Non ho mai inserito l'incipit di uno dei miei romanzi preferiti... quello a cui devo il mio nick
Aproffitto del compleanno dell'Autrice

per inserirlo, in traduzione e in versione originale
"11 febbraio
Martedì grasso
Siamo arrivate con il vento del carnevale. Un vento tiepido per febbraio, carico degli odori caldi delle frittelle sfrigolanti, delle salsicce e delle cialde friabili e dolci cotte alla piastra proprio sul bordo della strada, con i coriandoli che scivolano simili a nevischio da colletti e polsini e finiscono sui marciapiedi come inutile antidoto contro l'inverno. C'è un'eccitazione febbrile nella folla disposta lungo la stretta via principale, i colli che si allungano per vedere il carro fasciato di carta crespata, con i suoi nastri svolazzanti e le coccarde di cartoncino.
Anouk guarda, gli occhi spalancati, un palloncino giallo in una mano e una trombetta nell'altra, tra un cesto per la spesa e un triste cane marrone. Abbiamo visto altri carnevali, io e lei: una processione di ducentocinquanta carri decorati a Parigi, il martedì grasso dell'anno scorso, centottanta carri a New York, due dozzine di bande che marciavano a Vienna, clown sui trampoli, le Grosses Tetes con le loro teste ciondolanti di cartapesta, le majorettes con i bastoni che roteano e sfavillano. Ma a sei anni il mondo ha ancora una luce speciale. Un carro di legno, decorato alla buona con oro, crespo e scene dalle favole. Una testa di drago su uno scudo, Raperonzolo con una parrucca di lana, una sirenetta con la coda di cellophane, una casetta di pan di zenzero, tutta glassa e cartone dorato, una strega sulla porta che sventola le stravaganti unghie verdi di fronte a un gruppo di bambini silenziosi... A sei anni si possono scorgere dei particolari che già un anno dopo vanno al di là delle nostre capacità. Dietro la cartapesta, la glassa, la plastica, lei riesce ancora a vedere la vera strega, la vera magia."
Joanne Harris - Chocolat, Garzanti 1998
Traduzione di Laura Grandi
"February 11
Shrove Tuesday
We came on the wind of the carnival. A warm wind for February, laden with the hot greasy scents of frying pancakes and sausages and powdery-sweet waffles cooked on the hotplate right there by the roadside, with the confetti sleeting down collars and cuffs and rolling in the gutters like an idiot antidote to winter. There is a febrile excitement in the crowds which
line the narrow main street, necks craning to catch sight of the crepe-covered char with its trailing ribbons and paper rosettes. Anouk watches, eyes wide, a yellow balloon in one hand and a toy trumpet in the other, from between a shopping-basket and a sad brown dog. We have seen carnivals before, she and I; a procession of two hundred and fifty of the decorated chars in Paris last Mardi Gras, a hundred and eighty in New York, two dozen marching bands in Vienna, clowns on stilts, the Grosses Tetes with their lolling papier-mache heads, drum majorettes with batons spinning and sparkling. But at six the world retains a special lustre. A wooden cart, hastily decorated with gilt and crepe and scenes from fairy tales. A dragon's head on a shield, Rapunzel in a woollen wig, a mermaid with a Cellophane tail, a gingerbread house all icing and gilded cardboard, a witch in the doorway, waggling extravagant green fingernails at a group of silent children ... At six it is possible to perceive subtleties which a year later are already out of reach. Behind the papier-mache, the icing, the plastic, she can still see the real witch, the real magic."
Joanna Harris - Chocolat, 1998