Artisti: Lucio Battisti (1998 – 2018)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 9, 2018 in 1 - Il Pentagramma, Artisti, Blog

Difficile condensare e sintetizzare un pensiero su Cantautori, Scrittori, Musicisti, in una parola: Artisti, che in qualche modo, in maniera diversa e unica, ovviamente, sono entrati nel mio e sicuramente nel vostro DNA…

C’è chi, fortunatamente, è ancora con noi, anche se fuori dalle cosiddette scene e chi, come in questo caso, ci ha lasciato e parecchio tempo fa…anche se sembra ieri, incredibile!

Vent’anni fa è scomparso Lucio Battisti.

Come rendergli omaggio? Cosa scrivere di diverso da quello che è già stato detto? Quale canzone scegliere del suo repertorio? Difficile, molto difficile, anche questo…

Non farò allora riferimenti particolari ad album, canzoni, testi, collaborazioni che Battisti nel corso della sua carriera ha fatto e vissuto, il mio discorso sarà generico, breve, talmente breve che praticamente è già finito perché ho solo voglia di ricordarlo e di ascoltare la sua voce e la sua musica, lasciandomi trasportare tra ”pensieri e parole”.

Il mio canto libero è per te, Lucio, e scusami se sono stonato ma canto con il cuore proprio come te! ;)

battisti-ipa

Tags : , , , , , ,

 

Artisti: Demetrio Stratos (1979 – 2018)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il giu 13, 2018 in 1 - Il Pentagramma, Artisti, Blog, Personal-mente

Ringrazio Oscar Marino – amico, musicista, amico musicista – per il bellissimo e sublime pensiero che ha dedicato a Demetrio Stratos e che mi ha permesso di condividere qui…

Oggi trentanove anni fa, se ne andava solo con il corpo, Demetrio Stratos l’uomo che trascese i confini della Voce e della vocalità come nessun altro nei tempi moderni.

Luminosissima stella che mai si spegnerà nel firmamento della vera Arte.

La Natura matrigna, scossa dal prodigio che aveva creato lo volle richiamare prematuramente a sé, accomunandolo al destino di altri portentosi spiriti.

Oggi più che mai in una fase di enorme stagnazione culturale, penosa crisi creativa e disconoscimento del significato più alto della parola arte, avvertiamo potente ed insopprimibile, il bisogno di abbeverarci all’opera di chi, come Demetrio Stratos, ha polverizzato tutte le certezze ed i confini, per spingersi al di là, nell’ignoto.

Immortale

Qui il messaggio su Facebook: A Demetrio Stratos di Oscar Marino

35123499_1811242515564937_4790561742629371904_n

Tags : , , , , , ,

 

C’erano una volta…i libri di testo

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 14, 2015 in Blog, Personal-mente, Società e politica

Prima di cominciare, permettetemi di fare un salto indietro.
Tempo avevo intitolato due articoli così:

- C’era una volta…l’Italia
- C’era una volta…la scuola

Sembra quasi una coincidenza ma se ci si ferma a pensare, e neanche tanto attentamente direi, perché così palese da esser più chiaro di un vetro trasparente, tutto è legato.

C’erano una volta…i libri di testo.

Specifico dicendo di testo solo per far entrare più velocemente nell’ottica e nell’argomento che vado ad affrontare. I libri di testo sono “diversi” dagli altri libri pur conservando un fattore comune: entrambi insegnano qualcosa.

I libri di testo però dovrebbero (uso il condizionale) veramente insegnare qualcosa, argomenti come la Storia, l’Italiano e, come in questo caso, la mia cara Matematica.

Una mattina mi son svegliato…tutto sbagliato (cit. Edoardo Bennato – Tutto sbagliato baby).

Ed è così che la penso quando mi trovo di fronte (e tocco con mano, purtroppo) a un obbrobrio, a una bestialità e schifezza talmente ripugnante che mi viene la pelle d’oca.
E’ qualcosa che non concepisco assolutamente e credo sia giunto il momento di far qualcosa e di riprendere tutti gli insegnamenti corretti del passato che hanno ancora tanto tanto tanto da dire e che non andranno mai in disuso perché fondati, ponderati, studiati seriamente e verificati, maturati nel tempo – unico giudice – e che nessuna riforma potrà mai cambiare – è utopitisco anche il sol pensare di farlo!

Ma veniamo a noi.

Giorni fa su un libro, un libro di preparazione ai test di ingressi universitari – e già questo dovrebbe indicare una specie di garanzia sui contenuti (sbaglio e mi illudo a volte) – ho trovato la prima delle due formule che potete vedere nell’immagine a fondo articolo.

La formula è sbagliata! E ora vi spiego il perché in quanto qualcuno potrebbe obiettare, e se dovesse farlo, son curioso di conoscerne il motivo…rispondetemi! ;)

La formula riporta quello che nello studio delle rette, dei punti ecc… nel piano cartesiano (toh! Credo che Cartesio non sia l’ultimo arrivato!) è chiamata “distanza punto-retta”. Ebbene, una distanza per definizione propria della parola non può mai essere negativa, il libro sostiene il contrario.

