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MessaggioInviato: 29/01/2008, 18:19 
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Frankenstein ha scritto:
Curzio Malaparte (9 giugno 1898 – 19 luglio 1957) è autore di un altro libro conosciuto intitolato: la pelle.

L'introduzione inserita e il passaggio presente altrove rispecchiano il suo modo di scrivere.

Grazie per questa informazione, Frankenstein! :) ...il libro che hai citato è presente sulla piccola fascettina che avvolgeva questo insieme ad un altro titolo che era...Kaputt! :yes:

Contento che ti piaccia l'incipit e la citazione...il prima possibile arriverà anche un breve commento! ;)

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Vianne ha scritto:
Conosco Curzio Malaparte solo di nome e pur essendomi ripromessa più volte di leggerlo, non l'ho ancora fatto :oops:

Mi piace molto l'incipit con quel "Nei primi giorni di settembre 1943" e il suo rischiamo vago eppure precisissimo ai giorni immediatamente precedenti l'8 settembre.

Il libro si svolge tutto prima del'8 settembre o parte da lì e prosegue durante l'occupazione nazista?

Viaaaaanne! Non arrossire! :hug: :hug: ...prima di questo libro, io non sapevo neanche della sua esistenza!...e mi vergogno a dirlo! :( :(

Ti ringrazio! :hug: ...mi fa piacere che l'inizio e la parte del testo ti piaccia! Ti assicuro che si legge molto in fretta e una volta iniziato, ti porta dritto fino alla fine della storia! :)

Uuuuuh! Ehmm...vediamo...allora, il libro parte prima dell'8 settembre e poi prosegue perchè i giorni trascorrono e gli inglesi arriveranno! :yes:

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MessaggioInviato: 29/01/2008, 20:59 
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Mac La Mente ha scritto:
Uuuuuh! Ehmm...vediamo...allora, il libro parte prima dell'8 settembre e poi prosegue perchè i giorni trascorrono e gli inglesi arriveranno! :yes:

Allora, se ho capito, si svolge tutto in Calabria nel settembre del '43?

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MessaggioInviato: 30/01/2008, 11:49 
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Vianne ha scritto:
Allora, se ho capito, si svolge tutto in Calabria nel settembre del '43?

Principalmente si, Vianne! :yes: ...la storia trova la sua ambientazione a partire dalla Calabria per poi spostarsi - intorno alla metà del libro - in un altro posto molto distante...un posto dove il protagonista deve andare per manter fede ad una promessa fatta! :)

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Mac La Mente ha scritto:
Principalmente si, Vianne! :yes: ...la storia trova la sua ambientazione a partire dalla Calabria per poi spostarsi - intorno alla metà del libro - in un altro posto molto distante...un posto dove il protagonista deve andare per manter fede ad una promessa fatta! :)

Capito, grazie Mac! :k:
Non ti chiedo qual è il posto distante perchè da come ne hai parlato immagino faccia parte del "mistero" del libro! ;)

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MessaggioInviato: 30/01/2008, 18:16 
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Vianne ha scritto:
Capito, grazie Mac! :k:
Non ti chiedo qual è il posto distante perchè da come ne hai parlato immagino faccia parte del "mistero" del libro! ;)

Prego Vianne! Sono contento di essere stato utile! :hug: :hug:

Ehehehe...come hai fatto ad indovinare? ;) ...non ti preoccupare...non appena riesco a scrivere un breve commento lo dirò sicuramente così il "mistero" sarà svelato! ;) :k:

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MessaggioInviato: 31/01/2008, 15:35 
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Ecco l'incipit di Il libro delle illusioni, il bel romanzo di Paul Auster che sto leggendo

"Tutti lo credevano morto. Nel 1988, quando pubblicai il libro sui soi film, di Hector Mann non si avevano più notizie da quasi sessant'anni. Salvo un pugno di storici e patiti del cinema di un tempo, pochi sembravano anche solo al corrente che fosse esistito. Doppio o niente, l'ultima delle dodici comiche realizzate da Mann sullo scorcio finale del periodo del muto, apparve in sala il 23 novembre 1928. Due mesi dopo, senza aver salutato nemmeno uno dei suoi amici e compagni di lavoro, sena aver lasciato una lettera o informato chicchesia dei soui progetti, uscì dalla sua casa di North Orange Drive e non fu mai più visto."

Paul Auster - Il libro delle illusioni, Einaudi 2003
Traduzione di Massimo Bocchiola


Ecco anche l'incipit in orginale per chi legge l'inglese:

"Everyone thought he was dead. When my book about his films was published in 1988, Hector Mann had not been heard from in almost sixty years. Except for a handful of historians and old-time movie buffs, few people seemed to know that he had ever existed. "Double or Nothing", the last of the twelve two-reel comedies he made at the end of the silent era, was released on November 23, 1928. Two months later, without saying goodbye to any of his friends or associates, without leaving behind a letter or informing anyone of his plans, he walked out of his rented house on North Orange Drive and was never seen again."

