Eheheheh...a volte ritornano! Ripesco questo topic con un'altra notizia legata alla famosa sigaretta elettronica, quella che non fa male, quella che se fumata produce vapore acqueo e quindi è accettata anche nei locali...
La sigaretta elettronica si può fumare ovunqueIl sogno di molti fumatori è quello di continuare a fumare senza che questo crei danni alla salute, all'ambiente e alle altre persone che sono a loro vicine. Fino ad oggi era solo un sogno. Ma da qualche tempo è arrivata sul mercato quella che potrebbe essere la realizzazione di questo sogno, ovvero una sigaretta elettronica. No, non stiamo scherzando, perché si tratta davvero di una sigaretta elettronica, nel senso che funziona con delle normali pile ricaricabili, e non produce fumo ma semplicemente vapore acqueo. Si chiama Life (magari con un pizzico di ironia), si accende con un pulsante laterale, si aspira come una tradizionale sigaretta e tenta di riprodurre lo stesso effetto, avendo l'aroma del tabacco, ricreando, insomma le stesse sensazioni visive, gestuali, olfattive, psicologiche di una sigaretta vera.
Non si accende come una sigaretta, dunque, ma si tiene in mano allo stesso modo, si aspira, produce non fumo di tabacco ma vapore acqueo. La nicotina c'è ("La concentrazione massima di nicotina contenuta in una singola ricarica di Life è pari a 0,6 mg", recita il manuale di istruzioni della sigaretta elettronica), ma non c'è combustione, non c'è catrame, non si fuma la carta, insomma la maggior parte delle sostanze nocive non c'è. Oltretutto non producendo fumo la sigaretta elettronica può essere "fumata" anche lì dove ci sono divieti al fumo.
La domanda alla fin fine è: funziona davvero? Si può rinunciare alla sigaretta tradizionale e sostituirla con quella elettronica? Non ci sono ancora sufficienti dati per dire di si, i commenti dei fumatori che l'hanno provata sono alterni, alcuni dicono che è un palliativo accettabile, altri che la usano come "compensativo" riducendo il fumo di sigarette tradizionali, alcuni i fumatori incalliti non hanno trovato soddisfazione. Ma è un esperimento curioso, che potrebbe interessare soprattutto chi sta cercando di smettere e non si accontenta di caramelle o cerotti.
fonte:
Repubblica