ed oltre” mi comunica – distraendomi attraverso le sue “News Flash” – che l’esperimento dell’Informatore Medico-Scientifico del 2051 ed oltre, in collaborazione con il C.L.N.R. 2050, è fallito e che l’uomo mutante con le mammelle staminali nuove non riesce ad allattare?

Scusate il termine ma me ne frego altamente (anche se lo certifica l’I.S.T.A.L. 2050)!

Non è di certo un problema mio: mi si lasci dire almeno questo, almeno dissentire…

La mia intrinseca Intelligenza Musicale (una delle sette intelligenze dell’Uomo Supertecnologico Moderno del 2050 ed oltre) non si è affatto spenta con l’età!

E continua indefessamente a creare nuove basi musicali per l’Esagerato Show 2051!

Ed a ricordare i miei squattrinati romani esordi musicali di fin ‘900 quando suonavo la chitarra elettrica sulla Torre dei Capocci o il fustino del detersivo (che sostituiva la batteria) sulla terrazza di “Pino capellone” a via di San Martino ai Monti a Roma.

Con Pino, Simone, Tiberio e Maurizio (il quale abitava nel palazzo ove abitavo io).

Quale è stato il mio primo strumento musicale? Imparai a suonare prima la chitarra o la batteria? A che acerba età iniziai a suonare? Quali strumenti suonavo da giovane?

A che età cantavo in chiesa o all’oratorio? Quali canzoni (religiose e non) eseguivamo?

Cosa condizionò – a livello d’intelligenza musicale – questo mio (doppio) lavaggio del cervello con repertorio di musica religiosa (corali canti in chiesa) e rock-elettronica (canzoni dei Beatles)? Perchè ancora oggi amo così tanto la musica di Bach? Perchè da giovane musicista dilettante scelsi di diventare  polistrumentista, suonando tutti gli strumenti musicali che mi capitavano a tiro? Nonché scrivendo testi di canzoni e cantando? Chi mi aiutò a creare il mio primo studio di registrazione domestico comprensivo di registratore a cassette “quattro piste”? Chi erano i C.T.A.P. (con cui suonai per decenni) e chi  gli Skulkx ed i Thurbulens (con cui esordii al liceo scientifico statale) e gli “White Tower di Colle Oppio”?

Tutto ciò ricostruiremo pazientemente con dovizia di particolari dalla prossima volta.

(continua)

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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

Ascoltando la radio web del Futuro 2050 ed oltre (1/3)

“Dica la verità, tutta la verità, soltanto la verità…”

(Il giudice a T.C. V.S.D.I. 2050 ascoltato come “testimone informato dei fatti”)

 

“Buongiorno ai radioascoltatori e restate sintonizzati sulla futura radio del 2051 ed oltre.

Qui radio web “Domus Aurea di Nerone 2050 ed oltre” che trasmette da Largo della Polveriera – parco di Colle Oppio nei pressi del celeberrimo Colosseo di Roma!

Trasmettiamo il brano musicale di T.C. V.S.D.I. 2050 D.J. A me mi piacciono le donne” brano tratto dal terzo album musicale di fin ‘900 di T.C. V.S.D.I. 2050 D.J. intitolato “Colle Oppio non è Borgata la Rustica(a richiesta, ecco la discografia completa dell’artista: primo album musicale:“”Colle Oppio non è Porta Maggiore”; secondo: “ Colle Oppio non è Largo Preneste”; terzo: “Colle Oppio non è  Borgata la Rustica”; quarto: “Colle Oppio non è Villa dei Gordiani”; quinto: “Colle Oppio non è Forte Prenestino”; sesto: “Colle Oppio non è Torbellamonaca”).

Buon ascolto!  

(brano musicale radiotrasmesso).

News Flash (brevissime news flash per chi non ha tempo per pensare)”: La Cina conquista Marte – creato l’embrione senza sesso – da una pianta latte artificiale – spariti gli ultimi ghiacciai delle Alpi – uomo separato si suicida male

(stacchetto musicale)

Segnaliamo ai nostri radioascoltatori che alle ore 12:30 andrà in onda il radioscherzo satirico-teatrale “2051: parlame ‘n diretta, so’ er mejo Frignano e ammanco t’ascorto” condotto dal bravo attore-imitatore-cabarettista romano Arrigo Frignano.

Buon divertimento “on air” a go go!

