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Indice Forum La penna e la tela In Libreria Corti di carta :-)

Corti di carta :-)

Tra gli scaffali cosa si trova e cosa si legge...

Messaggio 14/07/2008, 17:55
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Vianne ha scritto:
Mac grazie della recensione al libro, da appassionata dei romanzi di Colaprico l'ho apprezzata particolarmente! :k:
Grazie a te, Vianne! :fiore: ...sono molto molto contento che ti sia piaciuta la recensione di questo libro...è molto bello e si legge in modo scorrevole, i fatti raccontati sono descritti alla grande! Spero riesca a leggerlo anche tu, sono sicuro che ti piacerà! :)

Grazie a questo libro ho scoperto uno scrittore che sicuramente merita un approfondimento e dopo aver letto quello che hai scritto, la passione che si sente nelle tue parole, non posso far altro che dire e pensare: Grande Colaprico! :cool:

Cercherò sicuramente il romanzo che hai consigliato, partirò da questo per poi spostarmi ad altri suoi lavori, ad altri suoi libri... la storia che viene raccontata in La primavera dei Maimorti è appunto storia e se analizzata da un altro punto di vista non può far altro che bene! :yes:
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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Messaggio 15/07/2008, 13:29
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Il quarto corto di carta che vorrei raccontare o cercare di raccontare è stato scritto da Milena Agus e si intitola “Il vicino”. Questo corto, a differenza del precedente – anche se non c’entra niente – è della lunghezza standard...eheheheh! ;)

Prima di cominciare a narrare la storia raccontata, anziché farlo in chiusura del post, anticipo un po’ segnalando l’incipit del libro presente a questo link: Incipit de “Il vicino” di Milena Agus! :)

Un paio d’ore, è questo il tempo necessario per la lettura di una storia che vede bene quattro personaggi principali, due adulti, un lui e un lei e i rispettivi bambini anche se il bambino del vicino (è l’uomo, nella storia) rispetto a quello della voce narrante è molto più grande.
La donna abita in una palazzina che si affaccia su un giardino dai mille colori, un giardino ricoperto di piante e verde, un’oasi nella città di Cagliari e lei, affascinata da questo e anche dall’uomo che vi abita, vi passa di continuo davanti – trascinando la carrozzina – in compagnia del suo piccolo bambino che ancora non parla, sembra muto ma osserva tutto e capisce...”il mio piccolo mutino” – dice, quando si rivolge a lui per dargli da mangiare, metterlo a nanna e accudirlo! :)
La donna viene descritta dall’autrice come una persona abbastanza depressa, una persona che pensa a come organizzare il suo “suicidio perfetto” incurante del piccolo perché comunque pensa che verrà affidato alla sorella, che starà meglio di come vive adesso...questo è un pensiero ricorrente, non scompare mai, è presente anche quando un giorno, dal muro di separazione vicinissimo al suo balcone, si affaccia un bambino che quasi entra in casa, il bambino del vicino, una vera peste che trascorre l’estate e le feste con il padre lontano dalla mamma perché i due separati...

E’ così che avviene l’incontro con il vicino, su un muro dove piano piano le bottiglie – utilizzate per dividere e inserire successivamente una rete di separazione – vengono rotte...è il lungo dove la donna, il vicino e i bambini si incontrano, chiacchierano e parlano...
“Il piccolo mutino” non appena vede il bambino affacciarsi e anche l’adulto, vuole andargli in braccio, solo con loro emette dei suoni e questo un po’ rincuora la donna che era davvero preoccupata del fatto che il bimbo non parlasse anche se i medici avevano detto che era normalissimo e sano! :)

...continua nel prossimo post...
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Messaggio 15/07/2008, 13:31
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- seconda parte de “Il vicino” di Milena Agus –

Il rapporto continua, i quattro protagonisti entrano sempre più in confidenza tanto che un giorno il bambino salta direttamente dal muretto nell’abitazione della donna e del piccolo, parla con lei e prende l’abitudine – anche se non ne va pazzo – di farsi cucinare un uovo alla coque, preferirebbe (e adora alla follia) un uovo fritto.

...ed il tempo passa...la donna, il suo bambino, il vicino e suo figlio trascorrono bei momenti insieme, fanno diverse gite al mare, si rilassano e la conoscenza aumenta sempre più...
Un giorno – mentre lei si sta rilassando sul balcone in vestaglia – compare sul muro il vicino che comincia a fare diversi apprezzamenti, così tanti da far arrossire la donna; lei, comincia a raccontare, a raccontarsi e gli svela il suo segreto, quello di voler suicidarsi grazie al suicidio perfetto, un piano talmente macchinoso che potrebbe funzionare e depistare alla grande le indagini – se mai dovessero esserci...

