Incipit

Tra gli scaffali cosa si trova e cosa si legge...
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto:Ieri era l'anniversario della nascita di Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes.

Per ricordarlo inserisco l'incipit, in traduzione e in originale, di due dei più celebri romanzi dedicati alle avventure del detective più famoso della storia

Il primo non può essere che tratto dal libro in cui per la prima volta comparve il personaggio di Holmes, Uno studio in rosso pubblicato nel 1887
Vianne ha scritto:E l'altro è l'incipit di una delle avventure più famose del celebre detective, Il mastino dei Baskerville pubblicato nel 1902
Graaaaaande Vianne! :banana: :banana:

...non sei assolutamente in ritardo ed hai fatto benissimo ad inserirli! :yes:

Sono due libri che hanno fatto storia, scritti benissimo, dove il personaggio viene esaltato in modo impressionante...si riesce a capire che tipo sia e lo si capisce magnificante! :yes:

Belli belli belli! :wub:
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Messaggio da Vianne »

Inserisco l'incipit del bel romanzo che ho terminato ieri sera :)


“Qualche tempo dopo la mia seconda separazione decisi di cercarmi una casetta con giardino in città. Un obiettivo difficile, ma ci riuscii. Era qualcosa di più che un capriccio. Troppi anni passati in appartamenti con mobili funzionali e un gran congelatore. Ora mi si presentava l'occasione di abitare da sola in un posto tranquillo, e volevo che fosse un'opportunità per cambiare. La casa era a Poblenou, un quartiere non troppo lontano dal centro. Tutt'intorno c'erano case vecchie e cadenti come quella che avevo comprato, fiancheggiate da capannoni industriali, imprese di trasporti, rimesse degli autobus. Un paesaggio abbastanza desolato, malgrado i tentativi di recupero compiuti dal comune. Ma la domenica i cancelli delle fabbriche erano chiusi, i camion sparivano e si respirava un'inusitata tranquillità.”

Alicia Giménez-Bartlett – Riti di morte, Sellerio 2002
Traduzione di Maria Nicola
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto:Inserisco l'incipit del bel romanzo che ho terminato ieri sera :)

Alicia Giménez-Bartlett – Riti di morte, Sellerio 2002
Traduzione di Maria Nicola
Carino! :)

...descrive molto bene l'ambiente in cui la protagonista vive dopo la separazione...da l'impressione di essere abbastanza movimentato, anche se lontano dal centro, visto che lei è costretta ad aspettare l'interruzione del traffico e la chiusura delle fabbriche per respirare aria pulita!

Grazie Vianne! :banana: :banana:
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Messaggio da Mac La Mente »

Piccolo incipit del libricino che sto leggendo... "Archanes" di Valerio Massimo Manfredi! :)

Dimitri si accese una sigaretta ed espirò una densa nube di fumo azzurro.
"Archanes," rimuginai fra me "uno strano nome davvero, anche per uno come me che si diletta di toponomastica da una vita. Suggestivo, intrigante".
"I cultori di folklore locale spiegano che il nome viene dal fatto che il villaggio è in fondo a una depressione, circondato da alture, poco visibile. Nascosto. Ma anche che cela molti luoghi occulti per via della natura carsica del suo terreno. Da queste parti circola una storia: ai primi dell'Ottocento uno scrittore inglese venne qui e si mise a setacciare le grotte nelle montagne circostanti, anche il monte Juktas che, come sicuramente sai, porta sulla cima un santuario minoico. Cercava il labirinto di Minosse e forse anche il Minotauro dalle parti di Palià Chora, figurati. Un pazzo secondo alcuni, un veggente dicevano altri. Un giorno entrò nell'emporio del paese, comprò gallette, carne salata, noci, mandorle e fichi secchi, una borraccia, candele di sego e zolfanelli, riempì un capace zaino e partì. Sparì nelle viscere del monte e fu dato per disperso. Quando ricomparve aveva lo sguardo allucinato e tutti i capelli bianchi. E non riconosceva più nessuno."


da "Archanes" di Valerio Massimo Manfredi - pubblicato dal Corriere della sera - pagine 7 e 8.
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Messaggio da Vianne »

Con un giorno di ritardo, ricordo l'anniversario della morte di una massimi Scrittori del Ventesimo secolo inserendo l'incipit del suo romanzo più intenso, uno dei capolavori assoluti della grande Letteratura di tutti i tempi


Qualcuno doveva aver calunniato Joseph K. perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua affittacamere, che ogni mattina verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Non era mai successo fino allora. K. aspettò ancora un po', guardò dal suo cuscino la vecchia che abitava di fronte e che lo osservava con una curiosità che non le era assolutamente abituale, infine, meravigliato e insieme affamato, suonò il campanello. Subito qualcuno bussò e un uomo che in quella casa non si era mai visto si fece avanti. Era snello e tuttavia di solida corporatura, portava un attillato abito nero che, come gli abiti da viaggio, era provvisto di numerose pieghe, tasche, fibbie, bottoni, e di una cintura, e che di conseguenza, senza che risultasse chiara la funzione di tutto ciò, dava l'impressione di essere particolarmente pratico. "Lei chi è?" chiese K., e si mise subito mezzo seduto sul letto. Ma l'uomo ignorò la domanda, come se si fosse obbligati ad accettare la sua comparsa, e si limitò a dire a sua volta: "Ha suonato?"