(stacchetto musicale)

Pubblicità progresso – campagna del Movimento Antifumo del Lazio: “Fumi? Male! Molto male! Fumare fa male e tu lo sai! Parla a te stesso e digli di smettere! Colpevolizzati e cazziati da solo! A che serve dimagrire se inquini te stesso e l’ambiente?

(stacchetto musicale)

Messaggio: “guasto tecnico al server – le trasmissioni continueranno appena possibile”.

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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

Cristiano Torricella autore risponde alla lettera del personaggio T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre

(braccio di ferro artistico-letterario-esoterico-spirituale tra due diversi modi d’intendere l’Arte e la Vita)

“Proibitas laudatur et alget” (traduzione dal latino: l’onestà è lodata e muore di fame)

(Decimo Giunio Giovenale, poeta latino – citazione citabile citata da T.C.V.S.D.I. 2050)

“Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con le sue difficoltà”

(Aldo Moro, statista italiano di fine ‘900 – citazione citabile citata da Cristiano Torricella autore)

Premessa sull’abuso dell’I.A. nell’E-business ipertecnologico moderno

Cristiano Torricella autore stava serenamente ascoltando “La Cura” e “Povera Patria” del Grande Maestro e Compositore Musicale Franco Battiato nonché la bella canzone di Roberto VecchioniSogna, ragazzo, sogna” quando squillò insistentemente il telefono di casa a disturbarlo anche di domenica.

Ero il solito call center virtuale creato con l’I.A. (Intelligenza Artificiale) che lo chiamava con voce pre-registrata robotizzata per proporgli qualche esoso acquisto inutile in offerta scontata mediante e-commerce.

Gioie e dolori del Grande Consumismo Occidentale Ipertecnologico Moderno che ha via via sostituito, con martellanti e pervasive campagne pubblicitarie, politiche come il Comunismo ed il Socialismo in Italia.

Consumismo Ipertecnologico che spinge “quotidie” (quotidianamente) tanta povera gente del popolino ad indebitarsi per acquistare gadgets inutili alla moda per essere come gli altri e darsi inutilissima importanza.

Sicchè rovistando nervosamente tra le carte il nostro autore s’imbattè casualmente (ma il caso non esiste…)  nella vecchia missiva del 2051 del Grande Maestro delle Arti e delle Lettere T.C. V.S.D.I. del 2050.

Che lo aveva interpellato in merito a certi suoi personali folli progetti letterari “in fieri” (in divenire) ma alla cui sua lettera Lui, Torricella autore, non aveva mai risposto per dimenticanza… mannaggia li pescetti!

Ed ecco allora cosa rispose – il nostro Vate – al Grande Maestro delle Arti e delle Lettere del 2050 ed oltre!

Ciò è segreto epistolare ed Io, Voce Narrante, avrei dovuto custodirlo senza farne menzione alcuna ma non ce l’ho proprio fatta a non condividerlo con Voi e a mantenere questo carteggio epistolare negletto e segreto!

Buona lettura di questo testo ex-segreto che, secondo me Voce Narrante, andava proprio condiviso in Rete!

(segue il testo della lettera di risposta che Cristiano Torricella autore scrisse a T.C. v.s.d.i. del 2050…)

Marino (RM) – Castelli Romani, 18/05/2021

Egr. Illustrissimo Grande Maestro delle Arti e delle Lettere T.C. V.S.D.I. del 2050 ed oltre, scusandomi con Lei per il ritardo con cui Le giunge questa mia risposta epistolare che attendeva, mi complimento con Lei per l’originalità, la varietà stilistica e la contagiosità umoristica che comunica la sua scrittura creativa!             

Che Lei divaghi di Storia o d’altro, il suo stile didattico-corrosivo sprona a leggere gli altri suoi articoli ospitati in esclusiva nelle pagine web della rubrica “2050” del blog libera-mente.net del blogger Macchia.

Stile dissacrante e contenuti educativi interessanti e divertenti, i suoi, comprendenti particolari sorprendenti, tenuto conto anche della sua particolarissima lettura rionale (come romano sanmartinese e monticiano D.O.C. quale Lei è) ed anche del fatto che, come ex “romano de Roma”, so de-costruire ciò che Lei scrive.

Constato con piacere che, nonostante la veneranda età che inesorabilmente avanza, Lei continua a giocare arte-terapicamente ed apotropaicamente con le parole e con la scrittura e di ciò me ne compiaccio con Lei.

E qui terminano sia i miei complimenti che il merito della sua scrittura creativa senza alcun limite di sorta.

