Pentagramma – The Queen and the Soldier di Suzanne Vega (2/2)

(1 commento) | Commenta | Inserito il set 12, 2008 in Artisti, Blog, La musica del tempo

The Queen and the Soldier di Suzanne Vega (1/2) – Presentazione

   
The Queen and the Soldier La regina e il soldato
   
The soldier came knocking upon the queen’s door Il soldato venne a bussare alla porta della regina
He said, “I am not fighting for you any more” E disse: “Non combatterò più per te”
The queen knew she’d seen his face someplace before La regina sapeva di aver già visto il suo volto altrove
And slowly she let him inside. E lentamente lo lasciò entrare.
   
He said, “I’ve watched your palace up here on the hill Lui disse: “Guardavo il tuo palazzo quassù sulla collina
And I’ve wondered who’s the woman for whom we all kill E mi chiedevo chi fosse la donna per cui tutti noi uccidiamo
But I am leaving tomorrow and you can do what you will Ma domani io me ne andrò e tu potrai fare ciò che vuoi
Only first I am asking you why.” Ma prima voglio chiederti perché”.
   
Down in the long narrow hall he was led Per il lungo e stretto vestibolo lo condussero
Into her rooms with her tapestries red Fin dentro le sue stanze dai rossi arazzi
And she never once took the crown from her head E lei mai non si tolse la corona dalla testa
She asked him there to sit down. E gli chiese di sedersi.
   
He said, “I see you now, and you are so very young Lui disse: “Ora ti vedo e sei talmente giovane
But I’ve seen more battles lost than I have battles won Ma io ho visto più battaglie perse che battaglie vinte
And I’ve got this intuition, says it’s all for your fun E ora l’intuito mi dice che è tutto per tuo divertimento
And now will you tell me why?” E ora mi dirai perché?”
   
The young queen, she fixed him with an arrogant eye La giovane regina lo fissò con sguardo arrogante
She said, “You won’t understand, and you may as well not try” E disse “non capiresti, non provarci neppure”
But her face was a child’s, and he thought she would cry Ma aveva un volto da bambina ed egli pensò che avrebbe pianto
But she closed herself up like a fan. Ma lei si chiuse come un ventaglio.
   
And she said, “I’ve swallowed a secret burning thread E disse “Ho ingoiato un filo segreto ardente
It cuts me inside, and often I’ve bled” Mi taglia dentro e spesso mi fa sanguinare”
He laid his hand then on top of her head Lui allora posò la mano sulla sua testa
And he bowed her down to the ground. E la fece chinare fino a terra.
   
“Tell me how hungry are you? How weak you must feel “Dimmi, quanto hai fame? Quanto ti devi sentire debole
As you are living here alone, and you are never revealed Per stare a vivere qui da sola e senza mai mostrarti
But I won’t march again on your battlefield” Ma io non marcerò più sul tuo campo di battaglia”
And he took her to the window to see. E la portò alla finestra a guardare.
   
And the sun, it was gold, though the sky, it was gray E il sole era oro, anche se il cielo era grigio
And she wanted more than she ever could say E lei voleva più di quanto avrebbe mai potuto dire
But she knew how it frightened her, and she turned away Ma ne era spaventata e lo sapeva, e si scostò
And would not look at his face again. E non lo guardò più in viso.
   
And he said, “I want to live as an honest man Lui disse “Io voglio vivere da onestuomo
To get all I deserve and to give all I can Ricevere ciò che merito e dare ciò che posso
And to love a young woman who I don’t understand E amare una giovane donna che non capisco
Your highness, your ways are very strange.” Altezza, i tuoi modi sono così strani”
   
But the crown, it had fallen, and she thought she would break Ma la corona era caduta e lei pensò di essere finita
And she stood there, ashamed of the way her heart ached E stava là immobile, vergognandosi per come le doleva il cuore.
She took him to the doorstep and she asked him to wait Lo accompagnò fuori dalla porta e gli chiese di aspettare
She would only be a moment inside. Lei sarebbe rientrata solo per un attimo.
   
Out in the distance her order was heard In lontananza udirono il suo ordine
And the soldier was killed, still waiting for her word E uccisero il soldato che ancora aspettava una sua parola
And while the queen went on strangeling in the solitude she preferred E mentre la regina continuava a straniarsi nella solitudine che si era scelta
The battle continued on La battaglia continuava.
   

