“LUI 2050” Anche Stavorta Esaggera!
(umoristiche divagazioni italo-romanesche e non a cura di Cristiano Torricella autore – post-blog “2050” prodotto con LibreOffice Writer word processor libero e gratuito 🙂)
LA PAROLA A T. DA ROMA ESIMIO SCIENZIATO DEL 2050 ED OLTRE
“Torricella ‘e Roma, esimio scienziato d’’o 2050 e cchiù annanz’ mo sta durmenno.
Po’ ch’è stato tutt’ ’a nuttata scueto pe’ mettere paura ô quartiere addò abita.
Facenno tremmà tutt’ ’e strate attuorno!
Cu ll’esperimente soja alchemiche ed esplosive d’ ’a nuttata!
Comme fosse Raimondo di Sangro e ‘e machine anatomiche!
Nun scetà “’O can ca dorme”!
Grazie!”
“Traduzzione pe’ cchi nun è de Napule” – si ringrazia l’Intelligenza Artificiale online per la seguente traduzione in lingua italiana:
“Torricella Da Roma Esimio Scienziato del 2050 ed oltre sta dormendo.
Essendo stato tutta la notte in piedi ad atterrire il popolar quartiere ove abita.
Facendo tremare le vie circostanti con i suoi notturni esperimenti alchemici esplosivi.
A guisa di Raimondo Di Sangro Principe di Sansevero e delle macchine anatomiche.
Non disturbare “Can che dorme”!
Grazie!”.
Così recitava il cartello apposto in bella vista sul portone di casa e a cui mi attengo.
Sicché racconterò questa sinistra, orrenda e cupa storia un’altra volta, passo la parola a S.T. K.B. I.P. 2050 detto “L’Informatico Pentito” del 2050 ed oltre.
LA PAROLA A S.T. K.B. I.P. 2050 DETTO “L’INFORMATICO PENTITO”
“Il computer non è una macchina intelligente
che aiuta le persone stupide
ma anzi è una macchina stupida
che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti”
(Umberto eco – citazione citabile)
S.T. K.B. I.P. 2050 detto “L’Informatico Pentito” prepara le sue lezioni online “vintage”.
Inserendo il nibble (pari a 4 bits) nell’ infografica tabellare delle misure informatiche e cercando il modo migliore per spiegare la G.U.I. (Graphical User Interface) ai discenti.
La G.U.I. di Windows 7 o di Linux Mandrake ovviamente!
Ma anche come maneggiare i nostalgici floppy disk di fin ‘900 senza rovinarli.
Floppy disks fatti di materiale plastico flessibile ricoperto di ossido magnetico permanentemente racchiuso da custodia di plastica protettiva di forma quadrata.
Aventi 2 fori rettangolari protetti da 1 lamina metallica che consentono l’accesso alle testine di lettura/scrittura che – a richiesta dell’utente – leggono o scrivono sul floppy.
I floppy disks sono pertanto delicati risentendo dei campi magnetici e della polvere.
Trattateli bene i vostri floppy e non piegateli “else” (leggasi: “altrimenti”) sono guai!
(…)
Ma anche RealPlayer 8 per Windows (la sua cosiddetta “Operazione Nostalgia”)!
Uno dei primi lettori multimediali per sistemi operativi Windows degli anni ‘90 ed oltre.
Uno standard insomma per riprodurre i formati audio e video .rm e .ram in streaming!
Nonché le misure informatiche da Lui dette “fetuse” (perché più recenti) del 2050 ed oltre che vanno per la maggiore oggi e che sono i PB (Petabytes), gli EB (Exabytes), gli ZB (Zettabytes) e gli YB (Yottabytes) che oggigiorno vanno così alla grande!
Ed il Commodore 64 col registratorino a cassette (che fischiava) ve lo ricordate voi?
E non aggiungiamo altro (come l’Atari o l’Amiga 500 su cui il “Tosco” – che era già avanti – a Quarto Miglio o allo Statuario (non ricordo bene) ci mostrava il Planetario…)!
