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Indice Forum La penna e la tela In Libreria Brani divertenti

Brani divertenti

Tra gli scaffali cosa si trova e cosa si legge...

Messaggio 08/06/2007, 17:35
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Ehmmm...inserisco un breve passaggio tratto dal libro "Così parlò il nano da giardino" di Margherita Oggero...forse non è tanto divertente come passaggio, ma a me ha fatto ridere in diversi punti per via dei vari giochi di parole presenti! :)
(evidenzio i punti! ;) )

...stando così le cose, i gerbilli decisero di rivolgersi a qualcuno che fosse più affidabile e chiesero quindi consiglio al loro amico Gongolo, che era un nano. Un nano da giardino (nome scientifico: nanus hortorum vulgaris), uno di quelli che stanno in mezzo alle aiuole di notte e di giorno, e se piove si prendono la pioggia perchè non possono mettersi al riparo.
A Gongolo non piaceva stare da solo in mezzo a un'aiuola e infatti nonostante il suo nome non gongolava per niente, dato che, mancandogli la compagnia di altri nani da giardino e soprattutto di Biancaneve, le giornate erano lunghissime e noiose. Così, quando i gerbilli andavano a trovarlo, era tutto contento di fare un po' di conversazione ed eventualmente dar loro dei consigli dall'alto della sua saggezza. Non tanto dall'alto, però, dal momento che era un nano. Un nano da giardino.


:)

da "Così parlò il nano da giardino" di Margherita Oggero - pubblicato da Enaudi - pagina 8
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Messaggio 28/06/2007, 10:45
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...inserisco un passaggio troppo divertente del libro che sto leggendo: "Si chiama Francesca, questo romanzo" di Paolo Nori! :ok: ...lo divido in due perchè un po' lungo! :)

- Prima parte -

...allora l'altro giorno al mattino, ero appena salito sull'autobus avevo appoggiato la testa provavo a dormire dieci minuti che avevo passato la notte in bianco per dei motivi professionali, ero anche di malumore che prima di partire avevo fatto una brutta telefonata di quelle che dopo che le hai fatte poi ti vergogni, ero appena salito sull'autobus avevo appoggiato la testa tutto d'un tratto mentre l'autobus numero dodici scendeva verso il capoluogo percorreva la dolce discesa disegnata da via degli Argini strada provinciale poco trafficata venti minuti e sarei arrivato a destinazione tutto d'un tratto Ma te, ho sentito dire sulla mia testa, si può sapere dove vai sempre invece di stare a casa a scrivere libri?

Che allora io ho alzato gli occhi Ragazze, ho detto rivolto alla mia testa, ho dormito poco son anche di malumore io vi lascio star lì sulla mia testa basta che non scassate i maroni. :lol: :lol:

Vi lascio star lì sulla mia testa? han detto le voci che stanno sulla mia testa Vi lascio star lì sulla mia testa? han ripetuto. Oh ma, chi ti credi di essere? han detto le voci che stanno sulla mia testa, pensa piuttosto che son già otto giorni che non scrivi niente.



da Si chiama Francesca, questo romanzo - Paolo Nori - pubblicato da Einaudi - pagine 28/29/30
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Messaggio 28/06/2007, 10:46
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- Seconda Parte -

Ragazze, gli ho detto allora io l'altro giorno sull'autobus alle voci che stanno sulla mia testa, io non mi oppongo al vostro parcheggio sulla mia testa basta che non fate casino che mi lasciate in pace che io non posso lavorare tutta la notte poi al mattino sulla mia testa aver delle voci che non mi lasciano dormire neanche i dieci minuti necessari per un riposo minimo e indispensabile, io vi lascio stare sulla mia testa basta che non scassate i maroni altrimenti io chiamo la forza pubblica vi lascio sgomberare, dalla mia testa, gli ho detto alle voci che stanno sulla mia testa l'altro giorno sull'autobus numero dodici che da Basilicanova dolcemente scendeva verso il capoluogo emiliano.

No carino, han detto le voci che stanno sulla mia testa, tu prima di tutto le forze dell'ordine tu non le chiami che tu hai orrore, delle forze dell'ordine, mi han detto le voci che stanno sulla mia testa, secondo, mi han detto, anche se chiamassi le forze dell'ordine che non le chiami ma facciamo l'ipotesi che tu le chiamassi dovresti dimostrare che è tua, la tua testa, m'han detto le voci che stanno sulla mia testa, allora piuttosto ti facciam noi una proposta facciamo un patto tra gentiluomini facci vedere a noi l'atto di proprietà della tua testa e noi ti lasciamo tranquillo, mi han detto le voci che stanno sulla mia testa.