Dopo questo episodio, per un paio di giorni , la donna perde le tracce del suo vicino e del bambino, pensa al peggio, pensa che l’uomo prendendo spunto dal suo racconto sul suicidio, abbia provato e non ci sia più...è sconvolta da questo fino a quando...


Ehmmm...come le altre volte, preferisco non svelare il finale, dico solo che finisce bene il libro e che è adattissimo per una lettura leggera! :)
In generale la storia è molto discorsiva, ci sono tantissimi pensieri della protagonista femminile, sempre preoccupata, piena di ansie e molto premurosa nei confronti del figlio... Anche in questo caso, ho scoperto una brava scrittrice! :yes:
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Messaggio 15/07/2008, 15:12
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Mac La Mente ha scritto:
Grazie a questo libro ho scoperto uno scrittore che sicuramente merita un approfondimento e dopo aver letto quello che hai scritto, la passione che si sente nelle tue parole, non posso far altro che dire e pensare: Grande Colaprico! :cool:

Cercherò sicuramente il romanzo che hai consigliato, partirò da questo per poi spostarmi ad altri suoi lavori, ad altri suoi libri... la storia che viene raccontata in La primavera dei Maimorti è appunto storia e se analizzata da un altro punto di vista non può far altro che bene! :yes:

Prego Mac! :k:
Colaprico, soprattutto nei lavori in collaborazione con Valpreda, merita tantissimo, secondo me ha scritto alcuni tra i migliori romanzi contemporanei dedicati a Milano e al noir.

Faccio una piccola precisazione: La primavera dei Maimorti non è un romanzo storico, lo sfondo è sempre poliziesco, è la storia di un'indagine. Anzi, è la storia della prima indagine del commissario Binda che, indagando sulla rivolta carceraria, scopre dei retroscena inattesi che lo conducono su un percorso inatteso. Quello, appunto, del "commercio di ebrei" organizzato al confine tra Italia e Svizzera al tempo della Repubblica di Salò.
Del resto il romanzo è ambientato nel 1969 e gli eventi raccontati (tutti rigorosamente purtroppo veri) non erano ancora così lontani per i personaggi coinvolti in quella vicenda
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Messaggio 15/07/2008, 20:18
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Vianne ha scritto:
Prego Mac! :k:

Faccio una piccola precisazione: La primavera dei Maimorti non è un romanzo storico, lo sfondo è sempre poliziesco, è la storia di un'indagine. Anzi, è la storia della prima indagine del commissario Binda che, indagando sulla rivolta carceraria, scopre dei retroscena inattesi che lo conducono su un percorso inatteso. Quello, appunto, del "commercio di ebrei" organizzato al confine tra Italia e Svizzera al tempo della Repubblica di Salò.
Del resto il romanzo è ambientato nel 1969 e gli eventi raccontati (tutti rigorosamente purtroppo veri) non erano ancora così lontani per i personaggi coinvolti in quella vicenda
:hug: :hug:

Vianne, ti ringrazio per la precisazione, avevo fatto un po' di confusione perchè mi ero dimenticato il periodo preciso in cui sono ambientati i suoi romanzi! :oops: ...in effetti, anche il piccolo corto di carta ha un anno vicinissimo al 1969! :)

Si, non è molto lontano dai fatti storici che hai citato e averli ricordati, averli fatti "incrociare" con il racconto della storia, con il caso sul quale si sta indagando è un aspetto che trovo molto molto interessante! :yes:
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Messaggio 23/07/2008, 18:38
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Scusate il ritardooooooo! Sono un po’ incasinato con le letture in questo ultimo periodo e anche se mi sto dedicando ai Corti di Carta – principalmente – quando capita un corto più lungo, mi rallenta tantissimo come in questo caso...però...ce l’ho fatta! Eccomi qui a raccontare del libro appartenente a questa collana scritto da Andrea Vitali e intitolato Pianoforte vendesi.

