Mannaggia mannaggia, la piccola rassegna presentata nel mio paese è finita però non poteva finire in modo migliore...sì, perché l’ultimo film proiettato è superbello, uno dei migliori film che abbia visto quest’anno nonostante sia uscito nel 2007. Sto parlando di
Across the universe della regista
Julie Taylor.
E’ un film che si avvicina molto a
Mouline Rouge perché come questo – e sicuramente come tanti tanti altri – è la musica la componente principale, è lei che fa da contorno e permette ai personaggi di esprimersi e di raccontare questa storia!
Across the universe è ambientato negli anni ’60 e vede come protagonista principale Jude, un ragazzo che dall’Inghilterra – Liverpool, in particolare – decide di spostarsi negli Stati Uniti. Qui Jude incontra e si scontra con una realtà differente rispetto a quella presente nel suo paese. Tocca con mano, da vicino, tutti i movimenti pacifisti che si oppongono alla guerra del Vietman, incontra e conosce persone e nonostante in patria sia legato sentimentalmente, si innamora di una ragazza – sorella di un suo nuovo amico – che successivamente raggiunge i due a New York dove si erano trasferiti.
Il viaggio di Jude è compiuto con uno scopo, quello di conoscere il padre che anni prima era stato in Inghilterra e che non sa di aver avuto un figlio. Trovata questa persona, Jude, non chiede niente in cambio, voleva solo che entrambi conoscessero l’esistenza dell’altro – tutto qui!
Ed è proprio dove lavora il padre che conosce questo suo nuovo amico, una persona un po’ fuori di testa che lo invita ad una cena a casa sua. Questo nuovo amico informa i genitori – che lo tartassano di domande, di “obblighi” ecc... - della sua decisione: lasciare gli studi.
I due si trasferiscono così a New York dove ampliano le loro amicizie e vengono a contatto con figure diverse, con la proprietaria dell’appartamento che fa anche la cantante, con un chitarrista che abita con loro e tanti altri... In questo ambiente “entra” anche la futura fiamma di Jude che dopo un po’ viene affascinata – causa morte del suo ragazzo e prossima partenza del fratello in guerra – da tutti quei movimenti caratteristici (descritti davvero bene) presenti in quel periodo che si opponevano alla guerra in Vietman.
Tutte queste azioni, vengono raccontate per la maggior parte, attraverso le canzoni...sono loro le vere protagoniste del film. I dialoghi son presenti – ci mancherebbe – ma la potenza e la forza di Across the universe sta nella capacità di integrare e ampliare il discorso con i brani dei
Beatles (in maggioranza) che raccontano i sentimenti e i momenti che si stan vivendo.
...continua nel prossimo post...