Che io sentire così ho alzato uno sguardo in direzione delle voci che stanno sulla mia testa che era uno sguardo che preannunciava un vocicidio, che le voci che stanno sulla mia testa si sono zittite immediatamente non han più parlato per tutto il viaggio...
:rotfl: :rotfl: :rotfl:


da Si chiama Francesca, questo romanzo - Paolo Nori - pubblicato da Einaudi - pagine 28/29/30

...ha fatto bene, no? :ok: :lol: :lol: :lol:
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Messaggio 20/06/2008, 18:14
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...e dall’ultimo libro che sto leggendo – anche se dovrei dire che ho letto visto che l’ho quasi finito - riporto un breve passaggio che al suo interno contiene giusto quelle 5 righe che mi han fatto morire dal ridere e che le avrò rilette più volte! :ok:

Il passaggio appartiene al quarto racconto intitolato “La Scimmia” e contenuto all’interno dell’ultimo libro di Francesco Guccini – Icaro.
La sua uscita è stata segnalata tempo fa nel topic Libri in uscita (link)! :)

La storia vede come protagonisti due coppie di italiani – che non si conoscono – ospiti all’interno di un villaggio in una zona tropicale. L’uomo della prima coppia (Carlo) non sopporta l’altra coppia (Pippo e Lalla) e dice una cosa troppo divertente mentre li prende in giro...

Ecco il passaggio:

Eccoli, Lalla e Pippo, e lei fa ciao ciao con la manina. Preciso. Io vado via.
“Fammi il santo piacere di stare qui. Poi magari li troviamo simpatici.”
“See, simpatici, il giusto! Poi è che non ho portato niente da leggere e mi toccherà anche fare conversazione.”
I due intanto erano arrivato, tutti sorrisi. Lui, a torso nudo, con un borsone a tracolla, indossava un paio di bermuda da surfista dai colori sgargianti, lei era avvolta in un micro pareo e ondeggiava su un paio di zoccoletti che affondavano ad ogni passo sulla sabbia. “Ciao, avete visto che mare?” fece lei.
“Meglio qui che a Minerbio, no?” fece lui.
“Meglio qui anche di quel vostro pasto che finisce in ate. Come avete detto che si chiama?”
La moglie, senza farsi vedere, gli dette un pugno nelle costole. “Fate il bagno?”
“Sì, certamente.” Lalla andò verso il mare.
“Pippo, corri, guarda, ci sono i pesci!”
Carlo brontolò fra sé: “Certo, che scoperta, nel mare ci sono i pesci. Ma tè guarda questi mari tropicali! Cosa aspettava di trovarci, delle galline?”
:lol: :lol: :lol:

Da Icaro - Francesco Guccini - pagina 58 - pubblicato da Mondadori
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Messaggio 20/06/2008, 21:16
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Mac La Mente ha scritto:
Il passaggio appartiene al quarto racconto intitolato “La Scimmia” e contenuto all’interno dell’ultimo libro di Francesco Guccini – Icaro.

Simpatico questo passaggio, in poche frasi Guccini riesce a condensare il tipico atteggiamento di (simpatia-)antipatia degli italiani verso i connazionali incontrati all'estero.

A quanto ne so tra gli stranieri non è così, o perlomeno non è così palese. Ma tra italiani la situazione descritta è molto più che un luogo comune! :D
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Messaggio 21/06/2008, 11:39
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Vianne ha scritto:
Simpatico questo passaggio, in poche frasi Guccini riesce a condensare il tipico atteggiamento di (simpatia-)antipatia degli italiani verso i connazionali incontrati all'estero.

A quanto ne so tra gli stranieri non è così, o perlomeno non è così palese. Ma tra italiani la situazione descritta è molto più che un luogo comune! :D

Grazie Vianne! :)

...si, è simpaticissimo e ogni volta che lo rileggo mi rimetto a ridere e non riesco a fermarmi! :ok: ...la situazione descritta è troppo reale...gli italiani (forse, a differenza degli stranieri) fan scoprire subito certi atteggiamenti, è più forte di loro, non riescono a nasconderli! :hihi:
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Messaggio 12/08/2008, 11:59
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Ehmmm...non ce la faccio! Non ce la faccio a scriverlo perchè al sol pensiero rotolooo! :rotfl: :rotfl:
Ho ritrovato un vecchio libro di circa 12 anni fa scritto da Aldo Giovanni e Giacomo che si intitola "Nico e i suoi fratelli"! Bene, riporto la prefazione della Gialappa's band...è troppo forte...immaginateve il resto! :bigsmile:

Siccome è troppo lunga, la divido in due parti! :)


Prefazione:

Quando Aldo Giovanni e Giacomo ci hanno chiesto di scrivere la prefazione di questo libro abbiamo esitato a lungo, sia perchè sapevamo che il loro editore alessandro Dalai (un uomo così generoso e perbene da essersi guadagnato il soprannome di "Poggiolini dell'editoria) in cambio non ci avrebbe dato neanche mille lire, sia perchè avevamo già scritto la prefazione di un altro libro che riguardava un personaggio di "Mai dire gol", Frengo. Alla fine abbiamo accettato per un motivo semplice: il personaggio di Nico è nato in circostanze del tutto differenti rispetto a quelle in cui è nato Frengo, e desideravamo portarle a conoscenza del lettore.

