Video sulle note dei Timoria – Verso Oriente

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 4, 2010 in Artisti, Blog, La musica del tempo

Riallacciandomi al discorso fatto in precedenza e alla presentazione di un disco che considero una pietra miliare per il rock italiano: Viaggio senza vento dei Timoria, (recensione 1, recensione 2), vorrei presentare ora un piccolo video con testo annesso della canzone Verso Oriente scritta in collaborazione con Eugenio Finardi.

Il video, e qui ne approfitto, è visibile sia sul blog che sul canale di Libera-mente su Youtube, canale dedicato e tutto da riempire… Non solo, è stato realizzato da me con una successione di immagini, spero vi piaccia!

La canzone è molto bella, dall’aria orientale, dolce…

Buon ascolto! :)

Verso Oriente – Timoria

Ciao città, come va?
sembri bella ora che
vado via, visto che perdonare non so

Lei é tua, dille che
non si puo buttare via
gente senza cuore per un finto amore
in un’ aut blu… dille che le vale molto di più

E vado via, vado via
prendo il largo
nessuno mi sentirà

Vado via e insieme a me
verso oriente
c’é il sole che nasce la

E sarò acqua che si disseta da sé
io, io e me vento che
si rincorre finché
io dormirò libero
e al risveglio
il sole mi scalderà
scalderà ancora un pò
nudo corpo
che il vento rivestirà

Lei é tua, dille che
non si può buttar via
dille che vale molto di più.

Scritto da Mac La Mente

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Il disco del mese – Viaggio senza vento dei Timoria (2/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il lug 30, 2010 in Artisti, Blog, Il disco del mese

Il disco del mese – Viaggio senza vento dei Timoria (1/2)

Continuando il viaggio verso oriente si passa per la Lombardia, un altro paese, altre esperienze che per quanto brevi siano lasciano il segno perchè il nostro protagonista non si trattiene tanto, giusto il tempo di respirare un’aria diversa ripensando al suo luogo d’origine che sicuramente in questo tempo è cambiato così come cambiano i negozi, i personaggi e tutto. – Il violino di Nicola Pagani, ex-P.F.M., è spettacolare… e scusate se è poco!

Un breve intermezzo dato da Campo di fiori jazz band, giusto un paio di secondi, per passare alla seconda parte del viaggio. Viaggio che comincia con un canto di libertà (Freedom), libertà ritrovata finalmente lontano dai momenti bui e dalle poche certezze iniziali.

Joe è in cammino. Nel suo viaggio non è solo, viene seguito, indirettamente, dal Mercante di sogni che aspetta l’incontro con il nostro protagonista e lo vede attraverso la sua sfera magica. Sarà il Mercante a condurlo in una città, La città del sole, dove Joe si prepara a una nuova realtà, prende coscienza (quasi) delle sua capacità e diventa simile a un guerriero pronto ad affrontare tutto senza troppa paura.

Questo cambiamento però comporta una serie di cose, uno stravolgimento di mentalità e pensieri, la città del sole si tinge di oscuro: La città della guerra. Pronto al cambiamento Joe va avanti con più tenacia, anche la pioggia che arriva lo aiuta: lava queste strade / entra dentro me. – Piove una canzone movimentata, puramente rock con un solo molto bello di tastiera.

Arriva la stanchezza e Joe comincia a sognare guidato anche dal Mercante, si sente stanco, in parte deluso, una vittima di quello che gli sta accadendo. Ne Il sogno riappare la voce guida che gli ricorda queste parole: “nel sole risplende il tuo nome, anche se non vuoi”. E la forza ritorna, si sente meglio anche se diviso tra bene e male, in un contrasto di emozioni forti e dure, leggere e morbide. Come un serpente in amore: dove sentimenti e stati d’animo contrastanti vivono insieme, tutti insieme. Continua Joe, è Frankenstein ora…a simboleggiare i diversi cambiamenti che avvengono dentro di se. – La “creatura” è un brano tutto strumentale, il più progressivo dell’album, da ascoltare e riascoltare più volte grazie ai diversi cambiamenti di tempo e di arrangiamento presenti all’interno.