The Queen and the Soldier – Suzanne Vega

Scritto e tradotto da Vianne

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Pentagramma – The Queen and the Soldier di Suzanne Vega (1/2)

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The Queen and the Soldier di Suzanne Vega (2/2) – Testo e traduzione

The Queen and the Soldier è una delle più belle canzoni della cantautrice statunitense Suzanne Vega. Uscita nel 1985 e contenuta in Suzanne Vega, lo stupefacente album di esordio dell’autrice, ha colpito da subito, per la sua grande intensità, l’attenzione di tutti gli appassionati di musica d’autore e di buona musica tout court, e ha contribuito a far conoscere e amare in tutto il mondo la brava e raffinata poetessa-musicista. Tutt’oggi è uno dei brani più richiesti e applauditi nei concerti e in tutte le esibizioni live di Suzanne Vega.

Ma che cos’è The Queen and the Soldier?
Innanzi tutto è una stupenda ballata costruita come un’antica canzone popolare. Una ballata ricca di fascino e di immagini sull’incontro, in un mondo senza tempo quale è quello delle fiabe e del folklore, tra un soldato che non vuole più combattere guerre di cui non capisce il senso e la sua giovanissima regina.
L’incontro tra i due personaggi avviene nel castello della regina, dove il soldato si reca per comunicare alla sovrana la sua diserzione e chiederle il perché della continue guerre.

Ma tra i due succede qualcosa, scocca forse una scintilla d’amore che spinge la regina, chiusa nella torre d’avorio del potere, isolata nel suo mondo solitario e infinitamente lontano dalla realtà, a svelare al soldato il suo segreto dolore per la vita che vive e che forse è obbligata a vivere proprio a causa del suo ruolo.
La Vega per parlare di questo dolore crea un’espressione suggestiva e bellissima: fa dire alla regina di avere ingoiato un filo segreto ardente che la taglia dentro e la fa sanguinare (“I’ve swallowed a secret burning thread/It cuts me inside, and often I’ve bled“).

Subito dopo, però, spaventata dal mondo reale che il soldato vuole farle vedere e, ancor più, dai sentimenti che sente emergere in se’ e che l’hanno spinta a svelare il suo segreto, e temendo per questo di perdere il suo potere (“But the crown, it had fallen, and she thought she would break/And she stood there, ashamed of the way her heart ached“), inganna il soldato e lo fa uccidere. E poi torna alla sua vita strana e soffocante (“the queen went on strangeling in the solitude she preferred“), descritta dalla Vega con l’efficace neologismo “strangeling“, coniato sull’aggettivo strange “strano” e sul verbo strangle “strangolare, soffocare”.

Tanti sono i significati e le suggestioni evocati dal bellissimo testo e sarebbe impossibile, oltre che ingiusto nei confronti della poesia e della sua autrice, pretendere di spiegarli tutti. Ne segnalo solo tre che rappresentano, a mio giudizio, i tre motivi centrali, i motori, della storia.

Il primo e più importante è il chiaro messaggio contro la guerra, che è qualcosa di assurdo e insensato, ordinato per passatempo da chi neppure sa cosa sia e la usa solo per sentirsi potente e per riempire il proprio immenso vuoto interiore.

Il secondo è rappresentato dalla lealtà e dal senso del dovere che spingono il soldato a parlare con la sua regina, ben sapendo che per questo potrebbe morire.
Lealtà e senso del dovere che sembrano invece mancare completamente alla regina. Anche se, probabilmente, sono proprio lealtà e senso del dovere – lealtà e senso del dovere astratti, verso il potere e verso il proprio ruolo e non verso le persone reali – a motivarne le azioni e a rappresentare il segreto dolore della giovane donna, “l’amaro calice” che ha dovuto ingoiare e che la obbliga a vivere una vita inautentica e irreale.

Ci sono infine le paure della regina: la paura dei sentimenti, la paura di vivere nella realtà e di perdere il potere sul proprio mondo, la paura di essere se stessa. Paure che la imprigionano e le fanno respingere l’offerta di libertà che le parole del soldato per un attimo hanno fatto balenare davanti ai suoi occhi.
Astratti doveri e paure che tutti noi in qualche modo conosciamo o abbiamo conosciuto in un momento della nostra vita. E forse proprio per questo la ballata ci cattura e ci affascinan tanto: perchè ci racconta qualcosa di noi.

Io ho segnalato tre punti, ma leggendo con attenzione il testo e, ancor più, lasciandosi catturare dalla malia della splendida musica e dal fascino dell’interpretazione di Suzanne Vega, tante e tante altre suggestioni nascono e risuonano in ognuno di noi.

Nel prossimo articolo inserisco il testo con la mia traduzione a fronte e un video dell’incantevole ballata.

Scritto da Vianne

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