|
E dopo tutta la premessa, ecco finalmente i brani:
"Learco! tuona l'angelo della catastrofe. Dimmi, dico io. Cosa ne hai fatto dei talenti che ti abbiamo dato? E chi lo sa, dico io.
Learco! dice l'angelo del tormento. Sì, dico io. Hai detto che ci pensavi, non ci hai pensato? No, dico io, certo che ci ho pensato.
Learco! dice l'angelo dell'ultimatum, Chi è il responsabile di questo spreco? Sei tu il responsabile? Io? Dico io, No, non sono io.
Learco! dice l'angelo del giudizio. Dimmi, dico io. Tira fuori il nome del colpevole. Mah, dico io, più che un colpevole, è un sospetto colpevole.
Learco! dice l'angelo dello sfinimento. Ooooh, dico io. Tira fuori il nome del sospetto colpevole. Vattimo, dico io"
"Learco! dice l'angelo della grazia. Sì, dico io. Ho riferito in alto loco il motivo dello sperpero del tuo talento. Hai fatto bene, dico io.
Learco! dice l'angelo della speranza. Son qui, dico io. In alto loco non sono convinti che sia il vero motivo. No? dico io. No, dice l'angelo.
Learco! dice l'angelo del decoro. Dimmi, dico io. In alto loco vogliono informazioni su quel tale Caccamo. Vattimo, dico io. Vattimo, dice l'angelo.
Learco! dice l'angelo della missione. Ti ascolto, dico io. Preparami un dossier su questo Vattimo. Noo, dico io. Cosa? Dice l'angelo. Va bene, dico io, va bene."
"Learco! Dice l'angelo della fine del mondo. Eccomi! dico io. Hai trovato notizie su questo filosofo: Caccavo, Cappero, come accidenti si chiama? Vattimo. Ecco, Vattimo. Hai trovato notizie su Vattimo? Sissignore, dico io.
Learco! dice l'angelo delle tre dimensioni. Sì, dico io. Fammi un rapporto su questo Vattimo. Certo, dico io.
Vattimo Giovanni, nato a Torino nel 1936, seno zodiacale: Cancro. A ventotto anni diventa professore di estetica all'università di Torino. Come abbia fatto, non si capisce: questo periodo della vita del Vattimo è avvolto nelle nebbie della creazione. Comunque egli, il Vattimo,fin dai primi tempi del suo insegnamento manifesta una insolita e smodata passione per le bevande alcoliche. E in preda ai fumi dell'alcol scrive cose incomprensibili. Dopo va a lezione e le legge ai suoi studenti. Gli studenti gli dicono Maestro, non abbiamo capito. Lui gli dice Dovete bere! Bere, dovete! Con lui, se non bevi, sei finito. Non c'è via di scampo. Agli esami, la prima domanda che ti fa è Cos'hai bevuto stamattina? Quattro Campari, devi rispondere. Macchiati? Macchiati, devi rispondere. Fammi sentire il fiato, dice. Non si fida. Qui sento del Sanbittèr, dice, altro che Campari. Torna quando avrai imparato a bere! Maestro, gli dice lo studente, non posso bere, ho dei problemi al fegato. Vergogna! grida, fuori da questa università! E allora così ha tirato su tutta una generazione di alcolizzati. Ci sono stati anche dei morti.
Learco! dice l'angelo dello spazio e del tempo. Dimmi, dico io. Ci vogliono delle prove. Certo, dico io. Basta leggere il primo paragrafo del suo saggio Dialettica, differenza, pensiero debole. E' una confessione autografa. Ti ho fatto una fotocopia. Te la lascio qui, sul muretto."
Paolo Nori - Bassotuba non c'è, Einaudi 2000, rispettivamente p. 21, p. 24, pp. 28-29
_________________ Breathe, breathe in the air Don't be afraid to care
|