Apro parentesi prima di raccontare...purtroppo per un disguido indipendente dal mio giornalaio di fiducia, ma a livello di Corriere della sera :dry: ...farò un salto di volume prossimamente, il corto è saltato...va beh, fa niente! :)

Ok ok, chiudo parentesi e comincio con il segnalare la presenza dell’incipit di questo libro nel topic dedicato: Pianoforte vendesi di Andrea Vitali (incipit – link). ;)


Pianoforte vendesi è un libro ambientato in un piccolo paese (Bellano) in un periodo particolare ovvero nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio – la notte dell’Epifania – del 1966. Questa festa è molto sentita dagli abitanti del luogo, è una festa importante e una buona occasione per il nostro protagonista, un ladro, chiamato “Il Pianista”, per cercare di recuperare dalle abitazioni degli oggetti, dei gioielli che successivamente gli serviranno chissà per quali scopi...sicuramente sopravvivere! Ed è così che Il Pianista, una volta sceso dal treno in questo paesino, comincia per prima cosa ad ambientarsi in attesa dell’inizio della festa, gira tra i caseggiati, osserva e si ferma in una locanda dove consuma il giusto necessario senza spendere molto perché ha i soldi contati...

...durante questo giro, nota un cartello con la scritta in maiuscolo che riporta il messaggio “Pianoforte Vendesi”...inizialmente lo ignora, passa avanti e non ci fa caso ma a causa di una violenta bufera, che in qualche modo rovina i suoi piani perché danneggia la festa, si ritroverà proprio in quella casa dove è presente il pianoforte in questione.
Già, il Pianista approfitta e fa visita a quella casa, che pensa incustodita – le chiavi sono affidate al calzolaio – e che invece non lo è con l’intenzione non di rubare il pianoforte (il pensiero l’ha sfiorato, ma è difficile da trasportare) ma qualche altro oggetto magari di valore...ed è così che entra e quasi sorpreso, si ritrova di fronte ad un’anziana signora che lo invita a sedersi di fronte al piano e a cominciare a suonare... (fa questa “fine” perché il motivo del suo soprannome “il Pianista” è conseguenza delle sue mani affusolate nonostante nel complesso non sia una persona gradevole alla vista e non sa suonare! ;) )...

...continua nel prossimo messaggio...
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Messaggio 23/07/2008, 18:39
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- seconda parte de “Pianoforte vendesi” di Andrea Vitali

Proprio a causa di questo invito a suonare, mentre sta andando via, si imbatte nel brigadiere che era andato – dopo la segnalazione da parte dei vicini di casa, che avevano sentito il suono fastidioso del piano – a controllare cosa fossero quei rumori in una casa, in realtà, disabitata da tempo.
E’ così che, praticamente, comincia una lunga avventura, una “lunga notte” (come dice il protagonista) che lo porterà ad avere a che fare con il brigadiere, il maresciallo e con una cella nella quale viene rinchiuso in stato di fermo...

Il Pianista alla vista del brigadiere inventa una scusa, dice che abita lì da un paio di settimane, ma il tutore dell’ordine non gli crede e lo porta in caserma dove verrà interrogato dal suo superiore. Nell’interrogatorio emerge che il Pianista aveva raccontato una frottola al brigadiere e non solo...emerge anche che era in quella casa in compagnia della signora anziana...questa cosa fa imbestialire il maresciallo perché la maestra che viveva lì – il cui unico parente in vita è a Milano – era morta da più di due anni! :wacko:

Il Pianista – a questo punto – cade dalle nuvole, lui, l’anziana signora l’aveva vista davvero e il maresciallo ormai tenta in tutti i modi di incastrarlo, è convinto che abbia rubato qualcosa e così si reca dal calzolaio per avere le chiavi della casa e un inventario degli oggetti presenti. Il calzolaio è indisponibile, in quell’unico giorno dell’anno si ubriaca tantissimo, ma successivamente, passata la sbornia, conferma al maresciallo (mettendosi anche a ridere) che in quella casa l’unico oggetto di valore era il pianoforte e non c’era più niente dentro... Al maresciallo questo non va giù, mentre ritorna in caserma, cancella mentalmente – ad uno ad uno – tutti i reati di cui era accusato il Pianista ed è costretto in ultimo anche a lasciarlo libero...