LA PAROLA A T.C. V.S.D.I. 2050 VENERABILE GRANDE MAESTRO TORRICELLA
Bologna, 5 maggio 2052 – ore 15:00 di un afoso pomeriggio di pianura (padana)
Con la radio web perennemente sintonizzata “sur” Passato D’inizio Millennio dell’ormai lontano anno 2026 “et anco pria” (che “Lui 2050” non ascoltava e che gracchiava: “Allerta Unesco – tsunami nel Mediterraneo… nota azienda itaiiana di giocattoli diventa cinese… la città più calda della pianura Padana non è Milano… “li mejio alimenti straricchi de potassio”… la nuova enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas” – capitolo 3 – A.I. … eccetera eccetera), T.C. V.S.D.I. 2050 V.G.M.D.A.E.D.L. del 2050 riascoltava in cuffia – mollemente adagiato sul lettone dell’hotel di lusso a 5 stelle (visto il caldo tropicale che faceva a Bologna) – “Canzone d’amore” delle Orme.
Nota canzone (“nomen omen”) del mitico italo gruppo di “rock progressiv” delle Orme che “Lui Grande Maestro Maxone” apprezzava dall’ormai lontano 1978 di fin ‘900.
Ascoltandola e riascoltandola cento volte e passa facendosi un “lavaggio del cervello”.
Quando d’un tratto – a romper la benefica ed idilliaca pace di tal suo Eden musicale…
(…)
Il videofonino aziendale dotato d’Intelligenza Artificiale (che avrebbe dovuto supplire alla mancante intelligenza di “Lui 2050”) trillava forsennatamente da mezz’ora.
Ma “Lui 2050” – che sentiva musica in cuffia ad alto volume – non se n’era accorto!
Sorseggiando un drink estivo auto-prodotto fatto con rum, ghiaccio e succo di ananas.
Protestando alacremente (il “device” maledetto) perché lui non lo “cag***” affatto!
Quasi avesse anch’esso – il terminale che portava appresso – un’anima e un volere!
Se avesse potuto non usarlo affatto tale diabolico e “rompiballe” congegno “ai-tec” !
Preferendo magnà tagliatelle a ‘a papalina o ‘na carbonara (coi ciccioli de porco però)!
Con annesso e disconnesso ‘n bon fiasco de vino de Marino (fatto da “Er Minio”)!
Senza addimenticà ‘ste coppiette secche (strillanti pecché fresche de ggiornata) e ‘sta porchetta de “A Riccia” cor limone ‘n bocca (che je piace tanto a Sora Assunta mia)!
(…)
E invece no! Belin! “Bausia”! Fijo der brefotrofio tibberino a Roma! Ho detto “none”!
Eccolo llà (“Lui 2050” e chi sennò?) a arijsponne a ‘sta caterva de video-chiamate!
Pecchè so mijoni che sinne vanno si nun je risponni ar volo a ‘sti zozzoni qquà!
Tv, radio web, riviste “pralinate”, “reggisti” despoti, cinema “treddì e manifestazzioni”!
Che Romanaccio com’è Lui – che ‘n se sente? – pè “vizzio” raddoppia ‘e consonanti!
E indò ce ‘sta ‘na parola lunga, Lui ‘a tronca (“magnà, baccajià, zozzà, menà, rugà”).
Che ‘sta cosa qquà – s’isso ‘n se sbajia a ffà er linguista – se chiami “troncamento”?
(“e nun parlà difficile ‘a professò!” – dice ‘n lettore de bborgata che me legge online).
(…)
Dall’altro capo – in quel dì rovente di Bologna del 2050 ed oltre – c’era “’A Cionna”!
Una delle sue segretarie di “direzzione” che parlava fluentemente 5 lingue a menadito.
Inglese, arabo e cinese soprattutto.
Una che gli era antipatica e che aveva – Lui ribaldo del 2050 – soprannominato così.
Gli serviva per l’estero e la teneva in un (appartato) sgabuzzino a lavorare “in nero”!
Lui T.C. V.S.D.I. 2050 che le lingue straniere, Internet e il computer non sapeva usare!
Ma se l’avesse potuta licenziare o sostituire con un’altra sarebbe stato più contento.
Costei, infatti, non si poteva certo dire che fosse bella ed aggraziata e da mostrare!
Che Madre Natura si fosse sadicamente accanita contro di lei nell’aspetto esteriore?
Grassottella, bassa, con spessi occhiali da vista e lunghe unghie laccate di nero!
