...ed eccomi qua a “spendere” qualche parola sull’ultimo film che ho visto al cinema intitolato:
“Il divo” di
Paolo Sorrentino. E’ uno dei tre film discussi e premiati a Cannes e la curiosità di vederlo – dopo averne sentito parlare a lungo – era tanta anche se in verità, mi aspettavo qualcosa di più...ma ne parlerò in seguito, non anticipo niente, preferisco soffermarmi un attimo sulla storia che viene raccontata!
Il divo è un film che vede come personaggio principale, come protagonista, un uomo appartenente (ancora oggi, visto che è stato nominato Senatore a vita) al panorama politico italiano:
Giulio Andreotti, interpretato per l’occasione da Tony Servillo.
Il film comincia con una breve panoramica sull’uomo Andreotti, una persona che soffre di terribili emicranie e che prova in tutti i modi a guarire da questo disturbo – anche con l’agopuntura – senza mai riuscirci.
Siamo a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 quando Andreotti – leader della Democrazia Cristiana – si accinge ad occupare per la settima volta un ruolo importante all’interno del governo italiano ovvero, la presidenza del Consiglio. Insieme a lui, naturalmente, sono presenti tutti gli uomini politici più di rilievo in quegli anni come ad esempio Paolo Cirino Pomicino ma anche rappresentanti della chiesa, un cardinale al quale il “nostro” Giulio si rivolge spesso e volentieri chiedendo di non eliminare e sopprimere dal mercato un farmaco che lui usa tantissimo.
Giulio Andreotti viene descritto come un personaggio dotato di grande umorismo, ironico e queste sono le sue carte vincenti per andare avanti in un mondo – quello della politica – pieno di persone che pensano a se stesse e ai propri interessi...anche lui – per carità – rientra in questa categoria anche se (come citato all’interno del film) preferisce di gran lunga essere chiamato un uomo colto piuttosto che un grande uomo politico.
...continua nel prossimo post...