Ma non è finita, Joe si sveglia, è ne La città di Eva dove una nuova luce entra nei suoi pensieri: amore e gente per strada che cammina in modo diverso, gente che danza serena e tra loro una bellissima donna.

Un altro brano che fa da intermezzo: Freiheit e il nostro protagonista è pronto, è un guerriero, ritorna alla realtà, si sveglia e si sente più forte di prima. “Il guerriero è vivo ed è tornato”! Possiede una nuova forza che gli scorre dentro, una nuova vitalità.
Il guerriero è pronto a ricominciare a vivere.

L’album Viaggio senza vento racconta tutto questo, spero che la storia in linee generali si sia capita e che abbia incuriosito chi ancora non ha avuto la possibilità di ascoltarlo. Difficile scindere le tracce una dall’altra, sono collegate e questo fa sì che il disco si ascolti dall’inizio alla fine con piacere. E’ una scoperta continua, ci si immedesima nel protagonista, è questo il punto di forza ed è proprio questo che – credo – i Timoria abbiano voluto che accadesse. Grandi!

Componenti del gruppo:

Francesco Renga – voce
Omar Pedrini – voce e chitarra
Diego Galeri – batteria
Enrico Ghedi – tastiere
Illorca – cori e basso elettrico

Tracklist:

1. Senza vento
2. Joe
3. Sangue impazzito
4. Lasciami in down
5. Il guardiano di cani
6. La cura giusta
7. La fuga
8. Verso oriente
9. Lombardia
10. Campo dei fiori jazz band
11. Freedom
12. Il mercante dei sogni
13. La città del sole
14. La città della guerra
15. Piove
16. Il sogno
17. Come serpenti in amore
18. Frankenstein
19. La città di Eva
20. Freiheit
21. Il guerriero

Scritto da Mac La Mente

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Il disco del mese – Viaggio senza vento dei Timoria (1/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il lug 29, 2010 in Artisti, Blog, Il disco del mese

Dopo qualche parentesi straniera e aver parlato di dischi particolari e degni nota, mi sembra giusto ritornare in Italia e soffermarmi su un album, un concept album, dei primi Anni ’90 davvero ben fatto e ormai diventato storico, un’altra pietra miliare da avere nella propria collezione.

L’album in questione è Viaggio senza vento dei Timoria. Pubblicato nel 1993 e con la bellezza di ventuno tracce, il disco racconta una storia, la storia di Joe – che riporto qui di seguito prima di parlare delle singole canzoni:

Dopo una notte avida di emozioni Joe chiude gli occhi alla partita domenicale del quartiere, vinto dal sonno e dai dubbi.
Viene svegliato dai calci dell’accalappiacani che lo costringe nell’incubo di un canile – prigione – lobotomia per uniformarlo.
Joe, trovata una pistola dai tre colpi d’oro, uccide il suo guardiano.
Comincia così la fuga, consapevole di ciò che si lascia alla spalle.
Da lontano il veggente segue il suo cammino e prevede il loro incontro, grazie al quale Joe vivrà le sue illusioni e i sogni che lo aiuteranno a diventare guerriero, per conquistare la liberà totale.
La nuova forza gli permette di ripartire verso la Città del Sole dove conosce anche l’amore.
Ora un desiderio più forte lo conduce sulla via del ritorno, alla realtà, armato del suo sorriso e della sua esperienza.
Per gente degna di lui.

Come accennato qualche riga fa, è un concept album in stile Rock ma che tocca anche parti di un genere mai dimenticato e fondamentale, oltre che fatto ad alto livello in Italia, quale il Progressive-rock.
In Viaggio senza vento ci sono molte parti che ricordano il progressivo, queste vengono alternate da momenti diversi, da brevi intermezzi più leggeri, a volte jazz e altre volte acustici. E’ un album completo che non ha nulla da invidiare ad altri lavori dello stesso periodo o precedenti…perchè successivamente, almeno secondo me, si è andati sempre calando se si analizza il contesto musicale italiano.