 

Esempio al di fuori del contesto matematico:

- Se mi muovo da un punto A a un punto B percorro una distanza di 5 metri.
- Se mi muovo da un punto B a un punto A percorro una distanza di 5 metri oppure torno indietro di 5 metri…ma non ho mai percorso -5 metri e questo perché, anche se a volte non ce ne accorgiamo, utilizziamo quello che viene chiamato “sistema di riferimento”. Non solo, le parole sono fondamentali e tutte hanno un significato preciso che aiuta a comprendere meglio l’azione svolta.

Qualcuno potrebbe dire: “mi immergo in mare e arrivo a -5 metri”
Certo, è corretto ma in questo caso c’è sempre un sistema di riferimento. Il mare è a livello 0 sulla superficie terrestre. Una città può essere a 0 metri sul livello del mare (lsm) e il discorso non cambia quando pensiamo alle profondità marine. Allora sì, non ci sono problemi.

Fine esempio. Ritorniamo alla matematica e riassumiamo un po’.

 

- Il sistema di riferimento c’è ed è fissato o fisso.
- Un punto dista da una retta per una quantità positiva.
- Affinché il risultato sia corretto e si possa applicare la formuletta – il più delle volte appiccicata senza capirne il senso, ahimè – è necessario inserire il valore assoluto che per definizione riporta tutti i numeri al di sopra dell’asse delle ascisse (asse x). E numeri che si trovano al di sopra sono positivi rispetto al riferimento considerato…questo è un dato di fatto!

Non so voi ma a me sembra una cosa così logica e lineare da sembrare quasi scontata.

E allora per favore, lo chiedo davvero con il cuore in mano, possiamo controllare almeno i libri prima di stamparli? Errori di questo tipo creano lacune in chi si affida ai libri per imparare…e me viene tristezza soprattutto quando penso alla scuola e alla matematica in questo caso! :(

 

formuladr

Tags : , , , , , ,

 

Cosa ho provato con La musica provata di Erri De Luca – parte 3/3

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 21, 2014 in Blog, In Libreria, Personal-mente

Prima di cominciare mi sembra giusto fare una piccola premessa: non sono impazzito, o per lo meno credo di non esserlo del tutto, ma chi mi conosce bene sa che sono pazzo dei libri e di tutti gli scritti di Erri De Luca ed è per questo che negli articoli che seguiranno (tre in totale) riporto alcuni frammenti tratti dalla sua ultima pubblicazione “La musica provata” – in particolare l’incipit e un passaggio che trovo significativo – per poi spostarmi, rimanendo sul posto, a sensazioni provate, pensieri e quant’altro durante la lettura del libro che ho praticamente divorato con fame famelica…l’aspettavo da tempo, come un sommozzatore aspetta il ritorno in superficie per riprendere a respirare dopo aver finito l’ossigeno nella sua bombola…

 

Questa è la premessa che riporterò in tutte e tre le parti. Altro arriverà in seguito…

 

gattiE finalmente è arrivato il momento di raccontare.
In precedenza ho lasciato spazio, come è giusto che sia, alle parole e ai ricordi dell’enciclopedia vivente Erri De Luca e alla sua musica provata. Le mie sono più che altro sensazioni legate alla lettura di quello che viene definito libro.

Ma cosa è un libro? Nel dizionario online della Garzanti (link) è definito così:

1. insieme di fogli, stampati o manoscritti, tenuti insieme secondo un dato ordine e racchiusi da una copertina

a me piace più la seconda definizione

2. (in botanica) la parte del tronco di un albero vicina alla corteccia, ricca di vasi fibrosi.

La musica provata è un insieme di vasi fibrosi che si intrecciano a formare un reticolo, una rete costituita da tante maglie dalle ampiezze e aperture più disparate, un sistema circolatorio il cui flusso di liquido all’interno ti cattura e trasporta lungo tutto il suo percorso dall’inizio alla fine.
Il fluido ne La musica provata è denso e corposo, melodico e drammatico, ricco di note sul pentagramma che si alternano a momenti di silenzio e a pause più o meno lunghe dove il tempo è dettato dalla riflessione.

Ho letto La musica prova in tutte le stanze della mia abitazione, anche in bagno – lo confesso – o nel piccolo spazio del ripostiglio, e l’ho fatto non solo perché non riuscivo a staccarmi dal libro ma per assorbire i suoni dell’ambiente circostante e incamerarli in ogni singola pagina dell’opera di Erri De Luca. Il risultato è stato sconvolgente. Ad ogni periodo, frase, citazione incontrata – sia essa un nome o il titolo di una canzone – ho ascoltato e ricevuto in cambio così tanti input (non mi viene altro termine da usare, l’informatico che è in me salta fuori sempre) che alla fine mi son sentito appagato, sazio di parole per aver mangiato così bene da non vedere l’ora di replicare e riassaggiare il prima possibile tutte queste pietanze prelibate…

E’ questo quello che ho provato leggendo e spero, lo spero davvero tanto, di aver fatto venire a voi anche fame. Nel caos che c’è intorno, dettato dalle frottole con le quali ci bombardano, ritagliarsi un proprio spazio per rigenerarsi è molto importante! Grazie Erri!

