C’erano una volta…i libri di testo

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 14, 2015 in Blog, Personal-mente, Società e politica

Prima di cominciare, permettetemi di fare un salto indietro.
Tempo avevo intitolato due articoli così:

- C’era una volta…l’Italia
- C’era una volta…la scuola

Sembra quasi una coincidenza ma se ci si ferma a pensare, e neanche tanto attentamente direi, perché così palese da esser più chiaro di un vetro trasparente, tutto è legato.

C’erano una volta…i libri di testo.

Specifico dicendo di testo solo per far entrare più velocemente nell’ottica e nell’argomento che vado ad affrontare. I libri di testo sono “diversi” dagli altri libri pur conservando un fattore comune: entrambi insegnano qualcosa.

I libri di testo però dovrebbero (uso il condizionale) veramente insegnare qualcosa, argomenti come la Storia, l’Italiano e, come in questo caso, la mia cara Matematica.

Una mattina mi son svegliato…tutto sbagliato (cit. Edoardo Bennato – Tutto sbagliato baby).

Ed è così che la penso quando mi trovo di fronte (e tocco con mano, purtroppo) a un obbrobrio, a una bestialità e schifezza talmente ripugnante che mi viene la pelle d’oca.
E’ qualcosa che non concepisco assolutamente e credo sia giunto il momento di far qualcosa e di riprendere tutti gli insegnamenti corretti del passato che hanno ancora tanto tanto tanto da dire e che non andranno mai in disuso perché fondati, ponderati, studiati seriamente e verificati, maturati nel tempo – unico giudice – e che nessuna riforma potrà mai cambiare – è utopitisco anche il sol pensare di farlo!

Ma veniamo a noi.

Giorni fa su un libro, un libro di preparazione ai test di ingressi universitari – e già questo dovrebbe indicare una specie di garanzia sui contenuti (sbaglio e mi illudo a volte) – ho trovato la prima delle due formule che potete vedere nell’immagine a fondo articolo.

La formula è sbagliata! E ora vi spiego il perché in quanto qualcuno potrebbe obiettare, e se dovesse farlo, son curioso di conoscerne il motivo…rispondetemi! ;)

La formula riporta quello che nello studio delle rette, dei punti ecc… nel piano cartesiano (toh! Credo che Cartesio non sia l’ultimo arrivato!) è chiamata “distanza punto-retta”. Ebbene, una distanza per definizione propria della parola non può mai essere negativa, il libro sostiene il contrario.

 

Esempio al di fuori del contesto matematico:

- Se mi muovo da un punto A a un punto B percorro una distanza di 5 metri.
- Se mi muovo da un punto B a un punto A percorro una distanza di 5 metri oppure torno indietro di 5 metri…ma non ho mai percorso -5 metri e questo perché, anche se a volte non ce ne accorgiamo, utilizziamo quello che viene chiamato “sistema di riferimento”. Non solo, le parole sono fondamentali e tutte hanno un significato preciso che aiuta a comprendere meglio l’azione svolta.

Qualcuno potrebbe dire: “mi immergo in mare e arrivo a -5 metri”
Certo, è corretto ma in questo caso c’è sempre un sistema di riferimento. Il mare è a livello 0 sulla superficie terrestre. Una città può essere a 0 metri sul livello del mare (lsm) e il discorso non cambia quando pensiamo alle profondità marine. Allora sì, non ci sono problemi.

Fine esempio. Ritorniamo alla matematica e riassumiamo un po’.

 

- Il sistema di riferimento c’è ed è fissato o fisso.
- Un punto dista da una retta per una quantità positiva.
- Affinché il risultato sia corretto e si possa applicare la formuletta – il più delle volte appiccicata senza capirne il senso, ahimè – è necessario inserire il valore assoluto che per definizione riporta tutti i numeri al di sopra dell’asse delle ascisse (asse x). E numeri che si trovano al di sopra sono positivi rispetto al riferimento considerato…questo è un dato di fatto!

Non so voi ma a me sembra una cosa così logica e lineare da sembrare quasi scontata.

