Siti amici – Amici della Musica Monopoli

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 26, 2013 in Blog, Siti amici

Ho il piacere di presentare oggi un progetto nato dalla collaborazione tra Libera-mente.net e l’associazione Amici della Musica Monopoli: un nuovo stile per il sito!

logo-orazio-fiumeAmici della Musica Monopoli è un’associazione attiva da oltre trent’anni, trentatré per l”esattezza, sul territorio pugliese il cui obiettivo è quello di promuovere e far conoscere artisti e musica che non sempre si ha la possibilità di ascoltare.
Musica classica, popolare, jazz sono i generi che principalmente vengono promossi nel loro programma che di anno in anno si rinnova e cresce sempre più.
Artisti conosciuti a livello nazionale e internazionale e non arricchiscono le serate musicali con le loro esibizioni e intrattengono il pubblico con un repertorio di tutto rispetto.

Amici della Musica Monopoli ora ha un nuovo sito! Il sito è sviluppato in WordPress e con un tema personalizzato, chiaro – i colori principali sono l’amaranto, il bianco e il nero – e di facile navigazione. All’interno del sito è possibile trovare tutte le informazioni utili presenti nel programma della rassegna oltre che la possibilità di acquistare biglietti direttamente online prima di recarsi di persona al botteghino.

Il tema sviluppato è presenta la caratteristica di essere visibile su tutti i dispositivi: smartphone, palmari, tablet e naturalmente computer! ;)

L’elenco delle date in programma si aggiorna automaticamente analizzando la data e questo permette di avere un’homepage ancor più dinamica e sempre aggiornata alla quale si aggiunge la presenza della locandina del prossimo spettacolo, quello che verrà.

Modulo contatti, Informazioni utili, Storia dell’Associazione ecc… è tutto visibile sul sito grazie al menù orizzontale al di sotto del logo. Tutte le descrizioni, con breve biografia degli artisti, è nella sezione Blog e questo permette di farsi un’idea sullo spettacolo e su quello che si andrà ad ascoltare.

Lunga vita agli Amici della Musica di Monopoli, sito amico di Libera-mente.net!

Scritto da Mac La Mente

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Libri – Le pubblicazioni di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il lug 31, 2012 in Blog, Cristiano Torricella, In Libreria

Dopo aver raccolto materiale a sufficienza, pubblicato in questi mesi poesie (vedi categoria Cristiano Torricella) e aspettato che il quadro fosse completo con la pubblicazione dei libri sia in formato cartaceo che in formato digitale – file .pdf – segnalo oggi la possibilità di acquistare, per vero piacere di lettura libera, proprio come piace a me, i tre lavori che lo scrittore-poeta Cristiano Torricella ha messo a disposizione di tutti noi.

I libri hanno visto la luce da un paio di mesi e regalano, oltre che il piacere della lettura, degli squarci di un tempo ormai andato e vissuto dall’autore, pensieri, immagini ed emozioni… Mi riferisco a due di questi tre lavori in particolare, ossia Poesie in dialetto romanesco di fine ’900 del Rione Monti di Roma e Poesie e testi di canzoni in dialetto romanesco dai Castelli Romani. Il terzo libro invece 2050. Disastro nucleare a Milano tratta un argomento diverso: parla dell’uomo, della sua stupidità nell’interpretare la tecnologia e voler, a volte, superare persino Dio e Madre Natura…il disastro in questo caso è assicurato!

I libri sono disponibili nelle maggiori librerie online e, naturalmente, sul sito della casa editrice Simple a questo indirizzo: Cristiano Torricella, dal quale estraggo per ognuno di essi la sinossi e la copertina.

 

2050. Disastro nucleare a Milano

“2050. Disastro nucleare a Milano” è il romanzo territoriale locale, made in Italy, che narra la cecità e la stupidità dell’uomo tecnologico moderno ed i disastri da lui provocati, quando Egli si mette in testa di superare, con la sua imperfetta tecnologia atomica, in modo del tutto irragionevole, persino Dio e Madre Natura, provocando, così, immani disastri, e soprattutto, “Grande Paura!”.

Edizione cartacea – brossura a 15,00 euro
Edizione digitale – pdf a 6,99 euro

 

Poesie in dialetto romanesco di fine ’900 del Rione Monti di Roma

Dalla Torre del Capocci alla basilica di san Martino al Monti, dal campetto della Polveriera al Colosseo ed a Colle Oppio, dal Museo Nazionale d’Arte Orientale a tutto lo storico Rione Monti e dintorni, un formidabile atto d’amore verso la città di Roma e verso il Rione Monti ed i suoi antichi e moderni abitanti è questo libro, una novità editoriale assoluta, nel panorama italiano e mondiale.

