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Festival Cinematografici...

Il mondo del grande schermo

Messaggio 31/08/2006, 12:16
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...approfitto del Festival di Venezia per aprire questo topic per parlare di tutte le nuove uscite cinematografiche che arriveranno presto nella sale...non avendo la possibilità per il momento di vederle sarebbe interessante parlarne raccogliendo informazioni, critiche, impressioni che si sentono in giro...


Venezia - Star e bel mondo, abiti scintillanti ed oseé, delirio di fan e fotografi lungo la passerella rossa, sotto ai leoni dorati. La Mostra del cinema di Venezia, che porta i suoi 60 anni suonati come la presidente della giuria Caterine Deneuve con fascino immutato, si è aperta. Ma, appena messa la sordina alla polemica con la concorrente festa di Roma con tutto l'impegno del ministro Rutelli, un altro piccolo caso si è acceso: per la prima volta in 63 anni, il cast del film di apertura, Black Dahlia, è arrivato in clamoroso ritardo all'appuntamento. Sembra che sia colpa della sexy diva Scarlett Johansson, che, comunque, si è presentato a fotografi e fans, con tre quarti d'ora di ritardo, con l'aria candida e l'abito crema e l'acconciatura anni '50, in perfetta sintonia con il suo personaggio in Black Dahlia. Con lei il regista Brian De Palma, Josh Hartnett e Aaron Eckhart. Ad accoglierli il presidente della Biennale Croff, uscito in tutta fretta dalla sala grande, dove stavano iniziando a scorrere le immagini del documentario di Antonello Sarno 'Davide '50', omaggio al cinquantenario del premio Davide di Donatello.

Nella sala si era già conclusa la prima parte della cerimonia di apertura della Mostra. Seduti nelle poltrone di velluto oro, tra gli altri, il ministro Rutelli (in smoking, ai polsi due gemelli con la lettera M che, spiega a chi li nota, erano di Marcello Mastroianni e gli sono stati donati dalla vedova, Flora), accanto a lui la moglie Barbara Palombelli, il ministro degli affari regionali Linda Lanzillotta, per la Rai Giancarlo Leone -vicedirettore generale oltre che ad di Raicinema- ed il consigliere Sandro Curzi, Goffredo Bettini presidente dell'Auditorium e della Festa di Roma, Cristina Parodi e Giorgio Gori, Beatrice Borromeo (la giovane cognata di Elkann che sarà al fianco di Santoro nella sua nuova trasmissione 'Anno Zero'), e, naturalmente tanto cinema, italiano e non, dal premio Oscar Dante Ferretti con la moglie Francesca Lo Schiavo, al maestro Mario Monicelli, a Gill Rossellini, accompagnato da Cinzia Monreale in un lungo abito rosso, e ancora attori, registi e produttori che fanno parte delle tre giurie, dalla Deneuve in un lungo abito nero intarsiato di gioielli, alla sorridente Stefania Rocca, a Guillelmo Del Toro, Makhmalbaf, Michele Placido.

La madrina, Isabella Ferrari, in lungo abito vintage color bronzo, ha augurato sicura dal palco a pubblico e protagonisti una buona 63esima Mostra del cinema ed il presidente Croff, smoking con la giacca bianca, ha parlato di "una sfida impegnativa nel tener fede al passato glorioso", facendo anche cenno al "problema ormai storico" del nuovo palazzo del cinema, "ormai non più rinviabile". "Vogliamo regalarvi i film giusti, film che ci hanno appassionato e insegnato qualcosa. A partire da questo momento parleranno loro", ha detto il direttore Marco Muller.