...il libro e la storia continuano con un altro paio di pagine che non racconterò, ma dove è presente anche un’altra sorpresa! ;)


In generale questo corto di carta scritto da Andrea Vitali prende tantissimo durante la lettura, ogni pagina presenta dei particolari utili per l’intera storia che, una volta conosciuta fino in fondo, non può far altro che piacere così come è un piacere leggerla! :)
E’ scritto in modo molto discorsivo, scivola via alla perfezione, lo stile utilizzato dallo scrittore mi ha colpito, la sua capacità di descrivere e far immaginare in poche parole la situazione che ci si ritrova davanti è ottimo!
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Messaggio 24/07/2008, 22:02
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Grazie Mac per le sinossi di questi libri. Mi sono soffermato sugli ultimi ed emerge passione nelle tue parole. Leggerò i precedenti.

Messaggio 25/07/2008, 11:56
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Frankenstein ha scritto:
Grazie Mac per le sinossi di questi libri. Mi sono soffermato sugli ultimi ed emerge passione nelle tue parole. Leggerò i precedenti.
Grazie a te, Frankenstein! Sono contentissimo che le abbia apprezzate! :)

...sono dei libricini molto simpatici che si leggono in fretta...adattissimi per uno come me :oops: ...che raccontano storie diverse, di epoche diverse e con situazioni che potrei definire abbastanza reali! :yes:
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Messaggio 27/07/2008, 15:43
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Mac La Mente ha scritto:
Scusate il ritardooooooo! Sono un po’ incasinato con le letture in questo ultimo periodo e anche se mi sto dedicando ai Corti di Carta – principalmente – quando capita un corto più lungo, mi rallenta tantissimo come in questo caso...però...ce l’ho fatta! Eccomi qui a raccontare del libro appartenente a questa collana scritto da Andrea Vitali e intitolato Pianoforte vendesi

Grazie Mac, bella sintesi! :ok:

Di Andrea Vitali ho letto Una finestra vistalago e mi è piaciuto. In questa piccola storia mi sembra ci siano i temi che avevo già apprezzato nel suo romanzo (l'ambientazione geografica, la vita di un piccolo paese negli anni in cui l'Italia era ancora molto provinciale, un mistero da risolvere) e il tuo resoconto mi ha fatto venire voglia di leggerlo. Spero che una volta finita l'inizativa dei Corti di carta i volumi vengano resi disponibili anche in libreria per chi non li ha comprati col Corriere
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Messaggio 27/07/2008, 16:34
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Vianne ha scritto:
Grazie Mac, bella sintesi! :ok:

Di Andrea Vitali ho letto Una finestra vistalago e mi è piaciuto. In questa piccola storia mi sembra ci siano i temi che avevo già apprezzato nel suo romanzo (l'ambientazione geografica, la vita di un piccolo paese negli anni in cui l'Italia era ancora molto provinciale, un mistero da risolvere) e il tuo resoconto mi ha fatto venire voglia di leggerlo. Spero che una volta finita l'inizativa dei Corti di carta i volumi vengano resi disponibili anche in libreria per chi non li ha comprati col Corriere
Grazie a te, Vianne! Sono contentissimo che ti sia piaciuta la sintesi e il piccolo riassunto del libro! :fiore:

...il romanzo che hai citato non lo conosco, questo corto di carta è stato il primo scritto che ho letto dell'autore e non sono per niente deluso, anzi è stata una bellissima scoperta, ha uno stile molto particole e riesce alla perfezione a descrivere i vari ambienti che utilizza per far da contorno alla storia! :yes:
Davvero ci sono aspetti che si rispecchiano in altri libri? Bellissimo! A me questi sono piaciuti tanto e l'idea di ritrovarli mi fa venir voglia di leggere altri suoi lavori! :banana: :banana:

Viaaaaanne, la possibilità c'è! Yeees! :ok:
Sisisi...a differenza dell'anno scorso - dove era necessario far richiesta al giornalaio di fiducia e aspettare tanto per avere gli arretrati - quest'anno invece, i numeri che il Corriere non ha venduto, li mette subito a disposizione e sono repelibili...credo quasi tutti...io ho visto i primi sei tra cui quello di Vitali! Sono in edicola in un box particolare, una specie di raccoglitore e questa credo sia una buona cosa perchè permette anche di metterli in evidenza e farli conoscere a chi non legge il Corriere! :yes:
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Messaggio 28/07/2008, 17:37
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Il prossimo corto di cui vorrei parlare è uscito un po’ di tempo fa, sempre all’interno della collana del Corriere della sera, ed è stato scritto da Valeria Parrella – che onestamente non conosco – e si intitola “Il premio”! :)

E’ questo il corto “rientrato” nei canoni dei vari racconti che avevo accennato in precedenza perché costituito dalle “famose” sessanta pagine circa...

