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Indice Forum La penna e la tela In Libreria Poesia

Poesia

Tra gli scaffali cosa si trova e cosa si legge...

Messaggio 12/09/2008, 18:23
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Frankenstein ha scritto:
Joseph Rudyard Kipling (30 dicembre 1865 – 18 gennaio 1936).

Se...
E' grandiosa ed emozionantissima questa poesia! Mi piace tantissimo! Sembra una serie di raccomandazioni, dei consigli da seguire e vive nel modo giusto! :wub: :wub:

Grazie Frankenstein per averla inserita! :)
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia

Messaggio 23/09/2008, 23:04
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Grazie per i consensi ricevuti. La Se... di Joseph Rudyard Kipling è un augurio di vita.

Messaggio 24/09/2008, 12:12
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Frankenstein ha scritto:
Grazie per i consensi ricevuti. La Se... di Joseph Rudyard Kipling è un augurio di vita.
...uno dei più belli che abbia mai letto! :)

Parole davvero profonde che arrivano dritte al cuore! :love:
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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Messaggio 03/10/2008, 22:10
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Gesu' figlio dell'uomo. Una poesia dall'aroma di preghiera di Kahlil Gibran (6 gennaio 1883 – 10 aprile 1931)

La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo' soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.

Messaggio 04/10/2008, 0:21
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ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.

Gibran è meraviglioso.... :wub:
Per aspera sic itur ad astra

Jane Eyre\ Charlotte Brontë “Oltre questo mondo,
oltre la razza degli uomini,
esiste un mondo invisibile e un regno degli spiriti.
Quel mondo ci circonda ed è dappertutto;
e quegli spiriti ci vegliano, perché hanno l’incarico di custodirci…”

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Messaggio 04/10/2008, 12:00
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Frankenstein ha scritto:
Gesu' figlio dell'uomo. Una poesia dall'aroma di preghiera di Kahlil Gibran (6 gennaio 1883 – 10 aprile 1931)
Frankenstein, è una poesia meravigliosa! Grazie per averla postata! :)

...non la conoscevo e sembra davvero una preghiera, una preghiera profonda che raggruppa in se tutti gli "elementi" più preziosi dell'uomo...lo spirito, la mente, il cuore! :love:
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Messaggio 10/10/2008, 10:04
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Ripenso il tuo sorriso, da Ossi di Seppia, E.Montale.


Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta palma...
Per aspera sic itur ad astra

Jane Eyre\ Charlotte Brontë “Oltre questo mondo,
oltre la razza degli uomini,
esiste un mondo invisibile e un regno degli spiriti.
Quel mondo ci circonda ed è dappertutto;
e quegli spiriti ci vegliano, perché hanno l’incarico di custodirci…”

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Messaggio 10/10/2008, 11:15
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Nilleshna ha scritto:
Ripenso il tuo sorriso, da Ossi di Seppia, E.Montale.

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto...
Grazi Nill per aver inserito questa bellissima poesia! :love: :love:

La conoscevo già, letta un po' di tempo fa, e basterebbero i primi due versi per scoprire l'autore, il poeta e per provare un brivido stupendo! :wub:
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Messaggio 11/10/2008, 11:04
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Una poesia che ho scoperto poco fa e che mi è piaciuta tantissimo! E' di Williams Wordsworth e si chiama Un sonno e un oblio :wub:

La nostra nascita
non è che un sonno e un oblio;
L'anima che ci accompagna,
stella di nostra vita,
d'altro saggio gode ben altrove,
e da tanto lontano è giunta non già.
Tutta dimentica di sua prima natura
nè in nudità di sè completa,
che anzi trascina a noi
con sè i gran nembi di gloria.
Dal Dio ch'è nostra casa.
Indugia su noi bambini
per un poco di cielo.
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Messaggio 21/10/2008, 22:39
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Il caso di Thomas Hardy (2 giugno 1840 – 11 gennaio 1928).

Solo che un qualche iddio vendicativo mi chiamasse
Dall'alto cielo, e irridesse: " Tu, creatura che soffre,
Sappi che il tuo dolore è il mio diletto,
Che del tuo amore frustrato profitta il mio odio!"