E allora per favore, lo chiedo davvero con il cuore in mano, possiamo controllare almeno i libri prima di stamparli? Errori di questo tipo creano lacune in chi si affida ai libri per imparare…e me viene tristezza soprattutto quando penso alla scuola e alla matematica in questo caso! :(

 

formuladr

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Scuola: Per i “sapientoni” è un’evoluzione, per me una rovina!

(1 commento) | Commenta | Inserito il ago 1, 2014 in 7 - Attualità, Blog, Società e politica

Generalmente non riporto per intero un articolo di giornale e qualcosa pubblicato su altri siti, preferisco scrivere di mio pugno anche se a volte non è il massimo ma questa volta faccio un’eccezione perché la “novità” che ho appena ascoltato mi ha lasciato senza parole, la considero una cosa che non sta né in cielo né in terra e ora capisco perchè sia stata mantenuta segreta dai “sapientoni”.

Contenuta all’interno della Riforma Gelmini (???), partirà dal prossimo anno scolastico ovvero tra poco più di un mese. E l’italiano? Mi domando. Ancor più maltrattato. Poveri noi.

Leggete e diffondente, è allucinante!

L’articolo qui di seguito è tratto da Corriereuniv.it

 

La novità: Scienze, Geografia, Filosofia, Matematica e Storia dell’Arte potranno essere insegnate in lingua inglese.

Storia dell’Arte, Scienze, Geografia, Matematica, Filosofia: dal prossimo anno scolastico anche materie come queste potranno essere insegnate, per una parte delle ore curricolari, in una lingua straniera nelle classi finali dei Licei e in lingua inglese nelle classi finali  degli Istituti tecnici. L’insegnamento avverrà secondo la metodologia Clil, Content and Language Integrated Learning.

Va infatti a regime, con il coinvolgimento delle classi quinte, la riforma della scuola superiore che ha introdotto l’insegnamento di Discipline Non Linguistiche (Dnl, per dirla con i docenti) in lingua straniera. Una circolare inviata agli istituti (in Allegato) spiega alle scuole come organizzarsi e quali requisiti debbano avere i docenti.

Il Clil è una modalità di insegnamento praticata in molti Paesi europei già dal 1994 e in Italia utilizzata in questi anni da molti istituti con percorsi sperimentali. Il nostro è il primo paese a introdurre il Clil a livello europeo in modo sistematico all’interno del percorso della scuola superiore. L’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera ha già preso il via a partire dall’anno scolastico 2012/2013 nelle classi terze dei Licei linguistici. Ora approda nelle quinte superiori di tutti i Licei e degli Istituti tecnici.

Rendere più vivo l’apprendimento della lingua straniera attraverso un contenuto disciplinare, ma al tempo stesso promuovere tra i nostri studenti un vero possesso della cittadinanza europea, è lo scopo della novità che parte a settembre.

Quali materie e per quante ore?
La scelta della  disciplina da insegnare con metodologia Clil (o delle discipline nel caso dei Licei linguistici, dove dal quarto anno saranno coinvolte due materie insegnate in due diverse lingue straniere) è lasciata agli stessi istituti scolastici. L’obiettivo generale è arrivare a coprire il 50% delle ore in tutti gli indirizzi, ma, con un’applicazione graduale che tenga conto della situazione e delle necessità delle singole scuole. Nell’utilizzo della metodologia Clil le scuole potranno avvalersi di conversatori e assistenti linguistici, potranno prevedere un’organizzazione flessibile dell’insegnamento.

Il Clil alla Maturità
L’insegnamento della disciplina non linguistica sarà valutato anche durante l’Esame di Stato nell’ambito della terza prova scritta e della prova orale sulla base della programmazione del Consiglio di classe risultante dal documento del 15 maggio.

La formazione degli insegnanti
Da più anni il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha avviato percorsi di formazione rivolti ai docenti per l’insegnamento secondo la metodologia Clil al termine dei quali, agli insegnanti, verrà richiesto un livello di conoscenza linguistica C1 e una specifica competenza metodologica. Tra le iniziative del Miur anche la promozione di Reti di scuole.

