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Indice Forum E = m·c² Medicina La telemedicina migliorerà la nostra salute...

La telemedicina migliorerà la nostra salute...

Il mondo dentro di noi...

Messaggio 20/06/2009, 11:17
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Una nuova frontiera e un nuovo modo di "operare" si stanno diffondendo grazie all'utilizzo della rete, di internet, e della possibilità di interazione che queste offrono.

La telemedicina permetterà al paziente di rivolgersi direttamente al medico tramite un sito internet, di rivolgere domande e tutto quello che ritiene necessario e questa soluzione farà diminuire le code e i tempi di attesa in ambulatorio! :yes:

Personalmente sono un po' scettico su questa cosa, credo che il rapporto umano e l'avere di fronte un medico per una eventuale visita resta sempre la cosa migliore...ma, staremo a vedere come va a finire! :)

E voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con quanto avverrà in futuro?

...nei prossimi due post inserisco una parte della notizia che ha ispirato questo topic, è un po' lunga ma vale la pena leggerla...continua al link a fine articolo! :yes:
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Messaggio 20/06/2009, 11:18
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- prima parte -


Meno visite, più consulti online ci salverà il dottore virtuale
Arriva la rivoluzione della telemedicina, che migliorerà la nostra salute.

La parte più pesante delle malattie lievi è la fila dal medico. Da quello di base ne uccide più la bile da attesa che lo stafilococco. Con l'età aumentano gli acciacchi e il bisogno di essere, più che curati, rassicurati. Così, nel paese più anziano d'Europa, l'ambulatorio dell'ex "dottore della mutua" finisce per essere più trafficato di una bocciofila di provincia. La sproporzione tra investimento (tempo impiegato) e risultato (sguardo del professionista) ricorda l'andamento recente di certi hedge fund. Almeno nei tanti casi in cui il valore aggiunto, l'occhio clinico, potrebbe esercitarsi anche a distanza, magari su immagini spedite dal telefonino o esami comunicati via email. Perché, in fondo, la telemedicina è proprio questo: fare spostare le informazioni invece dei pazienti. I quali - come dimostrano i primi studi internazionali - ci guadagnano su tutti i fronti, dall'economicità alla qualità di vita, quando non nella sua aspettativa.

A marzo Kaiser Permanente, una delle principali fornitrici di prestazioni sanitarie statunitensi, ha pubblicato su Health Affairs i risultati del colossale sforzo (4 miliardi di dollari) per digitalizzare i servizi erogati ai suoi 8,6 milioni di assicurati. Convertendo i medici alla "religione" elettronica le visite per paziente si sono ridotte del 26%, aumentando però telefonate ed email. Non è l'unico sintomo del cambiamento. Uno studio pubblicato a gennaio negli Archives of Internal Medicine ha confrontato la performance di due gruppi di ospedali texani. Chi ha informatizzato sul serio ha ridotto del 15% i morti e del 16% le complicazioni.

Infine la salute dell'erario. Stando a un rapporto del think tank Rand, se il 90% degli ospedali e dei medici americani adotterà le tecnologie dell'informazione entro il 2020 si risparmieranno 77 miliardi di dollari all'anno. Contabilizzando anche i benefici indotti da una migliore salute pubblica i vantaggi raddoppierebbero, arrivando al 6% della spesa sanitaria corrente, che ammonta a 2,6 trilioni di dollari come illustra l'Economist in un documentatissimo dossier. Una terapia piuttosto convincente, insomma.

Sul versante dei risparmi da noi si è mosso il ministero dell'Innovazione. "Se l'elettronica entrasse fino in fondo nel servizio sanitario si potrebbe risparmiare il 30%" ha dichiarato a marzo Renato Brunetta. Ovvero trenta miliardi di euro su cento. Forse è una stima un po' ottimistica ma di certo l'informatizzazione potrebbe tagliare molto grasso. "Se considera che si fanno 550 milioni di ricette all'anno a una media di un euro l'una, già digitalizzandole si porterebbero a casa 550 milioni" dettaglia Paolo Donzelli, l'uomo chiave del ministero su questa partita. "Per non dire della riduzione di errori ingenerati da quelle scritte a mano. E poi pensate ai 12 milioni di certificati di malattia, tutte raccomandate da eliminare. Soldi che si potrebbero spendere nella cura piuttosto che nella burocrazia".