Edizione cartacea – brossura a 9,00 euro
Edizione digitale – pdf a 3,99 euro

 

Poesie e testi di canzoni in dialetto romanesco dai Castelli Romani

È raccolta, in questo libro, una piccolissima parte della vasta ed originale produzione poetica, teatrale e musicale, prodotta dall’autore, dal 1994 ad oggi, ai Castelli Romani. Dall’autore di “Poesie in dialetto romanesco di fine ’900 del Rione Monti di Roma” e di “2050-disastro nucleare a Milano”.

Edizione cartacea – brossura a 9,00 euro
Edizione digitale – pdf a 3,99 euro

Buona lettura!

Scritto da Mac La Mente

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In Libreria – Il mago dei numeri di Hans Magnus Enzensberger

(0 commenti) | Commenta | Inserito il giu 9, 2009 in Blog, In Libreria

Il mago dei numeri è un eccellente romanzo dello scrittore, poeta e saggista tedesco Hans Magnus Enzensberger.

Scritto per una bambina di dieci, il libro si rivolge in realtà a tutti ed è una lettura godibilissima a qualunque età: una favola magica per i ragazzi, un delizioso romanzo per gli adulti, un modo originale e piacevole di accostarsi al (temuto) mondo dei numeri e di “imparar dilettandosi” per tutti.

Articolato in dodici capitoli – tanti quanti sono gli incontri tra i due protagonisti – è infatti “Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica“, come recita il sottotitolo, in cui l’Autore ci fornisce la chiave di lettura del testo e ci dice a che cosa andremo incontro se ci addentreremo nelle sue pagine: ci troveremo immersi in una fantastica avventura vissuta in sogno e scopriremo che il tanto paventato mondo della matematica è invece un universo pieno di magia e di fascino e – per quanto possa sembrare impossibile a chi non ama o teme questa materia – straordinariamente interessante, accattivante, stimolante e, perché no, divertente.

Protagonista della storia è Roberto, un ragazzino di dieci anni stufo di sognare, perché in sogno si trova sempre in pericolo e i suoi desideri non si realizzano mai.
Ma una notte in sogno gli compare un buffo ometto, il mago dei numeri, che ha deciso di fargli visita per fargli vivere sogni diversi e per fare quattro chiacchiere con lui in merito all’altro suo grande fastidio: la matematica.

Già, perché Roberto detesta la matematica che considera “un modo da deficienti di passare il tempo“, nulla più che un insieme di noiosi e inutili esercizi inventati dagli insegnati per far impazzire i ragazzi.
Come gli esercizi che il suo insegnate di matematica, il perfido e golosissimo professor Mandibola, ha l’abitudine di rifilare in classe per tenere occupati gli studenti intanto che lui si rimpinza di ciambelle: “se due pasticcieri in sei ore fanno 444 ciambelle, quanto tempo impiegano cinque pasticcieri per farne 88?

Ma la matematica – rivela subito il mago al giovane protagonista – non ha nulla a che vedere con le lezioni e i compiti del professor Mandibola, è tutta un’altra cosa.
E comincia immediatamente a mostrare all’incredulo, scettico e recalcitrante Roberto che cosa sia veramente questa materia.

Partendo dai concetti basilari – il numero 1 da cui si possono costruire tutti gli altri numeri, e il numero 0 – il mago accompagna così il suo giovane allievo in un viaggio avventuroso e fantastico alla scoperta degli elementi fondamentali della matematica, dai più semplici ai più complessi, e dei principi che li governano e ne determinano i rapporti: i numeri naturali, gli irrazionali, le frazioni, le costruzioni geometriche, pi greco, le successioni di Fibonacci, il triangolo di Tartaglia…

Per farlo crea scenari fantastici – boschi di numeri 1, piscine di numeri, paesaggi innevati che si trasformano in cinema – su cui far vivere magie di ogni tipo: serpentoni di numeri 9, lepri che parlano, calcolatrici grandi e morbide come comodi divani, matitoni giganti che scrivono in cielo e sull’acqua, numeri trasformati in ragazzi.
Usa situazioni e oggetti concreti: chewing-gum, noci di cocco, la spazzatura nel cortile della scuola.
E, soprattutto, utilizza per ogni concetto spiegato immagini e disegni che rendano immediatamente visibile e comprensibile il concetto stesso. E un linguaggio tanto preciso, quanto evocativo e fiabesco, trasformando i nomi di molti principi matematici in nomi (e concetti) impossibili da dimenticare: i numeri naturali diventano “numeri normalissimi“, i numeri primi “numeri principi“; le radici quadrate “rape“, Fibonacci diventa il signor Bonaccioni e la sua successione “numeri Bonaccioni“, ecc.