 

L’articolo è tratto da Corriereuniv.it

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Testimonianze: una Signora anziana, la pensione e la “riforma fornero”

(1 commento) | Commenta | Inserito il nov 22, 2013 in Blog, Società e politica, Testimonianze

Basta. Non vado per il sottile questa volta e se c’è ancora un minimo di libertà di espressione, di pensiero e di parole, sono qui a testimoniarlo – per conto “terzi”, direi – e a gridarlo quasi ad alta voce per farmi sentire il più lontano possibile e far aprire gli occhi a chi ancora li tiene chiusi e continua a fidarsi (ingenuamente) di coloro che fanno il nostro (?) bene.

Sono indignato, anzi, incazzato (non ho mai scritto parolacce sul blog e in verità ne dico poche anche nella vita di tutti i giorni, ma questa volta s’è andati al di sotto del fondo!).

Pubblico qui una testimonianza di una mia conoscente – la mia vicina di casa – che questa mattina ci ha fatto visita con in mano una carta perché voleva capire e soprattutto farsi spiegare da mio padre cosa lo Stato – Inps le ha chiesto.

La mia vicina di casa è una persona anziana, vive da sola in casa piccolissima e percepisce una pensione minima racimolata dopo anni e anni di sacrifici e di duro lavoro. Noi la rispettiamo e quando possiamo l’accompagniamo dove da sola non può arrivare per via dell’età e della distanza: in posta, in banca, dai parenti e a svolgere qualche altro servizietto che non ci pesa affatto perché ci piace renderci utili, perché NOI questa Signora la rispettiamo.

Ho visto questa signora anziana, quasi una nonna per me che non ce l’ho più, piangere.

Ebbene, vi posso assicurare che la tristezza mi ha invaso e osservando quella carta che sventola la rabbia cresceva.

Ho letto con attenzione il documento e sono rimasto esterrefatto. E’ questa sarebbe una riforma? Ebbene sì, non è uno scherzo, le riforme dei “soliti sapientoni” vanno sempre a discapito del popolo e delle tasche del popolo…mica le loro tasche, no? Sempre troppo vuote secondo il loro punto di vista o se non proprio vuote per lo meno piene del giusto perché quello che fanno va ricompensato a dovere, quello che svolgono è di altissimo livello…certo, certo…e io ho vinto il Nobel come persona più intelligente sulla faccia della Terra. Fantasia da parte mia, realtà la prima parte di questo discorso, purtroppo.

Come dicevo, noi la rispettiamo mentre lo Stato – Inps no, e perché? Perché secondo i “favolosi e indispensabili” conteggi che hanno fatto, la mia vicina di casa ha percepito soldi in più (più della metà della pensione mensile) che deve restituire in 24 “comode” rate tramite trattenute sulla sua pensione a partire da febbraio 2014.

Ora, mi sta bene che le si augura di vivere altri due anni (spero moti molti di più e con tutto il cuore) ma non mi sta bene per niente quello che le hanno fatto o stanno per fare.

Non mi sembra per niente giusto, lei alla pensione è arrivata con immensa fatica e sacrificio e sembra – sempre grazie ai “sapientoni” – che quello che le si dà con la destra lo si ritira con la sinistra togliendo anche qualcosa in più. Già, visto che ci siamo, togliamole un po’ di più, può sempre servire!

Pubblico la lettera che vorrei leggeste, dalla quale ho cancellato gli importi e il nome per privacy.
Pubblico questa lettera anche se son sicuro che molti di voi l’avranno già vista…non è una novità.

Scritto da Mac La Mente

Lettera

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Iniziativa – 22 Aprile, Fiori d’azzurro

(3 commenti) | Commenta | Inserito il apr 22, 2012 in Blog, Società e politica

Avrei dovuto inserire ieri questo articolo, lo faccio oggi con la speranza che possa servire come segnalazione e ulteriore divulgazione di una iniziativa che considero davvero molto importante e che è giusto sostenere perchè aiuta tanti, tantissimi i bambini.

Prima di parlarne un pensiero personale mi viene spontaneo da dire: tra le varie cose che non riesco veramente ad accettare, che considero incivili, che vanno aldilà di tutto e che ogni volta che si verificano mi fanno vedere rosso e arrabbiare come non mi capita spesso, c’è la violenza sui bambini!