Una peluria sul labbro superiore (“topeschi baffi”?) ed un naso aquilino da sparviero!
Vestiva abiti antiquati e con colori sgargianti che non si abbinavano per niente!
Con capelli sfibrati e stinti (che ingrigivano) e sovente spettinata e sciatta in tutto!
Forfora sulle spalle e macchie di “pausa pranzo” sul vestito che non cambiava spesso!
“Fiatella” da reflusso gastro-esofageo ed un incisivo d’oro completavan la caricatura.
“Mai e poi mai la porto con me al party porco munnu!” – esclama Lui disgustato.
Non di certo quella modella scosciata mozzafiato che avrebbe voluto nel suo ufficio!
Da “cavalcare” sulla scrivania in pausa pranzo ricoprendola poi di bigliettoni da 100!
Invece quella che aveva “Lui 2050” l’avrebbero probabilmente scambiata – ad un ipotetico party super-eccitante – per una strega o per sua nonna vestita da pirata?
Certo che sì (assai probabilmente sì e come pensarla – da Lui – diversamente?)!
Sicché l’aveva ingiustamente demansionata e messa in un angolo remoto a lavorare!
Nasconnemola (non l’avrebbe presa manco Nerone ch’era de bbocca bbona me sa e che bbelle o bbrutte se ‘e pijava tutte com’ addicheno a Colle Oppio e Monti qquà…)!
Su una “cadrega” in un angolo lontano dell’ufficio ove nessuno vede (“ma però” con una magnifica vista sul Colosseo e sul “discesone” de Colle Oppio-Domus Aurea no?)!
(…)
La “Cionna” lo avvisava – ahimè – che giovedì pomeriggio era atteso a Centocelle a Roma (zona di Villa Gordiani – via Prenestina – altezza “colombario sottoterra”) per presenziare a ben due eventi cosiddetti “culturali” a cui era stato invitato a viva forza!
1 aggratis ed 1 a pagamento ‘nzomma (che de ‘sti tempi si ‘n t’adatti mica magni…)!
Per cui “La Cionna” glieli aveva abbinati nello stesso giorno di calendario del 2052.
Una ecologica e noiosissima piantumazione di alberi al parco di Villa Gordiani a Roma con la presenza di animalisti e degli ospiti del locale centro anziani (“tutto aggratis”).
Ma anche – nei pressi dell’ex Centro Sociale di Forte Prenestino (ormai addivenuto quasi “casa sua”) – la sua richiesta presenza (ben pagata) come ospite all’ “inaugurazzione” dello splendido, roboante e consumista ipermercato “I Magnaccioni”.
Con tanto di vistosi palloncini colorati “all’americana”, gonfiabili “per bambini cattivi”, pop corn e majorettes che sfilavano tra i fischi d’apprezzamento dei borgatari romani.
Una comparsata ed un’americanata come tante altre, insomma, da Lui fatta pè portà ‘n po’ de dindi a casa!
E soridi ar Popolino Bue o V.G.M.D.A.E.D.L. der 2050 e de periferia e fatte ‘n serfi cò ‘sti parcheggiatori abbusivi (amichi tua) ch’ han visto er Zole a scacchi ‘n par de vorte!
(…)
“Chi si permette – anzi osa – d’interromper il mio Sacro Ascolto Musicale?” – aveva precedentemente tuonato – sì adirato – il nostro Grande Vate(r) Musicale!
Del tutto ignaro di chi lo stesse importunando in quell’africana ora del meriggio!
Assai piccato (leggasi: “seccato”) contro chi bloccava l’educazione del suo orecchio musicale (assoluto) che aveva voglia di sentir “Cemento Armato” e “Se io lavoro”!
(continua, forse, se T.C. V.S.D.I. fornirà al ghostwriter il suo consenso a che Egli narri – ai Posteri Venienti – di ciò che accadde superata tale incresciosa “situazzione”… )
L’ULTIMA PAROLA A C.T. AUTORE “REGISTA DELL’ABYME” IN SCENA
Ed ecco a voi – di seguito copiate ed incollate (con ^C e ^V) – una sfilza di esagerate “Exclamatio Doctae Forbitae” (anzi “Doctissimae”)” urlate da T.C. V.S.D.I. 2050 V.G.M.D.A.E.D.L. del 2050 ed oltre che – amletico – si agita sul palco come un pazzo!