Entrando infatti nello specifico – come da Lei chiestomi epistolarmente – non posso non premettere che sono una “mosca bianca” rispetto alle itale masse popolari odierne e che il mio pensiero critico diverge totalmente dal comune sentire delle masse che ignorano un linguaggio colto come il suo e che leggon libri poco o nulla.

Le quali masse sarebbero smarrite e perse leggendo i suoi testi volutamente prolissi e troppo colti per loro.

Sperando che Lei comprenda che chiedermi di analizzare criticamente gli articoli letterari da Lei scritti online a ruota libera – come se per Lei non ci fosse un domani, vero? – non poteva non portarci alla scoperta di lacune, refusi ed errori di stile e di linguaggio presenti nei suoi testi ed a chiederLe di rimediare in tempo.

Di ciò e della mia franchezza spero non me ne voglia male e dei miei preziosi consigli Lei ne faccia tesoro.

Non ho potuto poi non notare il suo Grande Amore (Umanistico) per la Storia dell’Umanità e per il Periodo Medioevale, che forse Lei ardirebbe comunicare ai suoi lettori online a scopi pedagogico-educativi.

Ma anche il suo Grande Amore (Quasi Viscerale) per l’Antica Roma “caput mundi” iconograficamente spesso citata nelle sue originali illustrazioni antico-romane poste a corredo grafico dei suoi recenti articoli.

Singolari illustrazioni d’autore a metà tra il medioevale, il gotico, il fumetto ed il fantascientifico.

Lampante il suo amore per il latino (“lingua da cui “omnia” discende”) e per l’Itala Patria Bistrattata.

Amore “Pro Italia” che però mi pare sfiori talvolta il nazionalismo anti-europeo allorchè Lei artisticamente insinua (graficamente perlomeno) che l’Europa si comporti con “Noi Itali Cittadini Paganti” come il feroce lupo di Adobbio (di Gubbio) ammansito da un San Francesco – credo – atomico.

Tardo-Romantica, Aulica e Vecchiamente Ottocentesca è anche – a mio modesto avviso d’autore – la sua modalità prevalente d’approccio quando si trova al cospetto del Grande Libro della Storia dell’Umanità.

La Storia, questo Apocalittico Enorme Librone infarcito di guerre, d’epidemie, di rivoluzioni, di catastrofici crolli d’Imperi e di corsi e ricorsi della Storia (Eterno Ritorno di Nietzschiana memoria?).

Si pensi al tragico dissolvimento dell’Impero Romano D’Occidente o alla “Grandeur Francaisedel Bonapartismo o alla fine di Superpotenze di fin ‘900 come l’U.R.S.S., di cui Lei non scrisse finora nulla.

Giacchè l’Homo Sapiens crea Imperi “a tempo limitato” che l’impietoso trascorrere del tempo dissolverà in rovine come se non fossero mai esistiti, tra saccheggi e violenze che iRomani de Roma” temevano assai.

Ottocento e Medioevo: due realtà storiche così lontane possono avere delle correlazioni storiche incrociate?

Ma ritornando a come scrive Lei, che non incontra certo il moderno gusto dei non lettori di libri, non posso non rilevare che il suo approccio storico-romantico ha degli illustri precedenti ottocenteschi.

Il suo “bisogno di Storia”, infatti, è un connotato specifico del Romanticismo Europeo del 1800 ed oltre.

Il romanzo storico si afferma tardivamente in Italia alla fine del 1820 e molti autori ottocenteschi romantici scriveranno opere sul “buio” Medio-Evo (“età di mezzo” dell’Europa moderna) che diventa così sia un periodo storico da rivalutare e da riabilitare a livello storico e letterario sia un genere allora “assai di moda”.

Il “capoclasse” dei romanzi storici – lo scozzese Walter Scott – situerà il suo romanzo storico “Ivanhoe” nell’Inghilterra medioevale del XII° secolo (del tutto differentemente da come agisce Lei scrittore…).

Ma il motivo per cui La considero un romanziere romantico ottocentesco fuori tempo massimo (dunque anacronistico) è perchè in Italia il Romanticismo ottocentesco ebbe proprio quel carattere patriottico e rivoluzionario che ritrovo nei suoi articoli ebbri di sdegno civico contro il Potere del 2050 ed oltre.