fonte: ansa



Chi volesse sapere quali film verranno presentati al Festival, può leggerne l'elenco completo a questa pagina del sito ufficiale della Mostra
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Messaggio 31/08/2006, 12:32
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Mi interessa vedere Black Dahlia di Brian De Palma. Il cast di attrici è favoloso, sono tutte bravissime nonchè bellissime :yes:
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Messaggio 31/08/2006, 15:06
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Anche a me interessa vedere il film di De Palma! :)
Devo dire però che le primissime recensioni dei critici che l'hanno visto ieri a Venezia sono abbastanza dubbiose.
Ma forse dipende dal fatto che si era creata una tale attesa intorno a questo film che inevitabilmente qualcuno è rimasto deluso
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Messaggio 31/08/2006, 15:43
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Vianne ha scritto:
Anche a me interessa vedere il film di De Palma! :)
Devo dire però che le primissime recensioni dei critici che l'hanno visto ieri a Venezia sono abbastanza dubbiose.
Ma forse dipende dal fatto che si era creata una tale attesa intorno a questo film che inevitabilmente qualcuno è rimasto deluso


Devo essere sincero, non ho ancora letto nessuna opinione sul film, lo farò al più presto! :yes:


Facendo un discorso generale...le attese deludono sempre! Chissà perchè! :mah:
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Messaggio 31/08/2006, 16:37
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Mac La Mente ha scritto:
Vianne ha scritto:
Devo dire però che le primissime recensioni dei critici che l'hanno visto ieri a Venezia sono abbastanza dubbiose.
Ma forse dipende dal fatto che si era creata una tale attesa intorno a questo film che inevitabilmente qualcuno è rimasto deluso

Devo essere sincero, non ho ancora letto nessuna opinione sul film, lo farò al più presto! :yes:

Facendo un discorso generale...le attese deludono sempre! Chissà perchè! :mah:

E' vero, le attese per qualche motivo deludono sempre...


Posto la recensione di Paolo Merghetti del Corriere della Sera ai film presentati ieri:


Furbo ma di maniera il noir di De Palma. La sorpresa viene dall'Urss

La verità sulla Dalia Nera celata in un film porno
dall'inviato Paolo Mereghetti

La mostra inizia e le polemiche con il Festival di Roma tengono banco. Müller si lascia (volutamente) scappare qualche dichiarazione provocatoria (più o meno «a Roma ci saranno solo i film che Venezia ha rifiutato») e in effeti il film d’apertura, The Black Dahlia di Brian De Palma, era dato per sicuro alla Festa del cinema e invece la Warner americana ha creduto di più in Venezia. Ma a visione avvenuta forse era un furto di cui si poteva fare a meno.

Certo la sala delle conferenze stampa era piena, ma siamo anche all’inizio del Festival. Vedremo più avanti. In effetti il film di De Palma, The Black Dahlia (dal romanzo omonimo di James Ellroy) è un discreto film di genere, che ha molto deluso i fan del regista di Vestito per uccidere e Gli intoccabili e un po’ meno (ma senza convincere del tutto) gli amanti del noir.

Per tre quarti è un film di genere ben fatto, con qualche furbizia ma nemmeno troppo e un’idea interessante: la verità (sul delitto della Dalia Nera) va cercata nel cinema e non nella realtà. Nel senso che l’investigatore che indaga trova un numero maggiore di indizi nei provini e nel filmino porno che l’assassinata aveva girato più di quanti ne scopra andando in giro per Los Angeles e frequentando club di lesbiche. Ma tutto resta a livello di «autocitazione» (con in più la vera voce di De Palma che dice le battute del regista che sta filmando i provini).
E quando il giallo si avvia al finale, il film diventa meccanico e fin troppo programmatico, con le solite tare della borghesia capitalista e le donne che rivelano il loro lato peggiore. Ma in maniera quasi meccanica, gratuita e senza riuscire davvero a dare uno stile nero al film. Probabilmente, dopo gli ultimi flop al botteghino, De Palma doveva dimostrare all’industria hollywoodiana che è ancora un regista su cui si può fare affidamento e ha voluto provarlo girando il suo bel compitino. Senza infamia e senza lode.
Tanto per intenderci: due stelle

