Una decina di giorni fa ho letto
Noialtri, un gran bel libro dello scrittore russo
Sergej Dovlatov.
E' un testo autobiografico dove l'autore, in chiave umoristica e ironica, racconta la storia della sua famiglia e parla dei suoi parenti più stretti.
E' un libro molto divertente, leggendolo è inevitabile pensare alle tipiche battute di Woody Allen quando parla di famiglia
Eccone l'incipit, dedicato alla descrizione del nonno paterno dello scrittore:
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Il nostro bisnonno Moisej era un contadino del villaggio di Suchovo. Va proprio detto che un ebreo contadino è una combinazione piuttosto rara. In Estremo Oriente succedeva anche questo.
Suo figlio Isaak si trasferì in città. Cioè ripristinò il normale corso degli eventi
Dapprima visse a Charbin, dove nacque mio padre, poi si stabilì in una delle vie centrali di Vladivostok.
Dapprima mio nonno aggiustava orologi e qualunque genere di aggeggio casalingo. Poi andò a lavorare in una tipografia, faceva qualcosa come l'impaginatore. Dopo due anni acquistò una tavola calda sulla Svetlanka, la strada principale di Vladivostok.
Là accanto c'era la rivendita di vini di Zamaraev, "Nettare e balsamo". Mio nonno passava spesso da Zamaraev. I due amici bevevano e discutevano di argomenti filosofici. Poi andavano a mangiare un boccone dal nonno. Poi di nuovo tornavano da Zamaraev...
- Sei proprio un uomo di buon cuore - ripeteva Zamaraev - anche se sei ebreo...
- Era ebreo solo mio padre - diceva il nonno. - Da parte di madre sono nederlandese!
- Caspita! - replicava Zamaraev con approvazione.
Dopo un anno si erano bevuti la rivendita e mangiati la tavola calda."
Sergej Dovlatov -
Noialtri, Sellerio 2000
Traduzione dal russo di Laura Salmon
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