In questo caleidoscopio di immagini e di magie Roberto vede con i suoi occhi e tocca letteralmente con mano che il mondo della matematica non è un arido, astratto, noioso e inutile insieme di formule e formulette da mandare a memoria. Ma, al contrario, è un universo fantastico, ricchissimo di sorprese e di scoperte non solo interessanti, affascinanti e divertenti, ma legate a tutto ciò che ci circonda (la riproduzione delle lepri e dei rami degli alberi, segue per esempio la logica della serie numerica di Fibonacci) e utile per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni (conoscere per esempio le possibili combinazioni di strade per andare a trovare amici che abitano in zone diverse).

E alla fine del suo viaggio onirico, dopo aver avuto modo di vedere di persona alcuni tra i più noti matematici della storia (Archimede, Bertrand Russell, Eulero e Gauss, Cantor) ed essere stato insignito del titolo di “apprendista dei numeri”, il ragazzo scoprirà compiaciuto che le scoperte fatte insieme al mago gli hanno insegnato un modo di ragionare che gli permette di risolvere in modo rapido e piacevole (il piacere del ragionamento e della scoperta!) quei compiti di matematica che, una volta, viveva come torture imposte da un antipatico insegnante.

Il libro è un’ottima lettura, interessante, piacevole e ricca di stimoli. Scritto da un non matematico, ha il grande pregio della chiarezza del non addetto ai lavori unita però alla precisione scientifica e al fascino della fiaba nata dalla penna di uno scrittore di grande talento, capace di “insegnar dilettando” e di catturare l’attenzione dalla prima all’ultima riga, stimolando il desiderio di saperne di più e di approfondire quello che si è letto.

Arricchito dalle splendide illustrazioni di R. Susanne Berner, fondamentali per la magia della fiaba e per la comprensione immediata dei concetti espressi, ha tra i suoi pregi principali, a mio parere, la capacità di mostrare che cosa voglia dire insegnare. Quale che sia la materia, insegnare vuol dire insegnare a imparare a ragionare, a porsi domande e cercare risposte mai scontate; insegnare il piacere di usare il cervello e di non accontentarsi di risposte preconfezionate; insegnare che imparare è una continua scoperta e una continua avventura e che l’impegno e la costanza richiesti per farlo danno in cambio soddisfazioni e piacere profondi e che permettono di vivere meglio.

Dati del libro:

Autore: Hans Magnus Enzenseberger
Titolo: Il mago dei numeri
Editore: Einaudi 1997, 2005, pp. 263
Traduttore: Enrico Ganni
Illustrazioni: R. Susanne Berner

Sul forum si puo’ leggere l’incipit del libro a questo link.

Scritto da Vianne

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Libri – Coca Cosa? Conoscerla per evitarla di AA.VV.

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 24, 2009 in Blog, In Libreria

In edicola si trova di tutto, è proprio il caso di dirlo, e anche se la maggior parte delle volte ci si ritrova davanti a riviste di gossip, fumetti, dvd e cd, capita di trovare e conoscere libri davvero interessanti. Questo è quello che mi è successo un po’ di tempo fa quando in un cartone quasi abbandonato ho trovato questo libricino edito dalla casa editrice Stampa Alternativa intitolato Coca Cosa? Conoscerla per evitarla.

Scopo di questo articolo non è far polemica sulle azioni della nota casa di bibite Coca Cola, ma cercare di far aprire gli occhi e conoscere aspetti il più delle volte dati per scontati o trascurati, fatti messi subito a tacere per non ostacolare il potere.

