Vianne ha scritto:
Credo ci sia parecchia confusione sull'uso del termine tolleranza che troppo spesso viene utilizzata - soprattutto da individui in cattiva fede - come sinonimo SBAGLIATISSIMO di quelle oscenità che sono il buonismo e il perdonismo.
(e io qui aggiungerei anche uan marea di altre cose altrettanto dannose)
ARGOMENTO SPLENDIDO
Premetto che ho apprezzato molto il post di vianne che non quoto in toto solo perche` la mia ignoranza in merito di quanto da lei espresso, mi impedisce di dire "sono daccordo in tutto" o "in parte..",quindi preferisco tacere...(e magari mi riprometto di legger eil libro e colmare le lacune).
Invece riguardo all`inizio del post vorrei dire qualcosa perche` da "intollerante" quale sono, il tema mi sta molto a cuore...
Ho semrpe avuto una mente molto "meccanica" e un grande amore per la lingua italiana quindi, visto che parliamo di uso in malafede di una parola molto "potente", mi armo di vocabolario e mi rinfresco il significato del soggetto del contendere:
tolleranza: 1)capacita` fisica di resistere, senza danno, a qualcosa.
2)disposizione ad accettare e rispettare idee e comportamenti diversi dai propri.
premetto che io non considero neinte "casi particolari", il mondo moderno e` costituito da un tale numero di eccessi che preferisco cercare una linea di pensiero e comportamento che guardi l`insieme delel cose senza ecezioni e postille.
Guardando a me stesso noto subito che non ho la capacita` fisica di resistere senza danno a nessun tipo di prepotenza, peggio ancora di intimidazione o repressione, da questo mi reputo intollerante ai reati a sfondo sessuale ad esempio e a tutta la sfera di limitazione dei diritti dei bambini o dei malati, le limitazioni alla diffusione dell`informazione e molte altre cose.
Non lo ritengo una mia scelta, e` che fisicamente la mia vita viene influenzata in motli modi da questi aspetti che mi circondano(non ne elenco miliaia solo per brevita`)
Riguardo al secondo punto, sempre sugli stessi esempi, non trovo in me ne accettazione ne rispetto, posso reputare le persone che compiono detti atti, malati, deviati ecc.. nulla che mi porti a "rispettarli".
L`elenco dei comportamenti ai quali non "resisto senza danno" e che non trovo "rispettabili" e` molto lungo, per questo mi reputo una persona "intollerante".
Considerando pero` tale definizione, mi sentirei poco in pace con me stesso se tollerassi di piu` perche` mi prenderei carico di una responsabilita` notevole, reputando "senza danno" alcune cose oppure dando rispetto(come spesso viene fatto, ricordatevi che corona e lele mora sono "vip" a erika e omar spedivano elttere in carcere ecc...)a persone che non lo meritano.
Ora in conclusione, io sicuramente nel mio elenco sono forse troppo rigido, ne ho a volte visti i difetti, resto cmq convinto che si debba parlare di tolleranza rendendosi ocnto che ogni cosa che tolleri la "aggiungi" al mondo che ti circonda ed e` uina responsabilita` d avalutare con cura e lungimiranza.
chiudo scusandomi del solito post sermone e con una citazione che amo(non ho idea di chi sia):
" se hai la mente troppo aperta il cervello finira` per scivolarti fuori "