Paul Auster - The Book of Illusions , 2002

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Vianne ha scritto:
Ecco l'incipit di Il libro delle illusioni, il bel romanzo di Paul Auster che sto leggendo

Paul Auster - Il libro delle illusioni, Einaudi 2003
Traduzione di Massimo Bocchiola

E' un bell'incipit questo! Grazie per averlo inserito! :)

...in pratica la storia parla di un attore che viene ricordato in un libro pubblicato, giusto? Un grande attore del passato dato per disperso e che invece è ancora in vita!..mi piace! E' particolare! :yes:

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Oggi è l'anniversario della morte di Elio Vittorini e per ricordarlo inserisco l'incipi del suo libro a mio parere più intenso, Uomini e no.


L'inverno del '44 è stato a Milano il più mite che si sia avuto da un quarto di secolo; nebbia quasi mai, neve mai, pioggia non più da novembre, e non una nuvola per mesi; tutto il giorno il sole. Spuntava il giorno e spuntava il sole; cadeva il giorno e se ne andava il sole. Il libraio ambulante di Porta Venezia diceva: "Questo è l'inverno più mite che abbiamo avuto da un quarto di secolo. E' dal 1908 che non avevamo un inverno così mite."
"Dal 1908?" diceva l'uomo del posteggio di biciclette. "Allora non è un quarto di secolo. Sono trentasei anni."
"Bene," il libraio diceva. "Questo è l'inverno più mite che abbiamo avuto da trentasei anni. Dal 1908."
Egli aveva perduto il suo banco nei giorni della distruzione di agosto; aveva lasciato la città; e non è ritornato a Porta Venezia che al principio di dicembre per poter vedere questo che vedeva: il più mite inverno di Milano dopo il 1908. Splendeva il sole sulle macerie del '43; splendeva, ai Giardini, sugli alberi ignudi e sulle cancellate; ed era una mattina d'inverno, era gennaio. Un uomo si fermò davanti al banco dei libri; portava una bicicletta per mano.

Elio Vittorini - Uomini e no, Mondadori 1965

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Vianne ha scritto:
Oggi è l'anniversario della morte di Elio Vittorini e per ricordarlo inserisco l'incipi del suo libro a mio parere più intenso, Uomini e no.

Elio Vittorini - Uomini e no, Mondadori 1965

...ehmmm...con un pochetto di ritardo, mi unisco anch'io al ricordo di Elio Vittorini! :)

Onestamente è uno scritto che non conosco, ma l'incipit che hai inserito è stupendissimo! :wub:

Mi piace! Mi piace davvero tanto e il piccolo scambio di battute che contiene è davvero simpatico. Viene descritto un ambiente, un periodo e anche un modo di vedere la vita e le cose lontano...semplicità...è con questa parola che lo descriverei! :)

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Mac La Mente ha scritto:
Onestamente è uno scritto che non conosco, ma l'incipit che hai inserito è stupendissimo! :wub:

Mi piace! Mi piace davvero tanto e il piccolo scambio di battute che contiene è davvero simpatico. Viene descritto un ambiente, un periodo e anche un modo di vedere la vita e le cose lontano...semplicità...è con questa parola che lo descriverei! :)

:)

E' interessante che ti abbia suscitato l'ide di un modo di vedere la vita fatto di semplicità, anche se non credo fosse questa l'idea che Vittorini voleva trasmettere. Colpa mia che probabilmente avrei dovuto dare qualche informazione sul libro, chiedo scusa per non averlo fatto :sorry:

Il romanzo si svolge nel periodo più terribile della seconda guerra mondiale, nella Milano occupata dai nazisti e bombardata dagli alleati, e racconta le vicende della resistenza partigiana in città.
Quell'incipit in un certo senso, sì, vuole dare l'idea di calma e semplicità, ma di quella calma e semplicità solo apparenti dei luoghi di guerra

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Vianne ha scritto:
:)

E' interessante che ti abbia suscitato l'ide di un modo di vedere la vita fatto di semplicità, anche se non credo fosse questa l'idea che Vittorini voleva trasmettere. Colpa mia che probabilmente avrei dovuto dare qualche informazione sul libro, chiedo scusa per non averlo fatto :sorry:

Il romanzo si svolge nel periodo più terribile della seconda guerra mondiale, nella Milano occupata dai nazisti e bombardata dagli alleati, e racconta le vicende della resistenza partigiana in città.
Quell'incipit in un certo senso, sì, vuole dare l'idea di calma e semplicità, ma di quella calma e semplicità solo apparenti dei luoghi di guerra