Il libro comincia così:

Ancora e sempre controinformazione

Coca Cola, al pari di Mc Donald’s, Nike e di svariate altre note multinazionali, non solo sono i marchi più venduti al mondo, ma perfino le parole più globalmente note. Una ricchezza e una notorietà che – come denunciano le campagne di boicottaggio mondiali – sono pagate a caro prezzo, spesso a danno dei lavoratori, dell’ambiente e degli stessi consumatori. Lo sfruttamento delle persone più povere del pianeta, nonchè i colossali danni all’ambiente che sempre più ci si stanno ritorcendo contro, dovrebbero suscitare interesse e indignazione comuni. Eppure questi fatti sono abilmente celati da colossali e martellanti campagne pubblicitarie, capaci di trasformare macchine del profitto in azienda friendly, accattivanti, perfino caritatevoli. Ognuna delle tre multinazionali sopraccitata ha non a caso la sua buona fondazione che aiuta gli orfanelli e scolari nel mondo: quale migliore pubblicità, quale migliore modesto investimento per fare fronte, nell’opinione pubblica che muove i denari, alla critiche mosse da associazioni sindacali e di consumatori, esponenti politici e religiosi, fino all’ultimo e anonimo collettivo?!?

Certo noi non abbiamo mezzi economici per esprimere in un modo mediaticamente capillare – al pari insomma delle loro pubblicità – il senso d’ingiustizia che emerge da vicende come quelle della Coca Cola. La controinformazione ha del resto più bisogno di idee che di capitale, di volontà di giustizia che di spot televisivi. Non ha jingles, né pupazzetti-mascotte, né concorsi a premi, né del resto scheletri nell’armadio. Viaggia per passaparola, in milioni di volantini, in reti locali come in quella globale di Internet. Alla forza delle immagini preferisce quella dei dati, dei fatti, del parere degli esperti, delle denunce di chi vive i soprusi in prima persona.

[...]

da Cosa Cosa? – conoscerla per evitarla. Pubblicato da Stampa Alternativa. Pagine 3 e 4

Sembrerebbe un inizio di denuncia ma non lo è, scopo del il libro è fare controinformazione e raccontare le azioni commesse dalla Coca Cola. La multinazionale viene paragonata ad una organizzazione mafiosa con fini di lucro e si insinua il dubbio che sia la mandante di diversi sequestri pur di proteggere i suoi profitti, di farsi largo sul mercato e continuare a vendere, vendere, vendere…

Nelle ventotto pagine di questo libro vengono illustrate la storia della multinazionale e le azioni legali che ha subito negli anni. In particolare si parla e ci si sofferma sulla situazione in Colombia, sullo sfruttamento operato dalla Coca Cola sulla mano d’opera e sulle intimidazioni ai danni di alcuni funzionari che lavoravano per lei. Si parla di sequestri e di favoreggiamento, di azioni compiute da parte di gruppi armati che fanno irruzione nelle fabbriche e intimano agli operai di sottostare a delle regole ferree rinunciando a tutti i loro diritti.

Nonostante la brevità del testo i contenuti non mancano e fanno riflettere. Questi contenuti sono tutti documentati sul web in siti come REBOC (REte italiana BOicottaggio Coca-Cola), Terrelibere e Amnesty International che da anni denunciano le multinazionali perchè spesso e volentieri non assicurano i giusti diritti a chi lavora per loro.

Il libro si leggere velocemente e alla fine nascono spontanee alcune domande, nel mio caso quelle che ricordo sono le seguenti:

- Come è possibile che le azioni di cui è accusata la Coca Cola siano vere?
- Come è possibile che la Coca Cola sia libera di far quello che vuole?
- Possibile che sia sempre riuscita a uscire indenne dalla maggior parte dei processi a suo carico?

Le risposte sono personali, si è liberi di pensare che i fatti raccontati siano veri o falsi, ma qualche dubbio rimane e fa cominciare a pensare; credo che questo sia un buon punto di partenza per non farsi abbindolare.

Dati del libro:

Titolo: Coca Cosa? Conoscerla per evitarla
Autori: AA.VV.
Casa Editrice: Stampa Alternativa
Anno: 2005
Pagine: 28
Scheda del libro sul sito dell’editore: Scheda

Scritto da Mac La Mente

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Pentagramma – Innocent When You Dream di Tom Waits (1/3)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 19, 2009 in Artisti, Blog, La musica del tempo

Pentagramma – Innocent When You Dream di Tom Waits (2/3)
Pentagramma – Innocent When You Dream di Tom Waits (3/3)

Innocent When You Dream è uno dei brani più belli e probabilmente più conosciuti di quello straordinario maestro della musica del Novecento che è Tom Waits.