Cogliendo anche, nei suoi articoli di vecchio anarco-rivoluzionario dissidente “fuori giusto secolo”, un forte interesse storico per “il verosimile” (magari teatralmente esagerato e romanzato “ad arte scenica”…) che separa nettamente i suoi articoli neofuturisti tardoromantici e post-2050 dalle fantasie del Romanticismo tedesco ed inglese nonché dall’intimista Romanticismo Francese che mi pare siano – letterariamente e culturalmente – lontanissimi un miglio da ciò che Lei reitera spessissimo nelle sue pagine web d’autore.

A tal proposito, non posso certo esimermi dal ribadirLe che il suo raffinato e nobile dotto linguaggio aulico-poetico (comprendente raffinati, arcaici e desueti termini tardo-novecenteschi da Lei usati come: a guisa di, parimenti, forbito, pregno, siffatto, desueto, esaustivo, dovizia, corbellerie, mirabolante, astruso, sovente, eccetera) spaventano le masse ignare dell’italiano e le allontano rapidamente dai suoi nobili testi d’autore.

Anche il suo sovrabbondante ed enciclopedico uso di modi di dire e di lemmi tratti dal latino, dal greco, dal francese, dall’inglese e dai dialetti romanesco, milanese, parmense, napoletano, siciliano e pure dal castellanesco (geniale neodialetto neo-futurista da Lei creato…) non fa che complicare la lettura al lettore (pur essendo ogni suo raffinato gioco di parole ricercato ad arte scenica e da Lei espressamente voluto…).

Il secolo ‘900 è finito e la gente comune – poverina! – non è più in grado di comprendere che il suo raffinato scrivere forbito è teatro, celia, frizzo, lazzo, umorismo e palestra ed esercizio di scrittura!

Francamente Io avrei evitato anche talune ripetute e sterili polemiche misantrope e pessimistiche di troppo ed altre sue lunghissime e prolisse digressioni (geriatriche?) fuorvianti dall’argomento storico da Lei trattato.

Le quali “allungano notevolmente il brodo” e distraggono, annoiano ed allontanano il lettore online del popolino dai suoi nobili e didattici articoli d’autore che forse, invece, sarebbero adatti proprio a Lui!

Evitando anche ogni sua reiterata invettiva (qualunquista?) contro i biechi Palazzi del Potere di Roma e di Milano del 2050 in cui – secondo Lei – s’annidano voltagabbana, scansafatiche, cialtroni, incapaci e ruffiani.

Abbandoni per sempre – La prego – il suo vecchio refrain (ritornello): “Strada facendo vedrai… che l’Uomo Nero di fin ‘900 è qui! Grande Disastro annunciato! Grande Paura a Voi! La Fine del mondo è vicina!”.

L’umanità è imperfetta ed avida, il mondo odierno è quello che è ma regaliamoci un pò di Speranza suvvia!

Lasci stare i Diavoli Medioevali che gozzovigliano insieme alle Eretiche Muse Dionisiache del Rock facendosi beffe e scherno del Paziente Buon Dio che ancora una volta paziente Li sopporta!

Gridando Essi: “Hai bevuto! Hai mangiato! Hai fornicato! Fosti Nerone! Al rogo devi essere bruciato!”.

Liberi la sua Luminosa Coscienza dal fosco passato storico “umano, troppo umano” di fin ‘900 e precedente.

Via tutte le lagne, le vecchie recriminazioni, i vecchi piagnistei da vecchio barbogio, gli “erano meglio i vecchi tempi di fin ‘900 ed oltre!”!

Via i mangiadischi rotti, le scheggiate biglie di vetro, le malfunzionanti radioline a pile, le cartoline ormai sgualcite, i vecchi dischi in vinile graffiati e l’acqua calda scaldata con la bombola a gas a campo de’ Fiori!

Ed oltre alla nostalgia di fine ‘900 presente a piene mani nei suoi testi eviterei anche un certo stile retorico-prolisso d’origine neolatina ebbro di frasi a cascata figlie di una sola frase principale che allontanano il lettore impaziente di sapere dove Ella vada a parare.

Parimenti sarebbe necessario – a livello di contenuti attrattivi per il lettore online – che Ella espandesse i suoi limitati interessi di anziano rocker “fuori tempo massimo” affrontando tematiche d’attualità – che interessano molto il pubblico odierno del 2021 ed oltre – che poi Le porterebbero tanti futuri lettori online.

Temi universalmente attrattivi per noi moderni di oggi come ad esempio i cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria, il cibo del futuro, il promettente ma pericolosissimo “nucleare ad idrogeno”, l’inesorabile invecchiamento (e forse estinzione?) dell’itala popolazione di fine ‘900 e molto altro.