...... continua
..... nel 1968 esce il primo 33 giri cosìddetto monotematico,
ne seguiranno parecchi uno più interessante dell'altro, ma
" Tutti morimmo a stento " resta a mio avviso quello che rompe
le regole musicali del periodo, infatti in questo LP ci sono
brani molto impegnati sulla giustizia sociale, alternati a intermezzi
e recitativi non da meno, si parla di piaghe come la tossicodipendenza,
la pena di morte, la guerra ( Fabrizio ha inventato un girotondo con
cori di bambini ), e in generale vengono sottolineate le crepe che
un paese democratico porta dentro, con le disuguaglianze sociali ed
economoniche ben note nel '68 ......
...... lui ha sempre detto nelle interviste di non condivedere il modo
scelto dai giovani di fare il '68, e più avanti con " Storia di un impiegato ",
verrà alla luce il suo intrenseco essere pacifista, anche se ripeteva
che gli ideali erano giusti e da lui condivisi in pieno, ma le rivolte
studentesche ed in generale i moti del '68 non fecero altro che generare
violenza su violenza, basti pensare agli anni successivi, e con
gli occhi sul presente non credo si possa dire che non avesse visto giusto,
e non perchè a lui tutto è dovuto, ma perchè quando sono gli eventi
che ad anni di distanza gli danno ragione, non si può non riconoscergli
di avere un animo nobile e alto per quel periodo in cui era facilissimo
integrarsi alle masse giovanili magari per pura solidarietà di voler
cambiare le cose, ma non sempre le cose si cambiano in meglio se
per provare a cambiarle vengono utilizzati metodi simili a quelli usati
da coloro che si vuole combattere, ne esce una stagnazione lunga con
strascichi di dolore e rabbia ...... e vi rimando all'ultima strofa del brano
sotto per capire che il discorso resta sospeso, nel senso che Faber
difficilmente voleva insegnare qualcosa con le sue canzoni, preferiva
spesso sottolineare all'interno dei brani che ciò scritto era il suo pensiero,
ma mai si potrà dire con assoluta certezza fosse il " vangelo ", perchè
la sua fede nell'uomo in quanto essere capace di compiere miracoli
terreni era uno dei suoi punti fermi, quindi anche il prendere distanze
da movimenti all'epoca in pieno fermento, poteva indurre a considerarlo
contro o a favore a seconda proprio dell'elaborazione che noi uomini
facevamo delle sue opere, e scusate ma credo che la grandezza di Faber
sia proprio questo modo di essere, che non equivale a non prendere
posizione a non sbilanciarsi ma a lasciare la LIBERTA' a ogni singolo
individuo di sforzarsi di azionare sempre il cervello, senza cedere mai
alle masse o accodarsi per comodità al pensiero comune, senza
averlo recepito nel modo giusto .....
..... ok scusate la lunghezza del post
Ballata Degli Impiccati
Tutti morimmo a stento
ingoiando l'ultima voce
tirando calci al vento
vedemmo sfumare la luce.
L'urlo travolse il sole
l'aria divenne stretta
cristalli di parole
l'ultima bestemmia detta.
Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un'ora.
Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l'antico credo
di chi muore senza perdono.
Chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull'ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch'egli stravolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino.
La donna che celò in un sorriso
il disagio di darci memoria
ritrovi ogni notte sul viso
un insulto del tempo e una scoria.
Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso.