Franz Kafka - Il processo, Rizzoli 1992
Traduzione di Elena Franchetti


Franz Kafka (3 luglio 1883 - 3 giugno 1924) :wub: :wub: :fiore: :fiore:

Immagine
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto:Con un giorno di ritardo, ricordo l'anniversario della morte di una massimi Scrittori del Ventesimo secolo inserendo l'incipit del suo romanzo più intenso, uno dei capolavori assoluti della grande Letteratura di tutti i tempi

Franz Kafka - Il processo, Rizzoli 1992
Traduzione di Elena Franchetti


Franz Kafka (3 luglio 1883 - 3 giugno 1924) :wub: :wub: :fiore: :fiore:
Grazie Vianne! :) ....è molto ma molto bello! :banana: :banana:

...ehmmmm...non avendo letto il libro (tanto per cambiare :ouch: ) mi viene da chiedere..."e poi? Come continua?"...mi ha colpito molto! Sisi! :yes:

Un fiorellino per Kafka! :fiore: :fiore: :fiore:
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Messaggio da Vianne »

Mac La Mente ha scritto: Grazie Vianne! :) ....è molto ma molto bello! :banana: :banana:

...ehmmmm...non avendo letto il libro (tanto per cambiare :ouch: ) mi viene da chiedere..."e poi? Come continua?"...mi ha colpito molto! Sisi! :yes:

Un fiorellino per Kafka! :fiore: :fiore: :fiore:
:)

E' un libro splendido :wub: non posso che consigliartene la lettura, anche se non è facilissima.

E' un'affascinante e terribile descrizione di una vicenda tanto paradossale e inquietante quanto potenzialmente "reale". Attraverso la storia di un individuo sottoposto a un processo senza sapere perchè, Kafka racconta la follia dell'essere catturati e calpestati nelle maglie di un potere cieco e assurdo dove l'ultima parola è sempre e solo nelle mani di un'ottusa e implacabile burocrazia.
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto: :)

E' un libro splendido :wub: non posso che consigliartene la lettura, anche se non è facilissima.

E' un'affascinante e terribile descrizione di una vicenda tanto paradossale e inquietante quanto potenzialmente "reale". Attraverso la storia di un individuo sottoposto a un processo senza sapere perchè, Kafka racconta la follia dell'essere catturati e calpestati nelle maglie di un potere cieco e assurdo dove l'ultima parola è sempre e solo nelle mani di un'ottusa e implacabile burocrazia.
:)

...consiglio accettato, preso al volo! :hug: :hug: ...anche se per il momento ho già abbastanza arretrato! :ouch:

Il tema trattato credo rientri a pieno titolo nel "reale" d'altronde anche al giorno d'oggi avvengo queste cose! Sisi! :yes:
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Messaggio da Mac La Mente »

...e con immenso piacere che inserisco l'incipit di questo bel libro che ho letto un po' di tempo fa..."Così parlò il nano da giardino" di Margherita Oggero! :)

I gerbilli in quel tempo stavano al Gerbido. Al Gerbido Nuovo, per la precisione. Anche prima stavano al Gerbido, ma non era lo stesso Gerbido, era quello Vecchio. Prima dell'esodo, voglio dire. Prima che la famiglia Luposki (di antica origine russa) decidesse di impiantare di fronte alla propria casa una pensione per cani di tutte le razze.
I cani - non tutti i cani ma quasi - non vanno troppo d'accordo coi gerbilli e sovente gli fanno dei brutti scherzi. Tipo corrergli dietro a più non posso e quando li hanno raggiunti dargli delle zampate e dei morsicotti sul collo. Ai gerbilli (nome scientifico: meriones unguiculati) non piacciono le zampate e neppure i morsicotti sul collo. Anzi i morsicotti li detestano proprio. E ancora di più detestano essere presi per la coda, che è lunga e impellicciata ma fragile. Un gerbillo con la coda spezzata o tronca si sente menomato e diventa furibondo perchè la mutua non gli passa la protesi. Un brutto guaio, insomma.

da "Così parlò il nano da giardino" di Margherita Oggero - pubblicato da Einaudi - pagina 5
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Messaggio da Vianne »

Mac La Mente ha scritto:...e con immenso piacere che inserisco l'incipit di questo bel libro che ho letto un po' di tempo fa..."Così parlò il nano da giardino" di Margherita Oggero! :)
Carino questo incipit, molto simpatico e accattivante :)
Conosco la Oggero come autrice di romanzi gialli, e devo dire che in queste poche righe ritrovo in pieno il suo stile ironico e divertito :yes:
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto: Carino questo incipit, molto simpatico e accattivante :)
Conosco la Oggero come autrice di romanzi gialli, e devo dire che in queste poche righe ritrovo in pieno il suo stile ironico e divertito :yes:
Si, Vianne! Hai usato davvero il termine giusto sai?..."accattivante"...perchè una volta che si comincia la lettura, non si riesce davvero a smettere, si vuole solo arrivare alla fine il prima possibile per scoprire cosa riserva! :)