Il premio è una storia che comincia in modo triste perchè la prima immagine che il lettore si ritrova davanti è quella di un funerale, di una casa con le finestre chiuse e le luci accese al suo interno per far luce, di un marito stanco che preferisce riposare e che successivamente raggiunge gli altri uomini venuti per fargli visita e portare le condoglianze, e di una bambina quasi “costretta” ad abbandonare la cucina e il termosifone che abbracciava e portata al cospetto della mamma per un ultimo saluto.
In questo ambiente, altre figure prendono forma, quella della cameriera che in un certo senso gestisce l’intera situazione e le persone presenti, quella del prete e in ultimo quella di Grazia, una donna che diventa la protagonista del racconto e che si stabilisce all’interno della casa per prendersi cura della piccola...anche se quest’ultima non la capisce: Grazia è una straniera che non parla molto bene l’italiano.

La vita deve andare avanti, come è logico che sia e terminata questa parentesi di tristezza, la storia si sviluppa e prende una piega completamente diversa...sotto la spinta del parroco – che pensa a preservare la dignità della famiglia – i due adulti (il padre di famiglia e Grazia) si uniscono in matrimonio quasi all’improvviso...eh sì! Così velocemente che lui a volte non riesce davvero a immaginare di essersi sposato così in fretta! :yes:
La coppia ha degli alti e bassi, a volte non sembra nemmeno una coppia perché inizialmente le camere da letto sono diverse; la presenza dei due, insieme, davanti ad altre persone, colleghi, amici ecc... è quasi forzata e anche Grazia prova un sentimento di vergogna, non riuscendo a parlare bene l’italiano sta sempre zitta e in disparte e il rapporto con la piccola risulta abbastanza burrascoso.

...continua nel prossimo messaggio...
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Messaggio 28/07/2008, 17:37
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- seconda parte de “Il premio” di Valeria Parrella –

Le due donne di casa (Grazia e la bambina) interagiscono molto tra loro, la piccola è tanto curiosa e fa domande continue sul perché delle cose anche se non prende molto in considerazione le risposte che le arrivano...e Grazia tenta in tutti i modi di coinvolgerla in quello che fa in casa. Ha l’impressione di non riuscire in questo, ma alla fine, grazie al giardinaggio e allo spostamento di una pianta dal balcone (se non ricordo male) alla stanza della piccola, e assegnando a lei il compito di prendersene cura, il rapporto cambia...e in meglio! :)

Il marito-padre si accorge della nascita e della crescita della complicità tra le due donne e anche lui, si avvicina alla moglie e la considera di più...comincia a volerle bene e le promette un regalo, un premio: un anello in filigrana ma la donna ha in mente altro...e il "famoso" premio, quello più bello :wub: , trascorso del tempo arriva! :)


Prima di terminare, approfitto con il segnalare l’incipit presente in questo topic: Incipit de “Il Premio – Valeria Parrella e qualche impressione personale! :)

Ehmmm...non ho detto quale sia il premio per non rovinare il gusto di scoprirlo a tutti coloro che avrenno occaisione di leggere il libro! ;)
Solo una cosa prima di terminare...la prima domanda che mi son fatto – e credo che questo sia naturale – è quella di essermi chiesto, vista e considerata la situazione descritta nelle prime pagine, “qual è il premio?” Cioè...viene descritta in un certo senso la morte e la tristezza per la scomparsa che si prova per la scomparsa di una persona cara...non riuscivo a capire...ma successivamente, andando avanti con la lettura e cambiando situazione, tutto risulta più chiaro! Ecco, questa è la cosa che mi ha colpito di più nel libro e una volta chiarita, la lettura è proseguita senza troppi problemi...
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Sisisi...a differenza dell'anno scorso - dove era necessario far richiesta al giornalaio di fiducia e aspettare tanto per avere gli arretrati - quest'anno invece, i numeri che il Corriere non ha venduto, li mette subito a disposizione e sono repelibili...credo quasi tutti...io ho visto i primi sei tra cui quello di Vitali! Sono in edicola in un box particolare, una specie di raccoglitore e questa credo sia una buona cosa perchè permette anche di metterli in evidenza e farli conoscere a chi non legge il Corriere! :yes:

Ma che bella notizia! Grazie dell'informazione Mac, proverò a cercare in edicola allora! :ok:
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Ma che bella notizia! Grazie dell'informazione Mac, proverò a cercare in edicola allora! :ok:
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