Born on the 4th of february

Era un tranquillo pomeriggio di febbraio del 1995, a Milano 2 il sole illuminava il laghetto (finto) dove quattro o cinque paperelle (vere, anche se sembravano finte) nuotavano allegramente, nella piazzetta antistante quattordici o quindici blazer blu (veri) indossati da altrettante persone (finte, anche se sembravano vere), bevevano il caffè: erano venditori di Publitalia e stavano discutendo animatamente su temi scottanti tipo: l'ammorbidente Coccolino è ideologicamente vicino al pubblica di "OK il prezzo è giusto"? Al primo piano di Palazzo dei cigni, nella redazione di "Mai dire gol" la tensione era come il colesterolo di Giuliano Ferrara: alle stelle. Da un paio d'ore eravamo tutti intorno al tavolo della sala riunioni: noi tre, gli altri autori del programma Massimo Venier ed Enzo Santin, Aldo Giovanni e Giacomo e il produttore Sergio Pezzola, insomma un trust di cervelli che ricordava da vicino i protagonisti di Qualcuno volò sul nido del cuculo. c'era chi fumava nervosamente (quasi tutti) e chi imprecava contro chi fumava (Carlo), c'era chi aveva bevuto il caffè della macchinetta automatica (Giorgio, Marco e Giacomo) e imprecava contro il caffè della macchinetta automatica (Giorgio, Marco e Giacomo). Mancavano pochi giorni all'inizio del programma e l'ordine del giorno era dei più scottanti: trovare un nuovo personaggio per Aldo Giovanni e Giacomo. Già alcuni personaggi erano stati scartati per diversi motivi: un procuratore di calciatori cocainomane (troppo persante), un frete alcolizzato (troppo blasfemo), un presidente di una squadra di calcio sommerso dai debiti che per salvarsi il culo foda un partito e vince le elezioni (troppo inverosimile).

...continua...
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Messaggio 12/08/2008, 11:59
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..seconda parte...

A un certo punto, quando ormai lo sconforto stava prendendo il sopravvento, noi domandammo a Giovanni: "Sai mica parlare in sardo?" Giovanni ci guardò un attimo timoroso e poi, senza dire nulla, esplose in un "Sappatagheiu, pattagarroso, siffitighella, aiò, abbassa lo sguardo, porca tro**!" Il boato di risate che ne seguì fu avvertito perfino al laghetto le cui acque si incresparono per alcuni secondi, e quando ci accorgemm che stava ridendo anche sergio, il nostro produttore, che essendo bergamasco ha il senso dell'umorismo di un minatore rumeno, capimmo tutti che era nato Nico.
Quella sera, quando uscimmo dagli uffici, passando davanti al laghetto ci sembrò che le paperelle ci strizzassero l'occhio (chissà, ci dicemmo, forse l'avevano capito anche loro). Poco dopo ci imbattemmo in un capannello di venditori di Publitalia che stavano disquisenso su quanto l'avvento di Sbrodolino mangiatutto avesse migliosato la qualità della vita dei bambini italiani. A quel punto ci guardammo tutti negli occhi e di una cosa fummo certi: quelli là non avrebbero mai capitoun tubo. :lol: :lol:

Da "Nico e i suoi fratelli" di Aldo Giovanni e Giacomo - pagine 9-11 - pubblicato dai Miti Mondadori.
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Messaggio 05/07/2010, 14:57
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Segnalo una piccola frase fulminante, divertente e piena d'ironia che ho trovato in un libro che sto leggendo in questi giorni.

Il libro è Shakespeare scriveva per soldi, raccolta degli articoli pubblicati tra il 2006 e il 2008 dallo scrittore britannico Nick Hornby nella rubrica di recensioni librarie da lui curata sulla rivista Usa The Believer.

A un certo punto, alla richiesta dei lettori di rappresentare graficamente le letture di cui parla nella rubrica sotto forma di torta, afferma di non riuscire a capire bene il perchè della richiesta, dovuta forse al fatto che gli americani riescano a visualizzare i concetti solo associandoli al cibo. E prosegue dicendo che, certo, mangiare troppo può essere un problema per la saluta, però:

"per me l'alfabetismo conta più della salute: se i nostri paesi fossero pieni di lettori grassi, invece che di Victorie Beckham, vivremmo tutti meglio" :angel:
Nick Hornby - Shakespeare scriveva per soldi
Guanda 2009, p. 104
Traduzione di Silvia Piraccini
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Messaggio 05/07/2010, 17:22
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Vianne ha scritto:
"per me l'alfabetismo conta più della salute: se i nostri paesi fossero pieni di lettori grassi, invece che di Victorie Beckham, vivremmo tutti meglio" :angel:
Eheheheeh...non posso che essere d'accordo Vianne! E' molto molto sottile come ironia ed è per questo l'apprezzo! :ok:
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