Ballata malinconica e struggente, ma pure venata a tratti dall’inconfondibile ironia dell’autore, la canzone fu composta nel 1986 quale tema della commedia musicale Frank’s Wild Years, pièce scritta da Tom Waits e dalla moglie Kathleen Brennan e messa in scena nello stesso anno dalla Steppenwolf Theatre Company di Chicago con Tom Waits nelle vesti del protagonista Frank, un musicista sognatore e vagabondo alla ricerca di un improbabile, se non impossibile, posto al sole.
Nel 1987 fu poi pubblicata nello splendido album Franks Wild Years che riunisce i brani dell’opera teatrale insieme ad altri inediti.

Questa canzone è quindi parte di un insieme. Godibilissima e stupenda da sola, acquista però ancora più spessore e si arricchisce di infinite sfumature e risonanze, che consentono di apprezzarla e goderla nella sua pienezza, se vista all’interno dell’opera cui appartiene. Anzi, della duplice opera: da un lato il lavoro teatrale e il disco che la contiene; dall’altro la trilogia di cui il disco fa parte.

Infatti l’album è da ascoltare come terza parte della trilogia scritta da Waits negli anni ’80 e costituita da Swordfishtrombones del 1983 (uno dei cui brani più intensi si intitola non a caso Frank’s Wild Years), Rain Dogs del 1985 e, appunto, Franks Wild Years del 1987.

La trilogia a livello tematico è dedicata a rappresentare e cantare il mondo degli emarginati, dei sognatori, dei reietti, di quei rain dogs, i vagabondi e i senzatetto, che rappresentano l’altra faccia della società.

A livello musicale è dedicata alla sperimentazione e alla ricerca di sonorità capaci di raccontare ed esprimere dall’interno quel mondo, un mondo che l’artista ben conosceva per averne fatto parte per anni.
Per trovarle Waits si rivolge a tutte le forme di musica tradizionale e popolare americana, afroamericana ed europea: attinge dal folklore e dal teatro musicale, in particolare di Kurt Weil, dal cabaret e dal blues, dal rock e dai crooner (i cantanti alla Frank Sinatra), dal jazz e dalla musica da strada. Attinge e stravolge, deforma, distorce e contamina tra loro le sue fonti, per poi distillarne suoni e ritmi asimmetrici e dissonanti che la sua genialità artistica e il suo incredibile istinto musicale elaborano e fondono in un tessuto sonoro nuovo, originalissimo e perfetto. Una creazione musicale con la quale Tom Waits, grazie anche all’uso di strumenti di ogni provenienza – dal pianoforte alle marimbe e alle maracas, dalle chitarre elettriche al banjo e all’organetto – e di quello strumento stupefacente e unico che è la sua voce, riesce a raccontare come mai nessuno aveva fatto prima quel mondo parallelo degli invisibili e dei vinti che popolano il wild side, il lato disabitato e selvaggio, del sogno americano.

Tutto questo si ritrova nella pièce, nel disco e, naturalmente, in Innocent When You Dream. La canzone, come ho già detto, rappresenta il tema della commedia musicale, e viene quindi ripetuta più volte nei momenti topici dello spettacolo. Anche nell’album viene presentata in due versioni, una estesa nella sezione iniziale, Innocent When You Dream (Barroom), e una ridotta a chiusura del lavoro, Innocent When You Dream (78), a creare una struttura quasi circolare che racchiude in se’ l’intera storia di Frank.

Ma qual è questa storia, e quindi anche la storia del brano?
Frank è un suonatore di organetto che decide di abbandonare il suo paesino per andare a cercare fortuna nelle grandi città. Ma in città non c’è posto per lui e per la sua musica e, povero in canna e senza alcuna prospettiva, l’uomo si addormenta su una panchina e sogna. Sogna di tornare al suo paese, di ritrovare gli amici e la donna che ha amato, sogna di raccontare i suoi (inesistenti) successi. E finisce invece per raccontare la sua vera storia: la storia di un sognatore che, frustrato nel suo desiderio di realizzare il grande sogno, vive la vita randagia del reietto che non sa, non può e non vuole integrarsi nell’american way of life.

In particolare, Innocent When You Dream racconta il momento in cui Frank sogna di tornare al suo paese e ricorda la donna che ha amato e gli amici, tutti abbandonati per inseguire il suo sogno. Forse si sente in colpa, forse vorrebbe poter tornare indietro e cambiare le scelte che ha fatto. O forse no, forse rifarebbe tutto, chissà…
Ma in ogni caso, quale che sia il suo sentimento e quali che siano o siano state le sue scelte, i suoi sogni non hanno alcuna colpa. Perché quando si sogna si è sempre innocenti.

(continua)

Scritto da Vianne

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