Allora sopporterei, tenderei i nervi e morrei,
Rafforzato dal senso d'un ira immeritata;
Mezzo racconsolato dal pensiero, che un più potente di me
Avesse voluto e assegnato le lacrime ch'io piango.

Ma non così. Come accade che la gioia venga uccisa,
E perché avvizzisce la più dolce speranza mai seminata?
Il caso balordo s'oppone al sole e alla pioggia,
E il tempo biscazziere getta per allegria il dado d'un lamento ...
Per questi giudici ciechi tanto valeva cospargere
Gioie lungo il mio cammino così come il dolore.

Messaggio 22/10/2008, 17:35
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Frankenstein ha scritto:
Il caso di Thomas Hardy (2 giugno 1840 – 11 gennaio 1928).
Grazie Frankenstein per questa poesia! Non la conoscevo! :)

Mi piacciono gli ultimi versi, credo che lì sia l'apice del caso...soprattutto nel terzo, bellissimo! :wub:
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Messaggio 22/10/2008, 21:43
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Frankenstein ha scritto:
Il caso di Thomas Hardy (2 giugno 1840 – 11 gennaio 1928).

Triste e bella poesia! :)

Anche in poesia, come nei romanzi, Thomas Hardy è molto pessimista
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in

Messaggio 22/10/2008, 23:24
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Bellissima poesia!
Io amo molto Jude The Obscure.
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oltre la razza degli uomini,
esiste un mondo invisibile e un regno degli spiriti.
Quel mondo ci circonda ed è dappertutto;
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Messaggio 23/10/2008, 17:30
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Tristessaaaaaa! Solo io non conosco Thomas Hardy? :(

Abbiamo avuto la stessa impressione, Vianne! Sì, alcuni versi sono davvero tristi...sembrano un grido lanciato con la speranza che qualcuno risponda! :)

Ehmmm...mi avete incuriosito parlando dei suoi libri, farò il possibile per leggerne qualcuno! :yes:
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Messaggio 28/10/2008, 21:59
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Si avvicina il Giorno dei Morti e voglio inserire il testo di una bella e intensa poesia di Giovanni Pascoli dedicata a una delle più diffuse e antiche credenze popolari italiane e europee: che nella notte precedente il giorno a loro dedicato i defunti tornasser a a fare visita alle loro case e ai loro cari. L'usanza popolare prevedeva che i vivi, per accoglierli e consentire loro di riposare e rifocillarsi, lasciassero la tavola apparecchiata durante la notte.

A mio avviso è una lirica dolente e bellissima, una poesia in cui Pascoli ha saputo esprimere con grande tenerezza, affetto e tristezza tutta la devozione e l'amore per i cari che non ci sono più


La tovaglia

Le dicevano: - Bambina!
che tu non lasci mai stesa,
dalla sera alla mattina,
ma porta dove l'hai presa,
la tovaglia bianca, appena
ch'è terminata la cena!
Bada, che vengono i morti!
i tristi, i pallidi morti!
Entrano, ansimano muti.
Ognuno è tanto mai stanco!
E si fermano seduti
la notte intorno a quel bianco.
Stanno lì sino al domani,
col capo tra le due mani,
senza che nulla si senta,
sotto la lampada spenta. -
E` già grande la bambina:
la casa regge, e lavora:
fa il bucato e la cucina,
fa tutto al modo d'allora.
Pensa a tutto, ma non pensa
a sparecchiare la mensa.
Lascia che vengano i morti,
i buoni, i poveri morti.
Oh! la notte nera nera,
di vento, d'acqua, di neve,
lascia ch'entrino da sera,
col loro anelito lieve;
che alla mensa torno torno
riposino fino a giorno,
cercando fatti lontani
col capo tra le due mani.
Dalla sera alla mattina,
cercando cose lontane,
stanno fissi, a fronte china,
su qualche bricia di pane,
e volendo ricordare,
bevono lagrime amare.
Oh! non ricordano i morti,
i cari, i cari suoi morti!
- Pane, sì... pane si chiama,
che noi spezzammo concordi:
ricordate?... E` tela, a dama:
ce n'era tanta: ricordi?...
Queste?... Queste sono due,
come le vostre e le tue,
due nostre lagrime amare
cadute nel ricordare!

Giovanni Pascoli
da Canti di Castelvecchio, 1903
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So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in

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