[sul sito del Corriere c'è il disegno delle stelline, ma facendo il copia-incolla non sono venute :sorry: ]


Anche Vittorio De Seta con il suo Lettere dal Sahara convince a metà: bello e appassionante quando racconta l’odissea di un senegalese che arriva in Italia da clandestino e scopre la durezza della vita e le tentazioni dell’occidente, il film diventa schematico e troppo didascalico quando, arrivato a Torino, il protagonista scopre che esistono anche dei bianchi buoni.
È come se l’occhio di De Seta perdesse autenticità, se lui stesso non fosse convinto di quello che ha messo davanti alla macchina da presa e il film ha momenti davvero imbarazzanti (la predica del prete sulle affinità tra Vangelo e Corano; la soluzione del problema del permesso di soggiorno; l’incontro col fratello disturbato della maestra). Poi, con la decisione del protagonista di tornare in Senegal, il film riprende quota e bellezza. Peccato, poteva essere un grande film (di un grande maestro) è solo un film riuscito a metà, come se l’occhio del regista non avesse trovato nella sceneggiatura (sempre sua) un adeguato appoggio.
In ogni caso da vedere: 2 stelline e mezzo


Comunque una bella sorpresa c’è stata: la retrospettiva sul cinema musicale sovietico si annuncia strepitosa. Ho visto solo un film, l’impronunciabile Spasite utopajščego (Salvate l’uomo che annega) di Pavel Arsënov, e mi sembra già un grande film, con la sua distruzione meticolosa e sistematica del mito dell’eroe socialista. Girato nel 1967, con una libertà espressiva inusitata Oltrecortina (si sente l’influenza della Nouvelle Vague), non piacque alle autorità e venne «dimenticato».
Ci credo bene: la storia di un ragazzino che per invidia verso altri «giovani eroi» mette in scena un finto salvataggio di un amico che sta annegando e quando si pente della sua bugia non riesce a convincere gli adulti che non è un eroe e non merita la medaglia e gli onori che vogliono tributargli è quanto di meno «realistico» e «socialista» si possa immaginare.
Speriamo che qualche editore di dvd lo riproponga perché è da non perdere: tre stelline

31 agosto 2006

Dal sito del Corriere della Sera
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Messaggio 31/08/2006, 17:48
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Wow! I primi due film praticamente li ha stroncati! :eeek:

Leggendo l'articolo suscita interesse il terzo! :yes:


...comunque l'ultima parola spetta sempre al pubblico! ;)
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Messaggio 01/09/2006, 0:15
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Si Vianne, molte recensioni non valutano granchè Black Dahlia...alla fine però, chissene...sappaiamo come fumziona il mondo della critica (cinematografica e letteraria... :dry: ).
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Messaggio 01/09/2006, 3:11
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Ma infatti, alla fin dei conti si tratta di giudizi dati a caldo su un film intorno al quale si erano create tantissime aspettative... magari gli stessi recensori rivendendolo tra qualche giorno cambieranno idea.

Oltretutto leggendo i vari giudizi che ne sono stati dati, a parte Monicelli nessuno lo ha stroncato , anzi, tutti dicono che è "discreto ma..." e poi si soffermano a criticare il fatto che sia stato girato in Bulgaria invece che a Los Angeles o il fatto che per i colori sia stata fatta una scelta che non è nè il bianco e nero nè il colore vero e proprio...