E' un bello stile quello che ha questa autrice! :yes:
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Messaggio da Vianne »

Mac La Mente ha scritto: Si, Vianne! Hai usato davvero il termine giusto sai?..."accattivante"...perchè una volta che si comincia la lettura, non si riesce davvero a smettere, si vuole solo arrivare alla fine il prima possibile per scoprire cosa riserva! :)

E' un bello stile quello che ha questa autrice! :yes:
Se il suo stile ti piace, prova a leggere i suoi gialli ambientati a Torino. Sono intelligenti, ben scritti e di gradevolissima lettura. Molto bello e ironico il primo, "La collega tatuata" e anche il secondo "Una piccola bestia ferita", più maturo e drammatico.
Interessante anche il terzo, "L'amica americana", anche se forse, rispetto agli altri due, qui la componetne ironica e autoironica della protagonista è un pochino appannata.

Per darti un'idea dello stile dei romanzi, ti dico che ne hanno tratto dei film e hanno fatto interpretare il ruolo della detective-protagonista alla Littizzetto, scelta molto azzeccata secondo me! :ok:
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Messaggio da Vianne »

In questi giorni ricorre il cinquantenario dell'uscita di un libro che ha cambiato il modo di scrivere e di fare letteratura: Sulla strada di Jack Kerouac :wub:

Per iniziare a ricordarlo, ne inserisco l'incipit sia in traduzione che in versione originale :)

La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l'arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada.
Jack Kerouac - Sulla strada, Mondadori
Traduzione d Magda de Cristofaro



I first meet Dean not long after my wife and I split up. I had just gotten over a serious illness that I won't bother to talk about, except that I had something to do with the miserably weary split-up and my feeling that everything was dead. With the coming od Dean Moriarty began the part of mi life you could call my life on the road.
Jack Kerouac - On The Road, 1957
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Messaggio da Vianne »

Ieri era l'anniversario della nascita di uno dei miei scrittori preferiti, lo spagnolo Manuel Vazquez Montalban. Per cominciare a ricordarlo inserisco l'incipit di due dei suoi libri che amo di più :wub:


"E all'improvviso ebbe chiara la sensazione che l'altra le dava fastidio. Aveva voglia di restare sola, di allungare il corpo sulle lenzuola pulite, di cancellare il dolore che si spandeva dentro la sua testa come una salsa scura, di pensare a tre o quattro delle cose che erano successe quella sera, di dimenticare le molte altre che senza dubbio sarebbero successe l'indomani. Forse se sto zitta quando lei finisce di parlare. Forse interpreta il mio silenzio come un invito a lasciarmi sola, ad andarsene. Però, per creare quella sensazione, il precedente necessario era che l'altra le togliesse il braccio dalle spalle, che si ritirasse quella mano festone serpentino che di tanto in tanto le accarezzava il collo o si lasciava cadere sull'abisso, sfiorando appena la punta del seno. Il discorso continuava. ormai non verteva più su questioni altrui, di altri protagonisti della festa finita, ma su questioni loro."
Manuel Vazquez Montalban - Gli uccelli di Bangkok, Feltrinelli

Titolo originale: Los Pajaros de Bangkok - Traduzione di Sandro Ossola
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:wub: :wub:

"C'è sempre (o c'è stata?) una prima volta, ma mi si spappola il cervello quando cerco di ricordarla e allora concludo che "la prima volta" è una metafora e tutte le altre, invece no. Si può considerare "prima volta" il primo atto, pur essendo il risultato di una serie di "altre volte" immaginarie e cito come esempio la mia tenera vicina Alma, la ragazza dorata per eccellenza, che sgozzai con un coltello giapponese assai prima che da noi arrivasse la moderna immagine del Giappone. Sgozzare qualcuno con un coltello giapponese negli anni Cinquanta poteva essere frutto dell'influenza metafisica di Rashomon, il film di Akira Kurosawa, o della promiscuità sgozzatrice attribuita ai giapponesi, kamikaze e non, nelle pellicole nordamericane dell'epopea yankee nel Pacifico durante la Seconda guerra mondiale. Vale a dire che lo strumento sarebbe stato più simile al pugnale o al machete che non alla sofisticata condizione del coltello da cucina. Ma all'inizio degli Ottanta e con il coltello che adoperai io, fu un atto premonitore di una futura sensibilità nei confronti del Giappone, comune nel prossimo millennio, quando i giapponesi saranno di nuovo l'ennemi à battre, l'arrivo del tanto atteso "pericolo giallo" di cui l'Occidente sente la mancanza dai tempi delle invasioni turche reali e delle letterarie orde tartare di Michele Strogoff"
Manuel Vazquez Montalban - Lo strangolatore, Feltrinelli

Titolo originale : El estrangulador - Traduzione di Hado Lyria
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