Nella scala della mia intollerabilità questa violenza occupa un posto molto molto alto e lotterei con tutte le mie forze affinchè scompaia del tutto da questo mondo troppo crudele dove piccole anime indifese subiscono senza poter fare niente. Tocca a noi adulti fare tutto il possibile per rimediare e ricominciare a dare un senso a quello che “vita” significa.

Scusate la parentesi ma è più forte di me: i bambini vanno difesi a spada tratta in questo mondo crudele.

 

Ieri 21 aprile e oggi, domenica 22 aprile, nella maggior parte delle piazze italiane è possibile aiutare l’Associazione Telefono Azzurro con un piccolo gesto di solidarietà, con un fiore – proprio come lo sono i bambini – acquistando una piantina il cui ricavato andrà interamente all’associazione.

21-22 aprile Fiori d’azzurro. Il fiore dei bambini dalla parte dei bambini.

Il motto dell’iniziativa:

“Scegli il fiore di Telefono Azzurro, aiuta anche tu bambini e adolescenti in difficoltà

Con un semplice gesto puoi sostenere concretamente le nostre linee di ascolto e di intervento, le attività dei nostri centri territoriali nelle scuole e nelle carceri e le azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte ai più piccoli.

Con Fiori d’Azzurro stai dalla parte dei bambini.”

Forza dunque, la crisi c’è, è vero, ma un piccolo gesto è sempre possibile e fa stare meglio!

Per maggiori informazioni segnalo il sito dell’iniziativa, Fiori d’azzurro , dove è possibile reperire l’elenco delle piazze italiane in cui son presenti i volontari e i fiori…naturalmente.

Scritto da Mac La Mente

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8 marzo 2012 – Giornata internazionale della donna

(1 commento) | Commenta | Inserito il mar 8, 2012 in Blog, Società e politica

Sono un paio di anni che non scrivo qualcosa, pur ricordando naturalmente, sull’8 marzo e sul suo reale significato che tutto è e in tanti modi si può definire tranne che giorno di festa, anche se conosciuto come Festa della donna.

L’8 marzo è in realtà La Giornata Internazionale della donna, una manifestazione atta a ricordare un avvenimento triste e non di festa, a ricordare le lotte che la donna ha dovuto affrontare e portare sulle sue spalle per raggiungere alcuni traguardi in questa società che spesso e volentieri si dimentica di lei.

L’origine è lontana, risale al 1908, in una fabbrica idi New York dove è venuto a mancare il rispetto, il giusto riconoscimento di quei diritti fondamentali che troppo spesso vengono associati agli uomini – che si credono padroni di tutto – e che invece dovrebbero essere uguali per tutti.

Mi sarebbe piaciuto chiamare questo articolo in ricordo dell’avvenimento come “Testimonianza di un maschietto sull’8 marzo” ma ho scelto un titolo più generale anche se il senso di queste mie parole, e spero tanto si capisca e venga fuori, è ben altro.

La donna ha gli stessi diritti degli uomini e onestamente non capisco perchè debba lottare per averli.
E’ uguale, meglio direi , a tante tante persone di sesso opposto. E’ indispensabile e non sono assolutamente d’accordo con chi sostiene il contrario e pur di mantenere questa sua posizione la maltratta, non considera, la butta in un angolino come se fosse un oggetto e di conseguenza non la fa vivere.

Sono un maschietto dalla parte delle donne, lo sono sempre stato e lo sarò sempre.

L’8 marzo per me ha un significato particolare e l’attribuisco a tutto ma non a una giorno di festa. E’ un giorno di memoria storica, e come la storia in generale, insegna e va ricordato e mai dimenticato.

Quanto mi piacerebbe che tutti fossero trattati allo stesso modo e invece, purtroppo, ci sono ancora casi e paesi che non permetto e non capisco questo, di quando sia importante e vitale per andare avanti e migliorare.

Lascio un fiore per l’8 marzo per tutte le donne che devono ancora lottare e lottare e lottare per ottenere il giusto riconoscimento nella società, un fiore che questa volta non serve molto a festeggiare!

Mac La Mente

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