Insomma, credo che la cosa migliore sia andare a vederlo quando uscirà nelle sale e farsene direttamente un'idea :)
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Messaggio 01/09/2006, 3:22
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Per completezza, visto che l'ho citato, posto il giudizio che ne ha dato Monicelli, anche se, ripeto, è l'unica vera stroncatura pesante al film di De Palma


Roma, 14:15
CINEMA VENEZIA: MONICELLI BOCCIA 'BLACK DAHLIA'

Mario Monicelli boccia 'Black Dahlia', il noir di Brian De Palma che ha aperto ieri la Mostra del Cinema di Venezia, definendolo "un polpettone". Ai microfoni di RTL 102.5 il regista motiva cosi' il suo giudizio negativo: "Il film non mi e' piaciuto, e' un film recitato in maniera straordinaria, con una serie di attori sicuramente di grande qualita'. La fotografia, la scenografia sono di una professionalita' suprema... soltanto che e' un polpettone, e' un specie di fumettone, dove si accavallano sparatorie, tradimenti, gelosie, morti, resuscitazioni. Insomma, secondo me sfiora la farsa. Questa e' la mia idea, mi dispiace".

31 agosto 2006

Dal sito di Repubblica
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Messaggio 01/09/2006, 10:38
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Vianne ha scritto:
Insomma, credo che la cosa migliore sia andare a vederlo quando uscirà nelle sale e farsene direttamente un'idea :)


:yes: :yes:

...il fatto che se ne parli, nel bene o nel male, a me incuriosisce tanto! Potrebbe essere anche questa una trovata pubblicitaria! :dvl:
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Messaggio 01/09/2006, 10:41
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Vianne ha scritto:
Per completezza, visto che l'ho citato, posto il giudizio che ne ha dato Monicelli, anche se, ripeto, è l'unica vera stroncatura pesante al film di De Palma


Roma, 14:15
CINEMA VENEZIA: MONICELLI BOCCIA 'BLACK DAHLIA'

Mario Monicelli boccia 'Black Dahlia', il noir di Brian De Palma che ha aperto ieri la Mostra del Cinema di Venezia, definendolo "un polpettone". Ai microfoni di RTL 102.5 il regista motiva cosi' il suo giudizio negativo: "Il film non mi e' piaciuto, e' un film recitato in maniera straordinaria, con una serie di attori sicuramente di grande qualita'. La fotografia, la scenografia sono di una professionalita' suprema... soltanto che e' un polpettone, e' un specie di fumettone, dove si accavallano sparatorie, tradimenti, gelosie, morti, resuscitazioni. Insomma, secondo me sfiora la farsa. Questa e' la mia idea, mi dispiace".

31 agosto 2006

Dal sito di Repubblica


:eeek: ...un pò pesantino eh? Va beh, vedremo! :)
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Messaggio 02/09/2006, 11:05
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Spike Lee batte Stone all'applausometro.

Applausi a scena aperta nella sala grande del palazzo del cinema per il Requiem di Spike Lee, documentario lungo quattro ore sulla tragedia di New Orleans, sconvolta dal crollo degli argini al passaggio dell'uragano Katrina, esattamente un anno fa.
Un'accoglienza opposta a quella avuta dal film di Oliver Stone sull'altra grande tragedia americana di cui e' prossimo l'anniversario, l'attacco al World Trade Center, l'11 settembre 2001.
Ieri sera, nelle due proiezioni del film di Stone fuori concorso il pubblico ha commentato con pochi applausi, qualche ''buuu'' e la reazione risentita di chi ha dato del ''terrorista'', degli ''amici di Saddam'' a chi fischiava.
Dal regista premio Oscar di 'Platoon' e 'JFK', nessun commento all'accoglienza avuta dalla sua fiction che racconta il crollo del Wtc attraverso gli occhi di due soccorritori.
''Non credo sia giusto fare il paragone'' ha detto Spike Lee a chi gli chiedeva se per tragedie cosi' immani fosse migliore lo strumento del documentario che non quello della fiction, aggiungendo pero' poi: ''Non credo che nessun attore per quanto bravo avrebbe potuto parlare come Herbert Freeman quando ci ha raccontato l'attesa dei soccorsi accanto a sua madre sulla sedia a rotella, come l'ha vista morire, come ha dovuto lasciarla li', sotto il sole, dove e' rimasta per giorni, con un biglietto sul corpo con il suo nome.
No, non credo possa esistere una sceneggiatura cosi'''.
Gli spettatori della Mostra di Venezia che hanno gia' visto i due film, devono aver avuto la stessa impressione: in silenzio, seduti per quattro ore filate hanno seguito il Requiem per New Orleans, applaudendo quando sullo schermo gli abitanti della citta' sconvolta gridavano insulti all'amministrazione Bush, accusata prima di non aver reso sicuri gli argini e poi di averli lasciati soli in un mare di fango.