Ma veniamo all’analisi delle canzoni che son contenute nell’album.

Senza vento è il brano d’apertura, presenta sonorità dure, pesanti, chitarre distorte e una voce, quella di Francesco Renga, che fa scintille grazie alla sua espressività e alle tonalità di cui è capace, agli alti e ai bassi, agli acuti e a momenti più leggeri, quasi sussurrati. Molto bello il solo di chitarra di Pedrini che arriva inaspettato e nel momento di massimo volume della canzone. E l’inizio della storia di Joe, lui è pronto per “volare senza vento“, per andare via, per partire, per dare inizio al suo viaggio… La voce fuori campo, in Joe, la seconda traccia, traccia un profilo del personaggio che non ha nessuno che l’aspetta a casa, che è uscito dalla chiesa senza quasi accorgersene e va, comincia a vagare. Ritrovandosi solo, in un ambiente che quasi non l’appartiene, arriva il primo momento di riflessione (Sangue impazzito). Tutto è fermo, è domenica, la città piano piano ricomincia a prendere vita anche se è ancora presto. E Joe è lì, in giro, cammina per strade senza una meta, disorientato ma con l’idea di dove vuole arrivare. E’ come se si trovasse in un labirinto e rivive e rivede quello che prima gli apparteneva e ora non più. Scappa, corre via e non sa se fuggire o rincorrere qualcosa. Non sa il perchè abbia detto addio a tutte quelle cose, sicuramente per bisogno di libertà, ma non se ne rende conto. – Musicalmente Senza vento è un capolavoro: arpeggi di chitarra, distorsioni e tanto altro, momento di silenzio e di “rumore” che si alternano in una sequenza perfetta.

Senza accorgersene Joe viene fermato, scovato da una volante, in uno stato non proprio perfetto: allucinogeno, in compagnia delle sue droghe e vestito malamente “con un paio di jeans da giorni, tra i barboni amici pazzi“. E’ in down e vuole essere lasciato in down. – bello all’interno della canzone Lasciami in down l’uso degli effetti utilizzati da Pedrini e il moog, un rimando a bei tempo musicali che furono, agli Anni ’70.

Il guardiano di cani. Cani, Joe è un cane e dopo essere ripescato letteralmente dalla fogna viene portato in un centro di disintossicazione. Viene trattato malissimo, senza dignità, impaurito e reso obbediente (siediti, alzati). Il guardano è ostile, padrone della nostra vita e predente fedeltà ad ogni costo. – Rock duro per questa canzone e un ritornello che sa di comandamenti con punti da rispettare. Il solo è anche in questo caso distorto e il suono complessivo avvolgente. E così Joe si ritrova a doversi curare (La cura giusta). Magari senza averne voglia ma questo non conta. La sua ribellione è mentale, non viene fuori a parole anche se destinata a scoppiare. – da segnalare nella canzone il lungo solo di flauto di Roberto Soggetti che accompagna il brano alla chiusura.

Ma Joe non può continuare con questa vita e allora si ribella e tenta La fuga. Trova una pistola con tre colpi d’oro, un’occasione per scappare dalla falsità dell’accalappiacani presa al volo, fino alla libertà.

Finalmente libero Joe ricomincia il suo viaggio che lo porterà verso oriente, è lì che nasce il sole, è lì che si sentirà vento che si rincorre, in una pace che gli è mancata da tempo ma che piano piano ritorna. – Stupenda Verso oriente grazie anche alla collaborazione con un grande artista come Eugenio Finardi, che impreziosisce il pezzo, e a una musica dolcissima che culla e che ricorda luoghi lontani.

…continua…

Scritto da Mac La Mente

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