Solo ora mi rendo conto di aver paragonato il libro al cibo – e mi viene quasi da ridere – ma con entrambi, vivo.

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , ,

 

Personal-mente: C’era una volta…la scuola

(1 commento) | Commenta | Inserito il giu 26, 2014 in 8 - Liberi Pensieri, Blog, Personal-mente

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

(L’infinito – Giacomo Leopardi)

 

logo scuolaamicaCominciare con una poesia credo sia il modo migliore per introdurre l’argomento che mi accingo ad affrontare per l’ennesima e non ultima volta, purtroppo.

Perché cominciare con L’Infinito di Giacomo Leopardi? E’ una domanda che mi sono posto anch’io e diverse sono le risposte che mi sono dato.
Innanzitutto per un valore sentimentale, è una delle prime poesie che ho studiato e mi rimanda indietro nel tempo a quando tutto era più semplice e poi mi viene naturale L’infinito – quando penso alla scuola penso alla Poesia.
Poesia non intesa e interpretata come versi da imparare a memoria di grandi poeti e scrittori, magari non come una cantilena ripetuta senza capirne e carpirne il senso ma come Poesia vera e propria.

La Poesia – anche se in questi anni per me si è trasformata per questioni professionali e per passione nella parola codice (Il codice è poesia), codice inteso come programmazione al computer – è qualcosa che regala infinite sensazioni, apre orizzonti, trasmette, rimane e insegna.

E così come Leopardi aveva il suo posto ideale da dove guardare e dove sentirsi infinito, così era per me la scuola: un infinito luogo di infinita conoscenza dove crescere, maturare e migliorare.

Nella scuola di oggi, ahimè, trovo non ci sia più Poesia.

Già, è della scuola che sto parlando.

Ho la fortuna di seguire, nei miei limiti naturalmente, dei ragazzi nelle materie in cui risultano un po’ carenti, non sono un insegnate/professore/docente, ma quando vedo l’orrore devo dirlo, è più forte di me.

La scuola dai miei tempi è cambiata e in peggio. Se mai dovessi fare un paragone purtroppo lo farei con una banca in quanto ormai si parla solo di “debiti” e “crediti” accumulati durante tutta la carriera scolastica. Per qualcuno questo sistema è la manna scesa dal cielo, per me no.

Sono cresciuto in una scuola dove si veniva rimandati a settembre per recuperare quelle materie apprese poco durante l’anno e allora via a studiare per tutta l’estate per l’esame di riparazione: estate compromessa, mare zero, uscite quasi annullate, niente vacanza in definitiva ecc…
E’ ancora così (?) ma gli studenti maturano “debiti” e devono recuperare questa o quell’altra materia.
Ma quello che mi/vi chiedo è: “Come è possibile recuperare una materia sviluppata in un intero anno scolastico in sole tre lezioni che fanno parte dei corsi di recupero organizzati dalla scuola stessa?”

Me lo sono chiesto proprio oggi quando ho saputo che il recupero – parolone in questo caso – è organizzato così.

Esempio di cui sto parlando:

- Tre lezioni di due ore tenute dal docente entro e non oltre il 15 luglio. (Una a settimana praticamente)
- Stop di un mese e mezzo – giusto il tempo di far dimenticare quello che è stato fatto.
- Breve colloquio (proforma, direi) con il docente a fine agosto – inizio settembre.
- Promozione sicura all’anno successivo.

Pazzia? No, realtà.

Dal mio punto di vista tutto questo è assolutamente ri-di-co-lo!

Non ha senso e non riesco a trovare un senso. Il patrimonio culturale ne risente tantissimo così come ne risente la futura persona e membro della società.
Già, perché non dimentichiamolo, il ragazzo di oggi è uomo domani ma senza basi e con fondamenta appoggiate sulla sabbia, deboli e pronte a cascare giù.

Personal-mente tengo tanto alla Scuola e alla sua Poesia e vederla ridotta in questo modo mi rende triste e mi fa incazzare (scusate il termine ma è mi è venuto spontaneo).

Tutti i cambiamenti che in questi anni hanno apportato al sistema scolastico, le famose riforme (odio questo termine), pensate dai soliti sapientoni, stanno distruggendo intere generazioni. Grazie, grazie tante! Se li avessi tra le mani, oltre a dirgliene quattro, li mangerei! Grrr!

Mi dispiace professori e ragazzi ma fino a quando sarà così la situazione è davvero difficile, se non impossibile, trovare una soluzione…

Scritto da Mac La Mente :(

Tags : , , , , ,