Eccomi!
...ho impiegato un po’ di tempo per scrivere questo resoconto – e me ne manca ancora uno, quello sull’ultimo film che ho visto – perché ripensando a
Gomorra, alla trasposizione cinematografica che
Matteo Garrone ha fatto del libro di
Roberto Saviano, sono rimasto abbastanza sconvolto; da quello che viene raccontato e come viene raccontato, mi è venuta voglia di leggere il libro che di sicuro “traumatizza” ancor di più!
Nonostante il film risenta sicuramente dei tempi cinematografici a cui è soggetto e sia stato catalogato nel genere drammatico, la storia che racconta fa davvero pensare perché è di una realtà talmente amara e atroce da non parer vera. Drammatico? Onestamente preferirei un’altra definizione e lo chiamerei “un film di attualità”!
Gomorra è ambientato nel quartiere Scampia di Napoli e mette in evidenza al suo interno storie diverse tra loro con personaggi diversi, ma che hanno un filo conduttore…sopravvivere è davvero una lotta a causa della presenza della camorra e di diversi clan, se si è all’interno di questo sistema bisogna obbedire a determinate regole,
“o si è con noi o contro di noi”.
Le storie rappresentate vedono dei ragazzini adolescenti che sognano di entrare a far parte dei gruppi organizzati, quelli che girano con le auto, le pistole e i giubbotti antiproiettile...questi ragazzi vengono scelti tramite una selezione, provano l’ebbrezza dell’arma, l’odore della polvere da sparo sulla pelle e devono affrontare la paura di vedersi puntati una pistola contro...è una specie di “prova di ingresso” in quel mondo che fino a quel momento osservano da lontano, ci passano attraverso, ma non sanno come funziona...
...a fianco a questi ragazzini, c’è chi invece tenta la strada da solo, si sente grande e imbattibile se trova un arsenale e comincia a sparare nel vuoto, non prova paura anche se c’è sempre chi è più forte, intimorisce e alla fine, se non si fa come è stato ordinato, il risultato è uno solo...bang! La vita vale talmente poco!
Andando avanti con l’età, crescendo, c’è anche chi da semplice porta soldi all’interno del quartiere, subisce minacce perché il clan si è diviso e i “vecchi” membri ribellandosi, non guardano in faccia nessuno e se la prendono con tutti...e il porta soldi cosa fa? Anche lui deve sopravvivere e alla fine è costretto a sottostare alle minacce arrivate dall’esterno, non può sottrarsi altrimenti viene fatto fuori.
...continua nel prossimo post...