...continua...
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- seconda parte -


Il piano eGov 2012, capitolo salute, registra l'oggi (con l'80% dei medici di base dotato di pc e, tra loro, una metà connessa a Internet) e pianifica il domani, quando ogni cittadino avrà il proprio "fascicolo sanitario elettronico", una biografia per malattie consultabile da qualsiasi medico. "Serviranno 4-5 anni per i primi risultati" ammette l'ingegner Donzelli. Nell'attesa di fare l'unità d'Italia, tuttavia, per certe regioni il futuro è già un'abitudine.

I 400 mila assistiti della Usl 9 di Treviso, ad esempio, non dovranno attendere alcun miracolo. "Ogni loro referto, esami di laboratorio o radiologici, è custodito in un sito al quale chi li curerà potrà accedere" spiega entusiasta il dottor Claudio Dario, direttore generale dell'unità sanitaria d'eccellenza e capofila del consorzio Arsenal. Alla sicurezza dei dati provvede PosteCom, il braccio telematico delle Poste. E l'idea è piaciuta così tanto che altre regioni hanno già chiesto di copiarla tale e quale.

La "argenteria" di cui Dario va ancora più fiero si chiama però Health Optimum. "Prima chi aveva un trauma cranico si rivolgeva al pronto soccorso più vicino. Nel dubbio se andasse operato veniva imbarcato su un'ambulanza alla ricerca di un centro neurochirurgico disponibile. Nel tragitto qualcuno moriva, com'è successo in Puglia. Ora i 36 pronto soccorso del Veneto sono stati messi in rete con i 7 centri neurochirurgici. Dovunque venga accettato, al paziente si fa una tac e le immagini spedite elettronicamente a uno specialista. Questi deciderà se deve spostarsi o no. Risultato? Otto su dieci restano dove sono. E anche quando sono trasferiti la sala operatoria sa esattamente cosa aspettarsi".

Questa anteprima di democrazia sanitaria, per cui chi si fa male alla periferia ha le stesse probabilità di ricevere cure buone come al centro, è costata 5,4 milioni di euro. Tanti soldi in assoluto, poco più di un euro a testa se si divide per gli abitanti della regione.
"La verità è che non esiste più un sistema sanitario nazionale ma 21 repubbliche della salute, considerando le autonomie di Trento e Bolzano" osserva Raffaele Bernardini, direttore di Telemeditalia. Per come la racconta lui la corsa italica sul circuito cybermedicale è una schizofrenica serie di stop-and-go: "Ogni regione fa quel che vuole, fregandosene dei cosiddetti "livelli essenziali di assistenza" richiesti dalla legge".

Anche parlare di regioni "avanti" - tipo le solite note Veneto, Lombardia, Emilia Romagna - è un azzardo perché in verità la differenza, mancando una regia chiara, la fanno le iniziative individuali. "Siamo un paese Arlecchino, largamente superato dal resto d'Europa, dove si scopre che magari in Puglia c'è un ottimo servizio di telecardiologia, della Calabria non si sa nulla e in Lazio saltan fuori punte di eccellenza".

[...continua nel link sottostante...[/url]

fonte: Repubblica
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Messaggio 20/06/2009, 12:39
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Sono d'accordo se aiuta a velocizzare le richieste per gli ospedali e tra ospedali, per pazienti che devono solo fare ricette per l'ormai nota malattia, per chi deve fare domande su prassi ospedaliere o di ricoveri ma non farmacologiche, insomma per contattare capi-reparto ecc...Per la meravigliosa idea della velocizzazione delle cartelle tra ospedali con un database unico, il sogno di ogni paese civilizzato credo.
Per aspera sic itur ad astra

Jane Eyre\ Charlotte Brontë “Oltre questo mondo,
oltre la razza degli uomini,
esiste un mondo invisibile e un regno degli spiriti.
Quel mondo ci circonda ed è dappertutto;
e quegli spiriti ci vegliano, perché hanno l’incarico di custodirci…”

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Messaggio 20/06/2009, 14:54
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La penso come Nil
La telemedicina mi sembra un'ottima soluzione per risolvere le infinite perdite di tempo imposte dalla burocrazia: trasmissione di dati, trasmissione di esito di analisi, richieste e prenotazioni di visite, ecc.

Per quanto riguarda invece la vera e propria attività medica - la visita al paziente e la cura - penso che nulla potrà sostutuire il contatto visivo diretto e l'approccio personale tra medico e paziente. Approccio indispensabile, secondo me, per consentire diagnosi e cura.
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in

Messaggio 21/06/2009, 13:17
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Se serve a velocizzare il sistema ben venga. :)
Sono un Sagittario con quattro zampe, una coda, arco e freccia!


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