Poesia – Zingari, un’estate di Erri De Luca

(0 commenti) | Commenta | Inserito il lug 10, 2011 in Blog, Poesie della domenica

Ho pensato molto questa domenica, per il nostro appuntamento con la poesia, a quale poesia inserire, la scelta è stata davvero ardua, difficile, sono molti i poeti e scrittori che mi interessano e di cui, prossimamente, parlerò ma oggi voglio citare uno scrittore e poeta italiano che apprezzo tanto: Erri De Luca.

La raccolta di poesie “Solo andata – righe che vanno troppo spesso a capo” – qui l’incipit e qui la poesia Due – è davvero intensa e anche in questo caso è stato difficile scegliere.

Propongo una poesia che lascia poco spazio all’immaginazione per via di quello che descrive – avvenimento tragico – e tanto alla riflessione…come è giusto che sia.

Zingari, un’estate è tratta dalla sezione Quartiere di storie naturali, quarto capitolo, se così vogliamo chiamarlo così, del libro.

Zingari, un’estate

Dalle baracche del Zigeuner Camp vedevamo gli ebrei
colonne incamminate diventare colonne verticali
di fumo dritto al cielo, erano lievi
andavano a gonfiare gli occhi e il naso
del loro Dio affacciato.

Noi non fummo leggeri.
La cenere dei corpi degli zingari
non riusciva ad alzarsi al cielo di Alta Slesia.
In piena estate diventammo nebbia corallina.
Ci tratteneva in basso la musica suonata e stracantata
intorno ai fuochi degli accampamenti,
siepe di fisarmoniche e di danze,
la musica inventata ogni sera del mondo
non ci lasciava andare.

Noi che suonammo senza uno spartito, fummo chiusi
dietro le righe a pentagramma del filo spinato.
Noi zingari di Europa, di cenere pesante
senza destinazione di oltre vita
da nessun Dio chiamati a sua testimonianza
estranei per istinto al sacrificio
bruciammo senza l’odore della santità
senza residui organici di una pietà seguente,
bruciammo tutti interi, chitarre con le corde di budello.

Tratto da “Solo andata – righe che vanno troppo spesso a capo” – di Erri De Luca, pubblicato da Feltrinelli, pagina 47

Scritto da Mac La Mente

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Libri – Incipit di Sola andata (righe che vanno troppo spesso a capo) di Erri De Luca

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 6, 2010 in Blog, In Libreria, Incipit

Forse sono monotematico, forse no, non lo so ma sono stato rapito da questo scrittore e per la terza volta, dopo aver inserito nei mesi precedenti due incipit dei suoi libri (Montedidio e Il peso della farfalla), ritorno per questa occasione a parlare di lui, Erri De Luca, con Sola andata (righe che vanno troppo spesso a capo).

E’ un libro di poesie, non molto lungo ma d’effetto. Ogni riga, ogni verso colpisce per la sua profondità.
Se lo si legge in fretta forse non rimane niente ma se ci si sofferma, vi posso assicurare, si provano sensazioni ed emozioni davvero belle perchè ci si immedesima nelle parole…è questa la forza della poesia!

Ecco qui l’incipit di Sola andata (riche che vanno spesso a capo) di Erri De Luca:

Sei voci

Non fu il mare a raccogliersi,
noi raccogliemmo il mare a braccia aperte.

Calati da altopiani incendiati da guerre e non dal sole,
traversammo i deserti del Tropico del Cancro.

Quando fu in vista il mare da un’altura
era linea d’arrivo, abbraccio di onde ai piedi.

Era finita l’Africa suola di formiche,
le carovane imparano da loro a calpestare.

Sotto sferza di polvere in colonna
solo il primo ha l’obbligo di sollevare gli occhi.

Gli altri seguono il tallone che precede,
il viaggio a piedi è una pista di schiene.

Dati del libro:

Titolo: Sola andata (righe che vanno troppo spesso a capo)
Autore: Erri De Luca
Pagine: 92
Casa Editrice: Feltrinelli

Scritto da Mac La Mente

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