Mosca, 7 novembre 2008 - A due giorni dalla sua elezione a 44mo presidente degli Stati Uniti, e anche in vista del G20 del 14-15 novembre di Washington, Obama ha chiamato al telefono nove leader del mondo. Obama, riferisce la Cnn, ha parlato con il primo ministro australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, l’israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con i presidenti Nicolas Sarkozy (Francia), Felipe Calderon (Messico) e Lee Myung-bak (Corea del Sud). Non quindi, il premier italiano Silvio Berlusconi.
DOPO LA GAFFE
Silvio Berlusconi non fa marcia indietro: altro che gaffe, "quello di ieri era un complimento". Il premier in partenza da Mosca per Bruxelles per il Consiglio europeo, è tornato sulle affermazione sul presidente Usa eletto, Barack Obama. "Ho letto i giornali, certo che sono ancora di buon umore...", ha commentato. Poi il presidente del Consiglio attacca: "Pensavamo che ci fossero tanti imbecilli in circolazione, quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da autodichiararsi, autocertificarsi pubblicamente.Lo hanno fatto. Li conoscevanmo già, ma - ha concluso Berlusconi- non li pensavo così tanto imbecilli". Intanto stamamne il leader del Pd, Valter Veltroni, ha chiesto al premier di porgere immediatamente le sue scuse a Obama per la gaffe che ha screditato l'immagine internazionale dell'Italia.
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