(banditor o araldo in scena (su Lui occhio di bue) che legge questo a tutti dal leggio:)
“Sì strillò con Iracondia Grande et senile astio il Venerabile Grande Maestro Torricella:
Per il fiume Arno di Firenze Fiorentina!
Per Arrigo VI° Imperator d’Imperio Grande!
Per Ario (eretico arso vivo cor gasolio da li cravattari)!
Per il Mar Adriatico (bagnato) de l’Umbertina’I-taglia!
Per Ezzolino III° da Romano che (“dicheno” i Cristiani) “magnava tutto chiane chiane”!
Per Annibal Duce di Cartagine (che fa i dispetti a Roma e poi ce busca…)!
Per l’Acuila di Roma (simbolo d’Imperio e di Giustizia)!(# peccato che “aquila” si scriva con la “q” o Maestro Di Scrittura Dura E Pura del 2050 commenta acido il ghostwriter)!
Per San Martino ai Monti basilica minore (ex “titulo equizio” di noi giovanili…)!
Pè Monte Mario de ‘sta Vecchia Roma (indò ce steva er bar Zodiaco aricordi?)!
Pè Papa Sisto – che pè fa er ponte che porta er nome suo – addemolisce er Colosseo!
Pè Uguccion de ‘a Faggiola che nun annava a schola!
Pè a “Schola Cantorum” de ‘i castrati!
Pè Abbate Ursino L’Eremita (sant’uomo che mai volle Oro, Sommo Potere e fi..)!
Pè Arianna fijia di Minosse (che nun so chi fosse)!
Pè Enrico di Susa (vescovo de Ostia e de i ghiaccioli)!
Per Melisso filosofo eleatico a cui han dato er viatico zimpatico!
Per Famagosta città (der monno) tosta!
Pè ‘l Monte Parnaso – sì sacro alle Muse – che se soffia er… naso!
Pè li Papi de Roma Urbano, Sisto, Pio, Lino, Cleto, Agapito e Calisto!
Pè Giordano Bruno arso vivo a Campo de’ Fiori a Roma!
Pè a zella de li regazzini der poro Pasolini!
Pè Baldo D’Aguglione Falsificator de li Guiscardi!
P’ Azzo (Galeazzo) Toricella detto ‘U Strangolatore!
Per Bellincion Berti Dell’Ubberti fiorentino e Dagoberto Da Buglione avvallatore!
Per Belo genitor (padre) di Didone (da cui “belin” in ligure dialetto)!
Per Nocera Umbra carmelitano campo-scuola ch’esperimmo!
Per Raab (meretrice di Gerico) e pé i suoi negletti figli abbandonati!
Per Romeo di Villanova siniscalco di Raimondo Beringhieri et anco d’altri!
Pè ‘a Ruota dell’Esposti ar Lungotevere dei Sassoni all’Angiolo Castello!
Pè Basilico De i Longari e pè Palazzo Spada petrolchimico!”
E così via sbraitando altre sue “Exclamatio Doctae” (a mio avviso “robaccia d’attori”) senza senso ovvero del Nonsenso Docto – “roba” che piace ai suoi sostenitori e fan(s).
E per me che non ho mai amato troppo guitti e attori e palcoscenici per cui “Lui 2050” (ed altri come Lui) vanno in sollucchero, ossignur, per oggi e per me è davvero troppo!
Addunque e parimenti – come mal-dice “Lui Sommo Guitton Moderno” – finiamola qui.
Un saluto ai Torricella di Fiorenzuola D’Arda ed ai Montecchini di Parma “Gente Seria” ed al prossimo “new post-blog 2050” allora.
Possibilmente senza attrici e/o attori del 2050 come “Lui 2050”.
Che arrivando occupan militarmente la scena letteraria “a guisa di teatro stabile”!
Non permettendo agli altri personaggi letterari “di brillare”!
Che sì l’apostrofò Diogene “fisofolo” seccato: “Tu e le tue guitterie d’avanspettacolo mordace! Che Confusione! Scostati dalla mia luce e taci! Che la terrena vita non è affatto tutta una buffonata o una risata! Abbasta celiar o pagliacciar! Esci di scena!”.
Semper (costì) ad maiora.
C.T. autore