:)

Aaaaassolutamente no, Vianne! Non hai sbagliato niente! Te l'assicuro! :hug: :hug: ...la sensazione che ho provato leggendo questo incipit è scaturita dal fatto che ho considerato il periodo storico in cui è ambientato solo parzialmente ed è per questo ho scritto così! :yes:

Mi rendo conto che il '44, la seconda guerra mondiale, la situazione presente all'interno della città di Milano e in generale in tutta l'Italia non era delle migliori...anzi...abbastanza tragica...la vita che si svolgeva ogni giorno era una continua sfida e nessuno sapeva cosa poteva aspettarsi e cosa sarebbe potuto accadere.

Hai detto bene...pace e serenità solo in apparenza perchè in verità erano sicuramente altre le sensazioni che si provavano! :(

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Come anticipato in Volta pagina, ecco l'incipit dell'ultimo libro che ho letto, Messaggeri dell'oscurità,un bel noir della scrittrice spagnola Alicia Gimenez-Bartlett


"Tutto successe per colpa della dannata televisione. Be', questo è un po' esagerato, diciamo che la mia implicazione in quella diabolica faccenda avvenne a causa, e qui non cambio nemmeno una virgola, della dannata televisione. Anche se forse dovrei essere più onesta e confessarlo: in fondo, fui io la principale responsabile. Responsabile di cosa? Di essere apparsa sul maledetto schermo. Perché? Forse per non aver saputo resistere al suo magnetico influsso sulle volontà. Questa fu una delle ragioni, ma non la principale. La verità è che mi lasciai tentare, con la pretesa, per di più, di fare bella figura."

Alicia Gimenz-Bartlett - Messaggeri dell'oscurità, Sellerio 2001
Traduzione di Maria Nicola

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Vianne ha scritto:
Come anticipato in Volta pagina, ecco l'incipit dell'ultimo libro che ho letto, Messaggeri dell'oscurità,un bel noir della scrittrice spagnola Alicia Gimenez-Bartlett

Alicia Gimenz-Bartlett - Messaggeri dell'oscurità, Sellerio 2001
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Aaaaaahhhhhh!!! Ma è bellissimoooo!!!...mi viene voglia di conoscere la continuazione e l'intera storiaaaaa! Dopo averlo letto, ho pensato: "E poi?"...sono rimasto in sospeso! Mannaggia! ;)

Un bel inizio che cattura!!! :yes:

Grazie per averlo inserito! :)

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Ecco l'incipit di Gli ineffabili cinque, il bel romanzo di Donald Westlake che ho appena letto :ok:

Già da queste prime righe, dove viene presentato il protagonista nel momento in cui vien rilasciato dal carcere, emerge il tono ironico e divertente del libro :banana:


Dortmunder si soffiò il naso. “Direttore” disse, “sono commosso per le attenzioni che mi usate”. Non sapendo come disfarsi del fazzolettino di carta, se l'appallottolò in mano e lo tenne nel pugno chiuso.
Il direttore del carcere, Outes, abbozzò un sorriso, si alzò, fece il giro della scrivania,si avvicinò a Dortmunder e gli batté benevolmente una mano sulla spalla. “Quando riesco a salvare uno di voi, sento che la mia missione non è del tutto inutile.”
Outes apparteneva alla nuova leva dei funzionari statali; laureato, atletico, energico, riformista, idealista e cameratesco. Dortmunder l'odiava.
“Ti accompagno all'uscita, Dortmundere” disse il direttore.
“Ma no, non disturbatevi!” esclamò Dortmunder. Il fazzolettino di carta era umidiccio e freddo nel palmo della sua mano.
“Per me sarà un piacere vederti varcare quella soglia” disse il direttore “e sapere che non ci ricadrai più, che non rimetterai più piede tra queste mura. E sai una cosa, Dortmunder? Sono felice all'idea che una piccola parte della tua riabilitazione è merito mio.”
Dortmunder non era felice proprio per niente, invece. Aveva venduto la sua cella per trecento dollari, una cella fornita di rubinetto dell'acqua calda e di un passaggio sotterraneo che portava fino alle cucine. Un vero affare per chi l'aveva comprata. I quattrini dovevano essere consegnati a Dortmunder all'uscita. Non aveva potuto riscuoterli prima per paura che gli venissero trovati addosso durante l'ultima perquisizione. Ma come avrebbero fatto a passarglieli, ora, col direttore che gli stava appiccicato alle costole?

Donald Westlake – Gli ineffabili cinque Mondadori 1986
Traduzione di Laura Grimaldi
Or. The Hot Rock, 1970

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