fonte: sezione dell'ansa dedicata al festival
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Messaggio 04/09/2006, 12:04
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Venezia - Rockstar, attore, compositore di brani per colonne sonore e ora anche produttore esecutivo: Sting non finisce di stupire. Il cantante e' alla mostra del Cinema per presentare 'A guide to recognizing your saints' di Dito Montiel, in programma nella Settimana della Critica. A credere inizialmente nella pellicola, e' stata la moglie del rocher, Trudie Styler. Sting invece ritorna al passato con il prossimo cd ed eslude una possibile reunion con i Police nel futuro.

fonte: sezione dell'ansa dedicata al festival
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Messaggio 06/09/2006, 11:09
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Venezia - Lungo applauso per il primo film italiano in concorso :banana: :banana: , 'La stella che non c'e" di Gianni Amelio, alla seconda proiezione della mattina, aperta oltre che alla stampa quotidiana a quella dei periodici e web, ed all'industria. Anche in conferenza stampa il regista ed il protagonista del film, Sergio Castellitto, sono stati accolti da ovazioni. Il pubblico della Mostra vedrà il film in Sala Grande alle 19:15 e poi al Palabiennale alle 21.

Castellitto, noi cinema d'essai, la Cina multisala
"Noi siamo un cinema d'essai, la Cina è una multisala" dice Sergio Castellitto, protagonista assoluto dei 100 minuti del film di Amelio, 'La stella che non c'e", per riassumere in una battuta l'impressione che gli ha fatto la Cina. "Non me l'aspettavo così" dice e spiega "é un paese enorme dove hanno abolito i fusi orari, così cenano tutti alla stessa ora, chi vive dove è già notte e chi dove è appena sorto il sole". "Puntano tutto sull'economia, loro il mondo non lo conquistano, lo comprano".

Amelio, Rutelli colpito dalla nostra Cina sconosciuta
Una chiaccherata durata mezz'ora, al termine della proiezione di 'La stella che non c'e", tra Amelio e il ministro Rutelli, della quale "non posso dire niente, il ministro ha detto che non si deve sapere che a lui il film è piaciuto tantissimo", confessa, pressato dai giornalisti, il regista. E aggiunge, "per vedere il film ha fatto anche la fila, come tutti. Non è comune, almeno nel nostro paese che non è un paese normale". "Mi ha detto di essere rimasto colpito dalla nostra esplorazione della Cina, che mostra angoli che la retorica dei media di quel paese tiene nascosti -dice Amelio-. In particolare le scene girate in quel condominio (nella provincia povera) dove vivono otto mila persone e in ogni appartamento c'é chi dorme, chi mangia, ma anche sempre chi sta lavorando". "Abbiamo visto cose molto forti - dice ancora il regista parlando dei lunghi mesi trascorsi in Cina per girare il film -. L'efficienza imprenditoriale e città da fantascienza come Shangai e insieme la povertà terribile delle campagne".

fonte: ansa

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Messaggio 06/09/2006, 16:35
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Mac La Mente ha scritto:
Spike Lee batte Stone all'applausometro.


Dalle presentazioni e dalle recensioni che ho letto finora mi ha colpito molto di più Requiem di Spike Lee e penso che andrò senz'altro a vederlo quando usccirà nelle sale.

Al contrario WTO di Oliver Stone non mi attira, non so perchè, e dubito che mi interesserà vederlo.
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